Pornocracy clerici et sacerdotes et ordinationes bone memorie homosexualitatis suapte, qui est ex longa classem a Piraeo subsidio in ecclesia, generating quasi quidam declines

— I video delle lectiones magistrales —

CLERICATUS Pornocracy sacerdotes et ordinationibus INPUDICUS, Qui intra Ecclesiam Golpe IAM PRIDEM, Generating quasi quidam REPUDIUM

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Ad regimen Ecclesiae hodie in manus clericorum personas homosexuales: «Non mea et maiora, sed modo pura veritatis, Affirmantes enim esse nunc Ecclesiae structuram homosexualized et hodie, prima mundi summum percentage of masculorum de civitatibus, in ea Status Ecclesiae ».

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auctor
S Arihel. Levi Tadinensis

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ire ad tabernam click in imaginem

In hoc video leccionem Ego vadam ad documenting qui in mundo in quo nulla est aggregatio, come nella Chiesa Cattolica, masculorum concubitoribus coram est tam altus; non quo non subsit congregata, ut in Ecclesia Catholico, videantur quae fecit realem “ictus”, omnes uenimus «praeceptum cella".

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Hodie ad regimen Ecclesiae est in illis manus hominum: «Non mea et maiora, sed modo pura veritatis, Affirmantes enim esse nunc Ecclesiae structuram homosexualized et hodie, prima mundi summum percentage of masculorum de civitatibus, in ea Status Ecclesiae ».

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Haec quaestio, facile est enim qui vastant ecclesiam, Studere coepi in ea 2008 E, in mane 2011, typis libro meo: "Et factus est ipso trino satanas" [Editionibus Pathmos insulam, II ed. 2019], in quibus scripsi explicavit et nunc et situ pre decem annis. Ego suadeant te legit illud, quia multa invenies tot responsa ad quaestiones suboriuntur.

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Thematic Index of this video EXEMPLUM

ego – O UNDE. Quod menteque virili pertingam VIR PROBATO È ELEMENTO IMPRESCINDIBILE PER IL SACERDOZIO CATTOLICO momentum 04:30

II – NON C’È DIFFERENZA TRA LE ORDINAZIONI SIMONIACHE E QUELLE AVVENUTE PER SCAMBI DI FAVORI SESSUALI PERVERSI E PER CONSEGUENTI RICATTI momentum 17:30

III – DE Accidia tragoediae peccati et PRAETERMISSIO, In ecclesia, ubi quisque conatur Cardinalibus, MA DOVE NESSUNO È DISPOSTO AD ASSUMERSI UNA RESPONSABILITÀ ANCHE MINIMA momentum 26:58

IV – MOLTI OMOSESSUALI MANCANO DEI REQUISITI MINIMI RICHIESTI PER LA VALIDITÀ DEL SACRAMENTO DELL’ORDINE momentum 31:52

V – QUOD "MAGLIANA banda della" ALACER CLERICATUS COLPISCE ALLA CONGREGAZIONE PER LE CAUSE DEI SANTI momentum 37:30

NOS – Mysterium GRATIAM DEI, IL SUPPLET GRATIA ET SUPPLET ECCLESIA, NON SONO NÉ UNA SCAPPATOIA NÉ UNA PANACEA momentum 52:08

VII – Appeal AD LAICOS: NON SIATE VIGLIACCHI COME CERTI VESCOVI E PRETI momentum 01:00:25

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DECLARATIO et correctione: in momento 21:30 Ariel dicit vulgo H.E.. Mons. Mauro Parmeggiani Episcopum Albanensem Laziale. Est lapsus calami, summi hoc clauduntur membra Ecclesiae Episcopus, hoc est de Tibure.

 

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De Insula Patmos,, 18 May 2020

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DE YOUTUBE CANALE Insula quae appellatur Patmos

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DE VIA insula quae appellatur Patmos

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Audio MP3 modo video

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legentibus,

PRAETEREO OPUS NON ex quibus affirmetur nostra

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«Et cognoscetis veritatem et veritas liberabit vos» [Gv 8,32],
sed adducere, nedum veritatem diffundendam et defendendam
sed metus in costs. Auxilium nostrum commenticium confirmaret Island
cum ratio praebet per secure Coin Paypal:



nec posse in computo:
.1

ad reddendas Editionibus Pathmos insulam

IT IBAN 74R0503403259000000301118
in hoc casu,, mitte nos an email Monitum, quia ripa
Non potuimus mittere email vos praestate
gratiarum actione percipitur [ isoladipatmos@gmail.com ]

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43 cogitationes on "Pornocracy clerici et sacerdotes et ordinationes bone memorie homosexualitatis suapte, qui est ex longa classem a Piraeo subsidio in ecclesia, generating quasi quidam declines

  1. Carissime pater Arihel. Primum, complimenti per il coraggio di dire esattamente come stanno le cose. Mi dispiace veramente tanto di sentire che proprio lei sia stato fatto oggetto di tali ingiustizie, vel peius,, ingiuste meschinità. Per fortuna lei è una persona molto conosciuta, e ciò le offre il vantaggio di potersi difendere davanti ad un vasto pubblico.
    Sono convinta che Dio veda e provveda. Ci si augura solo che faccia in fretta, perché di questo mondo impazzito non se ne può più!!!
    Un caro filiale abbraccio
    Alessia

    1. Carissimo e molto reverendo padre Ariel.

      Avevo già letto anni fa “Et venit Satanas et trinus,”, ma la sua video lezione ha rigirato il dito nella piaga.

      Sappia che ho vissuto sulla mia pelle esattamente le dinamiche che lei descrive e, se lei è stato confinato a due anni di Sante Messe nelle catacombe, io sono stato dimesso dal seminario adducendo come motivazionesoffre di emicrania e si stanca facilmente”. La stessa Commissio ad Ordines ha fatto ordinare l’anno prima uno che dopo meno di un anno di Messa si è dato all’alcolismo e ora vive con il fidanzato.

