il genderista e omosessualista militante che ha esposto alla gogna Padre Giovanni Cavalcoli, adesso paventa azioni legali verso Padre Ariel S. Levi di Gualdo. Si tratta di Simone Alliva, che sta facendo il master in giornalismo alla “cattolicissima” Università Lumsa, con tanto di “borsa di studio al merito” – (trilogia: articolo n. 2)

IL GENDERISTA E OMOSESSUALISTA MILITANTE CHE HA ESPOSTO ALLA GOGNA PADRE GIOVANNI CAVALCOLI, ADESSO PAVENTA AZIONI LEGALI VERSO PADRE ARIEL S. LEVI di GUALDO. SI TRATTA DI SIMONE ALLIVA, CHE STA FACENDO IL MASTER IN GIORNALISMO ALLA “CATTOLICISSIMA” UNIVERSITÀ LUMSA, CON TANTO DI “BORSA DI STUDIO AL MERITO”.

 

La nota logica dei militanti e promotori della teoria di genere e dell’omosessualismo radicale è la seguente: se io ti mollo un colpo di spranga sui denti, tu devi tacere, perché se osi lamentarti, ti querelo per diffamazione e ti accuso pure di discriminazione e di omofobia.

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Autore Padre Ariel
Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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Alliva Lumsa
Simone Alliva, pagina della Redazione della rivista on-line Lumsa News [vedere QUI], autore di decine di articoli pubblicati su L’Espresso in difesa della cultura del gender, dell’omosessualismo radicale, del matrimonio gay, delle adozioni dei bambini alle coppie gay. Svolge il master in giornalismo presso l’università cattolica Maria Santissima Assunta, che gli ha dato anche una borsa di studio.

Per capire il tutto và letto l’articolo precedente: «È terminato l’embargo per Padre Giovanni Cavalcoli, ma voi boicottate la LUMSA, università pseudo cattolica che accoglie le “serpi in seno” che sputano poi sul piatto dove mangiano» [cf. QUI].

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Oggetto dell’articolo Simone Alliva, che in giovane età già firma articoli sul settimanale L’Espresso in coppia con un altro gay dichiarato [cf. QUI]. I suoi scritti vertono per la quasi totalità sulla difesa della teoria del gender e dell’omosessualismo radicale [si rimanda ai link riportati nel precedente articolo, vedere QUI].

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In seguito a un articolo di Simone Alliva pubblicato su L’Espresso del 3 novembre 2016 [cf. QUI], il teologo domenicano e padre fondatore della rivista telematica di teologia ecclesiale LIsola di Patmos Giovanni Cavalcoli, finì esposto alla gogna mediatica.

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La nota logica dei militanti e promotori della teoria del gender e dell’omosessualismo radicale è la seguente: se io ti mollo un colpo di spranga sui denti, tu devi tacere, perché se osi lamentarti, ti querelo per diffamazione e ti accuso pure di discriminazione e di omofobia.

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A riprova di quanto oggi si viva in un mondo schizofrenico all’interno del quale i princìpi di bene e male, giusto e ingiusto, vero e falso, sono ormai totalmente capovolti, desidero portare i nostri Lettori a conoscenza dei veri risvolti della vicenda di Giovanni Cavalcoli, spiegando anzitutto le origini del suo calvario durato mesi, con conseguente sospensione, in via “cautelare”, dalle facoltà di celebrare la Santa Messa in pubblico, di predicare, di confessare, di recarsi per celebrazioni, predicazioni o conferenze al di fuori del suo convento di residenza.

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Siffatto provvedimento non fu preso dal Superiore della Provincia di San Domenico in Italia per “punire” Giovanni Cavalcoli, verso il quale i Confratelli Domenicani nutrono la stima dovuta a un confratello anziano e insigne teologo. E sebbene inteso dall’opinione pubblica cattolica come “punitivo”, il vero motivo del provvedimento mirava alla tutela di Giovanni Cavalcoli, ripetutamente minacciato da varie associazioni gay, una delle quali lo rese persino oggetto di una querela, ovviamente infondata [cf. QUI]. Un provvedimento teso a evitare che nel corso delle sacre celebrazioni, dello svolgimento del ministero di predicatore e di confessore, ma soprattutto durante celebrazioni o predicazioni al di fuori del suo convento, il sacerdote e teologo domenicano — che è un mite uomo di settantacinque anni — potesse subìre eventuali attacchi sgradevoli, sia verbali sia fisici.

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A vicenda conclusa resta però aperta la ferita inferta legata a un fatto incontrovertibile: questa dolorosa vicenda è stata montata da una persona radicata nel mondo delle lobby gay, che a due giorni dalla pubblicazione del suo articolo hanno montato un caso ad arte.

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La questione sulla quale non possiamo soprassedere rimane per ciò la seguente: il giovane Simone Alliva è da considerare in tutto e per tutto come una serpe scaldata nel seno di una istituzione accademica cattolica, la Libera Università Maria Santissima Assunta [cf. QUI], fondata nel 1939 da una religiosa e tutt’oggi gestita dalle Missionarie della Scuola [cf. QUI]; istituzione cattolica che con rara incoscienza ha lasciato entrare al proprio interno, come cavallo di Troia, il meglio del peggio del gender e dell’omosessualismo ideologico più radicale.

