«Mamma ho perso l’aereo». La Sacra Famiglia in viaggio verso la gloria sul racconto del Vangelo Lucano

catechesi & pastorale —

«MAMMA HO PERSO L’AEREO». LA SACRA FAMIGLIA IN VIAGGIO VERSO LA GLORIA SUL RACCONTO DEL VANGELO LUCANO

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«Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?» Questo smarrimento è una occasione per Gesù di mostrare la sua personalità. L’episodio mi ricorda un vecchio film di Natale, Mamma ho perso l’aereo del 1990. Un giovanissimo Macaulay Culkin interpreta il piccolo Kevin, accidentalmente dimenticato a casa dai genitori prima di un viaggio a Parigi […]

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Gabriele Giordano M. Scardocci, O.P.

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l’allora piccolo Macaulay Culkin

In questi giorni che ci hanno guidati dal mistero del Natale a quello della Epifania, possiamo soffermarci un po’ sulle narrazioni storiche che il Vangelo lucano ci offre sulla Sacra Famiglia.

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I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme [cf. Lc 2, 41 – 45].

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Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte [ cf. Lc 2, 47]. Al vederlo restarono stupìti, e sua madre gli disse:

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«”Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose loro: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio”? Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Partì dunque con loro e tornò a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» [cf. Lc 2, 48-52].

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Cerchiamo dunque di chiarire questo viaggio: per onorare le tradizioni ebraiche, la santa famiglia va in viaggio verso Gerusalemme. Gesù è dodicenne. La Sacra Famiglia compie dunque due viaggi: da Nazareth a Gerusalemme. Da Gerusalemme Nazareth. Ecco dunque una caratteristica applicabile anche alla famiglia oggi.

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I due viaggi ci mostrano come la famiglia è una realtà dinamica. Non è fissa nei suoi luoghi, nelle sue abitudini, nelle sue certezze aride. La famiglia è il luogo del dinamismo: un dinamismo legato alla tradizione, secondo la nostra fede. Questo legame fra tradizione e famiglia, permette di farci vedere come il nucleo coniugale è un luogo dove è possibile alimentare lo stupore della fede: una fede ad un tempo sempre antica e sempre nuova.  Dove le tradizioni sono il luogo dove affondare le proprie radici e iniziare a costruire la propria identità.

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Proprio per questo Gesù, può rispondere tranquillamente: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?» [Lc 2, 49]. Questo smarrimento è una occasione per Gesù di mostrare la sua personalità. L’episodio mi ricorda un vecchio film di Natale, Mamma ho perso l’aereo del 1990. Un giovanissimo Macaulay Culkin interpreta il piccolo Kevin, accidentalmente dimenticato a casa dai genitori prima di un viaggio a Parigi. Fra risate, imprevisti e gag comiche, Kevin difenderà con le unghie e coi denti la propria casa dal tentativo di furto di due maldestri ladri. Kevin ha dunque capito che nel suo piccolo aveva un ruolo importante: difendere i suoi affetti e i suoi ricordi più intimi da chi voleva sottrarglieli e porre violenza su essi.

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Gesù, è fra i maestri e i dottori della Legge, in maniera piena interrogava e discuteva con loro con una intelligenza acuta e per la chiarezza delle risposte. Oserei dire, che Gesù sa dare risposte sintetiche alle domande dei dottori e sui loro interrogativi riguardanti la Torah e il Talmud. Sintetico implica una brevità e capacità di concisione, ma che al tempo stesso non sia superficialità: la risposta sintetica è intelligente quando sa esprimere il tutto in un frammento. Sa dire la profondità dei misteri divini in poche e chiare parole. Gesù risponde dunque che si occupa delle cose del Padre suo: si occupa della sua missione di portatore della verità di Dio e si prepara così alla equivalente missione di redenzione che avverrà anni dopo.

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All’interno della sua famiglia, Gesù ha maturato la sua identità e missione. Ecco perché il suo viaggio con la Sacra Famiglia è stato un viaggio verso la gloria. Dalla notte di Natale da poco festeggiata, sino alla Passione e Resurrezione che celebreremo a Pasqua, Gesù cammina sempre con la comunità familiare in una crescita di età, sapienza e grazia.

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Ecco perché anche per noi le nostre famiglie sono la cellula innanzitutto del nostro sviluppo umano e personale: quel luogo dove scopriamo la nostra identità, i nostri difetti e pregi. Dove impariamo ad onorare la Sacra Scrittura, la Tradizione e il Magistero della Chiesa come aiuti dello sviluppo del nostro personale fermento sacro: cioè di noi stessi nella scoperta della nostra vocazione, sacerdotale, religiosa o matrimoniale.

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In questi giorni tra Natale e l’Epifania nei quali abbiamo celebrato anche la festa della Sacra Famiglia, ringraziamo il Signore per i doni che ci ha voluto recare tramite i nostri genitori; e tramite tutti coloro che hanno reso il servizio di pedagoghi nello sviluppo esistenziale, umano e spirituale delle nostre vocazioni.

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Roma, 6 gennaio 2019

Epifania del Signore Gesù

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«Gesù dolce, Gesù amore» [Santa Caterina da Siena]

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Redazione dell’Isola di Patmos

Segnaliamo ai Lettori de L’Isola di Patmos un interessante articolo del nostro autore domenicano Gabriele Giordano M. Scardocci pubblicato in questi giorni di festa sul sito della Provincia Domenicana Romana di Santa Caterina da Siena e dedicato a «I profeti: seminatori dei misteri di Dio» [vedere testo, QUI]

 

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