      Il problema è che non sono andato a genio ai “potens” dalle cui labbra mons. Vescovo pende. Ed ecco le dinamiche

      Scusi lo sfogo. Mi ricordi nella preghiera.
      Benedictus Iesus Christus,.

      1. carissimi,

        la tua è solo una delle numerose lettere di questo tenore che ricevo periodicamente, ma la cosa più tragica è che testimonianze di questo genere sono state inviate ripetutamente, con tutti i dettagli del caso, alla Congregazione per il clero, che è competente per i seminari.
        Cosa hanno fatto?
        Meglio lasciar perdere e soprassedere.

        Più volte alcuni vescovi italiani hannoosatopersino rimproverarmi perché ho esortato loro seminaristi sani a uscire da seminari infetti, mentre ho accoratamente invitato altri a non entrare proprio al loro interno, anzitutto perché non era garantita una corretta e reale formazione al sacerdozio cattolico.

        Partiamo infatti dalla formazione: non si possono formare dei futuri preti sulla base di sociologismi emotivi e soggettivi, in una idea del tutto stravolta di Chiesa e di sacerdozio.

        Alle porte della sacra ordinazione, un seminarista mi disse:«io ho scelto di diventare prete per realizzare il mio diritto alla felicità». Replicai domandando se nessuno gli avesse spiegato che quando il sacerdote va all’altare per la celebrazione del Sacrificio Eucaristico, sale sul Monte Calvario e che nel rito della sacra ordinazione, al neo consacrato sacerdote non gli si rivolge l’invito al «diritto alla felicità», che riguarda la Costituzione liberale degli Stati Uniti d’America, ma lo si invita a «uniformarsi alla croce di Cristo». Mi guardò come si guarda un extraterrestre e rispose: «… ma la Messa è un incontro della gioia, una festa tra fratelli

        Sorvolo su che cosa combinò appena due anni dopo essere divenuto prete, tanta era la emotiva e femminea gioia con la quale si eraformato”.

        La cosa che ritengo in assoluto più grave è che più e più volte, a diversi vescovi, ho rivolta accorata supplica di dimettere certi soggetti dai seminari e di non ordinare taluni giunti alle soglie del sacro ordine. Devo dire che in linea di massima l’hanno sempre presa male, inclusi i rettori di diversi seminari, uno dei quali arrivò a battere i piedi dal vescovo perché voleva che egli mi togliesse la facoltà di poter celebrare la Santa Messa, amministrare confessioni e predicare nel territorio della sua diocesi, motivo? simplex: perché avevo chiesto al vescovo se non si fosse mai accorto che nel suo seminario, i seminaristi, complice il rettore che sapeva ma fingeva di non sapere, avevano costituito vere e proprie coppiette di fidanzati.
        E il vescovo non fece niente né mai prese provvedimento alcuno.

        In hoc, sicut in aliis casibus,, quando pochi anni dopo certi bubboni uscirono allo scoperto, dopo che i soggetti in questione erano diventati preti, mai una sola volta è accaduto che nessuno vescovo e nessuno rettore di seminario mi abbia cercato per scusarsi e per dirmi: “Purtroppo avevi ragione e noi non ti abbiamo prestato ascolto”.

        Il rettore che portò avanti certi soggetti e che pretendeva che il suo vescovo mi togliesse facoltà di poter celebrare la Santa Messa nel territorio della loro diocesicosa che ovviamente il vescovo non fecesi ritrovò persino con il caso di un prete palesemente gay per il quale, a few years later, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti decretò la nullità della sacra ordinazione.

        Questo ex rettore di seminario, cum, in quella diocesi, è ricoperto di tutti i più delicati incarichi.

        quod 24 May 2018, parlando all’assemblea plenaria dei Vescovi d’Italia, il Sommo Pontefice lamentò che c’erano troppi omosessuali nei seminari e che non dovevano essere ordinati sacerdoti: «Abbiamo affrontato la pedofilia e presto dovremo confrontarci anche con questaltro problema».

        Il problema però, come ho spiegato nel 2011 nel mio libro Et venit Satanas et trinus, e come sono tornato a spiegare in questo video, è che alcuni dei peggiori elementi che tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta capeggiavano all’interno dei seminari la “fraternitati tue pie gay”, Hodie episcopali dignitate aucti sint.
        sunt,, che vanno tolti di mezzo e deposti per evitare che seguitino a diffondere metastasi. Ma il potere che costoro hanno acquisito e il meccanismo di ricatto che esercitano è talmente complesso e potente, che nulla si riesce purtroppo a fare.

  2. P. Arihel,

    perché anche lei ripete il luogo comune che l’omosessualità non è una malattia? Se non fosse una malattia, perché sarebbe contronatura? Se non fosse una malattia, quia, e in che modo, gli omosessuali andrebbero aiutati, non curati, ut dicis,?
    Se non è una malattia, ha ragione chi afferma che l’omosessualità è una normale variante della sessualità umana. Ma se è così, perché gli omosessuali sono vittime di una coazione a ripetere gli atti contronatura (come affermava anche il suo amico Paolo Poli), coazione che invece non esiste nei peccati non contronatura? E se una coazione a ripetere il male (contro sé stessi) non è una malattia, quid agis, una forma di possessione diabolica?

    Infine una domanda di teologia morale: se la coazione a compiere atti contronatura è più forte della volontà di resistervi, qual è la responsabilità oggettiva di chi compie tali atti? E come può una così diminuita responsabilità oggettiva far gridare vendetta al cospetto di Dio? C’è qualcosa che non torna.

