Islamismo e il mistero cristologico: Cristo ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno sulla Chiesa, non ha detto che non crollerà l’Europa

ISLAMISMO E IL MISTERO CRISTOLOGICO: CRISTO HA PROMESSO CHE LE PORTE DEGLI INFERI NON PREVARRANNO SULLA CHIESA, NON HA DETTO CHE NON CROLLERÀ L’EUROPA

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Sempre resta vera la promessa di Cristo che portae inferi non praevalebunt. Cristo però non ha detto che non crollerà l’Europa, ma che non sarà distrutta la Chiesa. Non sono la stessa cosa. Oggi l’Europa rischia di presentare all’Islam il quadro di una civiltà in disfacimento morale e culturale, che, avendo dimenticato le sue radici cristiane e la solidità della sapienza greco-romana, è tornata a costumi barbari e pagani dissolventi, peggiori di quelli che precedettero la sua conversione a Cristo.

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Autore Giovanni Cavalcoli OP
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Giovanni Cavalcoli OP

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Giovanni Cavalcoli, OP – ISLAMISMO E IL MISTERO CRISTOLOGICO

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45 thoughts on “Islamismo e il mistero cristologico: Cristo ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno sulla Chiesa, non ha detto che non crollerà l’Europa

  1. Rev.Padre,
    Da credente in formazione continua, debbo ringraziarLa per la splendida dissertazione chiarissima, magistrale per almeno quattro quinti.
    Nella parte finale mi sembra, venga a mancare qualcosa. Cerco di spiegarmi. Ella parla giustamente di debolezza dell’Europa e dello scontro fra due certezze: o Cristo o Maometto. Ricorda (come anche ricorda P. Ariel S. Levi di Gualdo nel suo articolo “la Ecclesia in Europa“) gli interventi di San Giovanni Paolo II, in tema di radici cristiane e di condanna della violenza terroristica, la denuncia a Ratisbona di Benedetto XVI, le reazioni internazionali, politiche e mediatiche, le pubbliche esecrazioni che ne seguirono? Quanti crociati, politici ed ecclesiastici, abbandonando il Vicario di Cristo, imitarono il Pietro nel Sinedrio? Poi solo ritirata silenziosa, tradimento dei valori “cristiani” e anteposizione di quelli laici. E la Chiesa stessa, rinunciataria, ha mutato linguaggio e natura della missione, non parla più di fede, peccato,conversione, ma di umanesimo, accoglienza, inclusione …
    Si va verso nuove Roncisvalle o Vienna?
    Dove sono i soldati di Cristo?
    Un cardinale ha suggerito: un concilio, un sinodo, un’enciclica sull’islam.

    Con molte, molte preghiere, le nostre armi migliori.

  2. Padre Giovanni Cavalcoli.

    Una domanda: è legittimo, (anche alla luce di quanto scritto da Padre Cavalcoli) , sostenere che l’Islam è una religione falsa? Oppure è corretto (logicamente direi di no… ma teologicamente, a questo punto, potrebbe pure avere qualche fondamento a me sconosciuto… stante, oltretutto, la mia ignoranza in materia) dire che chi considera il cattolicesimo l’unica vera religione… non è cattolico? Giusto per poter replicare con certezza (a proposito di dubbi che nascono nei sempre più smarriti fedeli) all’importante giornalista di Radio Vaticana che qualche sera fa, qui su fb, mi ha “accusato” (in modo bonario ma seriamente e testualmente) di non essere un vero cattolico se considero false tutte le religioni ad esclusione appunto di quella cattolica… Ovviamente, se dovesse aver ragione lui, accetterò la scomunica e smetterò di credermi cattolico (visto che la mia ragione si rifiuterebbe comunque di credere non false contemporaneamente tutte le religioni).

    1. Caro Gianfranco,

      il confronto tra le religioni non è una cosa semplice. Non si può confrontare una religione con un’altra così come si confronta una banconota vera con una falsa. Ogni religione comporta un insieme di credenze e di pratiche di diverso valore e peso, che rendono alquanto arduo il confronto.

      Facilmente in questo insieme si danno verità ed errori, virtù e vizi. Esistono gradi di verità di bontà, come esistono gradi di falsità e di vizio. In tal modo una religione può essere superiore ad un’altra. Ma nessuna può essere completamente falsa, perché il falso esiste solo dove c’è anche il vero. Se il falso distraesse totalmente il vero a cui si appiglia, distruggerebbe se stesso. In tal senso non si può dire che la religione islamica sia falsa. Non è così vera come quella cattolica.

      Il vero, dal canto suo, può essere totalmente libero dal falso. E questo è appunto il caso della religione cattolica. Questa è l’unica completamente vera, al di sopra di tutte le altre, perché è l’unica fondata da Dio, ossia da Gesù Cristo, Figlio di Dio. Le altre, come per esempio, quella ebraica e quella islamica, sono state fondate da semplici creature, per quanto grandi, la prima da Mosè, la seconda da Maometto.

      Un buon criterio per confrontare la religione cattolica con quella islamica ci è dato dalla Dichiarazione Nostra aetate, del Concilio Vaticano II. Vi si ricorda il primato del cristianesimo sulle altre religioni, ma nel contempo si riconosce nell’Islam la presenza di valori e verità importanti, come per esempio il monoteismo, valori che derivano da Dio e conducono a Dio.

      In conclusione, in base a quanto detto non è consigliabile dire che il cattolicesimo è l’unica vera religione, quasi che tutte le altre siano false sic et simpliciter. Ma è meglio dire che il cattolicesimo la più vera di tutte, per lasciare intendere che anche nelle altre ci sono delle verità, però miste ad errori, e quindi non c’è quella pienezza di purissima verità, che esiste solo nel cattolicesimo.

  3. Rev. Padre Cavalcoli. In modo schietto e garbato, lei, in questo articolo, ha detto, credo, tutto quello che c’era da dire, indicando ai cattolici, e non solo, quello che c’era da indicare. In un suo precedente articolo, padre Ariel, ha spiegato che Maometto era (ed è) un “falso profeta”, fece persino uso di un’immagine efficace, lo definì come un barman che aveva messo dentro lo shaker ebraismo, cristianesimo, varie correnti eretiche cristiane dei primi secoli, ecc.. creando una unica (e pericolosa?) soluzione.
    Frequento la parrocchia, non solo le messe domenicali, ma anche vari incontri, catechesi, ecc..
    Sa quali termini usano, molti preti, quando si riferiscono all’Islam e agli islamici? Prima di tutto “accoglienza”, “comprensione”, “dialogo”, poi dicono che in verità “l’Islam è una religione d’amore”, che “bisogna dialogare con gli islamici modernati” e, quando menzionano Maometto, più volte l’ho sentito chiamare “il grande profeta dell’Islam”.
    Prima che l’Europa sprofondi (e questa volta non vinceremo la battaglia di Lepanto!), pensate che qualcuno vi darà ascolto? Perchè voi avete detto e avete spiegato in modo preciso e chiaro quello che ci attende, e io credo che (purtroppo!) abbiate ragione voi, credo abbia ragione l’arcivescovo di Mosul, del quale padre Ariel ha riportato un terribile ammonimento all’Europa: “state accogliendo in casa vostra il nemico … domani vi accadrà quello che oggi accade a noi”.
    Grazie di tutto!

    1. Cara Laura.

      Maometto è effettivamente un falso profeta, in quanto, chi lo seguisse in tutto, conscio di essere nell’errore, non sarebbe privo di cattiva volontà, per esempio, di superbia o di prepotenza, e quindi non potrebbe salvarsi.

      Grazie a Dio, moltissimi suoi seguaci sono persone pacifiche, le quali o devono sottostare per forza allo Stato islamico o non si fanno cristiane per paura di subire vendette o non si accorgono degli errori o prendono dal Corano solo quello che è ragionevole o risponde all’etica naturale.

      Questi ultimi sono i musulmani moderati, con i quali è possibile un dialogo e collaborare per la pace e a giustizia. La speranza è che possano crescere di numero e disilludere, ammansire ed influenzare beneficamente i fanatici, i fondamentalisti e i guerrafondai.

      Tuttavia bisogna ricordare che anche i falsi profeti, in mezzo ad errori, sconvenienze e immoralità, sostengono delle verità o dei valori, che occorre riconoscere ed accogliere. Ciò costituisce la base del dialogo interreligioso. Maometto, in questo senso, fu certamente profeta e maestro. Ma chiamarlo addirittura “Grande profeta”, è troppo, è fuori posto e ingannevole, ed è scandaloso sulla bocca di cristiani, soprattutto poi se sacerdoti.

      l’Islam moderato esiste, grazie a Dio, e costituisce l’enorme maggioranza del mondo islamico; un miliardo di esseri umani! Il problema è che, se fossero fedeli fino in fondo al Corano, dovrebbero assumere quella orgogliosa durezza ed implacabile aggressività, che vediamo condotta al parossismo nei terroristi, benchè nel Corano di terrorismo non si parli per nulla, ed anzi esso è implicitamente condannato, in quanto assassinio a tradimento di persone innocenti.

