Episcopus Asti “quis delinquit” Beatae Mariae Virginis humanae piacioneria, nescis quia historia culturae islamica

IL VESCOVO DI ASTIOFFENDELA BEATA VERGINE MARIA PER MONDANA PIACIONERIA, PERCHÈ NON CONOSCE LA STORIA E LA CULTURA ISLAMICA

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«l’amministrazione comunale, riunita con il vescovo Ravinale e l’Imam Latfaoui Abdessamad – conclude la nota – propone di realizzare un incontro tra la comunità musulmana e la comunità cattolica il 15 August, presso la cattedrale di Asti, alle 10.30 nella ricorrenza della Solennità di Maria Santissima Assunta, patrona della cattedrale stessa e molto cara alla religione musulmana» [testo del comunicato, qUI, qUI, etc. ..]

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Pater Author Arihel
auctor
S Arihel. Levi Tadinensis

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martiri di otranto
Cattedrale di Otranto, una delle pareti all’interno delle quali sono custoditi i resti degli 813 martiri uccisi in odio alla fede cattolica dai musulmani nel 1480

Oggi la Chiesa fa memoria dei Martiri di Otranto, uccisi dai maomettani in odio alla fede cattolica il 14 August 1480.

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Durante l’assedio dei maomettani, i presbiteri s’erano rifugiati nella cattedrale a pregare col loro Arcivescovo Stefano Pendinelli. Nella cattedrale erano perlopiù donne, bambini e anziani. Il capo dell’armata musulmana irruppe nel luogo sacro ordinando ai fedeli di rinnegare la loro fede cristiana, ma ricevendone in risposta un rifiuto. Furono così uccisi 813 cristiani all’interno della cattedrale trasformata prima in mattatoio umano, poi in stalla per i cavalli come segno di sprezzo per il luogo sacro.

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L’anziano Arcivescovo Stefano Pendinelli invitò i propri fedeli a rivolgersi alla misericordia divina dinanzi alla morte. L’Arcivescovo fu poi sgozzato sulla sua cattedra episcopale e fatto a pezzi a colpi di scimitarra. Il suo capo reciso fu issato su un palo e portato dalla soldataglia musulmana in giro per le vie della città.

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haec, come molti altri episodi analoghi, dovrebbe essere ricordato da certi cattolici page, a partire da Andrea Riccardi e dalla Comunità di Sant’Egidio, che di recente hanno organizzato un pacchetto viaggio dall’Isola di Lesbo a Roma, facendo tornare il Santo Padre a casa con 12 musulmani [Cf.. qUI]. E qui vi prego di notare la simbologia, perché i santegidini non hanno preparato un pacco viaggio autem 10, o di 13 musulmani, ma di 12 …

si tratti forse dei nuovi Dodici Apostoli?

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Assieme ai santegidini, andrebbe quanto prima istruito anche l’esercito sempre più fitto di cattolici ignoranti che si battono il petto per le crociate, ed ai quali nessuno, a partire dai libri di storia intrisi di falsi e di leggende nere, scritti sulle ideologie postume della Rivoluzione Francese, ha mai spiegato ch’esse non furono mosse come guerre d’aggressione, ma per la difesa delle popolazioni cristiane assalite dai musulmani che offrivano due sole possibilità: la conversione forzata, o la morte. E spesso, i convertiti a forza, venivano comunque ridotti in stato di schiavitù. Le crociate furono promosse da Pontefici oggi venerati come santi e dagli stessi reputate in quel momento come l’unico mezzo di legittima difesa delle popolazioni cristiane aggredite e passate per le armi dalla Jahad islamica [cosa questa spiegata da Giovanni Cavalcoli IN nel suo ultimo articolo, Cf.. iterum 8 e ss. qUI]. La legittimità delle crociate fu spiegata e predicata da altrettanti santi, venerati oggi dalla Chiesa e particolarmente cari alla devozione popolare.