    1. Il grande maestro di morale, maria Sant'Alfonso’ Maria de 'Liguori, inorridirebbe dinanzi a questa sua pseudo logica argomentativa.

      autem, sa che cosa mi stupisce di lei, premesso che non è la prima volta che accade? Anzitutto l’indifferenza per tutto ciò che riguarda la sofferenza e il dolore umano prodotto dalla grave ingiustizia. ita, perché vede, in questo video, inter alia,, io ho riportata la testimonianza mia, vissuta e pagata sulla mia pelle, spiegando a che cosa sono andato incontro, in attacchi e ritorsioni, per avere fatto il mio dovere di uomo e di sacerdote, documentando che fare questo genere di dovere, comporta grossi rischi e che a coloro che osano, il tutto viene fatto pagare per tutta la vita.
      hic, se mentre mirovinavo la vitaper reclamare verità e giustizia, avessi avuto dinanzi persone che ragionano come lei, le garantisco che non avrei corso certi rischi in modo del tutto inutile.

      Su tutto questo lei soprassiede come nulla fosse, perché ciò che a lei interessa è cercare la “paulum quid lubet” sulla quale fare le pulci, ossia fare polemica.

      E la parolina l’ha trovata, sed, rursus, fraintendendo e stravolgendo ciò che io ho detto, perché nel passo che lei cita è chiaro a tutti, sed jus ad omnes, persino a nonna Pina che fa le tagliatelle, che io parlo di due cose totalmente diverse:

      1. la concezione dell’omosessualità secondo le odierne scienze psichiatriche, che giustamente non la considerano una malattia, perché tale non può essere considerata ;
      2. la concezione dell’omosessualità secondo la morale cattolica e nello specifico nel delicato rapporto legato all’ammissione dei candidati agli ordini sacri ;
      3. i termini praeter naturam E contra naturam, sono usati nello stretto ambito della morale cattolica, come ha ben inteso anche nonna Pina.

      Se lei conoscesse la dottrina e la morale della Chiesa, dovrebbe sapere che la morale cattolica definisce l’omosessualitàdisordine morale”, non certo malattia, al limite si può usare, come ho fatto io, verbum “disturbo della personalitàstrettamente legato alla sfera spirituale per indicare un disturbo spirituale (morale) anima mea.

      ego iterare: avia Pina, che mentre faceva le tagliatelle ha ascoltato il mio video, ha capito perfettamente ciò che ho espresso, lei invece no, perché deve cercare la “paulum quid lubet” sulla quale costruire ciò che l’autore non ha né detto né espresso.

      Mi dispiace per lei, anche perché le ho già risposto in tal senso più volte, ma a quanto pare non è servito a niente.

      1. Ora mi è chiaro che lei ha una prevenzione nei miei riguardi. Forse è colpa mia, ma di certo lei è costantemente prevenuto rispetto a qualunque cosa io dica.
        Io non ho nessuna intenzione di fare polemiche sterili con lei, né di prenderla in castagna su qualcosa che lei scrive o dice. Io ho solo posto una domanda: perché un disturbo psico-affettivo non deve essere considerato una malattia? E’ una domanda a cui non ho trovato risposta. Cosa c’entra l’indifferenza per il dolore umano? Darmi gratuitamente del cinico e dell’indifferente non le fa onore e non risponde alla domanda.

        1. ma io le ho risposto. Et iterum, lei, ha evaso totalmente la risposta dettagliata che le ho dato, per concentrarsi su altre cose, accusandomi persino di non avere risposto alla sua domanda. Non solo le ho risposto: primum, le ho spiegato che lei ha frainteso ciò che io ho detto, sebbene espresso in modo comprensibile, poi mi dice che «non le fa onore e non risponde alla domanda»

          1. Caro confratello,

            scusa se mi permetto, sai quanto ti stimo e quanto apprezzo anche la tua pazienza: lascia perdere questo e altri soggetti similari, perché tanto non ne tirerai mai fuori niente. Puoi spiegagli le cose nel migliore dei modi, ma tanto non capiscono, perché non vogliono capire, e replicheranno sempre attaccandosi a una parola, per stravolgere tutto il discorso, e per polemizzare.
            Credi se ti dico che è tempo perso, quidem, eGO, li ho mollati da tempo.

            Parlando di cose serie: questa tua videolezione è un atto profondo d’amore verso la Chiesa e una prova di alto onore sacerdotale, alla quale in molti, quidem, ci sentiamo accomunati, come sacerdoti.
            Non oseranno farti niente, perché sono delle gazzelle di fronte al leone.

          2. Licuit, facciamo finta per un istante che io sia un altro Stefano che ha letto la sua risposta al sig Stefano più sopra.
            Lei dice che l’omosessualità non è una malattia, ma un disordine morale, apostolica Ecclesiae indoles. Ma il Catechismo, mi corregga se mi inganno, si riferisce alla pratica della sessualità contro natura, non alla tendenza omosessuale come disturbo psichico. A me è parso che il sig Stefano più sopra si riferisse invece al disturbo psichico, magari si è espresso male.

        2. quia illa … non ha capito il cuore del video.
          Il problema non è l’omosessualità, ma l’uso distorto e criminale che se ne fa nella Chiesa dove i quadri dirigenti sono solo maschili e il ricatto e all’ordine del giorno.

          1. Ma sì che ho capito, e ho capito che la mia domanda era marginale al tema trattato, e questo è stato interpretato come una provocazione. Solo che io sul resto sono d’accordo e non ho altre domande da fare.
            L’unica cosa che non so spiegarmi è come faccia p.Ariel a dire che la sindrome omosessuale non sia una malattia, anche perché a me pare che questo contraddica la sua posizione circa la possibilità di ordinare chi ne è affetto. tum, se non è una malattia, cos’è che impedisce di ordinare un omosessuale? Lo chiedo solo per fare chiarezza, e prego di credere che non sono trascinato da sentimenti ostili verso nessuno.

