La Chiesa dei mostri in mano ai buffoni di corte privi di stile e di dignità sacerdotale: i preti da spiaggia in costumino che prendono poi in giro i loro confratelli che vestono la talare

— leggerezze estive … —

LA CHIESA DEI MOSTRI IN MANO A BUFFONI DI CORTE PRIVI DI STILE E DI DIGNITÀ SACERDOTALE: I PRETI DA SPIAGGIA IN COSTUMINO CHE PRENDONO POI IN GIRO I LORO CONFRATELLI CHE VESTONO LA TALARE

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Dal Codice di Diritto Canonico: can. 277§2. I chierici si comportino con la dovuta prudenza nei rapporti con persone la cui familiarità può mettere in pericolo l’obbligo della continenza oppure suscitare lo scandalo dei fedeli […]  Can. 282 – §1. I chierici conducano una vita semplice e si astengano da tutto quello che può avere sapore di vanità […] Can. 284 – I chierici portino un abito ecclesiastico decoroso secondo le norme emanate dalla Conferenza Episcopale e secondo le legittime consuetudini locali […] Can. 285 – §1. I chierici si astengano del tutto da ciò che è sconveniente al proprio stato, secondo le disposizioni del diritto particolare […] §2. Evitino ciò che, pur non essendo indecoroso, è alieno dallo stato clericale.

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Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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A Sua Eccellenza Rev.ma

Mons. Salvatore Pappalardo

Arcivescovo Metropolita di

Siracusa

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Venerabile Vescovo,

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nella sua antica e gloriosa Città, prima di diventare prete, acquistai una graziosa casetta nel cuore dell’antica Ortigia, nelle epoche in cui conducevo tutt’altra vita, ed avevo anche ben altri generi di possibilità economiche.

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Siracusa, estate 2019: il Cancelliere della Curia Arcivescovile di Siracusa, foto pubblica tratta dal suo pubblico profilo Facebook [pagina pubblica, QUI]

Ho trascorso lunghi periodi di tempo, anche da prete, nella vostra Città, dove ho dato ai fedeli cattolici e a quanti sono distanti dalla Chiesa, l’immagine del prete dalla condotta di vita esemplare, il tutto sino a non facile prova contraria. Poi, se qualcuno ha prova contraria, in tal caso la renda pubblica, immediatamente.

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L’affetto e la stima che la popolazione siracusana ha sempre mostrato nei miei riguardi, sono gioielli che conservo nei miei ricordi più cari e preziosi. L’ospitalità, che sempre mi è stata riservata dalla sua gente, la porto e sempre la porterò nel cuore. Certo, essere stimati e amati dalle persone, nel territorio di una Diocesi il cui presbiterio è ridotto a un penoso teatrino, con preti gravati da enormi problemi morali, i quali conoscono gli uni gli scheletri dentro gli armadi degli altri e che in modo oserei dire mafioso si ricattano a vicenda … ebbene dicevo: essere stimati e amati da gente che si ritrova con siffatti modelli di preti, come suol dirsi è un gioco da ragazzi.

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Nella sua Città, nessuno mi ha mai visto dedito ad attività mondane o ludiche. E pur essendo la mia casa a due passi dalla scogliera di Ortigia, nessuno mi ha mai visto prendere il sole o fare i bagni al mare. Una volta all’anno, in estate, mai da solo bensì sempre accompagnato dal mio allievo e collaboratore, mi sono recato tre volte, in un’intera stagione, presso una spiaggia isolata di Porto Palo, dove mi sono concesso il “lusso” di tre bagni al mare, rivestito di pantaloncini fino al ginocchio e senza mai essere visto da anima viva alcuna.

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Siracusa, estate 2018, il Padre Ariel S. Levi di Gualdo nella sua ordinaria e giornaliera tenuta estiva in una zona particolarmente calda. E per questo suo abbigliamento ecclesiastico, oggetto dei lazzi e degli sberleffi dei preti … ovviamente solo alle spalle.