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Oggi abbiamo fatto un altro salto di “qualità”, perché dai vescovi mediocri di cui già sentiamo la mancanza, ormai stiamo passando ai vescovi ignoranti, sotto tutti i profili storico-teologici. E questi vescovi, nascosti dietro la risibile illusione del dialogo colnemicoche ci sta invadendo e che finge di dialogare con noi, sembrano non rendersi conto che questo temibile nemico domani ci prostrerà in ginocchio dopo avere fatto astuto uso della nostra debolezza e delle nostre leggi democratiche. Questi vescovi sembrano non rendersi conto che da anni è in corso la veglia funebre sul cadavere dell’Europa in stato ormai avanzato di decomposizione; una veglia cominciata sin da quando al Sommo Pontefice Giovanni Paolo II fu negata più volte la richiesta d’inserire un vago richiamo alle radici cristiane del nostro Vecchio Continente nel preambolo introduttivo della Costituzione d’Europa, non nel testo legislativo, ma solo nel preambolo introduttivo, che non ha alcuna valenza e vincolo giuridico-costituzionale.

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S.E. Mons. Francesco Guido Ravinale merita poche parole, perché si correrebbe il rischio di perdere solo tempo prezioso per offrir lui una “lezione” di storia, per seguire appresso con una “lezione” sulla corretta dottrina cattolica, che evidentemente, il Presule astigiano, pur essendo sommo maestro e custode della Verità, mostra di non praticare e trasmettere in modo conforme al deposito della nostra santa fede, ivi inclusa la mariologia.

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I doni della grazia sacramentale dello Spirito Santo perfezionano la natura, ma non suppliscono in alcun modo la natura, la cultura e l’educazione che non c’è, come ci insegnano i Santi dottori della Chiesa Agostino vescovo d’Ippona e Tommaso d’Aquino. Che detta in altre parole equivale a dire: la grazia sacramentale della pienezza del sacerdozio apostolico, non può trasformare un asino in un puledro di razza, con tutto il rispetto per quel nobile animale che è l’asino, dotato di una forza-lavoro tale da meritare la storica riconoscenza di tutta l’Europa.

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Affermare con l’avallo del vescovo, che per questa ennesima sceneggiata offre la propria chiesa cattedrale, che la Beata Vergine Maria «è molto cara alla religione musulmana», è cosa falsa e fuorviante; è dell’autentico veleno al cianuro offerto ai fedeli sotto la falsa rassicurazione che si tratti invece di un rosolio amabile prodotto dalle pie mani delle monache di clausura.

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Vediamo adesso in che modo empio e blasfemo la religione del falso profeta Maometto riconosce la figura della Beata Vergine Maria, che anche con l’avallo di soggetti come il Vescovo di Asti sembrerebbe costituire un punto “comune” di “unione” tra Cristianesimo e Islam.

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Maometto afferma che Allah lo avrebbe sposato in nozze mistiche alla Madonna tramite l’Arcangelo Gabriele, perché la Beata Vergine Maria era una delle quattro donne perfette; quindi come tale non poteva che far parte dellharem celeste di questo soggetto bugiardo e megalomane, che ha fatto un colossale e pericoloso taglia e cuci dai principali testi dell’Ebraismo e del Cristianesimo, attingendo, nel secondo caso, principalmente dai testi degli eretici ariani; vi ha aggiunto credenze tratte dalle antiche religioni pagane, ed ha servito per i secoli avvenire una discutibile e di fatto pericolosa mistura. L’empio Maometto afferma quindi che la Vergine Maria, sua mistica sposa, vive nel Paradiso in un bellissimo palazzo incastonato di gemme vicino a quello di Khadijah, la prima delle sue mogli [1].

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I nostri teologi, in particolare i mariologi, ma anche i fedeli cattolici, inclusi i semplici ripieni di venerazione verso la Mater Dei, sono disposti ad accettare questo “splendido” punto di “unione comune” con l’Islam, vale a dire la Beata Vergine Maria che diventa una delle diverse mogli di questo falso profeta e che finisce con l’essere posta come sua seconda donna di rilievo vicino alla più importante delle donne del suo harem paradisiaco? Resto naturalmente aperto sin da adesso ad accogliere eventuali smentite da parte del Vescovo di Asti, compito del quale sarà quello di spiegare teologicamente — non umoralmente, meno che mai muovendosi su impulsi di lesa maestà -, che io ho letto male i testi coranici; testi applicati e insegnati, all’interno dei quali si trovano contenute queste “amenità” sulla Mater Dei che spaziano tra l’empietà e la blasfemia.