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A tutto questo và aggiunta un’aggravante: Simone Alliva, presso la LUMSA, beneficia anche di una borsa di studio [vedere QUI]. E detto questo dobbiamo dedurre — perché tali sono i fatti non passibili di facile smentita — che non solo questa università cattolica si mette in casa un ideologo della cultura del gender e dell’omosessualismo più radicale, ma al proprio interno lo agevola pure per le spese di studio, mentre fior di famiglie veramente cattoliche, per mandare figli altrettanto cattolici a studiare in questa università cattolica, hanno chiesto persino prestiti e mutui alle banche.

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Una volta, dinanzi a certe carriere folgoranti, ci si interrogava chiedendosi: «Chissà, questo ragazzo, di quale potente zio è nipote?». Nel caso Alliva, che ad appena 22 anni già firmava articoli su uno dei più grandi settimanali italiani di proprietà del Gruppo Espresso-Repubblica [cf. QUI], credo sia invece ragionevole chiedersi: «Chissà mai, questo ragazzo, di quale potente gay potrebbe essere fidanzato?». Un quesito al quale volendo si potrebbe cercare risposta esaminando questi due collegamenti QUI e QUI, se oggi quello che una volta era il “giornalismo d’inchiesta”, non è divenuto reato perseguibile dalla legge.

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Credo che i direttori e gli amici delle riviste telematiche, dei siti e dei blog cattolici, non dovrebbero esitare a lanciare quanto prima una campagna di boicottaggio nei confronti della LUMSA, la Libera Università Maria Santissima Assunta, presso la quale molti ingenui genitori cattolici, anche a prezzo di enormi sacrifici, mandano a studiare i propri figli, convinti che assieme a un’ottima formazione, possano essere sostenuti anche nell’approfondimento della cultura cattolica.

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Ma soprattutto, credo sia opportuno che il Presidente della LUMSA, Sua Eminenza il Cardinale Attilio Nicora [cf. QUI] risponda ad una chiara e precisa domanda con un semplice “si” o “no”: «La LUMSA, è una università cattolica, oppure è una università ultra-laica che ammette al proprio interno i più radicali militanti della teoria del gender e dell’omosessualismo, dando ad essi anche borse di studio per agevolarli al meglio al proprio interno ?».

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I nostri efficienti collaboratori della redazione dell’Isola di Patmos, sotto la guida del nostro segretario editoriale, hanno raccolto e messo a disposizione dei Lettori la cronologia degli articoli e degli scritti sulla esaltazione della teoria del gender e dell’omosessualismo militante firmati da Simone Alliva. Per aprire l’elenco cliccare QUI .

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Segue il mio scambio di email con Simone Alliva, che dopo avere accesa la miccia che fece esplodere il caso di cui ha ampiamente sofferto l’anziano sacerdote e teologo domenicano Giovanni Cavalcoli, adesso sembra in procinto di querelare me, in quanto colpevole di avere spiegato e indicato la pura e semplice verità con dovizia di fatti e prove non passibili di facile smentita.

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Da: Simone Pasquale Alliva <XXXXXXXXXX>
Inviato: sabato 4 febbraio 2017 18.31
A: isoladipatmos@gmail.com
Oggetto: è terminato l’embargo per Padre Giovanni Cavalcoli

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In riferimento all’articolo «È terminato l’embargo per Padre Giovanni Cavalcoli» [Ndr QUI], invito la redazione a cancellare quanto pubblicato. Il sottoscritto non essendo un personaggio pubblico, è l’unico ad essere in possesso dei diritti per i propri dati personali, incluse le foto, questi si possono divulgare solo con la dovuta autorizzazione. 

Autorizzazione che non è stata concessa. 

In caso contrario sarò costretto a procedere legalmente. 

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Simone Alliva 

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RISPONDE IL DIRETTORE RESPONSABILE DELL’ISOLA DI PATMOS

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Egregio Signore Simone Alliva.

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L’articolo su L’Espresso del 3 novembre 2016 [cf. QUI] lei l’ha forse scritto come “personaggio privato “?

Le sue foto inserite nel mio articolo per indicare ai lettori la persona di cui stiamo parlando, sono reperibili sui pubblici motori di ricerca; intende forse «procedere legalmente» contro le società multinazionali Google e Yahoo per avere divulgato sue immagini [cf. QUI, QUI]? E ritiene altresì «dato personale» anche il Quotidiano on-line della scuola di formazione al giornalismo LUMSA, con tanto di pubblica redazione e di articoli pubblicati in rete? [cf. QUI, QUI].

Come vede, dei «dati privati» da lei paventati non c’è nulla, quelli da me riportati sono tutti dati rigorosamente pubblici e da chiunque reperibili sulla pubblica rete telematica.

In mia qualità di cattolico e di presbìtero le esprimo invece che la sua presenza alla Lumsa non è compatibile con una università cattolica, come non lo sarebbe — comprensibilmente e giustamente — quella mia in una università luterana, in un centro accademico islamico, o anche nel Centro di cultura omosessuale Mario Mieli, dove non credo proprio mi permetterebbero mai di fare corsi specialistici sia nella mia qualità di eterosessuale sia nella mia qualità di prete. A meno che le Autorità Accademiche non dichiarino che la Libera Università Maria Santissima Assunta è totalmente laica, ed al suo interno sono quindi ben accetti e graditi i sostenitori più radicali della cultura omosessualista e della cultura del gender, come lei.

La informo con l’occasione che sono in procinto di inviare una lettera al Presidente della Lumsa, Sua Eminenza il Signor Cardinale Attilio Nicora [cf. QUI], perché sarà dovere di questo Alto Prelato rispondere, quindi chiarire soprattutto ai genitori cattolici che inviano i propri figli a studiare in questa istituzione — non di rado anche a prezzo di molti sacrifici economici —, se l’Università Maria Santissima Assunta è una istituzione cattolica come pensano e credono molti di loro, o se invece è una istituzione ultra-laicista che ospita per i master di giornalismo i sostenitori più radicali della cultura omosessualista e della cultura del gender.