Per le strade della sua Città, le persone mi hanno sempre visto camminare con la veste talare addosso. Durante i soggiorni estivi non ho usato la talare nera ma quella bianca, dato il caldo che c’è nella Sicilia Sud-Orientale.

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Lei sa, Eccellenza Reverendissima, quanti suoi preti – rigorosamente alle spalle, perché nessuno avrebbe osato dirmelo in faccia – mi hanno barbaramente preso in giro? Proprio così: mi hanno preso in giro perché indossavo la talare estiva bianca, oppure, nei soggiorni invernali, quella nera.

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A costoro, Vostra Eccellenza Rev.ma, che peraltro è pure un canonista di formazione e che ha inviato a Roma a fare diritto canonico persino i diaconi permanenti, ha forse mai detto che l’uso della veste sacerdotale è resa obbligatoria dalle Leggi ecclesiastiche e dalle direttive della Congregazione per il clero, a seguire dalla stessa Conferenza Episcopale italiana? A tal proposito rimando a una video conferenza molto interessante tenuta su DogmaTv dal giovane canonista Federico Bortoli, Cancelliere della Diocesi di San Marino-Montefeltro, che parla proprio della disciplina dell’abito ecclesiastico [vedere QUI].

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Detto ciò le invio pubblicamente, come un comprensibile e legittimo sassolino tolto dalla scarpa, la fotografia del suo Cancelliere Arcivescovile, pubblicamente fotografato in una pubblica spiaggia con un costumino rosso che, fossi io il suo vescovo, gli farei letteralmente mangiare chiuso dentro il mio studio privato presso l’episcopio.

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[pagina pubblica, QUI]

Le immagini sono pubbliche, nonché pubblicate sui social. Infatti, il diretto interessato, si è auto-pubblicato sul proprio profilo Facebook, che è visibile e accessibile a chiunque. Pertanto, qualsiasi eventuale azione legale per violazione della privacy, non potrebbe essere accolta da alcun tribunale. E questo desidero sia chiaro sin da adesso al suo “esercito di canonisti” in costumino rosso da bagno.

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Non manchi dunque, la prego, di porgere i miei più fraterni saluti a tutti quei suoi presbìteri che, sulle mie vesti talari, hanno sempre riso divertiti, proprio alla maniera in cui i buffoni ridicoli tentano di ridere su chi, del rispetto della sacralità del sacerdozio e della coerenza sacerdotale, ha fatto il proprio scopo di vita. E mentre i buffoni in costumino rosso ridevano, al tempo stesso gli abitanti della sua Città nutrivano stima, oserei dire persino venerazione verso un prete che, come me, in pubblico non ha mai osato presentarsi neppure con una camicia a maniche corte.

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Felici risate di fine agosto!

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dall’Isola di Patmos, 22 agosto 2019

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27 thoughts on “La Chiesa dei mostri in mano ai buffoni di corte privi di stile e di dignità sacerdotale: i preti da spiaggia in costumino che prendono poi in giro i loro confratelli che vestono la talare

  1. Ho compiuto 80 anni nel mese di luglio, e prego tanto che il Signore mi chiami quanto prima ad altra vita, risparmiandomi così questo abominio della desolazione.
    Soprattutto trovo inquietante che simili soggetti siano inseriti in certi ruoli, che quindi debbano sovente anche decidere delle sorti degli altri, ma soprattutto che, in modo disinvolto, si auto-pubblichino sulla pubblica piazza di internet in queste condizioni.
    Quello che però solo conta è l’accoglienza del migrante … ah, su quel “dogma di fede” non si discute!

    1. Caro Don Bruno,

      io ne ho 65 e ogni tanto ho la tua stessa “tentazione”. Però poi mi dico: se scompariamo noi, equiparabili ormai agli “ultimi dei moikani”, poi, al popolo di Dio che costa resta?
      … i preti in costumino rosso e i vescovi che li nominano cancellieri arcivescovili.