          2. Lei si ostina a discutere su ciò che non ha capito o che non vuole capire: ho spiegato in lungo e in largo che se manca l’uomo e il credente non è possibile dare vita a un prete.
            Sinceramente non so cos’altro, in modo chiaro, dovrei spiegare.

  3. pater Arihel,

    ho visto il video che avete caricato su youtube e devo dire che sto seguendo questa rubrica da quando l’ho vista nel programma di Rete 4 (Linea et inversa). Volevo farle i complimenti per il lavoro svolto e per la qualità dei contenuti penso sia l’unico che affronta tematiche particolari e ben sviluppate. Riguardo alla domanda che ha rivolto a noi Laici, devo dire che personalmente parlando non mi è mai capitato di trovarmi in situazioni analoghe del video, però anche se fosse a chi mai potrei rivolgermi se mi trovassi all’interno in situazioni del genere?? per noi Laici sarebbe anche la rovina totale, rischieremo di essere allontanati o addirittura scomunicati, avrebbe senso? è vero che come dice lei girasi dall’altra parte è peggio però non è facile.

    1. O David,,

      in situazioni ad alto rischio come quelle che ho illustrato, bisogna sempre rivolgersi al vescovo della diocesi, perché è lui che deve esercitare il controllo, la potestà e la disciplina.
      Qualora in vescovo non agisse e fosse reticente a farlo, in quel caso è bene rivolgersi alla Santa Sede, segnalando che il vescovo, seppure informato, non ha agito.
      Se la Santa Sede non dovesse rispondere e prendere provvedimenti, a quel punto bisogna rendere il tutto pubblico, o cercare persone in grado di farlo, per esempio dei bravi giornalisti.

  4. Vorrei offrire la mia testimonianza.
    Sono omosessuale e non so se sono un credente, o a cosa eventualmente credo. Lavoro nelle reti televisive e il mio rapporto con la chiesa cattolica si concluse a Milano a nove anni quando feci la prima comunione, non sono stato nemmeno cresimato.
    Ho conosciuto padre Ariel negli studi Mediaset di Cologno Monzese nel mese di gennaio rimanendo colpito per la sua umanità, la sua accoglienza e la sua grandissima apertura mentale.
    Abbiamo stabilito un rapporto di amicizia e di frequente ci sentiamo.
    Padre Ariel non ha mai dato giudizi morali sui laici che vivono e praticano l’omosessualità, con i quali (e io ne sono testimone) è accogliente e molto amabile. A me, e a un altro omosessuale, parlando in privato disse: “io non do giudizi morali gratuiti se non mi vengono richiesti. Se voi mi chiedete se è bene vivere una certa sessualità, vi rispondo dicendovi no, e spiegandovi anche perchè, nihil. Ma se non sono interrogato, non mi permetterei mai di entrare nella vita più intima delle persone, giudicandola. E anche dopo avervi risposto che ciò è sbagliato, perchè interrogato sullo specifico discorso, chiarirei che non posso conoscere il giudizio di Dio”. Poi ci portò, in modo simpatico, l’esempio del buon ladrone in croce accanto a Cristo chefottè a tutti il paradiso negli ultimi due minuti di vita”. Poi un altro esempio, sempre su Cristo che rimproverava certi moralisti di quei tempi dicendogliattenti perché prostitute e ladri vi precederanno nel regno dei cieli”. Spiegò poi a noi che in queste due, erano racchiuse tante altre categorie, inclusi gli omosessuali.
    Non disse che l’omosessualità era bella e era bene, ma precisò che se da un latosi deve condannare il peccatodall’altro lato si deve sempre accogliere il peccatore con tutte le sue complessità umane.
    Tra me e me dissi: huius sacerdotis,, lo voglio avere come amico.
    Hoc est, quid, questo è padre Ariel, e sono contento di averlo conosciuto.

  5. Molti sono i passaggi importanti, ne prendo uno che mi ha toccato personalmente, quando tu spieghi la vergognosa ingiustizia a cui ti hanno sottoposto alle Cause dei santi, dicens:: “non intendo affatto togliermi sassolini dalla scarpa” … poi spieghiquella lettera (da loro inviata senza che contenga motivazioni del provvedimento) è protocollata nel mio fascicolo”, e seguiti a spiegare che oggi sei in vita, domani potresti non esserlo, e per ciò ritieni tuo dovere e diritto tutelare la tua buona fama oggi, e la tua memoria domani, affinché nessuno, che non conosca i fatti, leggendo quella lettera, possa catalogarti come uno dei tanti preti problematici.
    Hai fatto benissimo!
    Sono toccato da queste parole perché anni fa mi accadde che, l’allora vicario generale della mia diocesi, che verso di me non aveva particolare simpatia, prese una lettera anonima e la inserì nel mio fascicolo. In quella lettera mi si dipingeva come un mostro, con notizie gravissime e gravemente false.
    Tu mi insegni che, le lettere anonime, non possono essere prese in alcuna considerazione e, meno ancora, protocollate in un fascicolo.
    Passarono anni, fino a che, giunto il nuovo vescovo, alcuni mesi dopo, quando ebbi con lui un colloquio privato, si premurò di esibirmi quella lettera dicendo … “come può finire un materiale simile nel fascicolo di un parroco con 30 anni di grato servizio?”. Me la dette, dicens: … “vuoi provvedere tu, a distruggerla?”.
    Per questo dico che padre Ariel ha fatto benissimo, chiamando gli artefici per nome (infischiandosene che siano dei potenti), a chiarire ciò che ha chiarito, nel modo in cui lo ha chiarito, quia, se dinanzi a certe cose non ci difendiamo, saremo bastonati da vivi, tum, vilipesi da morti.
    Nel tuo video non c’è contenuto che io non approvi, e ti ringrazio anche per il servizio che hai fatto a tutti i buoni sacerdoti, che per certe situazioni, soffrono terribilmente.