      Infatti il Corano spinge bensì all’uccisione, ma solo degli infedeli che non si vogliono convertire. Essi con ciò credono di castigare a nome di Dio coloro che si rifiutano di credere. Anche Cristo minaccia la condanna a coloro che non vogliono credere, ma, a parte la questione dei contenuti dottrinali, c’è una grossa differenza: che Cristo si riferisce a una pena eterna dopo la morte e ci concede tutto il tempo per riflettere, chiarire e decidere.

      Invece l’Islam minaccia con impazienza e durezza pene in questa vita, togliendo all’uomo il modo e il tempo di riflettere con calma, ponderatezza e serenità, libero dalla pressione di un potere minaccioso e dispotico.

      Il musulmano pretende di castigare l’infedele in questa vita, il che suppone un metodo di diffusione del Corano che non rispetta la libertà della coscienza altrui, ma lo spinge a credere con la coercizione, il che deforma l’atto di fede, il quale dev’essere libero e volontario e non costretto dalla paura.

  4. Invio questo commento all’articolo di Padre Ariel (Ecclesia in Europa), e a quello di Padre Giovanni (Islamismo e il mistero cristologico)

    … allora, carissimi Padri, alcune settimane fa sono venuto ai ferri corti con il mio vescovo, perché quando dall’ … iperuranio di Santa Marta fu diffusa richiesta di ospitare una famiglia di profughi in ogni parrocchia, prima di tutto io risposi che la mia, come molte altre parrocchie, sono, di questi tempi, in viaggio sui “numeri rossi” e costrette a dimenarsi tra debiti e pagamenti. Risposi che però, con piacere e sacrificio, avrei potuto ospitare, con l’aiuto dei parrocchiani (accoglienti e generosi dinanzi a casi umanitari) una famiglia di cattolici siriani perseguitati dagli integralisti islamici, ma non avrei mai ospitato, mai, nella parrocchia a me affidata, una famiglia di mussulmani.
    Nel nostro nord-est Italia la gente è molto colpita da un esercito di solari falsi profughi, sbarcati a Lampedusa e giunti fin quassù da noi, che sono tutti aitanti e forti, giovani e in perfetta salute fisica, che battono i piedi in modo arrogante, che gettano via cibi di qualità ad essi offerti … e che tutti, di rigore tutti, sono mussulmani. Forse perché i pochi cristiani a bordo dei barconi li hanno gettati a mare prima dell’arrivo?
    Quando il vescovo, arrabbiato, mi ha detto “lo vuole il Santo Padre”, ho risposto “non stiamo a parlare della applicazione dottrinale di un dogma di fede, se quindi li vuole, se li metta in casa lui”.
    Risultato? La minaccia di rimuovermi dalla parrocchia se “non ti metti in riga”.
    Ho saluto il vescovo dicendo che “a mettere in riga un prete ci vuol poco, è che, purtroppo, non riusciremo a mettere in riga questo esercito che ci sta invadendo giorno dietro giorno”.
    A voi, Padri, qualcuno non vi ha ancora minacciati di mettervi in riga, per ciò che di sacrosanto scrivete?

    Don Pier Paolo

    1. Don Pier Paolo… le faccio notare che il Buon Samaritano professava il Samaritanesimo (se così si può dire), non l’Ebraismo… ma l’ebreo malcapitato lo accoglie anche se (per lui) ‘eretico’, seguace di una religione abramitica come la sua, ma altra dalla sua…

      1. Caro Beppe.

        Non rispondo a nome di Don Pier Paolo, intervengo solo in questa discussione.
        Mio nonno diceva che tutti quanti si è sempre bravi e generosi nel pagare col portafogli degli altri.
        Le risulta, per caso, che i samaritani avessero pianificato una metodica e massiccia invasione del territorio della Giudea?
        E le risulta per caso che gli appartenenti alla frange integraliste del samaritanesimo, abbiano mai proclamato la guerra santa, compiuto stragi e attentati e sgozzate le persone diffondendo poi i video delle loro esecuzioni capitali?

        Lei si rende conto che tra tutti i “samaritani” che oggi ospitiamo in casa nostra, gli unici che hanno manifestato dissenso verso le gesta degli islamisti dell’Isis, sono stati solamente “quattro gatti”, per la maggior parte quasi tutte donne nate in Italia in famiglie cattoliche italiane, che per sposare un mussulmano hanno abiurato la fede cristiana e si sono convertite all’Islam? E oggi, confondendo l’Islam con il loro rinnegato cristianesimo, vanno col velo in testa e gli abiti fino alle caviglie nelle nostre televisioni a narrare, con accento romanesco o con accento milanese, la fiaba che l’Islam è una religione di pace e d’amore.

        Lei si rende conto – fatte salve le tante brave singole persone – che quella islamica è una religione strutturalmente violenta, che la violenza è contenuta nei suoi “testi sacri” fissi e ridigi che non ammettono alcun genere di interpretazione?

        Lei si rende conto che in questa religione manca totalmente il concetto di libertà, quindi del divino valore della libertà dei figli di Dio, elemento quest’ultimo che sta a fondamento del mistero stesso della creazione, posto che Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza, liberi e dotati di libero arbitrio?

        E quando il Verbo di Dio si è incarnato, che cosa ha fatto: ha proposto il suo divino messaggio di salvezza e di redenzione, oppure ha armato gli eserciti e costretto gli uomini a scegliere tra due sole possibili soluzioni: la conversione forzata oppure la morte?
        Perché questo è ciò che è accaduto, a partire dal VII secolo, ad intere popolazioni cristiane convertite a forza con la spada. Questo è accaduto in tutto il Nord-Africa che era la culla del cristianesimo e la terra di nascita di numerosi dei più grandi Padri della Chiesa; questo è ciò che è accaduto all’antica Bisanzio o Costantinopoli, l’attuale Istambul, culla del cristianesimo d’Oriente, dove nella antica cattedrale di Santa Sofia oggi si trova una grande moschea.

        Vuole che presto accada altrettanto alla Papale Basilica di San Pietro? Basta solo continuare a confondere il senso di “buon samaritano”, perché questa volta, la “battaglia di Lepanto”, non la vinciamo di certo, tanto l’Europa è malata di odio verso se stessa e verso le proprie radici cristiane.

        Mi conceda infine un ultimo esempio, da amante degli animali quale sono: i cani, anche quelli di grossa taglia, presi a uno a uno, non sono pericolosi, se istintivamente sentono che l’uomo non vuole fargli alcun male e non ha paura; a meno che non si tratti di un cane da guardia che si vede invadere il proprio territorio. Ma le garantisco che quando i cani – compresi quelli buoni – sono assieme in branco, in quel caso c’è da avere molta paura.

        Cerchi di capire l’esempio per quello che intende dire.

        1. Molto brevemente. Le faccio osservare che prima che i turchi musulmani trasformassero in moschea la cattedrale di S. Sofia i cattolici – due secoli prima – avevano trasformato in cattedrale la grande moschea di Cordova; e poi le ricordo che gli ebrei cacciati dai cattolicissimi re di Spagna trovarono in gran parte rifugio nel nord Africa musulmano o nell’oriente turco e musulmano… E per rimanere alla parabola del buon samaritano, le faccio presente che non è l’ebreo che ospita il samaritano, ma il samaritano che soccorre l’ebreo, e gli ebrei non erano teneri con i samaritani … Anche noi ‘samaritani’ dobbiamo ospitare gli ‘ebrei’.
          E papa Francesco non mi pare abbia detto di ospitare solo le famiglie di profughi di fede cristiana, ma di ospitare il profugo quale che sia la sua fede … e papa Francesco non credo pensi alla religione musulmana come ad “una religione strutturalmente violenta” se ha accettato di pregare a piedi scalzi assieme al Gran Muftì nella Moschea blu di Istanbul … come prima di lui papa Giovanni Paolo II …

    2. Caro Don Pier Paolo,

      come ho già detto nell’articolo, bisogna che le autorità civili e religiose, con la collaborazione di esperti, operino un vaglio nel flusso migratorio, poichè è ormai evidente da anni che, a parte i casi di migranti effettivamente bisognosi, illusi da sfruttatori criminali, poveri disperati, che fanno anche da copertura, le potenze islamiche stanno attuando un astuto, sistematico, tenace, sottile e grandioso piano capillare clandestino di invasione dell’Europa, valendosi di finti bisognosi, ma in realtà abili propagandisti, aventi per fine l’islamizzazione dell’Europa, apertamente dichiarata dai loro capi dei paesi islamici, mediante la creazione di nuclei islamici, i quali, in base al Corano, preparano lo Stato islamico, minando la sicurezza dei nostri Stati democratici e indebolendo la vitalità della Chiesa grazie alla collaborazione con quelle forze che, all’interno stesso della Chiesa, col pretesto del dialogo e della “Chiesa aperta a tutti”, sgretolano e relativizzano le certezze di fede e la solidità delle convinzioni morali, dissolvendo l’unità della fede in una congerie caotica di idee e comportamenti contradditori fra loro, come il brulicare dei vermi in un corpo in dissoluzione. E questo sarebbe il “pluralismo” e il rispetto della “diversità”.