    2. se tra un immigrato e un altro, un comizietto e l’altro dei social-vescovi, pensassero solo un attimo a ciò che stiamo soffrendo noi preti, e in particolare i nostri anziani, dovrebbero sì indire un giubileo, ma un giubileo della penitenza, per chiedere veramente e seriamente perdono a Dio, se a Dio ci credono.
      Un abbraccio don Bruno, di anni ne ho 35 e non oso pensare nemmeno che cosa dovrò vedere, se arriverò anche io a 80.

      don Carlo (Modena)

  2. Reverendo Padre, se fossi la mamma di quel sacerdote mi vergognerei da morire! Come mamma di un giovane sacerdote le confesso che sono ogni giorno più preoccupata di quanto sta accadendo nella Chiesa. Posso solo pregare, come già faccio ogni giorno.

    1. Signora Adriana,

      anche io sono mamma di un sacerdote. Mio marito è morto da due anni, ed assieme abbiamo molto sofferto per nostro figlio, oggi 38 anni e sacerdote da 8, che un mese dopo l’arrivo del nuovo vescovo, fu chiamato e si sentì dire testuali parole: “pensi di continuare a portare ancora questo vecchio straccio nero”? (riferendosi alla tonaca che mio figlio ha sempre portato).
      Ho ascoltato la videoconferenza del prof. don Federico Bortoli, che merita proprio di essere ascoltata, e nella quale lui parla anche di questo: dei nuovi vescovi che non voglio che, i pochi sacerdoti che ancora la portano, indossino la tonaca.
      Insomma, se noi mamme abbiamo un figlio che è veramente un bravo prete, dobbiamo molto patire per lui e con lui di questi tempi.

      1. … si, ci vorrebbe proprio un vescovo come padre Ariel, che come si dice da queste parti … ha due “cugghiuni”!!! (forse per questo non porta il mini costumino rosso).
        Quante volte quando era qua in zona nella sua casa sono passato in via …. sotto il suo balcone al primo piano di quella palazzina d’Ortigia. Il balcone sempre aperto in estate e lui dentro a lavorare anche fino a tarda notte. Andando a un angolo della piazzetta, si poteva vedere lui dentro al computer con un sottofondo di musica.
        A passeggio salutando tutti, al mercato a fare la spesa, al bar a prendere un drink con una bimba down, a ridere con i negozianti del mercato.
        Spiritoso fino a farti morire dalle risate.
        Si, è vero, tutti gli hanno voluto sempre bene perché è un angelo.
        Però … non fatelo arrabbiare, mai farlo arrabbiare.

      1. A Siracusa abbiamo la più alta concentrazione di preti gay, lo sappiamo tutti, ma proprio tutti. E si coprono e si proteggono l’uno con l’altro, l’arcivescovo lo sa e tace, il suo predecessore …. beh, lasciamo proprio perdere, visto che questo bel campionario di gente li ha fatti preti lui.
        Ma dal Vaticano, una visita da queste parti, non la manda proprio nessuno?

      2. potrei dire, speriamo che la Provvidenza ci mandi un papa che ripari l’eresia, invece di promuoverla. Anzi, lo dico… però, dico anche, facciamoci la domanda sul perché la Provvidenza ce l’ha mandato. Se no sarebbe troppo facile.

    1. … all’epoca ha pianto lacrime “normali”, oggi piangerebbe per loro lacrime di sangue, detto da un giovane marito al quale un parroco tentò di mettere le mani addosso dentro la sacrestia quando andai a domandare informazioni per un battesimo. Intendiamoci, mica “le mani addosso” nel senso che mi volesse picchiare, no… no! dico: addosso, addosso …

