I Padri de L’Isola di Patmos conferiscono il premio “Giovannea Aquila d’Oro” al virologo Roberto Burioni e al giornalista Alessandro Cattelan, due autentici grandi che in due minuti e mezzo hanno detto tutto

— la Chiesa e la grave emergenza coronavirus —

I PADRI DE L’ISOLA DI PATMOS CONFERISCONO IL PREMIO «GIOVANNEA AQUILA D’ORO» AL VIROLOGO ROBERTO BURIONI E AL GIORNALISTA ALESSANDRO CATTELAN, DUE AUTENTICI GRANDI CHE IN DUE MINUTI E MEZZO HANNO DETTO TUTTO  

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In questi giorni di grave crisi ed emergenza da coronavirus, come pubblicisti in prima linea impegnati nell’informazione cattolica e nel sostegno dei fedeli cattolici, anche noi siamo più o meno “massacrati” dall’impietoso Supremo Tribunale di Facebook istituito da intere corti penali formate da autentici dementi, per questo plaudiamo e premiamo Roberto Burioni e Alessandro Cattelan con l’istituito premio «Giovannea Aquila d’Oro»

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Autore
I Padri de L’Isola di Patmos

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UN VIDEO CHE NON NECESSITA ALCUN COMMENTO

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13 thoughts on “I Padri de L’Isola di Patmos conferiscono il premio “Giovannea Aquila d’Oro” al virologo Roberto Burioni e al giornalista Alessandro Cattelan, due autentici grandi che in due minuti e mezzo hanno detto tutto

  1. Cari Padri Dell’isola,
    Senza polemiche e ne lauree prese su Faccebukke
    Non tutti i laureati sui libri la pensano come il Dr.Burioni
    Il mondo scientifico è diviso su questo virus…
    I media mainstream hanno scelto la linea di Burioni &company(e questo dovrebbe far riflettere)e zittito chi la pensa (scienziati )diversamente.

    Gli unici a pagare di questa confusione siamo noi poveri laureati di faccebukko….

    Un abbraccio a tutti e pregate per me che chiusa in casa.😁😁

  2. Premesso il rispetto per il dottor Burioni (come professionista) e lo sfogo legittimo, c’ è da dire che l’associazione di cui Burioni è l’esponente più in vista, Patto Trasversale per la Scienza, si è recentemente distinta per due querele: una contro l’onorevole Vittorio Sgarbi e una in cui chiede la rimozione di un’intervista a Stefano Montanari o l’ oscuramento dell’intero canale youtube “ByoBlu” per il quale era stata realizzata. Non sto qui a discutere della correttezza o meno della cosa, anche perchè non ho minimamente le facoltà per scendere nel dettaglio legale, ma mi è sembrata una mossa che incentiva ancora di più le persone già predisposte alla “laurea Facebook” ad affidarsi sempre di più al sentito dire e all’emotività, proprio perché confermate nel loro sentire dalla censura (un po’ preoccupante, dico io nella mia ignoranza) delle posizioni che il dottore condanna; è il meccanismo “se il Potere lo censura vuol dire che è vero”. Per dirla in un altro modo, credo stia contribuendo a creare la “malattia” di cui poi si lamenta. Spero di sbagliarmi e mi scuso per l’intervento forse troppo OT, quando l’intento dell’articolo era chiaramente di sfogo.

  3. Sull’ironia contro Facebook pienamente d’accordo; io non uso Facebook. Sulla competenza scientifica di Burioni pienamente d’accordo; lui è virologo e immunologo, io non ne so nulla e devo tacere (neanche di lasagne). Però anche Burioni parla talvolta di cose che non sa, o perlomeno di cui non è specialista specifico: per esempio lui non è un oncologo, non ha pubblicazioni di oncologia, e perché parla pubblicamente di cure oncologiche che non conosce ? per sentito dire.

  4. “Dichiarazioni del CNR, secondo le quali non solo “non c’è un’epidemia di SARS-CoV2 in Italia”, ma comunque “l’infezione, dai dati epidemiologici oggi disponibili su decine di migliaia di casi, causa sintomi lievi/moderati (una specie di influenza) nell’80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza. Si calcola che solo il 4% dei pazienti richieda ricovero in terapia intensiva”.

    Cari Padri dell’Isola senza polemiche

    Burioni non è Gesù Cristo…..

    1. Vuole essere così gentile, come prosecuzione a questo suo commento, di illustrare ed elencare ai nostri Lettori tutte le sue qualifiche scientifiche e tutte le sue competenze accademiche?
      In caso contrario, se lei è invece uno dei tanti specializzati presso l’Accademia Internazionale di Facebook: allora taccia!

