Evangelium, “tentationes,”: ferire nititur diabolus hominem in verbo Dei

homiletica

IL Evangelium tentationibus, : Daemon SEARCH ferendi humanitatem VERBUM DEI

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Si diabolus superbiunt, infirmum autem in fide quae est in ambitionem et vanitatem,, et quod volumus efficere potest ut concupiscentia cum diluculo: prosternimus autem nos, qui ante eum, et servierunt ei: Voca dominus. Et nomen melius a dominus, tunc recta domum Satanae, ut nuper Praesidem Pontificiae Academiae pro Vita, Archiepiscopus Vincenzo Paglia, beatificare praetorio radicalem factionem "spiritum" et "lapides pretiosos hereditas" qui, ut nuper in Marco Pannella, Donum vitae est adortus et coinquinaverunt sabbatum, demonstrando "ius" et "rei socialis" abortus nefandum facinus [de re vide supra by Cavalcoli: "Marco Pannella, "nunc autem sancti !"», videre qUI]

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Pater Author Arihel
auctor
S Arihel. Levi Tadinensis

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et tentationibus, Sanremo-colored
© www.gioba.it

In hoc loco paradoxon Evangelio Adversus: satis factum est, ut tentaretur a diabolo Dei incarnatum, quod Verbum caro factum est ? [Cf.. Mt 4, 1-11 - text qUI]. Forte Deus diabolo conatus ludere in sua humanitate,, simulato ignorare Jesum secundum humanitatem et divinitatem in humanis divina. Delirium de omnipotentia superbiae excaecantur et per se tendit ad overestimate magis et ad MINORIS AESTIMO aliis, vae illi, ut vinceret. Quod non potest esse in proximo, Sed tempus incurrat necesse est prius mutari, cum exustus ager wildflowers.

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in Evangelium in tentationibus,, uno modo, ut videtur,: qui est diabolus, et MINORIS Deo praesumant, [haec Full Text …]

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legere textus infra click:

05.03.2017 S Arihel. Levi di Gualdo — IL VANGELO DELLE TENTAZIONI: VERBUM DEI daemonium ferendi humanitatem quaerere

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About isoladipatmos

3 cogitationes on "Evangelium, “tentationes,”: ferire nititur diabolus hominem in verbo Dei

  1. Tre anni fa una mia alunna delle medie mi chiese (da precisare che io insegnavo lettere, non religione): “Professore, è vero che il diavolo esiste? La prof di religione dice che era solo una proiezione dei dubbi di Gesù uomo…” Io trattenni a stento la stizza e, poiché non potevo criticare alle spalle una collega, et ait: “Che ha detto papa Francesco? Chi non prega Cristo, prega il diavolo. Inoltre esistono persone che pregano per guarire gli indemoniati”. La ragazzina fu contenta e disse alle compagne: “Visto? Lo dicevo io che esiste!”. Però rimasi molto male al pensiero di che razza di docenti di “religio” siano oggi in circolazione (questo non è l’unico caso).

    1. Professor carissimi,

      la situazione degli insegnanti di religione, fatte salve poche eccezioni, è a tratti drammatica.
      Questo il motivo per il quale io mi sono sempre dichiarato sfavorevole a questo insegnamento, specie considerando le forme di clientelarismo clericale, o se preferisce di impudente nepotismo mi spiego: in certe diocesisoprattutto del Meridione d’Italia -, gli insegnanti di religione sono per la maggior parte donne, buona parte delle quali immancabilmente sorelle, nepotes habet:, cugine e familiari dei vari preti, a partire ovviamente da quello preposto alla gestione degli insegnanti stessi.

      In una diocesi italiana è stato scoperto tempo fa che il prete responsabile dellufficio scuola, aveva arruolato 14 suoi familiari tra gli insegnanti di religione, dei quali 8 senza neppure il titolo richiesto, sed adhuc provvisori da anni e anni.

      Il secondo motivo per il quale sono a favore dell’abolizione di questo insegnamento è la scarsa preparazione dottrinale degli insegnanti, sempre fatte salve rare eccezioni.

      Fare catechesi nelle scuole non è possibile, oggi in modo particolare, nella nostra società contemporanea.
      Per diffondere la dottrina cattolica abbiamo le parrocchie, le istituzioni ecclesiastiche, i movimenti giovanili, etc. … che si lavori su quelli e attraverso di quelli.

      Quamquam, se lei ha la bontà di leggersi un mio vecchio testo risalente al 2015, vi troverà varie spiegazioni a tal proposito, può aprirlo cliccando qUI

  2. Dimenticavo un’altra perla. A Reggio Emilia qualche anno fa si erano inventati che per insegnare religione nelle scuole bastava aver seguito un corso di qualche mese (!). Il risultato fu che chi aveva studiato anni all’istituto di Scienze religiose fu scavalcato da maestre dichiaratamente atee che si erano affrettate a ottenere l’abilitazione nel suddetto modo al solo scopo di guadagnare qualche soldino in più aggiungendo l’insegnamento della religione alle loro mansioni. Fu fatto presente lo scandalo alla Diocesi, ma senza alcuna risposta. Probabilmente andava bene anche alla Diocesi per via del contesto politico locale di colore rosso: niente grane e tutti contenti (E “democratici”, patet,).

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