  3. Signora Luisa
    Mi sto rendendo conto che noi mamme di sacerdoti dobbiamo soffrire tanto e il Signore ci chiede di offrirgli questa nostra sofferenza proprio per tutti i sacerdoti. Mio figlio è sacerdote da 3 anni e ha 30 anni, nella diocesi di Venezia ci tengono ancora all’abito sacerdotale, per adesso, ma le assicuro che sono sempre meno le diocesi che chiedono ai loro sacerdoti di vestire la talare ma nemmeno portare il colletto. Mio figlio è stato molto deriso dai vicini sacerdoti della diocesi di Treviso. Non ho paura a scrivere queste cose perché, purtroppo, corrispondono alla verità. Credo che sia molto significativo il rifiuto o il deridere l’abito, segno di una Chiesa sempre più sposa del mondo anziché Sposa di Cristo

    1. … forse, come i suoi omologhi della nostra Arcidiocesi di Napoli, prenderà poi una noticina a fondo pagina della Amoris Laetitia e dichiarerà la nullità matrimoniale, oppure, sempre come certi suoi e nostri omologhi partenopei, dinanzi ai conviventi dirà: “Vi amate? Se c’è l’ammmore tutto va bene, basta l’ammmore”.
      Da noi, fanno così.

      1. no, no caro Ciccio (P.S. così chiamo questo confratello sin dal seminario di Capodimonte)
        vabbé che siamo entrambi sul territorio dell’antico regno borbonico, ma da noi, rispetto alla Sicilia, fanno molto peggio: nullità matrimoniale per matrimonio non consumato a causa d’impotenza sessuale.
        Come, domandiamo dinanzi a quella istanza … “hai avuto tre figli dalla successiva compagna!”
        Risposta: “… si, è vero, però, con la precedente moglie, ero impotente”.

        don Ciro (Napoli)

  4. Ecco, io vorrei fare solo una considerazione, un po’ da vitellone romagnolo che sono, ma cattolico, fedele cattolico, anche perché con il nostro vescovo mons. Francesco Lambiasi non ce la passiamo male, con l’aria che oggi tira in giro, anzi ce la passiamo di lusso.
    La considerazione è questa, premesso che sono fotografo professionista e soprattutto cineoperatore: ho guardato il video non professionale del don Federico Bortoli, poi ho preso dalla sezione video dell’Isola di Patmos un video del padre Ariel.
    Pura considerazione professionale (preciso: di un giovane uomo rigorosamente eterosessuale!): questi due preti, davanti a una camera professionale, uscirebbero fuori in ripresa come due attori.
    Altra considerazione sempre professionale (e sempre precisando che sono un uomo rigorosamente eterosessuale!), sono proprio due belle figure di maschi.
    Domanda: certi vescovi, quando scelgono i loro futuri preti, valutandoli, in che genere di faccende sono affaccendati, visti poi certi risultati?

    Un saluto a tutti i frequentatori dell’Isola da Rimini

    1. Buonasera!
      Bah! Come fisico è migliore il mio. Decisamente più tonico e meno flaccido.
      Il che, credo, rispecchia anche il carattere. In ogni caso, pur non essendo sacerdote, non pubblico le mie foto sui social.
      Grazie. Saluti.

    1. Gentile Lettore,

      pubblichiamo la sua segnalazione, ma ricordandole che la faccenda non riguarda noi, ma i luterani svedesi.
      A meno che a lei non sia sfuggito il fatto che non si tratta di un sacerdote cattolico, ma di un membro della Comunità Luterana della Svezia.

  5. Voglio vedere almeno un aspetto positivo. Dalla foto del cancelliere arcivescovile di Siracusa, allo sguardo un po’ superficiale e distratto di chi non lo conosce, si intuisce che a costui piacciano le donne. Non è poco, oggi, per un prete. Poi sì, in effetti, da fedele cattolico la foto non mi edifica, sembra quella di una coppia, e questo non mi fa venire voglia di andare a confessarmi da costui.

  6. La foto è impressionante per la sconcezza ma in questi tempi disgraziati è quasi da considerarsi una fortuna un prete abbracciato ad una donna considerate le notizie che ci arrivano sui gusti sessuali di una grande quantità di consacrati, preti, vescovi e cardinali.

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