  5. Io non sono social. Facebook non so neanche cosa sia. mai interessate perdite di tempo del genere.
    Però, come io non parlo di teologia, credo che un santo sacerdote dovrebbe essere molto cauto a parlare di scienza a livello di Borioni e compagnia cantante. Diversamente occorrerebbe dare una spiegazione delle evidenze scientifiche che portano l’una e l’altra parte. Anche gli scienziati che criticano Borioni avranno pubblicato qualcosa…………… penso. Sarebbe interessante fare un approfondimento in merito.

    1. Io non ho mai parlato e scritto di ciò che non conosco: mai!
      In questa rivista, nel pubblico archivio, si sono centinaia di articoli che lo dimostrano.
      Mi sono limitato a pubblicare un video nel quale uno dei più celebri virologi italiani spiega – se lei ha avuto la bontà di ascoltare il video dovrebbe comprenderlo – che una volta, invitato a Bologna per una conferenza, si è ritrovato dinanzi a una degna casalinga che pretendeva di spiegargli come funzionano i vaccini.

      Esattamente come a me e ai miei confratelli, persone che non conoscono il Catechismo della Chiesa Cattolica, o che se gli fosse messo in mano in testo originale ebraico della Bibbia o un testo greco dei Vangeli non saprebbero neppure da che parte leggerlo, presumono di darci lezioni di scienze bibliche e di esegesi del Nuovo Testamento e di spiegarci che cosa è la teologia della rivelazione.

      Se lei non ha compreso questo, mi dispiace per lei, perché era chiaro il video pubblicato ed era chiaro il mio messaggio che lo accompagnava.
      Le faccio anche notare che lei, a suffragio delle sue tesi, non mi riporta l’articolo di una rivista scientifica internazionale accreditata, ma il “sacro verbo” pubblicato in un blog, cosa questa a dir poco non seria, per chiunque voglia parlare di scienze e invitare persino gli altri a non parlare di ciò che non conoscono.

      Per risponderle nello stretto merito: nessuno, degli scienziati che ha criticato Roberto Burioni ha detto che costui è un incompetente, allo stesso modo in cui Roberto Burioni non ha mai accusato altri suoi colleghi virologi di essere degli incompetenti. Nel mondo scientifico esistono da sempre scuole e posizioni diverse.

      O per chiarire in conclusione: io sono un teologo con una formazione di impianto tomista e come tale ho spesso criticato miei confratelli che hanno opposta impostazione e formazione, viceversa loro hanno giustamente criticato me. Ma né loro né io ci siamo mai dati a vicenda degli incompetenti che non conoscono la teologia di base.

      A dare degli incompetenti agli altri, creando non pochi problemi in chi poi lo segue, è invece quel ciarlatano di Stefano Montanari, smentito da tutta la comunità scientifica internazionale, oppure la casalinga bolognese che voleva spiegare a Roberto Burioni che cosa sono i vaccini, oppure quelli che ti invitano a non parlare di ciò che non conosci, mandandoti come “prova” lo scritto pubblicato su un blog, anzichè inviarti l’ultimo numero della rivista internazionale scientifica di virologia.

      1. Mi scusi davvero per questo secondo commento su una questione irrilevante, ma credo che il punto sia un po’ diverso dalla critica alla scienza di Burioni: quello detto nel blog da Barnard (che è solo un giornalista, va detto) è che la censura in campo scientifico non va bene, e purtroppo l’associazione di cui Burioni è un membro di spicco quello ha fatto, censurare, quando poteva smerdare Montanari come era facile fare (l’intervista incriminata era piena di cose assurde) o ignorarlo direttamente.
        Però se il criterio per poter dire “Burioni si comporta male” diventa dover avere una laurea in medicina la cosa diventa insidiosa. Per esempio sono ragionevolmente sicuro che per fare le seguenti cose:
        . Far abortire una donna
        . Prescrivere farmaci inibitori della pubertà
        . Mutilare un maschio per costruirgli una pseudo-vagina
        si debba essere laureati in medicina; questo impone a lei che non è medico il silenzio sul valore di quei comportamenti? Per non parlare poi degli psicologi o psichiatri che vedono l’omosessualità come perfettamente naturale; se queste persone volessero farla tacere facendo pesare le loro lauree, non lo troverebbe un colpo basso?
        Con sincera stima.

        1. Caro Iacopo,

          lei ha perfettamente ragione, posso però garantirle che stiamo dicendo le stesse cose usando semplicemente un linguaggio diverso.
          Oggi che si parla tanto di comunicazione e che semmai, molti comunicatori, sbeffeggiano il medioevo senza conoscerlo, usando termini come “atteggiamento medioevale”, “spirito medioevale” e via dicendo a seguire, si ignora che nel tardo Medioevo Dante scriveva la Divina Commedia, opera che i contadini illetterati delle campagne comprendevano perfettamente quando veniva pubblicamente recitata. Noi invece, che ci facciamo beffa del medioevo, per comprendere Dante bisogna anzitutto tradurlo, tanto siamo evoluti, ma spesso non ne comprendiamo – o pochi comprendono – il senso profondo delle sue parole.

