Nota del Padre Ariel: “il dolce stil cavalleresco di certi cavalieri”

NOTA DEL PADRE ARIEL: «IL DOLCE STIL CAVALLERESCO DI CERTI CAVALIERI»

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Ci tengo a precisare che questo mio non è “puntiglio” e meno che mai permalosità, tutt’altro. La verità è che io non sopporto quella categoria di persone che dopo avere baciato il sacro anello a un prelato alla festa di qualche ordine cavalleresco, millantano coi conoscenti di avere il “potere” di far richiamare i preti come e quando vogliono.

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Autore Padre Ariel
Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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L’Isola di Patmos è una rivista di teologia ecclesiale e di aggiornamento pastorale seguita e apprezzata, impreziosita dalla firma di un insigne membro della Pontificia Accademia di Teologia, il teologo domenicano Giovanni Cavalcoli. Il 20 novembre festeggeremo il 13° mese di vita proprio mentre stiamo raggiungendo i 3.000.000 di visite. A maggior ragione mi duole usare questa rivista per questioni non teologiche e non pastorali di cui farei volentieri a meno di parlare. A volte però, purtroppo, è necessario difendersi affinché certe cose non accadano più. Questo il motivo per il quale non sempre si possono lasciare senza risposta futili quisquilie, come invece si vorrebbe, per occuparsi di cose più serie ed edificanti.

Ariel S. Levi di Gualdo

lion

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baffetto
questa foto è presente nei pubblici motori di ricerca, è pubblicata in vari siti e blog, ma soprattutto è presente in Pinterest [vedere QUI], il più grande archivio al mondo per la pubblica condivisione di immagini, fotografie e video [vedere QUI]

Il 12 ottobre 2015 l’Isola di Patmos pubblicò un articolo dove tra le foto che accompagnavano il testo figurava quella di S.E. Mons. Mario Oliveri, Vescovo emerito di Albenga, ripreso durante una sacra liturgia [vedere QUI]. Alle sue spalle un Signore in frac e insegne cavalleresche preposto a reggere l’ombrello durante la distribuzione della Santissima Eucaristia [vedere QUI, QUI, QUI, ecc …]

Questo Signore di cui non ricordo il nome m’inviò una email alla casella di posta dell’Isola di Patmos per chiedere di rimuovere questa foto dall’articolo. Risposi che tale foto e didascalia che accompagnava il testo di cui ero autore, era stata inserita dai collaboratori di redazione senza che l’avessi vista, non avendo provveduto io alla impaginazione grafica dell’articolo. Spiegato ciò provvidi ad esaudire la richiesta rimuovendola immediatamente.

Detto questo proseguo narrando: nella sua email di richiesta alla quale fece seguito la mia pronta e cortese risposta, quindi l’immediata rimozione della foto, questo Signore si guardò bene dal dirmi che aveva inviato anche una lettera di protesta all’Autorità Ecclesiastica, presumo senza informarla di avermi contattato, ma soprattutto non riferendole che io avevo provveduto un’ora dopo la ricezione della sua email a togliere la foto nella quale egli si trovava ritratto in un contesto pubblico e ufficiale.

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particolare della foto intera tratta da Pinterest, QUI

Non pago di questo, il Signore di cui non ricordo il nome e che solo per questo chiamerò senza offesa alcuna “Baffo alla Salvador Dalì” — posto e premesso che Dalì è uno dei grandi della storia della pittura e non solo contemporanea — reputa forse cosa buona dare notizia di questa sua “vittoria” ai propri conoscenti, cosa che non nasce da mie mere supposizioni ma da questo preciso dato di fatto: poco dopo, all’Isola di Patmos, giungono alcuni commenti nei quali venivo irriso da diversi soggetti che mi scrissero testuali parole: «Lei fa il leone, ma quando qualcuno le fa giungere ordini dall’alto rimuove le foto e diventa un coniglietto» (!?). E anche tutto questo è documentato e registrato.