    1. Il paragone tra la materia dell Eucarestia e quella del sacramento dellordine sacro non mi sembra chiaro. Pane che sia pane e vino che sia vino sono la materia dell’Eucarestia ma nel sacramento dell’ordine la materia non ela persona che riceve l’ordinazione ma l’imposizione delle mani. Per il resto mi dispiace per la sua sofferenza ma nel mondo i soprusi che noi laici subiamo non sono diversi dai suoi e la unica via di uscita sono le parole di Cristo : nolite condemnare, et non condemnabimini.

      1. Da anni vescovi e preti si interrogano sul fatto che, le nostre chiese, sono sempre più vuote.
        E’ un problema, quidem, anche grave, certe.
        Lei però ci offre sollievo a tutti quanti, perché se le chiese dovessero essere piene di gente come lei, tutti noi le preferiremmo assolutamente vuote.
        Ciò che lei scrive non merita veramente commento, inclusa la frase evangelica usata come una clava per bastonare le persone doloranti.
        Lei non ha capito niente, non vuole capire niente, et non est alter, riuscirebbe, theme, a farle capire qualche cosa.

      2. Il paragone tra materia dell’Eucaristia e quella del Sacramento dell’ordine è chiarissima, se lei non la comprende, è un problema suo.
        Per quanto riguarda il suo piagnisteo sul laicato, dica mihi: lei per caso scherza? La sua intende essere una battuta, vero?
        Se però non scherza e invece per disgrazia dice sul serio, allora le devo dire in modo chiaro e chirurgico che il suo paragone è assurdo e privo di criterio logico, per un semplice e ovvio motivo: lei vuol forse paragonare il rapporto di un laico, con quello che invece è il rapporto di totale sudditanza e dipendenza di un sacerdote con l’Autorità Ecclesiastica? Perché la nostra è una dipendenza totale che investe tutte, ma proprio tutte le sfere del nostro vivere ed esistere.
        At illa, quando ha voltato le spalle e chiusa la porta di casa sua, Ecclesiasticae auctoritati, può andare anche a farsi benedire.
        Debemus quasi ludens loqui, Please: gravis est nobis … non scherziamo!

        Per quanto riguarda la materia del Sacramento dell’Ordine, lei dimentica forse un passaggio fondamentale: la materia riguarda l’uomo, consacrato sacerdote, che diviene, quod explicavit, oggetto e soggetto eucaristico. O non le risulta forse che durante quel sacro rito riceviamo il calice e la patena con la frase di rito del vescovo che dice: «Accipe oblationem plebis sanctae pro Sacrificio eucharistico,. Scio quid faciam tibi, celebramus, imitemur quod, conferma la tua vita al mistero della croce di Cristo» ?

        hic: il mio discorso è interamente strutturato su questo principio, ne è una prova inconfutabile ciò che è racchiuso in questo mio video.

  6. Il signor Mario Voltaggio forse si riferiva al fatto che la vita terrena in generale (soprattutto nell’ambito lavorativo) è per tutti ingiusta e che tutti subiamo cattiverie e proviamo profondi dispiaceri. Spesso queste ingiustizie determinano la vita che trascorriamo sulla terra. Non credo sia insensibile al suo dolore, pater Arihel. La frase di Cristo non era forse la più adatta, ma credo che l’idea dello scrivente sia che bisogna sopportare con mansuetudine. Cosa che il mio carattere non comprende quasi per niente, ma è un mio difetto.
    Questi maltrattamenti comunque sono compensati dalla corale approvazione che Lei, pater Arihel, sembra godere in ambito televisivo.
    Devo aggiungere che commenti tipo: lei non capisce niente, se le chiese fossero piene di persone come lei sarebbe una disgrazia, meglio vuote, mi turbano alquanto, scritti da sacerdoti. Sono molto brutti. A meno che non conosciate realmente queste persone e che siano delle autentiche carogne.

    1. Cara Chicca,

      il Libro dell’Ecclesiaste, o Qoelet, ci insegna: “c’è un tempo perc’è un tempo perc’è un tempo per …”
      Vedere qui: http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Ecclesiaste3,1-15&formato_rif=vp

      Lei parla per esempio di mansuetudine, gran bella virtù, se però esercitata al momento opportuno. in facto,, si 1571 fossimo stati mansueti, anziché armarci e partire per una guerra difensiva, a Lepanto i maomettani avrebbero vinto e con due salti sarebbero giunti a Roma, dove oggi, San Pietro, analogamente a Santa Sofia a Istambul, sarebbe non una nostra arcibasilica cristiana, ma una moschea.

      Per quanto riguarda i preti, ed in particolare i parroci che io capisco, essendo di molti di essi confessore o direttore spirituale, posso assicurarle che pressoché tutti, dinanzi a certe rampogne amabili in apparenza, reagiscono in modo risentito, perchè in linea di massima, i nostri laici, hanno queste virtù:

      1. hanno sempre la parola pronta per indicare come le cose devo essere dette e fatte, salvo però attendere che le facciano gli altri, a partire soprattutto dall’esercizio degli atti di virtù;
      2. hanno sempre la parola pronta per indicare i difetti dei preti, ma divengono a volte delle belve se qualcuno gli indica i gravi difetti propri;
      3. si presentano la domenica e nello spazio di un paio d’ore sarebbero capaci a rifare nuova la Chiesa Cattolica, a partire dalla pastorale, dopodiché loro se ne tornano a casa fino alla domenica successiva, mentre il parroco deve affrontare giorno dietro giorno i problemi della parrocchia, che quasi sempre e di rigore deve cercare di risolvere da solo;
      4. il parroco è quasi sempre e di prassi soggetto a critiche, se però mettesse in atto ciò che certi fedeli propongono, manderebbe la parrocchia a scatafascio;
      5. oggi certi fedeli, seguendo certe mode, parlano di chiesa povera e di poveri, i cattolici cosiddetti di sinistra sono a favore dell’accoglienza dei migranti, quelli di centro-destra chiedono controllo e prudenza, dopodiché il parroco deve andare però in banca a chiedere un prestito perché non ha i soldi per pagare il riscaldamento, dato che spesso, certi fedeli, non cacciano fuori un soldo per contribuire alle spese della parrocchia e semmai, se qualcuno gli ricorda di contribuire, Respondeo “… ah, ma voi avete milioni e milioni dell’Otto per Mille!”.

      E quando un prete, o come nel caso specifico uno che fa il parroco da quarant’anni, si sente bacchettato in un certo modo, può anche rispondere con la battuta: “Meglio le chiese vuote che le chiese piene di certa gente”.
      Battute del tutto comprensibili, esattamente come io stesso, saepe, dixi – e lo ribadisco – : “Meglio i seminari vuoti che certi giovani al suo interno. Molto meglio infatti chiudere le parrocchie per mancanza di preti, anziché avere certi preti”.

  7. Ammirevole il suo coraggio padre e ancor di più il profondo amore per la Chiesa che anima la sua denuncia drammatica. Voglio solo sperare che il degrado della Chiesa non sia irreversibile. Spesso nella storia essa è parsa colle spalle al muro. Chi avrebbe scommesso sulla Chiesa immorale sotto il giogo di Marozia? O sulla Chiesa che vide Gregorio VII morire esule apparentemente sconfitto? Per non parlare della tragica immoralità di larga parte dell’episcopato nel XV / XVI sec. o della chiesa rammollita e impotente della fine del settecento. et tamen,…. Speriamo che anche questa volta lo Spirito trovi figli docili e coraggiosi, per quanto pochi e a viste umane marginali.

    1. Andreas carus,

      quanto lei spera lo speriamo tutti.
      Ripensando alle epoche storiche da lei citate, in tutte si è giunti: prima a una situazione di collasso, poi si è avuto l’inizio di una ripresa.
      Ciò che però oggi preoccupata è il fatto che la crisi e la decadenza che stiamo vivendo non ha precedenti storici, perché mentre nelle varie altre situazioni, comprese quelle da lei citate, la Chiesa è stata colpita da fuori, da forze esterne; mentre in certe epoche dei singoli e numerosi ecclesiastici conducevano vite immorali, hodie, la singolarità, sta nel fatto che la Chiesa, malum, non lo riceve da fuori, né lo assimila attraverso varie singole e numerose figure di ecclesiastici, ma lo produce proprio al suo interno. In questo consiste la singolarità senza precedenti storici: la Chiesa visibile trasformata in struttura di peccato che produce il male al proprio interno.
      Che dopo questo collasso ci sarà una lenta e dolorosa ripresa, è indubbio, quia, aliter, giungerebbe allora la parusia.

  8. Carissime pater Arihel, in meus sententia, e ben conscio che del mio parere a lei non importa nulla, le sue affermazioni sull’omosessualità sono di natura ideologica ed in contrastano con la realtà.

    Lei infatti afferma che “… la sessualità fisica è una conseguenza tutta mentale dalla quale la sessualità e il sesso fisico non può prescindere, essendo la sessualità fisica la conseguenza del sesso mentale…”: nulla di più falso.
    Pur essendo infatti vero che talune (e ribadisco talune) tecniche di castrazione chimica agiscono sul cervello inibendo il rilascio degli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone, è pur sempre la fisicità di ogni individuo che stimola le sue pulsioni sessuali: può forse un individuo desiderare di copulare in continuazione o le sue voglie finiscono quando non ha piùcartucce da sparare”?

    Lei afferma che l’omosessualità è stata “… giustamente derubricata dall’elenco delle malattie…” e se per lei “recte” significa con votazione democratica basata sull’ideologia e non sulle evidenze scientifiche, de gustibus

    Si enim ea, a coloro che che definiscono la propria libido un disturbo, offre una cura spirituale invece che una cura psichiatrica, de gustibus

    Se lei non capisce che se la natura ha previsto che l’individuo consumi tante energie per produrre spermatozoi ed ovuli senza aver poi correttamente previsto che la mente sia indirizzata ad usarli come stabilito, de gustibus

    Visto che i caratteri disponibili stanno finendo, Ego prohibere huc.

    1. Adesso che come suo solito ha polemizzato e dopo che noi, come nostro solito, le abbiamo dato spazio perché la censura non è certo un nostro sport praticato, sia così gentile da fornire, per tutti i punti da lei indicati, delle precise soluzioni.
      La critica fine a se stessa non serve a niente, semper.
      Assieme alla critica offra le soluzioni: a fronte del gravissimo problema che Padre Ariel ha sollevato, quali sono le soluzioni?
      pater Arihel, che questo problema lo studia da oltre 10 aetate, ma che stando a ciò che lei scrive non ci avrebbe proprio capito niente, et explicavit, pro exemplo,, che «la situazione è purtroppo irreversibile» avendo «superata la soglia del non ritorno».
      Sicuramente lei ha delle soluzioni. etiam: le esponga.

      1. C’è una cosa ben peggiore della censura nella quale traspare la vostra maestria: la selezione delle risposte.

  9. pater Arihel,

    ma questi chierici che ricattano per farsi ordinare,una volta sacerdoti i sacramenti che amministrano sono validi ?
    So bene che i sacramenti agiscono indipendentemente dallo stato di grazia del ministro, ma ho il dubbio se in questo caso (ricatto) la consacrazione sacerdotale avvenga.