E detto questo sia chiaro: la domanda che a breve formulerò in via ufficiale e pubblica alle Autorità Accademiche, è del tutto legittima e legalmente ineccepibile, scevra da qualsiasi spirito di discriminazione e meno che mai di omofobia. Basterebbe che lei riflettesse solo sul nome di questa università cattolica nella quale ha scelto di entrare, pur essendosi ripetutamente vantato ateo, anticlericale e via dicendo, il tutto nel sacrosanto esercizio delle sue libertà riconosciute e costituzionalmente garantite e tutelate. Così come resta pacifico il fatto che la istituzione in questione è una università cattolica che si chiama appunto Maria Santissima Assunta, non si chiama né Università Mario MieliFondazione Accademica LGBT Vladmir Luxuria.

Pertanto, se vuole, faccia piuttosto un esame di coscienza su quello che è il livello della sua umana coerenza di ateo, di genderista e di militante omosessualista, che però si iscrive ai master in una costosa università cattolica intitolata alla Beata Vergine Maria, ed eviti di cadere ulteriormente nel ridicolo paventando di «procedere legalmente» a carico della evidenza dei fatti, perché poi, i fatti, le si potrebbero ritorcere anche contro.

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Ariel S. Levi di Gualdo, presbìtero 

dall’Isola di Patmos, 4 febbraio 2017, ore 21,30.

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Da: Simone Pasquale Alliva <XXXXXXXXXXXXXXXXX>
Inviato: domenica 5 febbraio 2017 01.33
A: Ariel S. Levi di Gualdo
Oggetto: Re: I: è terminato l’embargo per Padre Giovanni Cavalcoli

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Gentilissimo signore,

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il suo articolo ha contenuti diffamatori nei miei confronti, per questo la invito nuovamente e con cortesia a riconsiderare il linguaggio e le espressioni che ha utilizzato. La esorto, quindi, a cancellare o a rettificare il suo articolo e ad astenersi dal rivolgermi minacce.

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In attesa di un riscontro positivo, la saluto cordialmente.

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Simone Alliva

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RISPONDE IL DIRETTORE RESPONSABILE DELL’ISOLA DI PATMOS

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Egregio Signore Simone Alliva.

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Il mio articolo non contiene minacce ma solo dei quesiti e degli interrogativi del tutto pertinenti, a partire dall’interrogativo che potremmo definire fondamentale: lei è un pubblico militante della cultura del gender e dell’omosessualismo radicale, accanito sostenitore del matrimonio tra coppie omosessuali, della adozione dei bambini dati alle coppie gay, dell’aborto, dell’eutanasia e via dicendo …

Queste sue convinzioni e idee — che le ripeto sono del tutto legittime e garantite dal dettato della Costituzione della Repubblica Italiana che tutela la libertà di pensiero e parola ―, non sono invece le convinzioni mie, che dovrei essere altrettanto tutelato dalla stessa Costituzione Repubblicana nell’affermare che per me, liberamente vincolato alla morale cattolica, la cultura del gender è una aberrazione, mentre l’omosessualismo, il matrimonio tra coppie dello stesso sesso, le adozione dei bambini dati alle coppie gay, l’aborto, l’eutanasia e via dicendo, non sono affatto “diritti”, ma “peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio”. E quest’ultima — badi bene — è una espressione letteraria del lessico biblico, non è una espressione di violenza.

Domanda: lei ritiene che io sia libero di affermare che ciò che per lei è bello, per me, invece, è peccato mortale e via verso la dannazione eterna dell’anima? Perché qualora io non fossi più libero di predicare dal pulpito certe verità evangeliche, ciò vuol dire allora che la gaystapo è già all’opera e che la dittatura del gender ha già fatto il golpe definitivo. In tal caso, la prossima volta che leggerò ai nostri fedeli cattolici la Lettera del Beato Apostolo Paolo, il quale ammonisce «Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti […] erediteranno il Regno di Dio» [cf. I Cor 6,9], dovrò vedermi arrivare la gaystapo in chiesa a mettere sotto sequestro il Santo Vangelo ed a trascinare via me in manette ?

Lei si attacca a “toni” e paventa che io la avrei “minacciata” …

Assolutamente no. Le ho solo detto che a mio parere lei è la quintessenza della incoerenza. Una incoerenza che le ho anche dimostrata in questi termini: da una parte lei promuove, diffonde e difende tutto ciò che è in radicale contrasto con gli elementi fondanti della morale cattolica — alla quale, beninteso, lei è libero sia di non credere sia soprattutto di non attenersi —, dall’altra parte, lei svolge prima gli studi e poi si iscrive a un master di giornalismo presso una costosa università cattolica che porta persino il nome della Beata Vergine Maria, dopo essersi pubblicamente vantato, il 25 dicembre del 2016, di essere totalmente ateo e laicista.

Da questo nasce la mia domanda del tutto legittima che lei pare confondere con una “minaccia”, vale a dire la seguente: la LUMSA, è sempre una università cattolica di proprietà della Santa Sede, con alla sua presidenza persino un Cardinale di Santa Romana Chiesa, preposto a difendere la purezza della fede usque ad effusionem sanguinis, oppure è divenuta una università ultra laica nella quale è ospitato l’autore di numerosi articoli pubblicati su L’Espresso e su altre riviste telematiche e blog, che diffondono e difendono tutto ciò che è in radicale contrasto con gli elementi fondanti della morale cattolica, vale a dire il gender, l’omosessualismo radicale, il matrimonio tra coppie dello stesso sesso, le adozione dei bambini dati alle coppie gay, l’aborto, l’eutanasia e via dicendo a seguire ?

