in ruinam: deformis fabulas narrat in ea Concilii Oecumenici Vaticani II, quae neminem laedat, non amicam, …

- Theologica, -

Lapsus: QUELLE BRUTTE STORIE DEL VATICANO II CHE NESSUNO RACCONTA PER NON INTACCARE IL et amicam, ...

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Sumus "Fall of " et non est multis annis in catholica ecclesia iam diximus quae ad cognoscendum et ad videndum et non est amplius:; est "aliis". Necnon ecclesiae ipsius ecclesiastici ordinis nostri iam fracti ab intus, et in progressus sit amet transmutatio perturbatio. Infeliciter, et in Collegium Episcoporum et sacerdotum collegium vel non habere vel minimum numerus elementa possint ut cope hie ductus interitus.

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Pater Author Arihel
auctor
S Arihel. Levi Tadinensis

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"Si non vultis celare quidquam, nos quidem tentatus est, nec dicere ecclesia sanctorum, nec Catholico: Concilium Oecumenicum Vaticanum II possit loqui et non solum in ecclesia Sancti, peccatum autem in ecclesia; etsi hic aliquid Member cum corriperetur, Maxime autem erat adhuc nimis fugax, Nos ergo omnes nos in Ecclesiae conscientia alta sentire nefas Ecclesiae ".

RATZINGER, Introductio ad Christi, 1968

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Ariel theatrum
S Arihel. Levi Tadinensis, Ars d'e theatro … ipso actio

Ad facilitate modernistae impetu in diabolo mortiferum, Eo quod prorsus imparatus esset potissimum vim internae, quia ex duobus saeculis assueti, varicae, nono decimo in saecula, habere tueri ab exterioribus incursionibus. Timuimus igitur carnales, aut cogitari possit non esse iustum proelium tale,, quia partes coram, aliquando plus etiam - quod in Ecclesia nullo non tempore fuerunt -, tunc corpus Ecclesiae oppugnata, episcopis,, et de sacerdotibus Christi fideles, Proque sociatis, deinde, postquam reversus modo, elanguit res in periculo, partibus internis studium. sed hodie, doctrinarum studiis ad quae superanda calamitatis ipsum discrimen timemus Arianam, In responsione inter nos invicem, l, quia 'omocentrismo egocentric, nedum in modernistarum adprehendens, sed maybe, et multo pejus, eodemque bene Conservatories traditionalists, qui eorum apud iurgiosa, et nunc phobic Division, acerrimi defensores suos manifestae "eGO'Potius Dei fide veritatis. Experiri periculosum componam ea in societatem belli contra communem hostem et, illi autem statim quod eventus videre formidolosissimum, petitionem aliorum catholicorum atque ut omnium rerum rectissimum, dente parvo adhaerere unhealthily unguem exiguitatem paradisum, movere praeter vastitatem "puto", "Sentio", ita censeo veram juris amet. Quia mutated fide a nomen a passione genus ego-omocentrico, Quod multo plus est, dicta sunt viarum traditionalistae quam illa modernistarum, quoniam hi saltem dimidio saeculo sunt robore. De instituts socialia-politica affectus animi sensus est, lusimus modernistae quinquaginta, annos sexaginta, Hodie non est aliqua necessitate. in facto,, modernistae rationalismum et individualismo hereticos, Hodie iam non motus dabit motum, statui atque decrevi amet, imponeret ad Episcoporum saepe consulant doctrinali sicut heterodoxon, et deficientes, quo deficiente doctrinaliter clerum multiplicetur forma diuersas, tribulatio magna ex omnibus quaestionibus moralibus generatur ex eo tempore dogma, sicut scriptum est quia non in praeterita me: moralis discrimine et developed per doctrinalia in discrimine creata est [Sequitur quod articulus plenum …]

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Ut patefacio click in subter supter item:

23.03.2017 S Arihel. Levi di Gualdo — LA CADUTA DELL’IMPERO : Orcorum illorum foedorum historiarum Concilio quasi inaugurata Nemo non bonum pertinent, et amicam,

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carus lectores,

omne iam memini, et ex quibus affirmetur nostra apostolica et theologicum opus et munera vestra valuable.

gratias ago!

