Nella Chiesa di Sodoma&Gomorra, abbiamo un “gay friendly” come nuovo Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede?

NELLA CHIESA DI SODOMA&GOMORRA, ABBIAMO UN GAY FRIENDLY COME NUOVO PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE ?

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Per evitare la divisione che implica il soprassedere sulla sporcizia che sommerge la Chiesa, vescovi e cardinali si stanno gravando dinanzi a Dio di un gravissimo peccato: saranno i responsabili di fratture e di divisioni insanabili che avranno a che fare con le più fondamentali sostanze della fede, a partire dalla sostanza e dalla stessa validità dei Sacramenti.

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Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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S.E. Mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.J, neo eletto Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede

Anche se abbiamo superato da tempo la soglia del non ritorno, il Sommo Pontefice Francesco I andrebbe richiamato e quindi fermato, perché la Chiesa non è sua ed esso non può disporne tra inesattezze e ambiguità, a proprio insindacabile ed umorale piacimento; e quest’opera di doverosa correzione solo i Vescovi possono farla, in modo umile e soprattutto molto riservato, tutelando dalle non poche imprudenze dell’uomo Jorge Mario Bergoglio il sacro ministero petrino, roccia cristologica sulla quale per divina volontà è stata edificata la Chiesa [Cf. Mt 16,13-20]. E andrebbe fermato perché ad ogni sua uscita, esternazione, ambiguità, frase a doppio senso, ma non ultimo anche ad ogni sua nomina infelice, il tempo futuro per poter solo parzialmente riparare i danni da lui recati oggi alla Chiesa di Cristo, si allungherà di decenni e decenni, se non addirittura di secoli. Ma soprattutto, il suo successore, si ritroverà con una Chiesa ingovernabile. E fosse pure un nuovo Gregorio o un nuovo Leone Magno, non potrebbe fare niente, perché gli mancheranno persone e strumenti di lavoro; si ritroverà con una Chiesa impestata di eretici, omosessuali e massoni, con il mondo intero che gli urlerà contro se solo oserà enunciare: «Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica». Perché di fronte a questa enunciazione, un coro di teologi atei e di teologhe femministe uscite fuori dai circoli delle lesbiche incattivite, urlerà che le chiese sono molteplici e che sono passati i tempi dell’oscurantismo nei quali la Chiesa Cattolica pretendeva di avere il monopolio esclusivo della salvezza [segue l’articolo …]

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15.08.2017   Ariel S. Levi di Gualdo   —   « NELLA CHIESA DI SODOMA&GOMORRA ABBIAMO FORSE UN GAY FRIENDLY COME PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE »?

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7 thoughts on “Nella Chiesa di Sodoma&Gomorra, abbiamo un “gay friendly” come nuovo Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede?

  1. A proposito di università pontificie: e che dire dell’UPS? Tra preti galletti e carrieristi e mediocrità maldicente imperante? Dove ovviamente i vecchi sacerdoti seri sono stati zittiti nei decenni scorsi a forza di prese in giro.
    E che dire di quella comica invenzione della “Conferenza dei rettori delle università pontificie”? Serve a qualcosa? Non sarebbe meglio piuttosto diminuire il numero delle inutili università pontificie e aumentarne la serietà?
    Per il resto, ha ragione don Ariel quando dice che il Vaticano è il regno del pettegolezzo. Uno dei più grotteschi sostiene che BXVI si sarebbe dimesso per non fare il burattino dei cardinali che lo avevano eletto e che ora Francesco sta liquidando dopo l’oltraggiosa lettera dei Dubia.

  2. Sono contento che abbia citato Feuerbach. Ho letto con molto interesse varie opere (che hanno il vantaggio di essere scritte in un linguaggio chiaro, vigoroso e conciso, e di non menare il can per l’aia per centinaia e magari migliaia di pagine di speculazioni fini a se stesse) di questo filosofo profondamente anti-cristiano. Su “L’essenza del cristianesimo”, in particolare, mi son sempre detto che questo libro pericoloso potrebbe nondimeno aiutare molti cristiani a guardare in fondo a se stessi.

  3. Caro Padre Ariel,

    se non su questa terra (ma io spero anche su questa terra), di ciò che fai Cristo ti renderà merito nella vita eterna (che a quanto scrivi e ripeti è la sola che veramente ti interessa).

    Da quel dicastero dove iniziai a lavorare con il Card. Ratzinger sotto il pontificato di San Giovanni Paolo II, mi dimisi due anni fa, e lo feci dicendo a un mio collega e confratello sacerdote che preferivo ritirarmi io, prima di essere buttato fuori per … eccesso di rigore dottrinale. Lui mi rispose: “invece io non mi muovo, aspetto che siano loro a buttarmi fuori”. E di recente è stato accontentato assieme ad altri due che hanno seguita la sua stessa sorte, solo per aver ricordato che cosa era cattolico e che cosa non era accettabile sul piano della dottrina cattolica.

    Il Card. Mueller è un grande uomo, non solo per imponenza fisica, ma per grande spiritualità e per grande dottrina, e avere lavorato sotto di lui è stato veramente un onore per me.

    Ciò che dici è sacrosanto e l’invito finale a meditare sulla distruzione di Sodoma e Gomorra è a dir poco opportuno.

    Dal mio felice pensionamento ti ricorderò nella preghiera assieme a Padre Giovanni Cavalcoli, che conobbi quando lavorava in Segreteria di Stato.

    Lettera Firmata

    1. … infatti io non la giudico, la «persona gay», affermo soltanto che non deve diventare prete, perché al presbìtero si richiede di essere se stesso, sempre.
      Un prete omosessuale deve invece nascondersi, vivere una vita doppia, dissimulata e quindi falsa.

      Vede, come provano decine di miei scritti, io non discuto sulla libertà di persone adulte di praticare “sessualità alternative” o “sessualità non convenzionali”, per non usare il termine forse troppo forte di sodomia, ma queste persone non possono e non devono diventare preti.

      Io non vado in giro per il mondo a giudicare i gay, ma ho l’obbligo morale di insegnare ai Christi fideles che ciò che per il mondo contemporaneo è bello – ossia il gaysmo praticato più ostentato -, per noi è un peccato contro natura che secondo il lessico biblico «grida vendetta al cospetto di Dio». E, come più volte ho affermato, chi dovesse giudicare il tutto come “omofobia”, in tal caso se la prenda con i Santi Vangeli, l’Insegnamento del Beato Apostolo Paolo e dei Santi Padri e dottori della Chiesa, perché è a loro che io mi attengo nella trasmissione della verità e della morale cattolica.

      1. Oltretutto se, caro padre Ariel, come afferma il politicamente corretto è malato di omofobia chi crede che praticare “sessualità alternative” o “sessualità non convenzionali” è un peccato che «grida vendetta al cospetto di Dio», anch’io sono malato di omofobia e, come malato, chiedo di essere rispettato nella mia malattia e di non essere discriminato per le mie idee..

  4. Eh già Padre Ariel, avrai dei peccati, ma il Principale non ti potrà certo far carico del mancato esercizio della “correzione fraterna”, Mt. 18-15-20.
    A leggere questo tuo ultimo corposo intervento, mi convinco sempre più che quello che ci manca sono dei veri Padri… siamo piuttosto circondati da falsi padri, a cominciare dal capintesta.
    Vabbè, speriamo di riuscire a crescere, nonostante questa orfananza.

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