Se lei ritiene che questo quesito sia diffamatorio, allora non esiti a prendere i suoi già paventati «provvedimenti legali» a mio carico.

Sono comunque certo che lei finirà il suo bel master in giornalismo con tutti i meritati onori accademici, seguitando a diffondere l’ideologia del gender e dell’omosessualismo radicale su L’Espresso, dopo avere data brillante prova di sé — già durante il suo master presso una università cattolica — circa la abilità con la quale ha messo alla gogna un teologo e sacerdote anziano, Padre Giovanni Cavalcoli; e semmai dopo avere fatto condannare per diffamazione anche un altro sacerdote e teologo, il sottoscritto. E di tutto questo, visti i tempi che corrono, sono certo che ne andrà molto fiero tutto il corpo docente della cattolicissima Università Maria Santissima Assunta e il suo Eminentissimo Presidente, il Cardinale Attilio Nicora. Ma soprattutto, ad esserne contenti più che mai, saranno quei benefattori veramente cattolici che sostengono la LUMSA con le loro donazioni.

Era questo che intendevo dire con l’espressione — che poi è un detto popolare — dello «Scaldarsi le serpi in seno», da lei forse confusa con una espressione diffamatoria.

Inoltre, come sacerdote, pastore in cura d’anime e teologo, a tutti i genitori che d’ora in avanti mi chiederanno se consiglio loro di iscrivere i propri figli alla LUMSA, risponderò che è meglio iscriverli alla laicissima Università La Sapienza di Roma, od a qualsiasi altra università statale. E chiunque volesse indirizzare le proprie donazioni a questa università cattolica, prima di farlo verifichi bene quale è l’effettivo livello, pratico e concreto, della cattolicità di questa istituzione.

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Ariel S. Levi di Gualdo, presbìtero

Dall’Isola di Patmos, 5 febbraio 2017

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16 thoughts on “il genderista e omosessualista militante che ha esposto alla gogna Padre Giovanni Cavalcoli, adesso paventa azioni legali verso Padre Ariel S. Levi di Gualdo. Si tratta di Simone Alliva, che sta facendo il master in giornalismo alla “cattolicissima” Università Lumsa, con tanto di “borsa di studio al merito” – (trilogia: articolo n. 2)

  1. Grazie Padre Ariel della sua chiarezza e coraggiosa testimonianza.
    Pare davvero che il mondo cattolico sia in preda ad un cupio dissolvi ma non per esse cum Christo ma per esse cum Satana.
    Grazie di nuovo e buon lavoro.
    Un abbraccio anche a Padre Giovanni Cavalcoli.

  2. Reverendissimo e carissimo Padre Ariel.

    Grazie !!

    Con questa sua querelle lei ha dato voce a chissà quanti ex studenti della Lumsa che, come me, non hanno potuto esprimere pubblicamente il loro malumore, ma soprattutto la loro delusione.
    Io appartengo a quella categoria di studenti i cui genitori hanno fatto sacrifici enormi per far studiare i figli in questa “prestigiosa” università come lei ironizza “cattolicissima”, con “cattolica” garanzia nella ubicazione stessa, trovandosi a pochi passi dal Vaticano.
    Ero iscritto a giurisprudenza.
    Qualità degli insegnanti? Mediocre.
    Qualità dell’insegnamento? Sufficiente.
    Ambiente? Pessimo, veramente pessimo.
    Alla Lumsa ho conosciuto un esercito di studentesse che sembravano in gran parte fossero li spesate di tutto punto per beccare un pollo con i soldi e sposarselo, e di polli figli di genitori con i soldi ce ne erano in abbondanza.
    Condotta di vita degli studenti, e soprattutto delle studentesse, mandati a tasche piene a studiar fuori sede lontani da casa? Lasciamo perdere … lasciamo perdere !!
    E lasciamo perdere anche le abitudini, le frequentazioni di circoli e locali, diciamo a rischio, a partire innanzi a tutti da quelli gay, lasciamo perdere …
    A inizi secondo anno, avevo compreso appieno che ero finito proprio in quel genere di ambiente nel quale i miei genitori non volevano che finissi iscrivendomi in qualche “sporca” università statale. E visto che i miei genitori si stavano privando proprio di tutto per mantenermi agli studi in quell’ambiente, gli parlai con franchezza e gli dissi che avevo deciso di risparmiargli quelle grosse spese e di andare a studiare altrove, in una università statale.
    I miei accettarono.
    Sono andato all’università Alma Mater Studiorum di Bologna, dove poi mi sono laureato.
    Incredibile!
    Ho conosciuto ragazzi seri e motivati, gente che studiava e che si dava da fare, studentesse di ben altro genere di livello morale. Certo, in una università, in qualsiasi università, c’è di tutto, anche a Bologna, compreso anche chi si droga e si prostituisce. Ma nella grande università di Bologna, in una città ultra laica, con un gran retaggio comunista alle spalle, non ho conosciuto, in ambito studentesco, le sconcezze che ho visto alla Lumsa a due passi dal Vaticano.
    Ultima: e per quanto riguarda quelle che lei chiama “le suorine in tailleur” della Lumsa, le garantisco che hanno una versatilità di comportamento con gli studenti veramente incredibile: di fronte a qualsiasi studente pagante, sono ben ammaestrate a sorridere, ma dinanzi al più dissoluto e svogliato dei figli di papà che sprizza ricchezza da tutti i pori della pelle … in quel caso quando sorridono gli saltano fuori i denti dalla bocca.
    Due anni fa mi sono laureato a Bologna a pieni voti, e oggi sto ultimando il praticantato in uno studio legale. Sono molto soddisfatto, e nessuno, in questa città ultra laica e di vecchia tradizione comunista, mi ha mai valutato per i soldi che avevo, ma soprattutto nessuno mi ha mai valutato per il padre di cui ero figlio e per i potenti di cui mio padre era amico.