 

baffetto particolare
particolare della foto intera tratta da Pinterest, QUI

Visto il comportamento sin qui descritto, pubblico di nuovo la foto che rimarrà con questa nota nell’archivio dell’Isola di Patmos. Desidero infatti sia chiaro che la pubblicazione di questa foto è una mia risposta alla scorrettezza a me riservata, ricordando al diretto interessato che questa immagine è pubblica perché si trova su Internet ed è reperibile attraverso qualsiasi motore di ricerca, oltre a risultare pubblicata in diversi siti e blog [cf. QUI, QUI, ecc..]. Se ciò non bastasse, aggiungo che questa foto è stata pubblicata anche in un articolo del Corriere della Sera, dove l’articolista, Francesco Alberti, nella didascalia inserita nel proprio reportage specifica: «Monsignor Mario Oliveri, al centro, durante la celebrazione di una funzione ad Albenga, con l’addetto all’ombrello» [2.11.2014, vedere QUI]. Questa foto è anche presente in Pinterest [cf. QUI], il più grande sito al mondo dedicato alla condivisione di fotografie, video e immagini [cf. QUI], quindi non solo pubblica, ma pubblica che più pubblica non si può, trattandosi dell’immagine di una persona maggiore in età — perlomeno anagraficamente — e come tale fotografata durante una sacra liturgia svoltasi in pieno giorno in una pubblica chiesa con tanto di fotografi e cameraman, non in modo clandestino, di notte, nel segreto delle catacombe.

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particolare della foto intera tratta da Pinterest, QUI

Ci tengo a precisare che questo mio non è “puntiglio” e meno che mai permalosità, tutt’altro. La verità è che io non sopporto quella categoria di persone che dopo avere baciato il sacro anello a un prelato alla festa di qualche ordine cavalleresco, millantano coi conoscenti di avere il “potere” di far richiamare i preti come e quando vogliono. Ma soprattutto ritengo inopportuno importunare Autorità Ecclesiastiche per simili sciocchezze, tanto più verso un presbitero che alla prova dei fatti ad oggi non passibili di smentita non ha mai dato problemi pubblici e privati di natura umana, morale, spirituale e teologica, quindi rimanendo —  fino a prova contraria — un buon pastore in cura d’anime e un teologo ortodosso, specie nella desolante situazione ecclesiastica attuale nella quale, purtroppo, i nostri poveri pastori devono anche gestire non facili situazioni di preti in crisi di fede, di preti alcolizzati, di preti depressi cronici, di preti caduti nel giro delle droghe, di preti con vite parallele più o meno eterosessuali od omosessuali … Per non parlare — cronaca di questi giorni — dell’epilogo dell’Arciabate emerito di Montecassino che ha portato prima al collasso, poi alla vergogna la storica abbazia fondata dal Santo Padre Benedetto, nonché culla madre del monachesimo dell’Occidente [cf. QUI, QUI, QUI, ecc…]. Il tutto per accennare alle tante cose serie alle quali devono pensare quelle nostre Autorità Ecclesiastiche che mai hanno avuto motivo di richiamare un prete come me; ed infatti non lo hanno mai fatto. Ci mancherebbe pure, io m’inebrio nello spirito pregando, celebrando il Sacrificio Eucaristico e servendo il Popolo da Dio affidato alla sua Chiesa Santa, non sniffando cocaina, assumendo ecstasy e spesando vacanze di lusso a giovanotti — neppure a belle ragazze, ma a giovanotti! —, attraverso i fondi della carità elargiti dai cittadini della Repubblica Italiana col gettito fiscale dell’Otto per Mille alla Chiesa Cattolica, proprio come il penoso caso menzionato sopra e oggi al vaglio della magistratura.

baffetto particolare
particolare della foto intera tratta da Pinterest, QUI

Spero che la cosa serva di lezione a questa persona che si è comportata nei miei riguardi con tale doppiezza, facendo da una parte una richiesta a me, ma tacendomi, a richiesta esaudita e proprio mentre egli mi scriveva «La ringrazio per la sua pronta cortesia», di avere nel mentre sollevato delle proteste all’Autorità Ecclesiastica per siffatta sciocchezza.

Adesso l’Illustre può protestare ecclesiasticamente e legalmente con chi vuole, con la mia benedizione e coi miei migliori auguri per l’improbabile successo finale. Il tutto anche con buona pace di coloro che, mal informati sulla futile vicenda — e informati da chi? — mi hanno inviato messaggi insolenti dandomi del “coniglietto” costretto a “tremare” e piegare la testa dinanzi alle altrui “alte conoscenze” in altrettanto “alto loco”, in virtù delle quali sarei corso impaurito a cancellare la foto come richiesto dal diretto interessato. Cosa del tutto falsa e anche non poco offensiva nei miei riguardi.

Domando scusa ai nostri Lettori per avere fatto uso dell’Isola di Patmos per simile sciocchezza.

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Salvador Dalì, uno dei grandi geni della storia della pittura

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