          Lei ha ragione: per dire di no a tutto ciò che lei elenca, non occorre essere specialisti in ginecologia, in endocrinologia, né essere delle vergogne di chirurghi plastici che (mi perdono il francesismo) … tagliano l’uccello a un maschio per dotarlo di una fica finta.

          Detto questo aggiungo: io ho conosciuto diversi sacerdoti teologi di gran fama, ai quali ho sempre riconosciuto alta competenza scientifica, ma dai quali ho solo appreso elementi di carattere per così dire “tecnico”, da acquisire e sviluppare. Per quanto riguarda il resto, li ho sempre considerati, come sacerdoti e come esseri umani, dei soggetti in parte da evitare e in parte da dimenticare.

          Quando un decennio fa confessavo presso la basilica romana di Sant’Anastasia al Palatino, sede dell’adorazione eucaristica perpetua, ogni tanto veniva una vecchietta che camminava incurvata col bastone. Se io ero fuori dal confessionale a distanza mi chiamava e, quando io mi avvicinavo, lei mi diceva: «Padre, se po’ ‘nginocchia pe ‘sta pora vecchia davanti ar Signore? Perché io nun posso, se però pe’ me lo fa un sacerdote suo, Dommineddio jie più contento ancora».
          Nessun gran dottore in dogmatica sacramentaria mi ha mai trasmessa la pietas eucaristica di questa anziana donna, che non aveva bisogno di avere studiato “aridi” e “freddi” trattati accademici sull’Eucaristia.

          Questa donna era quel modello di pietà eucaristica che invece non erano certi tronfi teologi.
          Questo poteva fare e questo era il suo ruolo: trasmettere una grande e profonda pietà eucaristica.
          Ciò che non avrebbe invece potuto fare, era una lezione sulla dogmatica sacramentaria.
          Però, per trasmettere la fede nel Santissimo Sacramento, non aveva affatto bisogno di essere un teologo specializzato in dogmatica sacramentaria.

          Come vede stavamo dicendo tutti e due le stesse cose, semplicemente usando linguaggi diversi. E sicuramente sono stato io a non comprendere bene ciò che stava dicendo lei.

          1. La ringrazio per il tempo prezioso che ha dedicato a rispondermi. Si è come dice, il discorso che facciamo è fondamentalmente lo stesso, purtroppo tra i modi diversi di esprimersi, il linguaggio scritto e il limite di caratteri è complicato intendersi al primo colpo.
            Ribadisco la solidarietà col senso dell’articolo, i leoni da tastiera in questo momento stanno veramente esagerando su tutti i campi, non solo quello medico; penso solo alla profonda delusione che ho provato vedendo alcuni giornalisti e commentatori , “alternativi” ma solitamente seri, che sulla benedizione urbi et orbi dell’altro giorno non hanno avuto niente di meglio da dire che “il pontefice aveva una faccia annoiata”. Avesse sorriso avrebbero parlato di “ghigno satanico” immagino.
            Un caro saluto e che Dio la assista nel suo lavoro.

          2. Caro Iacopo,

            mentre con lo schermo acceso trasmettevo con le mie mani la benedizione del Sommo Pontefice al mio collaboratore, ho pianto con profondo dolore interiore dinanzi a quelle immagini di Francesco I, che hanno raffigurato l’immagine di Cristo solo nell’Orto degli Ulivi.
            Chi non comprende che la Chiesa ha iniziata la propria passione e non trova di meglio da fare che cercare pulci e pretesti, è un autentico figlio di Satana. E affermo questo non a cuor leggere, ma sapendo cosa voglia dire e quanto terribile sia essere figli di Satana.

  6. Egregio padre Ariel, il succo del problema è un altro mi si consenta (come proferiva il nostro vecchio premier priapo): se Lei premia con l’aquila d’oro, definendolo un grande, un soggetto che chiede l’inquisizione dell’informazione non ufficiale (perché è lì che stiamo andando e Lei non è così sprovveduto da non comprenderlo) tramite preventiva censura, sta facendo indirettamente passare per un grande colui che è invece tutto il contrario. La censura che chiede BORIONI dove si deve fermare? Perché è anche possibile che dietro la censura si nascondano motivi economici, se non oggi magari un domani (e siamo buoni ad essere così possibilisti). Il contenuto del Suo messaggio è errato da questo punto di vista e inchinarsi di fronte a questa verità sarebbe un atto di umiltà premiato dal Padre celeste (mi consenta quest’ultimo sfottò).
    Nella categoria medica ci sono figure che possono essere si essere definite grandi, ma non sono quelle che chiedono al prossimo di tacere se la pensa diversamente da loro, soprattutto quando contraddicono il loro verbo “infallibile”
    La aspetto a sant’Anastasia quando la piaga infernale sarà passata, a Dio piacendo

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