    Dio la benedica padre Ariel !

    Un praticante avvocato (Bologna)

    1. … confermo, e sottoscrivo, tutto, tutto, tutto !
      A proposito di molti studenti “maschi” della Lumsa, io che questa università (che un prete molto scaltro mi definì “università sepolcro imbiancato” ) me la sono bevuta tutta dalla prima iscrizione alla laurea, rimango con un quesito amletico, pressante, irrisolto … non dormo la notte, a causa di questo quesito irrisolto.
      Faccio una premessa: io sono da tutti i lati sicilianissimo, e lo sono per ramo di padre, di madre, e per tutte le foglie del mio albero genealogico. Nessuno può dire che sono un antimeridionalista delle cellule militanti venete più leghiste.
      Il mio dubbio amletico è il seguente: alla Lumsa c’è un esercito di ragazzi gay, transeat! Nulla da dire. Però mi sono sempre domandato perché, tutti i gay più gay tra i gay, che ho conosciuto alla Lumsa, sono calabresi, pugliesi e … siciliani ?
      Forse proseguirò a agitarmi insonne difronte a questo quesito irrisolto che mi perseguiterà per tutta la vita.
      Padre Ariel sei un grande !!!

      Salvo

  3. “…sebbene inteso dall’opinione pubblica cattolica come “punitivo”, il vero motivo…”

    Padre Cavalcoli non è un ingenuo o un incapace da dover essere pastoralmente tutelato con un grande bavaglio. Padre Cavalcoli si sa tutelare da solo, senza alcun problema. Invece si è voluto “lasciare intendere” alla società che le autorità ecclesiastiche non condividono, condannano quelle sue affermazioni e “lo puniscono”. Padre Cavalcoli è stato difeso solo da chi crede veramente, sinceramente, e non ha paura delle critiche degli anatemi e del disprezzo del mondo.
    Ho sentito con le mie orecchie l’indignazione di alcune pie devote fuori della chiesa per quello che aveva detto “…quel prete! Dio che castiga della povera gente, roba da medioevo, …ma l’hanno messo a posto!”
    Padre Cavalcoli è stato crocefisso dai mass-media che hanno voluto speculare distorcendo la verità, senza nessun rispetto per la persona e per il messaggio cristano. Padre Cavalcoli in questo linciaggio è stato lasciato solo dalla gerarchia che conta, dalla base fino al suo vertice. E i giornalisti hanno visto una Chiesa che s’inginocchia… e hanno goduto!

    1. Caro Toni.

      Lei ha ragione e le sue ragioni le esprime anche in modo saggio, sebbene la questione sia più complessa di quanto possa sembrare.

      Io non oso neppure pensare quali pressioni abbiano ricevuto i Superiori di Padre Giovanni Cavalcoli, dopo che lui per un verso, io per altro verso, abbiamo accusato di palese e manifesta asineria dottrinale alcuni esponenti dell’episcopato italiano, ma soprattutto il numero due della Segreteria di Stato, che per compiacere la stampa laicista infuriata sul nulla, giunse al punto di rispolverare ed enunciare l’eresia marcionista, senza che alcuno proferisse favella presso la Santa Sede [veda questi miei articoli QUI e QUI].

      La vicenda di Padre Giovanni ha profondamente indignato e fatto soffrire i veri cattolici, mentre ha indotto al pubblico straccio delle vesti i nemici di sempre della Chiesa, quelli che oggi – purtroppo devo dirlo per spirito di verità: sotto questo pontificato – si sono scoperti d’improvviso più papisti del papa, dall’ateo laicista Eugenio Scalfari a quella Emma Bonino che tutt’oggi definisce l’aborto «grande conquista sociale» e che si è battuta e che si batte per ogni aberrazione, dall’eutanasia, alle sperimentazioni genetiche all’omosessualismo, ma pur malgrado accolta come una « grande italiana » in Vaticano.

      Capisce bene, in che genere di confusione stiamo vivendo ?

      I Superiori di Padre Giovanni, hanno fatto quel che hanno potuto fare in questo delicatissimo momento storico, in una situazione e con persone che di per sé non ragionano.
      Hanno agito bene? Hanno agito male?
      Sinceramente io credo che tutti siamo chiamati a fare il bene nella verità e per la verità, ma nessuno può essere però obbligato a diventare per forza un eroe.

      La cosa che invece dovrebbe costituire modello di esempio, è il modo nel quale quest’uomo, pur a fronte di un provvedimento non giusto, sebbene di fondo mirato in qualche modo alla sua tutela, ha mostrato di essere un grande figlio di San Domenico di Guzmán, devoto al suo Ordine e quindi obbediente alle disposizioni dei suoi Superiori.