    1. Michael conphilosophe,

      come avrà capito dal tono usato nelle parti dove espongo le varie argomentazioni teologiche: il problema è molto serio e molto grave, per questo non si dovrebbe maigiocaresulla sostanza dei Sacramenti.

      Il problema va però diviso in due diverse parti:

      a) è indubitabilea meno che qualcuno, ma sino a oggi non è mai accaduto, non riformi l’intera dogmatica sacramentariache in assenza dei requisiti minimi richiesti, il Sacramento dell’Ordine Sacro è nullo, come per altri versi può essere nullo ad esempio quello del matrimonio, sempre in assenza dei requisiti minimi richiesti.

      b) altro e delicato discorso è invece il fatto che un fedele in buonafede, attraverso un falso ministro, posso ricevere ugualmente la grazia di Dio.

      Riguardo questo secondo punto, in dogmatica sacramentaria sono portati diversi cosiddetti casi di scuola, per esempio il seguente: cosa accade se un fedele cattolico si confessa con un falso sacerdote, ossia con un soggetto che finge di essere tale e che quindi commette un grave delitto simulando un Sacramento, convinto che costui sia un autentico sacerdote?
      Accade che il falso sacerdote che simula un Sacramento, commette appunto un grave delitto, che rientra peraltro nella fattispecie dei delictis gravioribus, mentre il penitente, realmente e profondamente pentito ma soprattutto convinto di confessarsi con un autentico sacerdote, pur ricevendo una assoluzione invalida, ottiene comunque per mistero di grazia soprannaturale la misericordia e il perdono di Dio.

      in brevi: il penitente va in Paradiso, il falso prete che l’ha assolto rischia seriamente di finire all’inferno.

      Per questo dico che non bisognerebbegiocaretroppo sul supplet gratia e sul supplet Ecclesia.

  10. Ma come è bravo quel medico che a chi ha la gamba in cancrena prescrive gli antidolorifici ed a chi critica il suo metodo di cura ricorda il laureato in medicina è lui!!!

    1. nessuno le impedisce di andare a farsi praticare un intervento chirurgico dal macellaio.

  11. Io spesso l’ho criticata, soprattutto per l’allineamento alla politica del Santo Padre, ma da questa vicenda sono impressionato.
    Però non capisco. Perché Becciu avrebbe dovuto eseguire un ordine della lobby gay? Non mi sembra direttamente legato al circolo più evidente dei gay. Fermo restando che presso la Santa Sede tutti sono legati con tutti e che non c’è una lobby gay, ma che la maggior parte sono gay. Semmai ci dovrebbe essere una sparuta lobby etero.

  12. Sa che cosa mi dispiace di questo suo video padre Ariel?
    Che dopo una premessa che da come l’impressione lei abbia sposato la dottrina delDio ti ha creato così
    a discapito di quella delpeccato contro natura…”.
    si affanni tanto a voler disquisire dogmaticamente dell’illiceità ed invalidità del sacramento dell’ordine somministrato ad uomini con cromosomi XY macreati cosìda Dio.
    Ben conscio del come lei ritenga questi miei interventi dettati dal risentimento, la ricordo nelle mie preghiere.

  13. Vedevo un giovane sacerdote alla tivù e si chiamava Tommaso. Il cognome, causa vecchiaia, me lo sono scordato. Mi pare che fosse altoatesino. Mi ricordo ancora qualche sua omelia.
    Questo bravo giovane andò a infilarsi in una trasmissione con Ilaria D’Amico che gli promise l’anonimato mentre poi lo rese riconoscibile.
    Dal Vaticano un pandemonio di rivolta. Tutti contro questo povero ragazzo che si era permesso di infangare la santità dei luoghi santi..
    Per farla breve è scomparso da quella tivù cattolica. Ho pure chiesto e hanno finto di non capire.
    Qualche volta durante il rosario mi sono ricordata e ho recitato qualche Avemaria per quel bravo ragazzo. Personaggi di una certa importanza che cadono nell’ipocrisia dell’apparire e sembrano non avere
    letto mai il Vangelo dove sta scritto chequestione di temponon ci saranno segreti per nessuno.
    Il veritiero e l’umile avranno la loro vittoria dopo le inevitabili amarezze di questa terra.

    1. gratias ago!
      Pregherò Dio che la possa colmare diprofonde e inevitabili amarezzeaffinché lei possa avere la sua vittoria.

      1. Preghi, tanto Dio non è scemo da accontentarla.
        Prego pure io e non mi lascio fregare.

        Ma cosa ha capito del mio racconto per offendersi e replicarmi così?
        Io credo davvero che il bene vincerà sul male e la verità sulla menzogna.

        1. Mia cara, non è che lei si sia spiegata particolarmente bene, o forse sono io a non capire. Quaedam una res est,: se ci si esprime in modo vago e non chiaro, quindi si mette in condizione l’interlocutore di interpretare, può accadere che uno intenda male.
          Non ho problemi a scusarmi per avere inteso male, ma lei deve riconoscere di non essersi spiegata in modo chiaro.
          Con un sincero augurio di ogni bene e grazia dal Signore.

  14. Guardando il video mi sono posto una semplice domanda, quia? Perché un omosessuale nel 2020 dovrebbe trovare nella chiesa l’unica via per l’autoaffermazione sociale? Cosa c’è nella chiesa che altro non c’è che la rende ancora un luogo cosìappetibile”?

    La cosa che mi ha lasciato promesso è la storia dei ricatti, ricattare un vescovo di indicibili scandali (cosa può scandalizzarci ancora avendo visto e sentito ormai di tutto?) per ottenere l’ordinazione, quia?