      Occorre far fronte a questa difficilissima situazione, nella quale sembra imperare il potere delle tenebre, rafforzando le nostre convinzioni morali e di fede, attingendo alle fonti autentiche della Rivelazione – il Magistero, interprete infallibile della Scrittura e della Tradizione -, sopportando le prove, alimentando la nostra vita spirituale con l’abbondanza dei mezzi della grazia, sforzandoci di vedere la santità della Chiesa al di là della miseria dei suoi membri, di certi fenomeni degenerativi, degli scandali, dell’indegnità o dell’incapacità di certi pastori, dei cattivi teologi, imitando i santi, discernendo ed apprezzando il positivo, ovunque si trovi, dentro o fuori della Chiesa, con un sano dialogo interreligioso, ma anche occhi aperti, onde evitare le ingenuità e gli errori fascinosi, sventare insidie e trabocchetti, coltivando una carità universale, stretti attorno alla guida del Vicario di Cristo e di tutti buoni pastori uniti a lui.

  5. Su una cosa fondamentalmente non sono d’accordo. L’articolo sembra (a meno che non mi sbagli) accettare l’idea piuttosto comune negli ambienti non laicisti che ad una civiltà cristiana (da non confondere col Cristianesimo, ben inteso) in grave crisi d’identità si opponga un Islam tutto sommato vitale,nonostante le folli manifestazioni integraliste. La mia opinione invece è che queste manifestazioni siano il segno di una malattia mortale, e che per l’Islam sia giunta l’ora della resa dei conti. Oggi vediamo come tutto il mondo passo dopo passo, insensibilmente, si stia occidentalizzando, e cioè in senso lato cristianizzando. E’ il Cristianesimo che ha “impostato” la civiltà occidentale, col suo universalismo ma anche con la sua distinzione (non dico “separazione”) tra Stato e Chiesa. L’Islam è oggi sottoposto ad una formidabile pressione che lo sta spingendo a ridefinirsi: di qui le convulsioni violente che lo attanagliano. Ma se l’Islam perviene a questa ridefinizione, sfocia semplicemente nel Cristianesimo, cioè muore, come si lascia intendere, peraltro, verso la fine dell’articolo, laddove si parla di un “Maometto, liberato dai sui errori” che conduce a Cristo.

  6. perché o Cristo o Maometto? io direi piuttosto o Cristo/Maometto o Voltaire…

    «C’est très important d’apporter des fleurs à nos morts, c’est très important de lire plusieurs fois le livre d’Hemingway “Paris est une fête”. Nous sommes une civilisation très ancienne et nous porterons au plus haut nos valeurs. […] Nous fraterniserons avec les 5 millions de musulmans qui exercent leur religion librement et gentiment et nous nous battrons contre les 10’000 barbares qui tuent, soi-disant au nom d’Allah»

    1. Caro Beppe.

      L’alternativa che Lei pone si potrebbe presentare, mi sembra, in questi termini: o il fine ultimo dell’uomo è una beatitudine eterna dopo la morte, ottenuta dalla pratica religiosa, sulla base di una rivelazione divina (Cristo/Maometto); oppure questo fine, l’uomo se lo deve cercare da sé, senza alcuna religione; con le forze che si trova ad avere, deve arrangiarsi con la sua sola ragione e la sua volontà a cercare quella felicità, che gli riesce di trovare, se la trova, senza sapere che cosa ci sarà dopo la morte, giacchè nessuno è venuto dall’al di là a dircelo, mentre in cielo c’è un Grande Architetto che sta a guardare come va e finire.

      Scegliere la prima alternativa che ho detto (Cristo-Maometto), vuol dire avere il senso della dignità umana, che porta l’uomo a credere in Dio, ad ascoltare la sua parola, ad obbedirGli, a chiedere il suo aiuto per raggiungere la beatitudine eterna dopo la morte. Tutto ciò è comune a cristianesimo e ad islamismo. Ma resta la domanda: tra Cristo e Maometto chi ha ragione? Chi dei due ci insegna la via della salvezza? Chi dei due ci fa giungere a Dio? Chi dei due ci insegna la virtù?

      La scelta per Voltaire rientra in quella che io pongo come seconda alternativa, ossia l’orizzonte dell’umanesimo europeo originato da Cartesio, antropocentrico, autoreferenziale ed autosufficiente, fondato sulla superbia, proprio dell’illuminismo e della massoneria, che sta conducendo l’Europa al collasso ideologico e morale, perché si è privato di quel riferimento a Dio creatore dell’uomo, e quindi vero fondamento trascendente della legge morale e, per conseguenza, dei diritti dei doveri dell’uomo.

      Si può condividere la distinzione che Voltaire fa tra musulmani pacifici e musulmani bellicosi. Tuttavia, resta il fatto che il Corano giustifica ed anzi comanda l’uso della forza o la guerra contro gli infedeli, che non vogliono convertirsi, come farebbe la pubblica autorità con un malvivente che non si sottomette alla legge.

      Magdi Cristiano Allam è troppo severo nel sostenere che il Corano andrebbe proibito come testo criminale incitante all’odio e alla violenza, perché esso, come ha riconosciuto la Chiesa stessa del Concilio, contiene anche dei valori morali e religiosi, che stanno a fondamento del dialogo interreligioso, tanto che anche da parte della Chiesa il Corano è considerato “testo sacro”.

      Resta vero, comunque, che, mentre nel Corano è propugnata la come volontà di Dio suddetta costrizione, nulla di tutto ciò si dà nel cristianesimo, nel quale non si ricorre a nessuna sanzione penale o coercizione o uso della forza e tanto meno alla pena capitale nei confronti di chi non vuol credere o fa resistenza alla predicazione evangelica, ma semmai lo si avverte che sarà punito nella vita futura, avvertimento, questo, ben diverso dalla minaccia temporale, come avviene nell’Islam, di un editto dello Stato o del califfo o della umma o degli ulema, ma ha il suo fondamento e ragion d’essere ontologici imprescrittibili nella dinamica oggettiva del destino dell’uomo.

      Gesù infatti avverte bensì che chi non vuol credere, è condannato. Tuttavia come è ben noto, Egli non si riferisce a una condanna nella vita presente per mano della pubblica autorità, come si dà nello Stato islamico, ma in quella futura, ossia si riferisce alla pena dell’inferno.

      Invece purtroppo il Corano ignora completamente il principio giuridico fondamentale per il cristianesimo, che recita: “nemo ad fidem amplectandam invitus cogatur”. La Chiesa, in passato, come si sa, ha praticato bensì la pena di morte per gli eretici. Ma il caso è ben diverso: un conto è castigare un traditore e un conto è costringere uno ad abbracciare una fede religiosa con la forza.

      La minaccia cristiana della pena eterna non costituisce un’indebita pressione sulla coscienza, come invece avviene nella legge coranica, che si incarna nella sharìa, perché il destinatario dell’avvertimento cristiano ha tutto il tempo per riflettere, soppesare e vagliare le prove, i segni e le garanzie di credibilità che gli vengono offerti in abbondanza dall’apologetica e dalle testimonianze dei santi e della Chiesa.

      Invece il Corano non sopporta il cammino spontaneo e libero della coscienza, cammino che può essere lungo e durare per tutta la vita, ma favorisce o promuove interventi legislativi o atti di governo, che impongano d’autorità delle scadenze o degli ultimatum, come farebbe un ufficio delle imposte nei confronti di un evasore fiscale o come un comando di polizia impone a un gruppo di nomadi di sloggiare entro un certo termine.

      1. “… nulla di tutto ciò si dà nel cristianesimo, nel quale non si ricorre a nessuna sanzione penale o coercizione o uso della forza e tanto meno alla pena capitale nei confronti di chi non vuol credere o fa resistenza alla predicazione evangelica, ma semmai lo si avverte che sarà punito nella vita futura…”

        Davvero? il cristianesimo si limita ad avvertire l’infedele che sarà punito nella vita futura? ci si è limitati a questa benevola avvertenza con gli ebrei spagnoli di fine Quattrocento? nessuna coercizione? nessun uso della forza? e il buon Giordano Bruno? mi hanno raccontato la favola che è stato bruciato vivo… ma è senz’altro una favola… e gli Aztechi o gli Incas? solo benevolmente avvertiti che se non si convertivano sarebbero stati puniti nella vita futura? e il Sillabo che condanna la libertà di coscienza? tutte favole… o non sarà forse che OGGI grazie a Voltaire (tanto per fare un nome) anche la Chiesa di Roma finalmente (ma solo dopo il Concilio Vaticano II) accetta la libertà di coscienza?