      Padre Giovanni «è stato lasciato solo dalla gerarchia che conta» esattamente come Cristo Signore che fu abbandonato dai suoi discepoli: «Allora, tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono» [cf. Mt 26, 56]. Ma non creda che nelle alte gerarchie, tutti abbiano gradito la cosa, niente affatto! Ma detto questo altro non posso aggiungere perché certi rapporti e discorsi rimangono e devono rimanere sempre nell’ambito della dovuto segretezza sacerdotale.

      Da tempo, come clero, noi abbiamo superato la soglia del non ritorno. Sotto questo pontificato si stanno moltiplicando nomine episcopali che definire imbarazzanti è un eufemismo. Diversi di noi, negli anni passati, hanno conosciuto alcuni dei neoeletti vescovi in tutte le loro gravi carenze dottrinarie – ma a volte purtroppo anche morali -, quando erano seminaristi o quando erano giovani preti che già seminavano danni in giro. Oggi, ce li ritroviamo vescovi al merito del povero, del profugo e di quella periferia esistenziale che hanno sempre sulla bocca. Quando poi salgono sui pulpiti non dicono «… come afferma nel Santo Vangelo il Signore Gesù», ma con nauseabonda piaggeria dicono « … come ha detto Papa Francesco nella sua ultima intervista».

      E’ stato elevato alla dignità cardinalizia l’Arcivescovo di Ancona Edoardo Menichelli, che invitava il falso profeta Enzo Bianchi a parlare al proprio clero e che si è rifiutato di andare ad ascoltare una conferenza del presbitero romano Antonio Livi, insigne filosofo e teologo ospite tempo fa nella sua diocesi, dichiarando che questo sacerdote e studioso era a suo dire colpevole di avere accusato di eresia niente meno che … Sua Beatitudine il Gran Priore di Bose.

      Io non metto in discussione né l’autorità episcopale né la dignità cardinalizia di Sua Eminenza Reverendissima Edoardo Menichelli, ma la sua autorevolezza, quella la pongo in discussione tutta, eccome! Anche perché, se messo dinanzi a una commissione di tre anziani teologi, dubito supererebbe un colloquio soddisfacente sulla teologia fondamentale e sulla metafisica di base, come invece avrebbe superato un bravo studente dei seminari di una volta.

      E queste persone, che in coscienza sanno di essere dei clamorosi mediocri limitati, si difendono diventando dei tremendi autoritari appena posti in ruoli di autorità, portando avanti i propri leccapiedi e castigando i devoti servitori della Chiesa, ma soprattutto le persone più capaci e più preparate di loro; e ad essere preparati più di certi vescovi e di certi cardinali, oggi purtroppo occorre poco.

      Padre Giovanni ed io, a livello apostolico e teologico, facciamo tutto quello che possiamo fare, senza risparmiarci nulla e senza esitare a pagare i cari prezzi che sia lui sia io abbiamo pagato; ma non possiamo togliere di mezzo né vescovi inadeguati né cardinali vergognosi; non abbiamo il potere di farlo. Il massimo che possiamo fare, dinanzi all’evidenza dei fatti, è di indicare che certi vescovi mostrano di non conoscere il Catechismo della Chiesa Cattolica e che certi membri del Collegio Cardinalizio, quando parlano, enunciano spesso tutti i peggiori teologismi e sociologismi da sempre propri dell’eresia modernista condannata da San Pio X nella sua enciclica Pascendi Dominici Gregis.

      Il potere di togliere di mezzo certe persone, ce l’ha invece il Popolo di Dio. Perché quando i fedeli, dinanzi a un vescovo che sproloquia dal pulpito, gli strilleranno a gran voce: “Ma vatti a studiare bene il Catechismo della Chiesa Cattolica, ignorante!”, a quel punto dovranno cercare per forza di darci qualche vescovo che sia perlomeno decente, salvo ritrovarsi in caso contrario con i fedeli che gli fischiano dietro.

      Voi pensate che sia tutto in mano alla gerarchia, ed invece no: vi sbagliate.
      Superata la soglia del non ritorno, è tutto in mano al Popolo di Dio, ma forse ancora, il Popolo di Dio, non è entrato in quest’ordine di idee, anche se in giro per Roma sono apparsi i primi manifesti, segno che alcuni, in quest’ordine di idee, stanno cominciando a entrarci …

  4. Gentilissimo Padre Ariel S. Levi di Gualdo.

    A nome della nostra redazione del blog Cogitare Humunm Est le portiamo la nostra solidarietà.
    Anche io, personalmente, sono molto risentito dalla Storia LUMSA-Alliva, perché anche io sono tra quegli studenti, cattolici, i cui genitori hanno fatto sacrifici per far studiare i figli in quella università e che, a fronte della cancellazione della laurea specialistica in giornalismo, sostituita dal master in giornalismo e del suo relativo costo di circa 20.000 € complessivo, ho dovuto rinunciare al proseguimento.

    Ad aprile, se il Signore vorrà, sarò pubblicista, grazie alla mia umile gavetta, fatta su un giornale on-line, senza professoroni o genderisti a farmi lezioni, ma con tanta passione e buona volontà.

    Gestisco, attualmente, un piccolo blog Cogitare Humunm Est [Ndr. QUI], che con orgoglio definisco cattolico.
    Sto attualmente svolgendo anche uno stage presso TV2000 …
    Tutto questo grazie a Dio e senza l’aiuto di nessuno.

    Noi siamo con L’Isola di Patmos.

