aimer la joie. Mgr Athanasius Schneider et ses malentendus théologiques grossiers

la joie. BISHOP ATHANASIUS SCHNEIDER ET SES DOUTES GROSSIERS

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la réflexion l'évêque auxiliaire d'Astana ne contient pas en elle de nouveaux arguments contraires, il diffuse la synthèse “ne pas saisir” e “ne veulent pas comprendre” quei sostanziali elementi oggettivi quali legge divina e legge canonica, stato di irregolarità e stato di peccato

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Auteur Jorge A. Facio Lince
auteur
Jorge A. Facio Lince

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Athanasius Schneider
S.E. Mons. Athanasius Schneider, Astana évêque auxiliaire

Les Pères de la’Île de Patmos non stanno né a droit né a gauche, non sono nelle fila dei cosiddetti traditionalistes né dei cosiddetti progressistes; stanno con Cristo, con Pietro e con la dottrina della Chiesa. A questo loro regard si unisce lo regard di noi che collaboriamo alla vita e alla felice esperienza dellÎle de Patmos, che per i Padri costituisce una missione pastorale: servire e istruire il Popolo di Dio, guidandolo verso «Dio da Dio, luce da Luce, Dio Vero da Dio Vero», verso quel Logos annunciato dal prologo dell’Apostolo Giovanni [cf. QUI], alla cui protezione ci siamo affidati dando a questa rivista telematica il nome dell’isola dov’egli scrisse l’Apocalisse.

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Molti lettori hanno scritto alla redazione domandando spiegazioni sulla réflexion de S.It est. Mons. Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Astana in Kazakhstan [documento integrale QUI].

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Riguardo queste domande dei lettori, ieri hanno parlato e discusso tra di loro Giovanni Cavalcoli e Ariel S. Levi Gualdo, concordi nel considerare Athanasius Schneider un Vescovo di specchiate virtù.

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Esaminando questo testo, i Padri non possono non notare che Sua Eccellenza Reverendissima, lamentando la potenziale confusione che un documento come la Esortazione Apostolica post-sinodale La joie de l'amour potrebbe causare per la sua vaghezza e la sua complessità di argomenti trattati – opinione legittima e per certi aspetti condivisibile [cf. QUI] – a sua volta dimostra però di non distinguere con chiarezza tra:

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legge divina e legge canonica;

stato di irregolarità e stato di peccato;

divorziati risposati che possono lasciarsi e quelli che non possono lasciarsi.

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Fatto quest’ultimo che esclude le attenuanti del nemo ad impossibilia tenetur [nessuno è tenuto a fare cose impossibili].

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la joie 3
la esortazione apostolica post-sinodale La joie de l'amour

Non che i Padri non vogliano rispondere, desiderano solo ricordare a chi ha posto quesiti su questa réflexion, d’aver già risposto ai suoi contenuti che non esprimono argomentazioni nuove ma sintetizzano il diffuso ne pas saisir e ne veulent pas comprendre i tre elementi oggettivi schematizzati sopra.

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I Padri hanno trattato il tutto non solo nei loro articoli pubblicati in questi giorni, ma in diversi articoli precedenti risalenti all’ottobre 2015, tutti reperibili nell’archivio dell’Île de Patmos, inclusa l’intervista fatta a Giovanni Cavalcoli da Andrea Tornielli per Vatican Insider [cf. QUI], il servizio a lui dedicato dal quotidiano della C.E.I se produire [cf. QUI], l’intervista radiofonica su Radio InBlu [cf. QUI, QUI].

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In questi numerosi materiali, che vertono tutti su precise dissertazioni e spiegazioni che partono dall’ambito della dottrina della fede per arrivare alla pastorale, i Padri hanno scritto sul matrimonio, sulla esclusione dalla Eucaristia dei divorziati risposati, sulla corretta idea di peccato, sulla legge divina e la legge canonica, et ainsi de suite.

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À propos de isoladipatmos

8 réflexions sur "aimer la joie. Mgr Athanasius Schneider et ses malentendus théologiques grossiers

  1. bellu guaglione, mi sache tra poco diventerai peggio del tuo maestro.
    Oeh, piglialo come complimento, mi raccomando.

  2. don Jorge, lei afferma che S.E. mons. Schneider ha colpe gravi (per un vescovo) non essendo in grado di
    distinguere con chiarezza tra :
    legge divina e legge canonica;
    – stato di irregolarità e stato di peccato;
    – divorziati risposati che possono lasciarsi e quelli che non possono lasciarsi
    però non esplicita dove e con quali parole.
    Mi sembra ingeneroso, oltre che scorretto, nei confronti di chiunque ed a maggior ragione di unsuccessore degli apostolievitare una esplicitazione maggiormente argomentata sui motivi di tali affermazioni.
    Dans la fraternité du Christ.

    1. Caro Mario.

      In questo breve articolo viene indicata e ricordata tutta la serie di articoli precedenti nei quali i Padri dell’Isola di Patmos hanno trattato in modo molto approfondito queste problematiche; e tutti questi articoli sono conservati nell’archivio. Viene anche indicato il mese nel quale diversi di essi sono stati pubblicati, ciò per facilitare la ricerca a chi volesse leggerli: octobre 2015.
      L’articolo in questione, è stato scritto nella forma delcommento breveper rimandare a tutta la precedente produzione, nella quale non sono ci sono le risposte, ma lunghe esplicitazioni proprio riguardo ciò che lei indica. donc, anziché commentare punto per punto, abbiamo rimandato agli scritti nei quali i Padri dell’Isola di Patmos hanno già commentato in modo molto approfondito ciò che è racchiuso nel testo del Vescovo Schneider.

      1. Carissimi padri (perdonate la minuscola, ma penso che ci sia solo un unico Padre), ritengo che quando si fanno affermazioni puntuali (ed a mio modesto parere gravi perchè rivolte ad un vescovo) non sia sufficiente richiamare quanto scritto o affermato in modo generalizzato, magari con altri scopi, autrefois. Se affermo: tu hai commesso questo errore, non posso limitarmi a richiamare la teoria dell’errore dicendoio ho scritto in passato ed in molte occasioni cosa è un errore”, ma devo indicare esplicitamente perchè sono convinto che ciò che affermi sia un errore. Dans la fraternité du Christ.

        1. e allora impari a chiamarci “ancêtres” con la maiuscola, perché noi per i nostri figli diamo la vita senza esitare, soprattutto per quelli come lei, che prima danno una sberla aisacerdoti di Cristo”, poi ti salutano confraternità in Cristo”.

          et rappelez-vous – sempre fraternamente parlando “dans le Christ” – che dinanzi ai Sacerdoti di Cristo Dio, persino gli Angeli si fanno da parte, essendo essi, dinanzi al dono di grazia da noi ricevutovale a dire la partecipazione al sacerdozio ministeriale di Cristodelle creature inferiori alla nostra dignità sacramentale, immeritata quanto vogliamo, ma effettiva e, surtout, eterna.

    1. Cher lecteur.

      Se legge con cura i due testi in questione, potrà appurare che esprimono le stesse cose di fondo ciascuno partendo da diversi presupposti, ma giungendo in linea di massima alle stesse conclusioni

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