        1. Guardi, lei solleva questioni diverse e tutte quante storicamente complesse, perché nel suo minestrone di verdure varie ha messo di tutto, parte dagli inizi del XVII secolo col domenicano Giordano Bruno da Nola e poi prende il volo per il Nuovo Mondo giungendo con un salto di un secolo a ritroso agli Aztechi e agli Incas. Poi fa marcia indietro, torna in Europa, fa un altro salto di tre secoli e si mette a disquisire sul Sillabo di Pio IX. Ma appena citato Pio IX gliene viene a mente un’altra, allora fa di nuovo un salto all’indietro di 94 anni per andare a tirare fuori Voltaire, ed ancora un altro salto in avanti di oltre due secoli per concludere con il Concilio Vaticano II.
          E badi bene, non mi sono perso nulla, ho fatto solo il fedele riepilogo di quello che ha scritto lei.

          Per questo rispondo a uno solo dei suoi quesiti, ad uno soltanto: io provengo da una famiglia di antica origine ebraica venuta via dalla Spagna a fine Quattrocento; famiglia cattolica da diversi secoli. E come vede sono sano e vegeto, ed a quanto mi è dato sapere, i miei antenati, o sono morti di malattia oppure di vecchiaia. Senza però escludere che lei sia più informato di me sulla mia storia personale, s’intende …

          1. Minestrone di verdure varie, Lei dice; d’accordo, ma non di verdure varie… perché la questione è sempre la stessa. La libertà di coscienza che lei sostiene distingua il cattolicesimo dall’islamismo la Chiesa cattolica l’ha ammessa solo con il Vaticano II, ma per quasi 2.000 anni l’ha condannata, come ha negato si potesse parlare di diritti umani… si scandalizza per l’uso della forza e della coercizione da parte dei musulmani, cosa che, beninteso, condanno anch’io, ma dimentica che per secoli la Chiesa di Roma ha fatto lo stesso… a proposito di pagliuzza e trave… qui si vede la trave (non la pagliuzza!) nell’occhio del fratello, ma non si vede la trave che è nel proprio… I fatti che ho citato glieli posso mettere in ordine cronologico, dall’assassinio di Ipazia al rogo di Giordano Bruno al Sillabo e così via… Glieli ho citati non in ordine cronologico perché per quasi 2.000 anni la Chiesa cattolica non ha fatto su questo temo (coercizione e violenza) alcun passo avanti… La svolta si è avuta solo con il Concilio Vaticano II !

          2. Caro Beppe.

            Anzitutto io dubito che lei sia cattolico, perché oltre ad avere un’idea del tutto distorta della Chiesa Cattolica, muove le sue argomentazioni portando le stesse identiche motivazioni e “inconfutabili prove storiche” che da sempre propinano i membri più intransigenti delle correnti calviniste, avventiste, evangeliche e pentecostali, oltre ai testimoni di Geova.

            Ma soprattutto lei parla di ciò che non conosce e che dimostra di non conoscere; e lo fa anche con grande sicumera e con grande superficialità.

            La Chiesa non ha mai condannato la libertà, posto che essa, assieme al libero arbitrio, è uno degli elementi fondanti, strutturali, del mistero stesso della creazione.

            Lei afferma: “La Chiesa ha negato si potesse parlare di diritti umani”? Le rispondo: non solo la Chiesa, con documenti ufficiali di più Pontefici ha condannato quella che oggi, in linguaggio moderno, si chiama “violazione dei diritti umani”, ma non ha esitato a mettersi contro le grandi potenze europee dell’epoca, la Spagna, il Portogallo, condannando a più riprese la schiavitù e la tratta degli esseri umani. Vada a leggersi la bolla Immensa Pastorum principis di Benedetto XIV e veda in quali termini e con quale severità egli condanna nel 1741 lo schiavismo nelle Americhe. Cosa già fatta peraltro in precedenza da altri suoi predecessori, sin dalla scoperta del Nuovo Mondo.

            Sostenere che la Chiesa ha ammesso la libertà di coscienza solo con il Concilio Vaticano II è una immane stoltezza, vuol dire non conoscere i principali documenti del magistero della Chiesa e dei Padri della Chiesa, basterebbe consultare gli uni e gli altri, a partire dagli scolastici, per vedere come e con quale passione si dissertava su fede e ragione; quindi vada a vedere cosa il Beato Pio IX scriveva, nel proprio magistero, ai tempi del Concilio Vaticano I, riguardo fede e ragione.

            Ipazia, la filosofa alessandrina, non è stata “uccisa della Chiesa”. I film anticlericali e le panzane scritte da qualche praticone non sono storia ma leggende nere in bilico tra romanzo noir e gossip. Ipazia fu uccisa da una setta di integralisti cristiani; sètta considerata peraltro eretica. Il suo assassinio attribuito a San Cirillo vescovo di Alessandria è una emerita bufala che cominciò a girare in ambito illuminista nel XVIII secolo, ma non esistono documenti e prove storiche che testimonino in alcun modo la responsabilità del vescovo alessandrino.

            Il processo a Giordano Bruno da Nola per eresia e apostasia dalla fede fu aperto dal tribunale ecclesiastico di Napoli nel 1575. Il Bruno si rese contumace e prese a girare per l’Europa dove seminò danni d’ogni sorta in lungo e in largo, per non parlare della sua condotta profondamente immorale, basti solo dire che a Venezia ebbe persino l’impudenza di molestare la moglie del gentiluomo che l’aveva ospitato e protetto in casa propria. Solamente nel 1592 fu aperto un processo a suo carico dal tribunale dell’inquisizione di Roma; processo che durò 8 anni, prima che nel 1600 il braccio secolare eseguisse la sua condanna a morte.
            Al fermo scopo di salvare il Bruno, il processo inquisitorio fu annullato e nuovamente cominciato da capo per ben due volte, quindi portato per le lunghe proprio per convincere l’imputato a salvarsi, perché questa era l’intenzione dei giudici. Il Bruno perseverò nelle sue gravi eresie, ed infine scelse in modo deliberato di morire “martire” della propria indomabile superbia e non certo martire della verità.
            Bruno non fu mai maltrattato in carcere, meno che mai torturato, fu ben nutrito, gli fu consentito di scrivere, tenere corrispondenze e disporre di libri.

            Lei ha un’idea totalmente erronea di Chiesa e pensa che con il Concilio Vaticano II è avvenuto una sorta di “miracolo” di “ravvedimento”.
            Qualcuno l’ha informata che prima del Vaticano II ci sono stati altri 20 concili, tra i quali tutta la serie dei grandi concili dogmatici?
            A quale “colpevole” e “retriva” Chiesa che uccideva, bruciava, condannava e non riconosceva i diritti umani, sarebbero legati questi concili che hanno suggellato i dogmi della nostra fede e senza i quali il Vaticano II non avrebbe mai potuto sussistere, posto che esso rappresenta la continuità e la sintesi dei precedenti concili?

            Insomma, lei ha le idee molto confuse, soprattutto da un punto di vista storico.

      2. Un giornalista, sottolineando i gesti di amicizia che il Papa ha compiuto nei riguardi dei musulmani, ha chiesto: cosa l’islam ha da dire al mondo di oggi? “Si può dialogare, ha risposto il Papa: loro hanno valori. Tanti valori. Ma io ho anche l’esperienza di amicizia con un islamico: è un dirigente mondiale. Ma possiamo parlare: lui ha i suoi valori, io i miei. Lui prega, io prego. La preghiera. Il digiuno: valori religiosi. Anche altri valori. Non si può cancellare una religione perché ci sono gruppi in un certo momento della storia, di fondamentalisti. E’ vero, le guerre fra religioni sempre ci sono state nella storia. Anche noi dobbiamo chiedere perdono- Caterina de’ Medici non era una santa. E la guerra dei Trent’anni, la Notte di San Bartolomeo. Dobbiamo chiedere perdono anche noi degli estremismi fondamentalisti per le guerre di religione. Ma loro hanno valori, con loro si può dialogare. Oggi sono stato in moschea, ho pregato; anche l’imam è voluto venire con me a fare il giro dello stadio dove c’erano tanti che non sono potuti entrare. E sulla papamobile c’erano il Papa e l’Imam. Si poteva parlare. Dappertutto c’è gente con valori, religiosa.

  7. E’ interessante la soluzione di attuare una nuova apologetica da presentare all’islam, segno che il dialogo interreligioso non riesce a creare il reciproco rispetto nel credo religioso di ogni essere umano che sia figlio o popolo di Dio. Come per noi cristiani cattolici fu necessario stabilire un rapporto di fraterno accordo con la religione ebraica, con la dichiarazione conciliare Nostra Aetate, tra l’altro rivolta anche alle altre religioni, eliminando e vietando talune preghiere o non citando alcune parole, per non ledere la suscettibilità degli altri, così dovrebbe richiedersi anche a loro. Se i loro testi di ispirazione divina che qualificano i gentili e gli infedeli come genti da assoggettare e convertirli anche con la violenza, come potrebbe conciliarsi una civiltà di pace ? L’Europa politica elimina dalle sue leggi il credo divino e acquisisce le sovranità dei singoli stati sotto quelle leggi, loro invece attraverso la religione impongono le leggi dello stato. Questo sta a significare che con le nostre leggi ci stanno invadendo e con le loro ci governeranno.

