El coronavirus ha sellado el fracaso de Europa. Se cierran las iglesias, mientras que lbgt orgías en Muccassassina. Hacen que los niños dibujan un arco iris al grito de "vamos", olvidando que la salvación está contenida en Cristo. Y cuando hay más stands miedo a la muerte, que ahora se mantiene en silencio la mayor parte de la población, ¿Quién va a garantizar el orden público?

Coronavirus FALLO sellado DE EUROPA. CERRAR las iglesias como las partes están LGBT orgiástica AL Muccassassina. Se están diseñando EL niños lloran In Rainbows "Haremos LA CE, Olvidando que el SALVACIÓN adjuntado en Cristo. E QUANDO NON REGGERÀ PIÙ LA PAURA DELLA MORTE CHE OGGI TIENE QUIETA GRAN PARTE DELLA POPOLAZIONE, CHI GARANTIRÀ L’ORDINE PUBBLICO?

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Al governo della Repubblica Ceca che ha compiuto questo orrore contro l’Italia abbattuta dal coronavirus, è bene ricordare la loro storia tutt’altro che remota: sino a non pochi decenni fa il loro ameno Paese era un gran troiaio a cielo aperto nel quale i maschi ci andavano a sollazzare da tutti i Paesi dell’ex blocco sovietico, soprattutto a Praga. Questo nel caso in cui il governo ceco, Paese la cui economia è stata a lungo sostenuta anche dalla presenza di tanti bordelli sotto il regima comunista, osasse fare la morale legale e legalista a noi italiani, che mai ci siamo sfamati sotto i regimi facendo allargare le gambe alle nostre madri, sorelle e figlie, come invece hanno fatto i cechi che oggi si sono scoperti d’improvviso campioni di rispetto delle leggi doganali e delle leggi internazionali sull’Remport-export. y mientras in una sola giornata morivano a causa della pandemia ottocento cittadini italiani, il governo ceco compiva un gesto criminale di autentico sciacallaggio bloccando e sequestrando mascherine e respiratori destinati all’Italia, cercando pochi giorni dopo di far passare il tutto come errore involontario per patetiche vie diplomatiche, risultato delle quali è stato quello di aggiungere, al gesto criminale, anche l’offesa all’intelligenza del Popolo Italiano.

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Autor
Ariel S. Levi di Gualdo

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nel pieno rispetto di tutte le norme Padre Ariel è andato a impartire la benedizione a tutte le persone che stanno lavorando preziosamente per la collettività intera: farmacisti, banche, negozi di alimentari, tabaccherie, mercado de la fruta … A tutti loro va la nostra profonda gratitudine. La sua benedizione, ha infatti inteso essere espressione di profonda riconoscenza da parte di tutti i credenti.

Sul problema del coronavirus ho scritto un articolo il 31 Enero: «Una riflessione teologica sul coronavirus: de información y engaños de idiotas peligrosos correcta internetici, mentre l’uomo non è più capace a leggere i segni della terra e del cielo» [ver AQUI]. Poi mi sono eclissato, pur parlando per ore coi miei confratelli de La Isla de Patmos e altri amici, inclusi insigni uomini di scienza impegnati sul campo di battaglia, ma dopo quell’unico articolo ho evitato di scrivere sull’argomento, perché per ossequio alla verità avrei dovuto scrivere cose molto gravi, a partire dalla più grave: il problema del coronavirus non si può risolvere senza Dio, ma soltanto supplicando la sua Divina Misericordia attraverso l’intercessione della Beata Vergine Maria. Inutile far disegnare arcobaleni ai bimbi, al grido «ce la faremo», perché senza Dio non ce la faremo.