  5. Caro e stimato Confratello in Cristo.

    … per caso hai dato un colpo di ramazza alla nuora (Simone Alliva) perché l’antifona fosse capita dalle suocere (i non pochi professori gay della Lumsa) ?
    Perchè tu, come me sei smaliziato quando basta per capire, e per sapere, che se certi allievi son presi e ammessi, è perché ci sono, almeno in un certo numero, dei professori tali e quali a loro.
    D’ogni modo, da “vecchio” presbitero romano, a ogni genitore che mi paventa la Lumsa, rispondo da sempre senza parole, mi limito a far loro una bella smorfia con la faccia, e di prassi, tutti, capiscono l’antifona …

    Sempre solidale con te.
    don Luciano

  6. Carissimo,

    tu scrivi e domandi a Simone Alliva:

    Domanda: lei ritiene che io sia libero di affermare che ciò che per lei è bello, per me, invece, è peccato mortale e via verso la dannazione eterna dell’anima? Perché qualora io non fossi più libero di predicare dal pulpito certe verità evangeliche, ciò vuol dire allora che la gaystapo è già all’opera e che la dittatura del gender ha già fatto il golpe definitivo. In tal caso, la prossima volta che leggerò ai nostri fedeli cattolici la Lettera del Beato Apostolo Paolo, il quale ammonisce «Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti […] erediteranno il Regno di Dio» [cf. I Cor 6,9], dovrò vedermi arrivare la gaystapo in chiesa a mettere sotto sequestro il Santo Vangelo ed a trascinare via me in manette ?

    Personalmente io ti rispondo:

    non solo siamo alle porte di questa possibilità da te paventata, ma grazie alla imprudente follia di molte nostre istituzioni cattoliche e di molte nostre autorità ecclesiastiche, ci stiamo fabbricando direttamente in casa le corde con le quali tra poco saremo impiccati ai pali.

    Hai ragione, come preti e come credenti bisogna boicottare questa università “cattolica” !
    E’ scandaloso che all’interno di una università cattolica stia perfezionando la sua già lanciata carriera, un ideologo della cultura gay, che ha arrecato a un anziano, saggio e santo sacerdote e teologo come padre Giovanni Cavalcoli, dei disagi davvero enormi.

    Parola d’ordine?

    CATTOLICI: BOICOTTATE LA LUMSA!

  7. Padre Ariel,

    avevo studiato per 5 anni in un liceo laicissimo nella mia città, ma solo giunta a Roma studentessa alla Lumsa, per la prima volta in vita mia, una sera, vidi di che colore era la cocaina e come venivano fatte le “piste di coca”. E feci questa “felice” scoperta dello sconosciuto sino allora per me mondo della droga, trovandomi una sera con 6 studentesse della Lumsa, rispettivamente figlie l’una di un papà più ricco di un altro.
    Non ho altro da dirle, semmai posso aggiungere che uno di questi papà, quello della ragazza di cui eravamo ospiti quella sera quando a mia insaputa saltò fuori il “coca party”, per il solo appartamentino in borgo Pio dove aveva alloggiata la figlia, per 40 metri quadrati scarsi pagava 3.000 euro al mese di affitto. Una delle mie compagne disse che non c’era bisogno che in quella palazzina togliessero la polvere dalle scale, perché la toglievano notte dietro notte i ragazzi che salivano da lei la sera e scendevano al mattino, e la ragazza aveva appena solo 20 anni …

  8. APPELLO

    C’è qualcuno/qualcuna che può postarci un commento positivo su questa università cattolica? Altrimenti c’è il rischio che alcuni dei nostri Lettori possano pensare che stiamo selezionando e pubblicando solo dei commenti negativi sulla Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma.

    Se per cortesia potete inviarci qualche commento positivo, saremo lieti di pubblicarlo sùbito e con grande piacere, perché tutti i commenti che ci stanno giungendo da ex studenti e da “studenti disillusi”, hanno dei tali e gravi contenuti che non possiamo purtroppo pubblicarli; non per censurare le persone, capite bene, ma perché di simili commenti che contengono all’interno anche racconti di fatti molto gravi, ne dovremmo poi rispondere noi in prima persona in tutte le appropriate sedi.

    1. Padre, mi scusi, ma all’interno di quell’università ho visto in “costumi” il diavolo e l’inferno … e lei mi lancia questo appello? E come faccio a dirle che nel diavolo e nell’inferno in fondo c’è anche qualcosa di buono?

      P.S. come calabrese confermo quello che ha sopra scritto nel suo commento “Diodoro Siculo” a proposito della cordata di gay meridionali alla Lumsa, inclusi anche diversi professori (aggiungo io), perchè come si sa, le lobby hanno bisogno dei loro meccanismi di protezione …

  9. I soliti cattofascisti reazionari, stavolta addirittura su un isolotto !
    Simone Alliva è libero di studiare nell’università che vuole e di difendere i diritti del suo e nostro mondo gay, soprattutto dal bigottismo cattolico.

    1. Caro Gayezza Libera.

      Si faccia una ricerca nel suo albero genealogico, potrebbe scoprire con sua somma sorpresa che mentre il mio bisnonno moriva nel 1936 esiliato a Parigi in quanto reo-antifascista e mentre mio nonno doveva lasciare Roma nel 1937 per sospette frequentazioni anti-fasciste, forse i suoi antenati cantavano «Allarmi, siam fascisti» [cf. video QUI], sino a finire in gloria decenni dopo con un nipote che oggi canta « l’uccellino del compare » sui carri del Gay pride [cf. video QUI].