  8. Sillabo (1864) XV. È libero a ciascun uomo di abbracciare e professare quella religione, che colla scorta del lume della ragione avrà riputato essere vera (Lett. apost. Multiplices inter, 10 giugno 1851; Alloc. Maxima quidem, 9 giugno 1862)

    1. Nel Sillabo, facendo riferimento a due documenti precedenti, si ricorda che è eretico sostenere che ciascun uomo è libero di abbracciare e professare la religione che preferisce. si condanna la libertà di religione: questa era la Chiesa di Pio IX.

    2. Giordano Bruno, lo riconosce Lei stesso, fu messo sotto processo “per eresia e apostasia dalla fede”; quindi, se questi era i capi di accusa, se ne deve dedurre che nella seconda metà del Cinquecento eresia e apostasia era reati che la Chiesa perseguiva, o faceva perseguire dal potere politico… Giordano Bruno insidiò la moglie di un nobile veneziano? può essere… il problema è che fu condannato non per molestie sessuali, ma per eresia e apostasia; Il processo fu condotto per le lunghe perché lo si voleva salvare… può essere; ma per salvarsi che cosa doveva fare Giordano Bruno… se voleva evitare il rogo doveva ripudiare le sue idee eretiche. Alla faccia della libertà di…

    1. Caro Beppe.

      Il fondamento elementare delle indagini storiche e di quello delle indagini storico-sociologiche è esattamente quello che lei si rifiuta di cogliere e se le viene indicato e spiegato si rifiuta di applicarlo. E il fondamento elementare delle indagini storiche e di quello delle indagini storico-sociologiche è il seguente: non si può analizzare e meno che mai formulare un giudizio imparziale e obbiettivo su una società del passato applicando criteri socio-politici contemporanei.
      Non è una mia opinione ma un fondamento scientifico.

      Noto che lei cita, con un certo scandalo la frase tratta dal Sillabo del Beato Pontefice Pio IX che indica come “eretico sostenere che ciascun uomo è libero di abbracciare e professare la religione che preferisce”.

      Proverò allora a farle capire: lei ha idea di che cosa è accaduto in Europa, nello specifico alla Chiesa Cattolica, durante e poi dopo la rivoluzione francese lungo tutto il corso dell’Ottocento? Perché questa affermazione del Beato Pontefice Pio IX si colloca in un preciso contesto storico nel quale, tanto per dire, Napoleone Bonaparte auto-nominatosi imperatore, pochi anni prima aveva fatto catturare e tradurre in prigionia il Pontefice Pio VII, dopo avere detto in modo baldanzoso che lui avrebbe distrutto la Chiesa.
      Ha idea delle capillari confische che la Chiesa europea e quella italiana subì prima durante la rivoluzione francese, poi da parte di Napoleone, poi da parte del neonato Regno d’Italia?

      Alla fine dell’Ottocento la Chiesa era ridotta in miseria e molti preti delle zone periferiche, per non dire quelli di campagna, avevano seri problemi di sopravvivenza; molti di loro per racimolare qualche cosa per vivere facevano lezioni private ai figli della nuova borghesia, quelli di campagna spesso lavoravano come contadini. Il successore del Beato Pio IX, il Pontefice Leone XIII, raccomandò ai vescovi di evitare di ordinare sacerdoti se non si era in grado di provvedere alla loro sussistenza visto lo stato di profonda miseria nel quale versava buona parte del clero.

      Molti degli stabili che in origine erano conventi, monasteri, abbazie, che oggi lei può vedere in giro per l’Italia trasformati in scuole, caserme, ospedali – con immane scempio fatto nel corso dell’Ottocento sul patrimonio artistico nazionale – sono tutti stabili requisiti ai vari ordini e congregazioni religiose, che furono soppresse con leggi dello Stato, eccetera … eccetera …
      Adesso capisce che genere di anni e che genere di eventi correvano in quei tempi?

      Il concetto di “libertà religiosa” era uno dei capisaldi della Massoneria, sul pretesto della quale si mirava a de-costruire il cattolicesimo e diffondere il relativismo religioso. Il Beato Pontefice Pio IX condanna per tutta risposta il relativismo massonico e post-illuministico le cui teorie affermavano che ogni religione valeva l’altra e che se esisteva un Dio – ammesso esistesse, ovviamente – era quello per tutti, a prescindere dalla religione, che era in sé e di per sé cosa irrilevante. E tutto questo, in linguaggio teologico, si chiama de-strutturazione e vanificazione dell’intero mistero della Rivelazione.

      Detta in altre parole: il Beato Pontefice Pio IX afferma che nessun uomo è libero di rifiutare la verità per abbracciare gli errori contenuti in quelle religioni definite all’epoca senza mezzi termini come false, o come concentrati di eresie, per esempio il protestantesimo.
      Detto questo, mi spiega in che cosa consiste e su che cosa si supporta la manifestazione del suo profondo sdegno?

      Ritengo inutile disquisire con lei del caso di Giordano Bruno da Nola per un semplice fatto: lei pretende di analizzare e valutare fatti e situazioni legati alla società, alla storia e alla politica del Cinquecento applicando degli anacronici criteri pseudo-giuridici e pseudo-umanitari dell’anno 2015, ma non è in questo modo che si fanno analisi storiche, perlomeno analisi serie e scientifiche.

      Anche in questo caso cercherò di venirle incontro con un esempio: se nel 1948 una donna si fosse presentata su una pubblica spiaggia con un bikini in due pezzi o un uomo con un costume da bagno slip, su quella spiaggia sarebbero corsi immediatamente i carabinieri e li avrebbero portati via coperti da due teli da bagno per proteggere i presenti da un tale e osceno affronto al comune senso del pudore. Oggi non è più così, perché i costumi sono cambiati e con essi si è evoluto il comune senso del pudore. Provi a pensare quale donna, nel 1900 avrebbe mai osato indossare un paio di pantaloni; e quale uomo, in quegli stessi anni, avrebbe mai osato indossare una camicia rosa, od un paio di pantaloni arancioni con sopra un maglietta verde pisello a mezze maniche?

      Tutto questo per dire che lei non può, nell’anno 2015, con i bikini in due pezzi, i costumi da bagno slip, con le donne in pantaloni e con gli uomini che portano senza problema il colore rosa, i pantaloni arancioni e le magliette a mezze maniche color verde pisello, sentenziare sui costumi ed i diversi stili di vita di chi nella seconda metà dell’Ottocento portava costumi da bagno che oggi potrebbero sembrare delle ridicole tute da bagno, ma non certo dei costumi da mare. Perché la verità è che le “tute” da bagno indossate nella seconda metà dell’Ottocento non sono affatto ridicole , come non sono osceni i costumi in due pezzi indossati oggi dalle donne, sono solo epoche, storie, politiche, percezioni e comune senso del sentire diverso.

      Se questo non le è chiaro o se non vuole accettarlo come dato scientifico, se per tutta risposta intende ribattere che è inconcepibile che nella seconda metà dell’Ottocento le persone facessero il bagno al mare coperte con delle tute, mantenendo anche in modo discreto una prudente separazione e distanza tra uomini e donne, allora le dico sin d’ora che tentare di ragionare non serve e che lei è un caso perso.

      1. “.. il fondamento elementare delle indagini storiche e di quello delle indagini storico-sociologiche è il seguente: non si può mai formulare un giudizio imparziale e obbiettivo su una società del passato applicando criteri socio-politici contemporanei”
        Pienamente d’accordo! Le istituzioni, da che mondo è mondo, sono sempre al traino della società… Non mi stupisco affatto che la libertà religiosa e di coscienza la Chiesa la riconosca solo con il Vaticano II, che Pio IX condanni “expressis verbis” la libertà religiosa, e che Giordano Bruno sia stato condannato al rogo dalla Inquisizione romana non per molestie sessuali, ma perché “eretico e apostata”, cioè per aver osato sostenere pubblicamente idee religiose diverse rispetto all’ortodossia cattolica… Mi limito a constatarlo! Anche la Chiesa cattolica era al traino della società… e si faceva trascinare a fatica, molta fatica, verso i valori della modernità, come il mondo musulmano, la Chiesa ortodossa, o anche la Chiesa anglicana… La libertà di religione era un caposaldo della Massoneria? E allora? Era un valore da difendere, meglio: da far accettare alle istituzioni (Chiesa cattolica compresa!) che quel valore negavano

  9. Veniamo ai diritti umani.
    La Chiesa cattolica condanna la Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789, accetta con riserve la Dichiarazione universale delle Nazioni Unite del 1948, solo con il Concilio vaticano II e poi con Paolo VI accetta che si parli di diritti dell’uomo. Si legga il bel volume di Menozzi, Chiesa e diritti umani, Il Mulino 2012. Glielo consiglio, potrà colmare qualche sua lacuna in fatto di storia.