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Preghiamo Dio e la Beata Vergine che la Santa Sede impedisca nel giro di queste ore un simile incontro all’interno della chiesa cattedrale di Asti durante le sacre celebrazioni dell’assunzione al cielo di Maria Santissima. E se proprio S.E. Mons. Francesco Guido Ravinale vuol benedire le corde con le quali entro breve sarà impiccata dai nuovi colonizzatori maomettani l’Europa ormai scristianizzata, totalmente ripiegata nell’odio supremo verso le proprie radici cristiane, che perlomeno lo faccia al di fuori di quegli spazi sacri all’interno dei quali la Chiesa universale celebra ogni giorno il Sacrificio Eucaristico, considerato e giudicato dagli islamici come l’apoteosi del nostropaganesimo politeista”.

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I presbiteri, i diaconi, i religiosi, le religiose ed i fedeli cattolici di Asti farebbero forse bene a non partecipare a questo incontro all’interno della loro Chiesa cattedrale, visto che in questo modo non si costruiscono ponti, ma si abbattono le mura di difesa affinché gli invasori possano entrare agevolmente senza compiere neppure una minima fatica, grazie a certi nostri vescovi che dopo avergli fatto perlustrare gli spazi delle loro future moschee — vale a dire le nostre chiese —, gli offrono direttamente in dono le chiavi delle città. Il tutto in nome di un dialogo con chi, da XIV secoli, vive e cerca di imporsi sul filo della spada, come provano le più antiche e fiorenti comunità cristiane spazzate via con la violenza da tutto quanto il Nord dell’Africa e da vari altri angoli del mondo; come prova la dolorosa e sanguinosa storia recente delle nostre popolazioni cristiane martoriate sotto gli occhi indifferenti dell’Europa, che per non fare i conti con la realtà s’è inventata «l’aspirina dell’Islam moderato» [Cf.. qUI].

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Gliislamici moderati sono quelli che, il giorno in cui dovranno rispondere al richiamo della tribù ed ucciderci, cercheranno di farlo in modo tale da non farci soffrire troppo.

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Nella relazione di discorso dell’Arcivescovo di Smirne in Turchia, S.E. Mons. Giuseppe Bernardini, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, tenuta al sinodo dei Vescovi per l’Europa svoltosi nel 1999, è contenuto questo passaggio che dovrebbe farci molto riflettere:

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«In un monastero cattolico di Gerusalemme c’era un domestico arabo musulmano. Persona gentile e onesta, egli era molto stimato dai religiosi che ne erano ricambiati. dies unus, con aria triste, egli disse loro: «I nostri capi si sono riuniti e hanno deciso che tutti gli infedeli debbono essere assassinati, ma voi non abbiate paura, perchè vi ucciderò io senza farvi soffrire».

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L’Arcivescovo di Smirne chiarì e spiegò che non bisognava confondere la minoranza fanatica dalla maggioranza dei musulmani tranquilli e onesti, ma fu anche molto chiaro nello spiegare che questi ultimi, al primo ordine a loro dato in nome di Allah o del Corano, non avrebbero esitato un solo istante ad obbedire. E siccome erano sempre stati nostri amici, siccome avevano vissuto e convissuto assieme a noi sino al giorno prima e siccome avevano imparato a volerci bene, proprio per questo ci uccideranno senza farci soffrire, mostrandoci a questo modo il loro sincero affetto e la loro umana pietà.

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S.E. Mons. Francesco Guido Ravinale col suo gesto reca offesa ai familiari superstiti dei nostri devoti fedeli uccisi dagli islamisti in Siria e in altri angoli del mondo, oltre a mostrarsi incapace di prestare ascolto ai suoi fratelli Vescovi di quelle regioni che conoscono molto bene la situazione e che da tempo stanno lanciando inutilmente avvisi ed esortazioni a tutti gli ecclesiastici che seguitano imperterriti a vivere nel mondo delle fiabe E dialogo onirico :

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«Ho perso la mia diocesi. Il luogo fisico del mio apostolato è stato occupato dai radicali islamici che ci vogliono convertiti o morti [...] voi pensate che gli uomini sono tutti uguali, sed non est verum. Non enim omnes homines aequales Islam. Bona non sint bona tua. Si non intelligis in tempore, hostiae facti estis hostes domum tuam ».