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Nominare il nome di Dio sfrattato da decenni dall’Europa, per di più in un momento di così grave crisi, comporta il sicuro rischio di farsi ridere dietro da tutti i sommi pontefici che hanno reso il laicismo europeo sempre più “dogmatico” e anticristico, il tutto a opera di un manipolo di gay, di lesbiche incattivite, di massoni e di banchieri privi di senso etico che si sono spartiti i seggi in quella moderna Babilonia chiamata Parlamento Europeo di Strasburgo. Que quede claro: per difendere la verità dall’errore e per supplicare gli uomini di non andare incontro a quell’errore che avvelena le anime, posso anche correre il rischio di farmi fucilare su una pubblica piazza, adempiendo in tal modo sino alla morte al mio sacro ministero e alle sacre promesse ch’esso comporta. In linguaggio cristiano questo ha un nome: “martirio in odium fidei". Desafortunadamente,, oggi la fede non si odia più, gli uomini di fede non sono più perseguitati ma ignorati e ridicolizzati come figure grottesche. De ahí la pregunta: a morire nel ridicolo per difendere una verità e una fede che nessuno reputa neppure più degna di persecuzione, porta forse a conquistare la palma del martirio, o piuttosto a sprecare inutilmente una vita che poteva essere impiegata meglio, considerando che Cristo ci invita a essere «puri come colombe e astuti come serpenti» dopo averci mandati «come pecore in mezzo ai lupi» [Mt 10, 16]? Questo è il dilemma: quale linguaggio si può parlare tra i lupi di un’Europa cieca e ubriaca di ateismo, con lo spirito anti-cristiano elevato a valore civico in nome di una non meglio precisata laicità, con aberrazioni e perversioni mutate in “sacri” diritti intangibili che variano dall’aborto all’eutanasia, dal matrimonio tra le coppie dello stesso sesso ai bimbi dati loro in adozione o fabbricati su commissione tramite uteri in affitto? Eppure non occorreva neppure particolare scienza e sapienza per comprendere, negli anni del “Glorioso” Sessantotto, che se viene distrutto il ruolo della famiglia e dei genitori e abbattuto ogni princìpio di autorità dello Stato, finirà col prendere vita una società anarcoide e individualista che eleverà a suprema legge le singole voglie. Una società che elimina Dio e ogni principio di trascendenza e che nega l’origine cristiana delle proprie radici — posto che la parola stessa Europa nasce all’interno delle abbazie benedettine e si diffonde col monachesimo —, non darà vita a chissà quale magico ed evoluto laicismo, ma favorirà la rinascita delle peggiori superstizioni e del buio della ragione, sino a creare nuovi “dogmas”, vediamo come

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il femminicidio è una indubbia tragedia, alcune statistiche hanno indicata la media annua nel nostro Paese pari a una donna uccisa ogni tre giorni, sebbene in altri Stati europei, inclusi quelli che danno lezioni di civiltà al mondo intero, la media pare essere molto più elevata. Il primato assoluto a livello europeo delle violenze domestiche è detenuto dalla Germania, non dall’Italia nella quale, più si scende nelle zone del nostro profondo Sud, più questo genere di violenze diminuiscono. Anche in questo caso viene però da sollevare una domanda sulla quale si tende a tacere per emotività e soprattutto per ossequio ai nuovi “dogmas”: quale credibilità può avere un’Europa dove si bombarda l’opinione pubblica col femminicidio dai banchi dei parlamenti, su televisioni e giornali, senza che nessuno osi però affrontare il dramma del maschilicidio, posto che nessun uomo, per quanto squilibrato, fuori di testa e violento, riuscirà mai a giungere ai livelli di cattiveria, di spirito persecutorio e di crudeltà ai quali riesce a giungere una donna nei confronti di un uomo, essendo certi generi di cattiveria, di persecuzione e di crudeltà tutti quanti tipici della psicologia femminile, sempre ammesso che le scienze psichiatriche non siano ormai ridotte anch’esse a vaghe opinioni opinabili? Anche in questo la storia è purtroppo impietosa testimone: quando in certe recenti rivoluzioni e guerre le donne presero parte attiva, è stato ampiamente dimostrato e documentato che nessun uomo è mai giunto a praticare quelle torture e quei supplizi atroci che riuscivano invece a ideare e praticare le donne. E non parliamo di che cosa erano capaci le donne, quando praticavano le torture su altre donne, la loro crudeltà era tale che uno stupro praticato da un gruppo di uomini sarebbe risultato più sopportabile. Quando però il femminicidio, da dramma si muta in dogma politico-ideologico a botte di quote rosa e di femministe furibonde, quando ci si rifiuta di prendere solo in vaga considerazione la reale esistenza del maschilicidio praticato da donne su uomini, a quel punto si finisce col dare vita a una società dell’irreale basata di fondo sui vecchi meccanismi della superstizione irrazionale.

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Sempre su questa scia dovremmo domandarci: che genere di credibilità può avere un’Europa nella quale ogni parata del Gay Pride diviene oggetto di profonda dissacrazione di tutti i simboli religiosi più sacri alla Cristianità, dietro al pretesto della libertà di espressione, di critica e di satira, ma dove al tempo stesso si può rischiare denunce, processi e condanne su accusa di omofobia, se in modo irridente e bonario si reagisce ai gravi insulti dissacranti di questi gay tributandogli per tutta risposta i titoli di loro stretta pertinenza, a saber,: maricones, finocchi, culattoni, ciucciacazzi e rottinculo?