    Mai come ora nella società civile gli omosessuali sono considerati, per usare una figura teorica, dei panda da tutelare e accudire in modo imbarazzante. Manca solo lo scudo penale e fiscale per chi si dichiara gay. Perché allora andare a cercare proprio nella chiesa la propria collocazione per condurre in sostanza uno stile di vita libero e disinibito che fuori dalla chiesa sarebbe innalzato al livello di modello di vita?

    Posso capire la situazione di chi nel passato trovava nella chiesa un ambiente più confortevole visto il pregiudizio sociale e i rischi cui si andava incontro dichiarando la propria omosessualità, ma oggi che senso ha tutto questo?

    Forse andando a cercare la ragione che rende la chiesa ancora oggi un campo di conquista per gli omosessuali si potrebbe eliminare l’origine di questotumoreinterno alla chiesa che sta provocando tanti danni a tutti i fedeli.

    1. Caro Dario,

      le do una risposta a questo quesito già data nel mio libro Et venit Satanas et trinus,.
      Lei ha ragione a domandarsi: «perché, la Chiesa come rifugio?».

      La risposta da me data e qui a lei ripetuta, è davvero impietosa, ma impietosamente reale, ossia questa: se un giovane ragazzo gay di un paese di provincia, appena ventenne, ha bella presenza fisica, vel melius tamen,, se è proprio un bel figliolo nel fiore della giovinezza, basta faccia un biglietto di sola andata per Roma, Bologna, Milano … perché un gay cinquantenne professionista di successo o comunque variamente pieno di soldi, che se lo prende e che lo mantiene o lo sistema, lo trova immediatamente. sed faciet, ego iterare, è un gran bel figliolo con qualità estetiche di vario genere, sia visibili sia nascoste.

      sed, un analogo giovane di un paese di provincia, non baciato dalla natura, semmai piccolo di statura, paffutello, con un viso a palla inespressivo, può accadere con una certe frequenza che finisca a bussare alla porta del seminario. E siccome molti nostri vescovi hanno ormai i seminari vuoti e una fame spaventosa di preti, Infeliciter, non pochi, lo prenderanno. E a quel punto ci ritroveremose costui giungerà al sacerdoziocon un omosessuale cattivo e incattivito.

      Cose di questo genere, più volte le ho sbattute sulla faccia dei vescovi, per esempio dicendo loro: «Ma non si è reso conto che il suo seminario pare una bottega degli orrori? Tutti i suoi seminaristi sono esteticamente sgradevoli, brutti, grassi, oppure mingherlini mal cresciuti. Si è domandato il perchè?».

      Devo dire che questi miei discorsi li hanno sempre presi male. Quando un vescovo mi rispose che «non sono previsti esami estetici di prestanza fisica per essere ammessi in un seminario», a quel punto rincarai la dose e risposi dicendogli: «Prima alle scuole medie, poi al liceo, poi all’università, ho avuto dinanzi agli occhi un vasto campionario di ragazzi. C’era quello veramente bello, quello carino, quello che non era bello ma che aveva una tale simpatia e un fascino così prorompente da avere successo con le ragazze molto più di quelli belli, c’era quello bruttino e c’era quello proprio brutto. in brevi: c’era di tutto. Perché invece nel suo seminario ci sono solo brutti, ma brutti a tal punto che il suo seminario pare una raccolta di caricature? Et quid, tra i suoi seminaristi, non c’è il figlio di un solo libero professionista, o di un imprenditore, o di un ricco commerciante, ma tutti quanti solo e di rigore sono figli di famiglie di operai e di contadini? Possibile che Dio non chiami al sacerdozio anche il figlio di un imprenditore, di un avvocato di successo, di un ricco commerciante?».

      Come ho scritto, spiegato e ribadito, la cosa che mi dispiace – illis, non per me, – è il fatto che diversi di questi vescovi, con una arroganza e una superbia tutta quanta episcopal alto-prelatizia, quando poi, seppure avvisati, anni dopo si sono ritrovati nei guai molto seri con diversi di questi soggetti divenuti preti, nihil, ma proprio nessuno di loro mi ha mai detto: “etiam, devo ammettere che avevi ragione e che mi avevi avvisato per tempo”.

      O detta malamente: i gay belli e simpatici li possiamo trovare con fisici statuari a fare i cubisti nelle discoteche, pagati fior di soldi, autem – sempre detta malamente – ego “cessice li ritroviamo nel clero e, ribadisco, non sono simpatici né brillanti, né fondamentalmente buoni come molti dei gay che ballano sui cubi delle discoteche, aliquid, i nostri gay clericali sono quasi di prassi cattivi, incattiviti e pericolosi, per quanto sono brutti fuori e brutti dentro.

      Ma nessuno mi ha mai ascoltato, quamquam, ostendit ex testimonio, non ci ho visto giusto una volta, ma dieci volte.

  15. Alcune domande: ci sono preti omosessuali casti ? Posso chiederle qual è, in iudicium, la percentuale di sodomiti nel clero diocesano italiano? E quella dei vescovi ? et tandem, come sono messe lediocesi della lombardia sudorientale” ?

    1. care Lector,

      in questo mio video spiego più volte che la teoria «prendiamoli e facciamoli preti pure se hanno evidenti tendenze omosessuali, l’importante è che non pratichino l’omosessualità» è stata una idea e una linea che si è rivelata pericolosamente suicida.

      Le diocesi, ex hac parte, con alti e bassi, talune con punte molto alte, altre con punte minori, stanno vivendo tutte, ma proprio tutte, questo problema. in facto,, il processo diinquinamentoè partito da fine anni Settanta inizi anni Ottanta, con risultati che, in alcune diocesi, sono risultati veramente devastanti.

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