S.E. Mons. Amel NonaArchbishop of Mosul [Cf.. qUI]

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Episcopus Asti e vari altri suoi fratelli Vescovi del dialogo a tutti i costi, dovrebbero porsi un quesito urgente e serio, che è questo: «Ma noi, con chi stiamo dialogando?». O forse costoro, ricevendo un imam di periferia con quattro suoi adepti, pensano davvero didialogare con l’Islam? Sono a tal punto superficiali e sprovveduti da pensare che un imam di periferia sia unvescovo islamicoin piena comunione colSommo Pontefice dell’Islamche dalla suacuria maomettanade la Mecca governa l’Islam mondiale? Pensano davvero che l’approccio con l’Islam, che è la quintessenza della frammentarietà — come ha già spiegato in un suo articolo S.E. il Vescovo di Laodicea Combusta [Cf.. qUI] — possa essere lo stesso che da vari decenni noi abbiamo coi Protestanti, che seppure divisi in centinaia di aggregazioni religiose diverse, hanno costituito l’Alleanza Evangelica Mondiale e altre federazioni? Se noi dialoghiamo con un Patriarca o un Metropolita ortodosso, sappiamo bene, costui, chi rappresenta; se noi dialoghiamo con un Pastore evangelico, sappiamo bene, costui, chi rappresenta; se noi dialoghiamo con un Vescovo anglicano, sappiamo bene, costui, chi rappresenta. Ma se per esorcizzare le nostre paure e fuggire dall’orrida realtà che su di noi incombe, nos “dialoghiamocon un imam di periferia, costui, al di fuori di sé stesso e dei quattro adepti che lo accompagnano, chi rappresenta? Quale, dei variegati e frammentati Islam, rappresenta l’Imam che domani, nella cattedrale di Asti, assisterà a quel ritopoliteista” E “paganoche noiinfedelichiamiamo Sacrificio Eucaristico?

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L’unico Islam che egli rappresenta è quell’Islam che, ai cristiani residenti nei vari paesi arabi e non solo arabi, nega la pienezza dei diritti civili, nega la possibilità di accedere a certi posti di impiego, nega la possibilità di avere luoghi di culto, nega la possibilità di conservare testi religiosiE non stiamo parlando degli islamisti integralisti, ma della generalità dei paesi islamici. Ecco quindi descritto l’Islam che rappresenta colui che domani, con i suoi adepti, si recherà nella Cattedrale di Asti per la solennità di Maria Santissima Assunta in Cielo. Rappresenta l’Islam al quale noi, con l’auspicio dei nostri vescovi, ignari sia del mutuo rispetto sia della reciprocità, ci accingiamo a far costruire una catena di moschee sul territorio italiano.

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Perché il prode episcopo astigiano, non coglie l’occasione per domandare a questo altorappresentante” quod “mondo islamico“, in “comunione” col “papa islamico“, se può favorire l’apertura di una chiesa cattolica nella Capitale dell’Arabia Saudita? E dalla risposta che riceverà, capirà subito con quale Islam ha dialogato e sta dialogando. Capirà di avere dialogato con quell’Islam moltomoderatoche con tutta la moderazione del caso esige avere una grande moschea a Roma e altre moschee sparse per il territorio del nostro Paese, ma che mai consentirebbe neppure la costruzione di una cappella di 20 metri quadrati a Riad, dove le uniche due Sante Messe celebrate per Natale e per Pasqua, si celebrano all’interno di due zone che beneficiano secondo il diritto internazionale del regime diplomatico di extraterritorialità: le ambasciate d’Italia e di Francia.

amen!

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NOTA

[1] Sahih Bukhari 4: 55: 642. Sahih Bukhari 5: 58: 163. Corano 28:4. Corano 66:11. Sahih Muslim 31 6955. Majlisi, Hayat al-Qulub 2: 26.

