Depuis le prologue de la Lettre aux Ephésiens à l'histoire de la théologie dogmatique

- théologique -

DAL PROLOGO DELLA LETTERA AGLI EFESINI
ALLA STORIA DELLA TEOLOGIA DOGMATICA: IL CHRISTUS TOTUS DI SANT’AGOSTINO

 

 

Può la teologia moderna stimolare allo studio del particolare perdendo di vista la comunione dell’universale che al particolare da vita? In assenza delle trascendenze metafisiche racchiuse in questo prologo paolino si potrebbe anche fare teologia, non però teologia cristologica, che è teologia della totalità; non teologia cattolica, non teologia cristiana, si potrebbe fare una teologia storica atea, una teologia senza Dio alla quale qualcuno è giunto qualche decennio fa oltre oceano ipotizzando la teologia della morte di Dio, anticipata molto prima da Friedrich Nietzsche: «Dieu est mort» Dio è morto. Bisogna però notare che Nietzsche fa affermazioni che dovrebbero essere straordinarie e preziose provocazioni alla riflessione, all’auto-esame di coscienza per ogni cristiano e alla sfida per una vera speculazione teologica: egli afferma che Dio non esiste più e che oggettivamente non può più esistere, in un ambiente così corrotto e degenerato come il nostro, nel quale noi lo abbiamo ucciso.

Père Ariel Auteur
auteur
Ariel S. Levi Gualdo

 

 

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Ariel S. Levi Gualdo – Dal Prologo alla Lettera agli Efesini alla storia della teologia dogmaticail Christus totus di S. Agostino

 

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3 réflexions sur "Depuis le prologue de la Lettre aux Ephésiens à l'histoire de la théologie dogmatique

  1. caro padre, questo suo articolo e l’articolo di padre Cavalcoli mi sono stati di grandissimo aiuto per entrare nel clima quaresimale. Eccellente la parte centrale dove analizza il testo di Efesini.
    Grazie padre e buon inizio di quaresima anche a voi tutti.

  2. Tour. père, lei è stato allievo di P. John Cavalcoli? Il vostro modo di esporre è simile perché tutti e due riuscite a parlare di temi molto complicati con grande chiarezza. Anche Mons. Livi, ha grande chiarezza nei suoi articoli, mentre nei suoi libri diventa, per me, comprensibile non in prima lettura, ma in seconda lettura, così mi è accaduto leggendo il suo libro “théologie vrai et le faux” che lei ha citato varie volte in suoi articoli, così l’ho preso e l’ho letto, ma molti passi li ho dovuti rileggere, capendoli, ma in seconda lettura. Un libro molto interessante. Ho ordinato quello su Rahner del P. Cavalcoli e il suoSatana si fece trino”, puis, si quelque chose, le farò sapere, intanto però, leggendo quello di Mons. Livi, ho chiarito molte cose, e tante che non sapevo le ho apprese.
    Grazie a tutti e tre i Padri.

    1. Cher Michael.

      Il Padre Giovanni è un mio confratello sacerdote anziano, appartenente ad un Ordine al quale io, seppure presbitero del clero secolare, sono affettivamente molto legato: l’Ordine dei Frati Predicatori, i domenicani, con i quali condivido un certo e sano spirito battagliero. Lo considero indubbiamente un mio maestro molto prezioso, anche se non sono mai stato suo allievo in senso accademico, vale a dire che non ho mai studiato presso le istituzioni dove lui insegnava, ma sono stato molto aiutato da lui in altro modo, forse più ancora di quanto lo sarei stato se avessi seguito i suoi corsi accademici in passato. Se quindi ogni tanto scrivo qualche cosa di buono, in gran parte è merito suo, se invece scrivo cose sbagliate, quello è tutto quanto e solo merito mio.
      Altrettanto affetto nutro per Antonio Livi il cui libro da lei citato è un gran testo, ma trattandosi di un’opera scientifica che tratta di autori, scuole filosofiche e teologiche in sé e di per sé complesse, richiede di essere letto con attenzione. Si consoli perché anch’io, pur avendo avuto una certa formazione filosofica e teologica, certi passi li ho dovuti rileggere più volte per entrare bene all’interno delle questioni sollevate, che non sono cose di poco conto. Come però lei dimostra, è un testo che chiunque può leggere e di cui è buono consigliare la lettura di questi tempi.

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