      A parte questo: Simone Alliva è libero di essere un militante gay e di essere tutelato e salvaguardato dalla Legge nel legittimo esercizio delle sue opinioni e dei suoi gusti sessuali.
      E’ altresì libero di studiare in qualsiasi università pubblica e anche privata, ma non è propriamente libero di studiare in una università privata cattolica, per di più con borsa di studio conferita dalla stessa, mentre al tempo stesso è impegnato a diffondere sulla stampa ultra laicista tutto ciò che è in totale contrasto con i fondamenti basilari della morale cattolica, perché ciò denota opportunismo e incoerenza da una parte, quindi denota la propensione a “sputar nel piatto dove si mangia” dall’altra parte.

      Inoltre, se in questa pagina di commenti si è affacciato un illiberale, questi è lei, incapace anzitutto a capire che non si difende alcun diritto prendendo a bastonate chi osa non pensarla come lei. Questo lo facevano negli anni Trenta del Novecento quei fascisti che, rispetto alla gaystapo odierna, bastonavano con più garbo e classe; e con i quali, all’occorrenza, si poteva ragionare, mentre invece è difficile ragionare con i fondamentalisti gay.

  10. Considerando questa emblematica vicenda, mi viene da parafrasare Eliot: «E’ la Chiesa che non sa più educare, o è l’uomo che non vuole farsi più educare?». E questo lo dico pensando in primis a Simone Alliva, al quale la nostra comunità cristiana non ha saputo porgere esperienza efficace del “kalòs kai agatos”, del buono e del bello. O forse è lui che, per motivi a noi sconosciuti, senz’altro rispettabili anche se non raccomandabili, non ha voluto accostarsi a questa universalmente, oggettivamente desiderabile dimensione?
    Mentre questo mistero umano, oggi largamente esteso, permane, è chiaro che noi “desideratori” del kalòs, dobbiamo difenderci dalle azioni di Alliva e di coloro che stanno sulla sua posizione.

    Epperò, come ho già osservato, ma è bene che io ribadisca, Alliva è solo un uomo che ha avuto la oggi largamente estesa sfortuna di non incontrare, sulla sua strada, dei grandi educatori. Pertanto sono ben più pericolosi di lui i ben più potenti cattivi maestri Galantino e Becciu (quest’ultimo di fresco nominato da papa Francesco alla carica di Commissario dell’Ordine di Malta), che per motivi di falsa dottrina pugnalarono alle spalle il Padre Giovanni Cavalcoli. Il quale nella nota querelle della punizione all’uomo come conseguenza del peccato, su Radio Maria, aveva pienamente ragione, e non aveva proprio alcunché da farsi perdonare. Spiace assai vedere che, in tale vergognosa circostanza, il Padre Cavalcoli sia stato abbandonato da quasi tutti, anche nell’ambito della comunità cristiana.

    Detto questo nella libertà dei figli di Dio, secondo Codice di Diritto canonico, oggi ci troviamo in un tempo di crisi totale di educazione cattolica, anche in uno dei punti più centrali, l’educazione universitaria. Infatti, se il Padre Ariel ha sollevato (secondo il suo stile che può piacere o meno, con dure ma veritiere parole) il caso della LUMSA, da parte mia ci tengo a ricordare qui, ancora una volta, la subdola ma non per questo meno nociva infestazione liberale della Pontificia Università Lateranense:

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/04/14/flavio-felice-su-avvenire-insiste-a-proporre-limpossibile-connubio-tra-cattolicesimo-e-liberalismo/

    Per cui, resto severamente perplesso al vedere il Regnante Pontefice commissariare l’Ordine di Malta, piuttosto che i Frati Francescani dell’Immacolata, invece delle Università cattoliche andate a male. Posto che, tra l’altro, l’Università Lateranense ricade evidentemente sotto la sua diretta giurisdizione.

    Bene pertanto farebbe il Santo Padre a riflettere sulla parabole del grano e della zizzania, su quella del fico che non dava più frutti, e soprattutto su quella dei talenti. Perché a chi ha avuto di più, nel caso specifico come responsabilità nella Comunità, a ogni livello, sarà chiesto molto, molto di più.

    1. Le confido che ormai sono costretto, proprio io che aborro il complottismo, persino a chiedermi sgomento: chi c’è dietro tutto questo? chi e perché ha imposto a un Papa di dimetteresi e a un’altro di comportarsi in questo modo?

      1. Caro ToniS,

        c’è chi, esempio il Padre Ariel, a suo tempo, qui

        http://isoladipatmos.com/pedofilia-il-caso-spotlight-e-una-ottima-raffigurazione-filmica-della-piaga-dellomerta-clericale/

        aveva dato una spiegazione storica del perché la nostra Chiesa cattolica oggi si è ridotta così male. Ma io direi che c’è anche dell’altro, nel senso che, come comunità cristiana, la Chiesa , al termine del glorioso medioevo, perde fin dal Rinascimento, poi con la Rivoluzione protestante, Illuminismo, Rivoluzione Francese, Risorgimento italiano, Rivoluzione Russa, ’68 e ora, soprattutto, con la “società dei consumi” di stampo keynesiano, nella quale la Dottrina sociale cattolica è stata affossata dagli stessi cattolici, in primis. Tutto ciò, in sostanza, per una crisi di fede. Quindi, direi che gli eventi che lei cita vanno letti in questa ottica.

        Detto questo, concludo dicendo che a noi – Deo gratias – non è dato sapere ciò che accade nelle segrete stanze, e soprattutto nelle coscienze nelle persone, per cui il meglio che possiamo fare è stare davanti alla realtà per come essa è, come dato di fatto. Sereni, nonostante tutto, perché sappiamo che “non praevalebunt”.

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