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Cari Lettori e Cari Fedeli del Popolo di Dio.

Quod tibi libet I Ianuarii anno modernum, 14 August, In insula, quæ appellatur Patmos, excederet 4.000.000. visitationes.

Ogni tanto vi ricordiamo anche che noi, per diffondere la fede e la dottrina cattolica, "non siamo finanziati dall’Emiro del Qatar né dall’Arabia Saudita". Il nostro lavoro e la gestione del sito di questa nostra rivista telematica è sostenuto da sempre, omnis, cum offers.

Si vis admonere et apostolico labore et, usando il comodo e sicuro sistema Paypal che trovate in fondo a destra sulla home page.

gratias ago!

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14 cogitationes on "Episcopus Asti “quis delinquit” Beatae Mariae Virginis humanae piacioneria, nescis quia historia culturae islamica

  1. Visto che si parla di Andrea Riccardi, è bene ricordare che lo stesso ha fatto parte del governo Monti, che ha dissanguato le classi sociali media e povera per dare ai grandi poteri finanziari ed ai ricchi.
    E’ detto tutto: davvero non mi sembra un tipo adatto ad insegnarci cosa dobbiamo fare. Ha dimenticato che chi ruba ai poveri, ruba a Dio, e a Dio un giorno ne risponderà.
    Chissà cosa ne direbbe San Giovanni Bosco!

  2. Rev. patrem,

    temo che Roma non farà alcun passo.Tutto al contrario, Roma “plaudedandone risalto:
    http://it.radiovaticana.va/news/2016/08/13/musulmani_in_cattedrale_ad_asti_per_lassunta/1251120
    Così come qualche giorno fa la notizia era: Il gruppetto di ventuno immigrati, che adesso vivono a Roma, ospitati dalla Comunità di Sant’Egidio, è stato accolto dal Santo Padre a Casa Santa Marta. L’articolo elenca anche tutti gli accompagnatori …. riconoscibili anche nella foto ricordo!
    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/abbraccio-papa-ai-migranti-pranza-vaticano-coi-rifugiati-1295940.html

    Nell’Angelus odierno il Papa ha parlato dello Spirito Santoalla fine ha ricordato il martirio di Padre Massimiliano Maria Kolbe, trascurando quello dei martiri di Otranto
    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2016/documents/papa-francesco_angelus_20160814.html

    1. temo che non pochi dei nostri vescovi stiano perdendo veramente la bussola dell’orientamento, e se la perdono loro, che ne sarà di noi?
      Sante parole quelle di don Francesco … tum “abbiamo più che mai bisogno della fedeltà dei soldati”.

  3. Trovo inqualificabile il comportamento del Vescovo di Asti, sia per il luogo dello spazio liturgico scelto, sia per la festività di Maria S.S. Assunta all’interno della quale questo incontro si colloca, sia per tutte le ragioni espresso in modo lucido e realistico in questo scritto di p. Arihel.

  4. Se questi sono i vescovi che ci riserva il vicino futuro, mettiamoci in barca alla volta dell’Isola di Patmos, luogo dell’ultima rivelazione, e lì fondiamo una fraternità sacerdotale dedita alla preghiera e alla penitenza, chiedendo a Dio la grazia di poter risalire presto la china, dopo i danni prodotti da queste persone.

  5. Caro confratello Ariel.
    Chi come te vede molto al di là del proprio naso (avendo ricevuto il dono della profezia), come i vecchi profeti è destinato a dura vitaquando però domani, tra pochi o tanti anni verranno riletti certi tuoi scritti … Oratio!
    Bene ha detto don Francesco più sopra tra le sue righe, ha detto tutto quello che c’era da dire, in pratica … “mentre i generali prendono il the con il nemico, nos, soldati senza ormai più un capo sopra di noi, dobbiamo fare il meglio e dare il meglio di noi stessi per combattere nelle trincee, mentre i generali fanno salotto con il nemico …”
    haec, Credo, sia la nostra realtà.
    Non sono un membro del presbiterio di Asti, vivo all’angolo opposto d’Italia, ma se lo fossi stato e mi fosse stato chiesto anche dal vescovo in persona, non avrei partecipato a quella celebrazione.