    1. La Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen fu redatta dai “macellai” che tenevano in funzione la ghigliottina giorno e notte e con la quale stando ai calcoli dei veri storici tagliarono circa 60.000 teste solo nel cosiddetto Periodo del Terrore. Perchè in nome della Libertà, in quegli anni furono compiuti crimini efferatissimi.
      Quella Carta fu scritta con il sangue da mani sporche di sangue.

      Quanto lei scrive non è vero! Lei afferma cose profondamente false che io pubblico perché non amo le censure e perché nell’Isola di Patmos non si pubblicano solo testi di apprezzamento e di condivisione, ma anche commenti come i suoi.

      E’ Daniele Menozzi che mostra pregiudizi e lacune, con buona pace per la Scuola normale superiore di Pisa, ed io non ho bisogno di acculturarmi sulle amenità racchiuse in quel libro che indaga su tematiche serie non libero dal gravame del pregiudizio e con una conoscenza davvero lacunosa della storia della Chiesa.

      Io che sono un teologo non mi azzarderei mai a fare l’astrofisico. Mi spiega invece come mai, qualsiasi astrofisico che non conosce neppure l’alfabeto dell’ecclesiologia, rivendica invece il sacrosanto diritto a fare il teologo o lo storico della Chiesa, pur manifestando in modo palese di non sapere neppure che cosa siano, la teologia e la storia della Chiesa?

    2. Al signor Beppe sfugge l’ovvia considerazione che i cosiddetti “diritti umani” sono un parto della civiltà cristiana e che senza l’autorità soprannaturale del Cristianesimo non avrebbero mai avuto la forza d’imporsi. Gli sfugge anche che “fin dal principio”, per usare un’espressione di sapore biblico, i paladini di questi diritti umani li usarono per cercare d’imporre una pseudo-religione immanentistica con al centro l’uomo emancipatosi da Dio. Per dirla con Maritain, è l’umanesimo antropocentrico che veniva a sostituirsi all’umanesimo teocentrico. La Chiesa Cattolica, nella sua prudenza, non poteva avallare tale sviluppo fino a quando l’intima carica anti-cristiana (e in definitiva anti-umana) dei “diritti umani” non fosse stata almeno in parte disinnescata. Volendo usando invece un linguaggio pittoresco, la Chiesa Cattolica, dietro l’aspetto cristiano dei “diritti umani”, fiutò, giustamente, l’Anticristo, e una volta svelato l’inganno, potè pubblicamente fare proprio quello che in realtà era già suo.

      1. Lo stesso discorso vale per il “liberalismo”. Può forse la Chiesa Cattolica essere contro la libertà se fu essa a difendere sempre e strenuamente il libero arbitrio, e se la libertà dell’uomo deriva dalla natura divina che Dio gli ha dato? La Chiesa Cattolica ha condannato il “liberalismo” in quanto si poneva come un’ideologia, in quanto voleva fare a meno di Dio, almeno di quello cristiano, non perché nel Cristianesimo vi sia qualcosa di intimamente contrario all’espandersi, dando tempo al tempo, delle “libertà civili”. Anche perché Dio vuole uomini che gli ubbidiscano liberamente, non per coercizione.

        1. Cario Zamax, non dico nulla del cristianesimo. Mi limito a constatare che la libertà di religione e la libertà di coscienza come noi le conosciamo sono state oggetto di condanna da parte della Chiesa cattolica. la svolta è avvenuta solo con il Concilio Vaticano II. Così per i diritti dell’uomo e del cittadino. Questi sono fatti. Che Dio voglia che gli uomini gli obbediscano liberamente, e non per coercizione, lo disse Locke la cui Lettera sulal Tolleranza fu messa all’Indice.

          1. e ci credo che fu messa all’indice! Quella Lettera sostanzialmente diceva che si potevano tollerare tutti, purché non fossero cattolici!
            Diceva pure che non ci si poteva fidare degli atei, in quanto sostanzialmente fedifraghi e spergiuri…

        2. E lo stesso vale ancora per i concetti gemelli di uguaglianza e democrazia. Ricordo una bellissima frase di Chesterton che giustifica la democrazia dicendo che tutti gli uomini hanno lo stesso valore in quanto tutti sono fatti ad imagine e somiglianza di Dio, un po’ come tutte le monete da una sterlina hanno lo stesso valore, per quanto alcune siano fresche di conio, altre lise e consunte, perche’ tutte portano impresso il ritratto del Re.
          Democrazia come valore intimamente cristiano, quindi. Certo la democrazia fu inventata nell’Atene classica, ma spesso si dimentica come nel mondo antico, popolato da autocrati e tiranni, la democrazia ateniese sia stata un fiore spuntato dal nulla e per un tempo brevissimo. Il Medioevo, età cristiana per eccellenza, fu anche profondamente democratico. E ai modernisti che si stracceranno le vesti a questa mia affermazione rispondo che, certo il Medioevo fu l’età del feudalesimo, ma fu anche l’epoca di una variopinta rete di libertà piccole e grandi, di comuni e di città, di corporazioni e di confraternite, nelle quali si dipanava l’agire libero e democratico dell’uomo.
          Valori di libertà e democrazia che “a fundamentis” sono assenti nell’islam. L’Islam è l’erede di arcigne autocrazie orientali, fondato da uno spietato capo di predoni del deserto quale fu Maometto. L’Islam è una cappa di plumbea tristezza sotto cui cova una indicibile sete di sangue (leggete qualche pagina del Viaggio da Parigi a Gerusalemme di Chateaubriand per rendervi conto di quello che era l’impero ottomano solo 200 anni fa). L’Islam è letteralmente la sottomissione, l’appiattimento, la prostrazione dell’uomo schiacciato da un dio così terribile quanto lo è a luglio il sole del deserto. L’Islam è l’astensione dal maiale e dal vino, ma è anche l’uccisione per sgozzamento di animali (e di uomini), ed è l’ebbrezza assassina (etimologicamente) dell’hashish. E come volete che ci sia posto, in mezzo a codesto incubo, per qualcosa che anche lontanamente profumi di libertà e democrazia…

  10. La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino venne votato dall’Assemblea nazionale costituente del Regno di Francia mercoledì 26 agosto 1789, quando a Monsieur Guillotin l’idea della ghigliottina non era ancora nemmeno venuta in mente, e il Terrore con le sue 60.000 teste mozzate (ma 20.000 furono gli Ugonotti massacrati nelle notte di San Bartolomeo festeggiata con un Te Deum di ringraziamento da papa Gregorio XIII) era di là da venire… Quella carta, quindi, non fu scritta da mani sporche di sangue se non altro perché il sangue cui lei accenna doveva ancora essere sparso…

    Anche qui non mi stupisco che la Chiesa di diritti dell’uomo ne parli molto più tardi… Era in ritardo, grande ritardo, sullo sviluppo civile, anche qui come sempre. Certo, la Chiesa cattolica non era sola…

    1. Senta, caro Beppe.

      Lei non conosce gli eventi storici, questo è un fatto contenuto nelle sue affermazioni e non certo nei miei giudizi personali.

      Lei ha un notevole astio nei confronti della Chiesa Cattolica ed è sua libertà esprimerlo, come vede io stesso gliel’ho concesso senza problema sulle nostre colonne telematiche; cosa che né i Pentecostali né i Testimoni di Geova le avrebbero mai concesso di fare sui forum di discussione loro.

      Ciò che invece reputo grave è quanto segue:

      1. Lei solleva questioni diverse, molto distinte anche nei loro spazi storico-temporali e tutte quante complesse, unendole in un unico calderone all’unico e solo fine di gettare discredito sulla Chiesa Cattolica.
      2. Lei si rifiuta di ragionare, come dimostrano i suoi commenti e le sue risposte date alle risposte.
      3. Lei non è disposto al dialogo e al confronto, si parla addosso, o come suol dirsi se le canta e se le suona da solo.

      Ma soprattutto risponde con argomentazioni del tutto errate dando palese prova di non conoscere la dottrina cattolica, la storia della Chiesa e la storia in generale.

      Il parlare con lei è quindi cosa sterile e inutile.
      Lei è un ignorante – nel senso etimologico del termine: colui che ignora – fiero della propria ignoranza, sempre nel senso etimologico del termine, tipica espressione e manifestazione del mondo internetico nel quale molti, troppi, avendo dinanzi a se solo lo schermo di un computer e non uno o più interlocutori in carne e ossa, dicono e, soprattutto “si dicono” ciò che vogliono e come vogliono senza alcun ragionevole freno inibitorio. Pertanto, alla mia prossima conferenza pubblica, venga a dibattere con me dinanzi a 100 persone, che poi ne riparliamo …

      E detto questo la saluto.

      1. Lei afferma: “Lei non conosce gli eventi storici, questo è un fatto contenuto nelle sue affermazioni”. Mi citi un solo fatto fra quelli da me riportati che che sia inventato. Io non insulto: mi limito a portare argomenti. Anch’io La saluto.