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.Bene Ariel, et pastor

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About isoladipatmos

5 cogitationes on "in ruinam: deformis fabulas narrat in ea Concilii Oecumenici Vaticani II, quae neminem laedat, non amicam, …

  1. Molto interessante, pater Arihel, hai fatto un ottimo lavoro!… Molto esplicativo il resoconto della fase pre-conciliare, dove racconti il meccanismo dell’infiltrazione dei giovani teologi eretico-modernisti tedeschi tra le fila dei nuovi cardinali provenienti dalle terre di nuova evangelizzazione, e non abbastanza formati.

    In certo modo, direi che questa è la Storia dell’uomo, e che quindi, per motivi provvidenzialmente misteriosi, doveva andare così.

    Drammatica, quidem, la tua conclusione, sul fatto che questa fase della crisi della Chiesa sia ormai irreversibile, e si dovrà toccare il fondo, per risalirenon è dato sapere in quali termini. Ci vorranno duecento anni per recuperare, tu dici? Difficile fare ipotesi temporali, ma d’altronde, dopotutto, a motivo dell’inorgoglirsi dell’uomo, che per la sua aumentata potenza inizia a farsi dio a sé stesso, l’idea cristiana globalmente intesa perde fin dal Rinascimento, quindi ormai son già 700 anni e passa.

    Qualche ecclesiastico di alto rango ti ha chiesto come dovremmo fare per non cadere nel baratro? Fortuna, dico, anche se ormai è tardi. sed, osservo che la maggioranza di quelli che sono ai posti di comando della Chiesa, sono ancora lanciati a tutta birra verso il burrone, e si portano appresso tanta parte del popolo. View, qui, in dettaglio

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2015/11/14/convegno-ecclesiale-nazionale-disinquinare-il-nuovo-umanesimo/

    la folle ostinazione dei vertici della Chiesa italiana di voler proporre figure impresentabili come quella di don Lorenzo Milani e dello statalista Giorgio La Pira, vicino alla dossettiana “scuola di Bologna”, come “testimoni della Chiesa italiana del nuovo millennio”.

    Ce la siamo proprio cercata …

  2. comando della Chiesa, sono ancora lanciati a tutta birra verso il burrone, e si portano appresso tanta parte del popolo. View, qui, in dettaglio

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2015/11/14/convegno-ecclesiale-nazionale-disinquinare-il-nuovo-umanesimo/

    la folle ostinazione dei vertici della Chiesa italiana di voler proporre figure impresentabili come quella di don Lorenzo Milani e dello statalista Giorgio La Pira, vicino alla dossettiana “Bononiensibus scholis florens”, venit “testimoni della Chiesa italiana del nuovo millennio”.

    Ce la siamo proprio cercata

  3. Reverendo don Ariel,

    leggo e apprezzo tanto i tuoi articoli. Tuttavia dissento ogni qual volta tu affermi che, data la presente e drammatica situazione ecclesiale, è bene dissuadere i giovani a entrare nei seminari, o quanto meno è opportuno rimandarne l’ingresso. In mea sententia,, avvertita la vocazione, ricevuta l’approvazione del proprio direttore spirituale, ed essendoci l’accoglienza da parte del vescovo diocesano, il giovane deve essere più che altro incoraggiato ad entrarci. In Seminario, anche per la difficile situazione odierna, il giovane si farà “le ossa”.

    Nella parrocchia dove mi trovavo prima, io sono un sacerdote, ho lasciato un seminarista, che oggi è alle porte dell’ordinazione. So che in questi ultimi anni, anche per via dei nuovi formatori, questo giovane ne ha viste di tutti i colori, in particolare da parte del rettore. A questo ragazzo, a cui voglio bene come un figlio, di sicuro l’esperienza l’avrà forgiato. Ciò che ha maturato in seguito alle sofferenze vissute là, di certo lo aiuterà tanto nel suo prossimo ministero e, generatim, in vita.

    E’ importante, sed, non lasciare soli questi seminaristi. Il direttore spirituale deve essere continuamente al loro fianco. Olim, questo seminarista mi confidava: “Se non fosse stato per il mio direttore spirituale, da tempo sarei già scappato”.

    Io spero che questi ragazzi di provata vocazione vadano avanti, e siano il futuro della Chiesa. Perché privare la Chiesa di persone chiamate da Dio? hic, questo è il mio contributo. Approfitto per un cordiale saluto.

    don Angelo

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