  6. Io desidero testimoniare: io sono sacerdote cattolico caldeo di nascita egiziana e ho conosciuto Molto Reverendo Ariel a Roma in anni passati.

    Ricordo ordinazione sacerdotale di M.R. Arihel. Io ero quel giorno diacono a Roma e ho avuto onore di servire Vescovo con altri diaconi per sua ordinazione a Roma. E siamo rimasti fratelli e amici.

    M.R. Ariel a voi dice vero di nostra terribile situazione. Noi sacerdoti e nostri Patriarchi e Vescovi non si comprende come occidente e Roma no ascolta nostre parole, no esamina nostre notizie, no considera consigli di nostri Patriarchi e Vescovi che molto noi conosciamo e soffriamo il Islam in nostre terre.

    In suo articolo M.R. Ariel è severo, vero, rectus. Ecc.mo Vescovo Asti ha offeso nostri martiri e cristiani perseguitati, invitando in cattedrale sua persone che noi conosciamo quanto in occidente fingono essere contro violenza di jiaidisti.
    Io opero lavoro per Patriarchi e Vescovi di nostra zona. E io dico che M.R. Ariel se censurato sarà da noi pubblicamente difeso.

    Pierre Adnan Khoury, presbyter,

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    Caro amato Ariel, prego correggi tu mio italiano. Sento tua mancanza, spero presto vederti, prega per noi e nostra gente.

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    Caro e altrettano amato Confratello in Cristo.

    Lascio il tuo scritto tale e quale, perché è perfettamente comprensibile.
    Non ci sarà bisogno di difendermi, stai tranquillo, ma sappi che essere difeso dai perseguitati, per me è un onore straordinario.

    tua,

    Ariel L.d.G.

    1. dilectissimi Fratres.

      Assicuro anzitutto preghiere per i confratelli sacerdoti della tua regione e per i vostri fedeli.
      Per quanto riguarda Padre Ariel stai veramente tranquillo, perché anche se a volte il nostro clero italiano somiglia a un esercito alla disfatta, tra fuggitivi e disertori ci sono sempre dei buoni soldati che proteggerebbero questo loro confratello, che poi si difende benissimo da solo, magis … non sarà affatto necessario che dei gatti difendano una tigre del bengala.

  7. L’articolo è condivisibile. Però qualcosa non mi torna:

    La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l’unico Dio, viventem et subsistentem,, misericordem et omnipotentem,, Creatorem caeli et terrae,, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio, quando Dio retribuirà tutti gli uomini risuscitati. Così pure hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno.

    Se, in saecula, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà.

    1. Magari si trattasse solo dimenticare un passato didissensi e inimicizie”, come auspicato dal concilio!!!
      Si tratterebbe piuttosto di dimenticare, assieme a un lungo sanguinoso passato, un doloroso e sanguinosopresentefatto di sottomissione e persecuzione, di spietate aggressioni inflitte a vittime cristiane innocenti.
      Cristo ci chiede di amare e rispettare anche chi ci è nemico (inteso come fatto personale), ma non di negare di avere dei nemici

  8. “… Andrea Riccardi e dalla Comunità di Sant’Egidio, che di recente hanno organizzato un pacchetto viaggio dall’Isola di Lesbo a Roma, facendo tornare il Santo Padre a casa con 12 musulmani …”

    ego 12 musulmani il Santo Padresecondo voise li è trovati in aereoa sua insaputa?

  9. Senza trascurare il ruolo dei laici:
    “Who is going to save our Church? Do not look to the priests. Do not look to the bishops. It’s up to you, the laity, to remind our priests to be priests and our bishops to be bishops.”
    «Chi salverà la Chiesa? Non pensate ai sacerdoti. Non pensate ai vescovi. Sta a voi, dormivitque. Sta a voi ricordare ai sacerdoti di essere sacerdoti e ai vescovi di essere vescovi». Archbishop Fulton Sheen

  10. Condivido in pieno l’articolo.
    Inaccettabile la scelta del vescovo di Asti, purtoppo non è l’unica iniziativa in tal senso
    stiamo svendendo noi stessi.
    Grazie al p. Arihel

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