        1. Ah, ma allora lei non legge neppure le risposte!
          Gliel’ho spiegato nelle mie risposte, cosa lei ignora e cosa si ostina a ignorare, cosa che peraltro è libero di fare.
          Se questo non è chiaro, allora vuol dire che predico alle sabbie del deserto.

          E poi, la prego, non chiami “insulto” le discussione e le confutazioni, perché allora mi viene da chiedere: ma lei come dibatte, se dibatte? A chi osa smentirla risponde accusando di averla insultata?

          1. Lei ha scritto: “Lei si rifiuta di ragionare… Lei non è disposto al dialogo e al confronto, si parla addosso, o come suol dirsi se le canta e se le suona da solo….Il parlare con lei è quindi cosa sterile e inutile. Lei è un ignorante – nel senso etimologico del termine: colui che ignora – fiero della propria ignoranza”. Queste sono parole sue. Giudichi Lei…

            Io mi sono limitato a dire: Mi citi un solo fatto, fra quelli da me elencati, che non sia vero… E’ vero o non è vero che Pio IX nel Syllabus condanna la libertà di religione? ecc.

          2. Le è stato abbondantemente spiegato che cosa intendeva il Beato Pio IX per “libertà di religione”, abbiamo perso inutilmente tempo a spiegarle il tutto da un punto di vista sia storico sia teologico, ma lei non vuole intendere e torna a riproporre una domanda alla quale le è stato risposto in modo ampiamente dettagliato.

  11. Padre Cavalcoli Lei scrive: “La civiltà musulmana ha avuto ed ha nella storia indubbiamente i
    suoi splendori e i suoi meriti. Ma i fedeli onesti ed obbiettivi del Corano non possono ignorare che, se l’Occidente ha assunto valori della civiltà del Corano, ben di più questa ne ha assunti dalla civiltà del Vangelo,nonostante i tradimenti dell’Europa attuale”.

    Ma i valori di cui la civiltà del Corano sembra ancora mancare (libertà di coscienza e di religione, democrazia, laicità dello Stato, diritti civili, uguaglianza fra uomo e donna, rispetto dell’orientamento sessuale dei singoli) sono tutti valori che la civiltà cristiana ha (e ancora solo in parte) a sua volta assunto dalla moderna civiltà occidentale, valori che la civiltà dell’Occidente ha conquistato quasi sempre scontrandosi con la Chiesa cattolica (così come ora il mondo islamico quegli stessi valori se li deve conquistare scontrandosi il più delle volte con la religione islamica)

    1. Caro Beppe,

      i valori che Lei elenca non sono stati attinti dalla civiltà cristiana alla moderna civiltà occidentale, ma è esattamente il contrario: è la civiltà occidentale che li ha ricevuti dalla civiltà cristiana, dalla Chiesa e dal Vangelo, e spesso malamente o fraintendendoli o decurtandoli o falsificandoli, col risultato che, come ha lamentato più volte San Giovanni Paolo II, oggi l’Europa, esaltatasi per le sue ricchezze e la sua tecnologia, ha perduto la memoria e il rispetto delle sue radici cristiane; ed illudendosi di attuare chissà quale progresso o chissà quale libertà, al di là e contro il cristianesimo, il “dolce giogo” di Cristo, soggiace gongolante ad un impressionante e disastroso ritorno di paganesimo e di barbarie, che ha i suoi inizi nella corruzione dei costumi e nelle mitologie dell’antropocentrismo rinascimentale.

      Quello che ha di originale la modernità, nata da quell’antropocentrismo, a parte i suoi indubbi valori del resto derivanti dal Vangelo, è esattamente la corruzione o la falsificazione del medesimo Vangelo, che ha fruttificato nel protestantesimo, nel razionalismo, dell’empirismo, nella massoneria, nell’illuminismo, nel marxismo, nel darwinismo, nel liberalismo, nel positivismo, nel freudismo, ne laicismo, nell’idealismo, nell’esistenzialismo, nello gnosticismo, nel modernismo e nel panteismo.

      La cultura europea ha dunque attinto:

      – Il concetto della scienza, dalla nozione biblica della sapienza;
      – La libertà di coscienza, dal concetto evangelico della coscienza;
      – La libertà religiosa, dal concetto evangelico religione;
      – La democrazia, dal concetto evangelico della fratellanza;
      – La laicità dello Stato dalle parole di Cristo: quae sunt Caesaris, Caesari; quae sunt Dei, Deo;
      – I diritti civili, dai Dieci Comandamenti di Dio a Mosè, confermati dal Vangelo;
      – L’eguaglianza tra uomo e donna, dal racconto biblico della creazione;
      – Il principio della tolleranza, dal precetto evangelico della misericordia.
      – L’ideale del progresso, dal dovere evangelico della seguire Cristo.

      Invece, l’unico supposto “valore”, tra quelli da Lei elencati, che mi lascia perplesso e mi desta sospetto, è il seguente: “rispetto dell’orientamento sessuale dei singoli”. Che vuol dire? Che ognuno può orientare la propria attività sessuale come gli pare? Che non esistono in campo sessuale obblighi che valgono per tutti, sia pur nella libertà di ciascuno di realizzarli a proprio modo?

      E’ ovvio che io devo rispettare un orientamento sessuale diverso dal mio, se non altro perché l’altro è una donna, mentre io sono un uomo. Ho tuttavia tale obbligo, nella supposizione che, per quanto la sua scelta o il suo modo di vivere la sua sessualità sia diverso dal mio, la scelta di quest’altra persona, uomo o donna che sia, sia legittima, ovvero conforme alle norme generali dell’etica sessuale.

      Infatti, nel caso che la detta scelta fosse contraria alla legge morale, essa non sarebbe semplicemente e soltanto diversa, ma perversa. C’è una differenza abissale tra il diverso e il perverso. Il diverso nel bene è un altro modo di agire bene. Il perverso è un agire male. Il primo è degno di rispetto, di approvazione e di lode; il secondo merita biasimo e disapprovazione. Il diverso non può essere un pretesto per nascondere il perverso.

      Esistono modi diversi di orientare la propria sessualità nell’obbedienza alla legge morale, tutti degni di rispetto. Ma un modo di orientarla, quale che sia, contrario alla legge morale, non è affatto degno di rispetto, ma di biasimo, di condanna e disapprovazione.

      C’è infatti un orientamento sessuale, che tutti posseggono per natura, e che coloro che intendono metterlo in atto, sono tenuti ad assumere: la riproduzione della specie mediante l’istituto familiare.

      Perché una scelta sia degna di rispetto e moralmente buona, non basta che sia conforme alle esigenze dell’individuo in un modo qualunque. Ma occorre che tale conformità attui la legge universale in modo conforme quell’individuo. Anche l’omosessualità è sentita dall’omosessuale come conforme alla sua individualità. Ma non per questo essa è in se stessa lodevole, lecita e rispettabile. Il teologo Adriano Oliva, male interpretando in un suo libro un passo di San Tommaso, dove questi parla del “bene connaturale all’individuo”, cade in questa trappola, e presenta un San Tommaso omosessualista, quando invece in realtà l’Aquinate considera la sodomia “peccatum gravissimum et turpissimum” . Al riguardo, le suggerisco di leggere sull’Isola di Patmos il mio articolo

      http://isoladipatmos.com/ci-mancava-solo-san-tommaso-daquino-omosessualista-il-piacere-omosessuale-secondo-san-tommaso-daquino-o-secondo-il-domenicano-adriano-oliva/

      Infine, una nota importante: sembra che lei concepisca il progresso umano e sociale come qualcosa che, nel corso della storia, i movimenti liberali, riformatori e progressisti strappano al potere religioso e clericale, geloso dei propri privilegi, attaccato al vecchiume e affetto da un inguaribile conservatorismo, segno di arretratezza culturale e pigrizia mentale. Ora, che ciò possa accadere e di fatto accada in molti casi, è vero. Ma ciò è solo il segno di come spesso la debolezza umana non è all’altezza degli ideali che dovrebbe perseguire. In realtà, se osserviamo la condotta delle persone più grandi, più sante e più valorose, e la storia degli istituti o delle istituzioni migliori, vedremo come la religione è fondamento di onestà e rettitudine morale, per le persone come per le società, ispiratrice di sapienza, di cultura, di virtù e di santità.

      Per questo, è importante che la Chiesa, dietro l’ispirazione che proviene dalla dichiarazione Nostra aetate del Concilio Vaticano II, ormai esperta di cinquant’anni di dialogo interreligioso, continui a farsi promotrice di reciproca collaborazione con le autorità religiose dell’Islam, affinchè di comune intesa diano il loro decisivo apporto all’edificazione della pace e della giustizia nel modo.