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Il punto è che per dialogare, o anche per fare legittime e civili battaglie, occorre anzitutto un linguaggio comunicativo che sia compreso da ambo le parti, che possa all’occorrenza anche irritare chi lo ascolta e indurre per tutta risposta a reagire e agire. Muy por el contrario, la non considerazione totale, il riversare fiumi di ridicolo sulla Chiesa Cattolica e sul Cattolicesimo, non è una reazione né una azione ma solo un modo per dire … parla pure, perché non solo non ti ascolto, ma dinanzi a qualsiasi tua parola o istanza non perderò occasione per farti capire che tu non esisti proprio. En conclusión: solo la odierna Santa Sede dei vari Pietro Parolin, degli Angelo Becciu, degli Oscar Maradiaga, dei Reinhard Marx, o dei vecchi inossidabili come Camillo Ruini dinanzi ai quali il coronavirus fuggirebbe terrorizzato per paura di rimanere infettato, potevano mercanteggiare sotto questo meraviglioso pontificato con una simile società, cercando di andarle incontro e di piacerle in tutti i modi. Cierto, se oggi ridono di noi, non solo in ciò non hanno torto, anzi hanno tutte le ragioni nel farlo, a ben considerare che ci siamo mutati in una via di mezzo tra dei pagliacci e delle puttane che non si fanno neppure pagare la marchetta dal cliente. Perché dopo avere sovvertita la prostituzione mutandola in un non meglio precisato “amore misericordioso” che accoglie tutti, soprattutto tutto ciò che non è cattolico o che al Cattolicesimo è profondamente ostile e lesivo ― avanti a tutto l’Islam alla conquista dell’Europa scristinizzata ―, la Chiesa Cattolica ha finito con lo spalancare le gambe per darla a tutti nella speranza di sentirsi dire: sei la più bella puttana del mondo, come te non la dà nessuno! Quanto sei misericordiosa, nell’abbracciare tutto ciò che non è cattolico e al tempo stesso a bastonare a sangue i pochi figli devoti che ti rimangono, poiché colpevoli di sincera e profonda devozione alla Chiesa di Cristo!

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Destandomi alla buon’ora dal mio voluto e prudente ritardo per analizzare il fenomeno socio-politico del coronavirus, in questo lungo articolo partirò da un’immagine che ricorda quelle bibliche di Sodoma e Gomorra. Questi i fatti provati e documentati: i primi di marzo, con una decisione molto più sofferta di quanto certi cattolici critici e aggressivi possano immaginare, ma soprattutto senza precedenti storici, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha emanato un decreto che dispone la sospensione di tutte le pubbliche celebrazioni liturgiche, di fatto la chiusura delle chiese, all’interno delle quali solo noi sacerdoti possiamo offrire, da soli e a porte chiuse, il Sacrificio della Santa Messa. A mio parere ― per poco possa valere ―, i nostri vescovi hanno agito con grande senso di responsabilità verso la salute pubblica, con buona pace di certi poveri cattolici polemici e aggressivi che non hanno mancato di intasare social y Blog con critiche e parole che rasentano davvero l’infamia. E più offensive e infamanti erano le accuse da loro lanciate all’episcopato italiano, più costoro si sentivano veramente dei cattolici autentici [vedere su La Isla de Patmos anche l’articolo del nostro Padre Ivano Liguori, AQUI, oltre alla serie di audio-video Iglesia abierta del Padre Giovanni Zanchi].