  12. La cultura europea ha dunque attinto:
    – Il concetto della scienza, dalla nozione biblica della sapienza;
    MA HA CONDANNATO GALILEI
    – La libertà di coscienza, dal concetto evangelico della coscienza;
    – La libertà religiosa, dal concetto evangelico religione;
    – La democrazia, dal concetto evangelico della fratellanza;
    MA ANCORA NEL 1864 PAPA PIO IX CONDANNA LIBERTA’ DI COSCIENZA E DI RELIGIONE E LA DEMOCRAZIA
    – La laicità dello Stato dalle parole di Cristo: quae sunt Caesaris, Caesari; quae sunt Dei, Deo;
    MA CONDANNA LA LETTERA SULLA TOLLERANZA DI LOCKE (OLTREE CHE CONDANNARE LA LAICITA’ DELLO STATO IN MOLTI DOCUMENTI (AD ES. IL GIA’ CITATO SYLLABUS ERRORUM
    – I diritti civili, dai Dieci Comandamenti di Dio a Mosè, confermati dal Vangelo;
    MA CONDANNA LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO;
    – L’eguaglianza tra uomo e donna, dal racconto biblico della creazione;
    MA IMPEDISCE AD ES. ALLA DONNA L’ACCESSO AL SACERDOZIO (per non dire altro)
    – Il principio della tolleranza, dal precetto evangelico della misericordia.
    MA FINO AD UN SECOLO FA’ E’ STATA INTOLLERANTE (mettendo al rogo)
    – L’ideale del progresso, dal dovere evangelico della seguire Cristo
    MA…

    1. Padre Giovanni Cavalcoli le ha risposto con la teologica e pastorale sapienza del teologo e del sacerdote anziano, offrendole risposte chiare in un testo chiaro, che lei dimostra di non avere capito, inviando per tutta risposta questa sconclusionata e logorroica accozzaglia di cose.
      E questa, tra l’altro, è anche una mancanza di rispetto verso un teologo ed un sacerdote anziano che ha avuto la bontà di dedicarle il suo tempo, esprimendosi con cristallina chiarezza, proprio per indurla a capire, o almeno a ragionare su quanto le ha risposto in dettaglio.
      Come le ha detto poco sopra il Padre Ariel S. Levi di Gualdo: a quale pro, seguitare questo ostinato “non dialogo”. Ci rifletta, perlomeno, ci rifletta.

      1. Infatti, ho apprezzato il tono civile e la competenza filosofica e teologica del Padre Cavalcoli, che ha argomentato, con argomenti, che mi sono permesso di contestare (sinteticamente, perché lo spazio che ho è limitato). Ho letto anche l’articolo sul tema dell’omosessualità in San Tommaso, che ho apprezzato per il rigore argomentativo… credo abbia ragione lui, e non il suo confratello…

  13. Ho letto il suo articolo. Prendo atto che – finalmente – anche in campo cattolico su temi quali l’omosessualità c’è ampia discussione. Sono i tempi che mutano, e il dibattito interno alla chiesa cattolica dimostra che se ne sta accorgendo… Altre Chiese cristiane se ne sono accorte prima. Le faccio un es. Alan Turung, il padre dell’odierna informatica, omosessuale, si uccide perché lo Stato (e la Chiesa d’Inghilterra) lo condanna a sottoporsi a cure per “guarire” dall’omosessualità… Oggi la Chiesa d’Inghilterra consacra vescovi omosessuali, e l’omosessualità non è certo un reato , ed anche Papa Francesco se ne esce con la frase: “Chi sono io per giudicare un gay?”

    1. Lei prende atto di ciò che non ha proprio capito e che a quanto pare non vuole capire.

      Ribadisco: lei è un ignorante, nel senso etimologico del termine di persona che ignora, ed a ciò va aggiunta una aggravante: la perseveranza nell’ignoranza, sempre in senso etimologico.

      Partiamo dal Santo Padre …
      Dicendo “Chi sono io per giudicare un omosessuale”, egli ha detto e implicitamente sottinteso: “Chi sono io per giudicare la coscienza di un uomo (in questo caso un omosessuale) che solo Dio può leggere e giudicare?”. Infatti nessuno di noi che esercita il ministero di confessore ed il ministero di direttore spirituale, oserebbe mai esprimere un giudizio sulla coscienza del penitente o del diretto spirituale, perché Dio solo può leggere e giudicare la sua coscienza.
      E questo è un dato teologico per noi incontrovertibile.
      Mi dica invece dove, come e quando il Santo Padre avrebbe dichiarata lecita la pratica della sodomia.

      Passiamo ad altro.

      Sempre in modo ignorante – ovviamente in senso etimologico – lei confonde il reato con il peccato e viceversa.
      Ciò che per noi è peccato, non è detto che debbe essere reato, anzi spesso non lo è; e noi accettiamo che non lo sia.
      Ovvio che l’omosessualità non è un reato, ma per noi rimane un peccato, ed assecondo il caso, anche molto grave.

      Il fatto che nella Comunità anglicana vi siano “vescovesse” lesbiche che “ordinano” “sacerdoti” dei gay dichiarati e praticanti, per noi è cosa aberrante, posto comunque che le sacre ordinazioni fatte dagli anglicani non sono affatto sacre in quanto non valide, essendo da secoli venuta meno la continuità della catena apostolica, pertanto, le loro consacrazioni, sono valide allo stesso modo in cui lo sarebbe una assoluzione dai peccati impartita dalla mia gatta Ipazia.

      Insomma, mi dica e ci dica: a quale pro, lei si ostina a postare questi commenti nel sito di una rivista telematica cattolica diretta da due teologi cattolici assieme ad altri collaboratori tutti quanti cattolici fedeli al deposito della fede, della dottrina della Chiesa e del suo magistero?

      Perché poste queste sue premesse, lei si rende conto che questo suo è solo un parlare sordo?

  14. (per concludere ciò che ho dovuto troncare)
    io non dico che alcuni (non tutti) dei valori che Lei elenca non abbiano anche origini evangeliche… solo che questi valori, di fatto, si sono affermati solo di recente nonostante e contro la Chiesa di Roma (e contro le Chiese cristiane)… valori che si trovano nel Vangelo, forse, in qualche testo del Nuovo Testamento… ma non in tutti
    quanto all’uguaglianza fra uomo e donna San Paolo non me ne pare un acceso sostenitore:
    “le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la Legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea” (1 Corinti, 14: 34-35)
    “non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo” ( 1 Timoteo, 2, 12)

    Lei dirà che Paolo non fa che esprimere la concezione della donna diffusa nel suo ambiente e nel suo tempo… concezione che della donna dura fino al secolo scorso… nel ‘600 Cornaro Piscopia vuole studiare teologia e San (!) Gregorio Barbarigo gli vieta! alla fine gli consente di studiare…

    1. … e naturalmente, come volevasi dimostrare lei non ha la più pallida idea di che cosa era anzitutto la società di Corinto all’epoca in cui scriveva il Beato Apostolo Paolo e quale peso in essa avessero le donne, essendo quella corinta una società eminentemente matriarcale.

      Le donne, a Corinto, abituate com’erano a comandare e ad influenzare fortemente la società, pretendevano di dare direttive anche ai vescovi, ai presbiteri ed ai diaconi.

      Mi vuole spiegare perchè lei si ostina a lanciarsi in commenti ed a mostrare, attraverso di essi, di essere completamente privo della profonda conoscenza che richiedono di prassi e di rigore gli argomenti che lei presumerebbe di trattare, peraltro con due interlocutori che, allo studio della teologia, ed anche di altre discipline, hanno dedicato e seguitano a dedicare le proprie vite, ed il tutto sempre con la prudenza e la modestia che certe complesse discipline richiedono da parte di chiunque vi si accosti?

      Insomma … un po’ di prudente modestia – come suol dirsi – manco a morire, vero?

    2. Caro sig. Beppe, la sua insistenza e insofferenza nei confronti di questa Chiesa Cattolica che da oltre 2 millenni é segno di contraddizione e inciampo per ogni uomo, mostra che la sua Coscienza vi intravede la Verità. La Coscienza rettamente intesa é l’eco della voce di Dio, ci suggerisce il bene da seguire e il male da evitare, e va sempre seguita (anche prima del Papa). Così la intende la Chiesa (=Newman proprio a fine ‘800). La “libertà di coscienza” (nell’accezione errata) predicata dalla massoneria in quel periodo significava la libertà di fare ciò che si vuole, cioè la libertà di operare ciò che la Coscienza rimprovera come sbagliato. La Chiesa ha sempre (anche oggi) condannato l’operare il male (=servire Satana) autogiustificandosi distorcendo il significato di ‘coscienza’, oggi quasi recuperato perché é un termine ormai in disuso alla massa. Quindi la supplico sig. Beppe: segua la vera Coscienza e si apra alla Speranza della Misericordia di Gesù Cristo che Ti attende a braccia aperte. Solo lì c’è la Felicità Eterna, solo nella Verità c’è la Libertà! Non facciamoci catturare da orgoglio e rispetto umano! Solo Dio é Tutto: che Maria SS. le ottenga umiltà e…

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