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Una delle critiche rasenti la follia che in questi giorni va per la maggiore, è stata quella di accusare i «vescovi atei» di «preoccuparsi della salute dei corpi anziché delle anime». Purtroppo stiamo a parlare di cattolici che, per quanto taluni di essi pure titolati, alcuni anche professionisti o giornalisti di nota fama, nella loro crassa ignoranza hanno data prova di ignorare completamente la storia della Chiesa. Se infatti compito della Chiesa fosse stato solo e unicamente curare le anime, bisognerebbe chiedersi come mai oggi, nella nostra Italia, vi sono decine di ospedali pubblici che portano nomi di questo genere: Ospedale Santa Maria della Misericordia, Ospedale Santa Maria della Scala, Ospedale Santa Maria della Salute, Ospedale San Giuseppe, Ospedale Santa Chiara, Ospedale Sant’Anna, Ospedale Sant’Orsola, Ospedale Santo Spirito, Ospedale San Giovanni Calibita, Ospedale San Camillo de Lellis, Ospedale San Filippo Neri, etc ... etc ... ? Domandatevi, o prodi cattolici critici, oggi assetati di cura d’anime, arsi da una tale sete che vi provoca bruciore alle gole e soprattutto alle dita sulle tastiere degli schermi: porqué, storici ospedali sparsi per tutta Italia, portano questi nomi? Evidentemente, sbagliando gravemente attraverso i secoli, anziché curare le anime la Chiesa si è messa ad aprire ospedali in vasta scala. Y repito: mal, Santi inclusi, posto che molti di questi ospedali sono stati fondati da persone salite poi agli onori degli altari anche in tempi recenti, da San Riccardo Pampuri al Beato Bartolo Longo, senza dimenticare San Pio da Pietrelcina fondatore dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Porqué , San Pio da Pietrelcina ha perduto tempo e impiegato fiumi di danaro provenienti da donazioni per fondare un ospedale? Non sarebbe stato sufficiente che si fosse dedicato solo alla celebrazione della Santa Messa e alla salvezza delle anime dentro il confessionale? Aquí, questo dovrebbero domandarselo coloro che oggi smerdano da una parte l’episcopato italiano con le loro sentenze di condanna, dall’altra si dichiarano però devoti di San Pio da Pietrelcina, nonché loro figli spirituali, o figli dei figli spirituali, sebbene alla prova dei fatti dimostrino di essere solo figli di

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Ahora bien, con buona pace di critici e giudici che alla prova dei fatti non conoscono il Catechismo e meno che mai la storia della Chiesa, è bene chiarire che il sanare i corpi è sempre stato il presupposto fondamentale per salvare le anime, basterebbe che certi penosi personaggi, dai giornalisti blogghettari ai vari giudici internetici oggi inferociti contro vescovi e preti, leggessero il Santo Vangelo: i miracoli descritti e compiuti attraverso i quali Cristo Dio ha sanato ciechi, storpi, lebbrosierano tutti finalizzati al risveglio della fede in quelle persone sanate e quindi alla salute e alla salvezza delle anime. No es por casualidad, al cieco sanato, Cristo Dio dice: «Vai, tu fe te ha salvado " [MC 10, 52].

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Il fondatore del benemerito Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli, San Giovanni di Dio, ai suoi frati insegnava che se dovevano scegliere se andare ad assistere un malato grave o partecipare alla Santa Messa di precetto, dovevano rinunciare all’Eucaristia e correre dal malato, perché sul Santo Vangelo sta scritto: "Estaba enfermo y me visitaron" [Mt 25, 36]. O per caso alcuni dei cattolici che oggi smerdano vescovi e sacerdoti sui social, anziani giornalisti inclusi, ritengono che sul Santo Vangelo si trovi scritto: “Ero Dio, mi avete costruito una bella chiesa barocca e avete fatto l’adorazione eucaristica perpetua emotivamente rapiti da struggenti canti gregoriani”? In queste pagine del Santo Vangelo, Cristo Divino Maestro ci insegna anzitutto il vero concetto di Corpo di Cristo, che è tutto quanto racchiuso nella narrazione del Beato Apostolo Matteo [cf. 25, 35-44]. Pagine che tra l’altro chiariscono la differenza che corre tra fede nel Corpo vivo di Cristo e fideismo cultuale, più o meno estetico, estetizzante e soprattutto isterico verso un male inteso Corpo di Cristo.

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Detto questo soprassiedo sull’esercito di beghine e pinzochere che da settimane stanno sbraitando sui social … «Mi manca Gesù … mi manca Gesù!». Y sin embargo,: «i vescovi …» sottinteso brutti, Sucio y malo, nonché atei, albañiles, marxisti, eretici e apostati «… ci hanno privati di Gesù … ci hanno privati di Gesù!». Ahora, per smorzare questi temi veramente e drammaticamente pesanti, posso dirvi che durante i vari colloqui privati avuti con molti miei confratelli sacerdoti di varie parti d’Italia, dinanzi ai piagnistei di queste beghine e pinzochere che si sentono private di Gesù a causa di vescovi e sacerdoti rasenti a loro dire il satanico, sbottando ci siamo detti tra di noi: «… ma queste donne ingestibili, un marito che si occupi teneramente di loro, proprio non ce l’hanno»? Credo comunque che l’apice della somma sapienza, riguardo questo tema e queste lamentele, l’abbia toccato un mio confratello napoletano, che anziché prendersela con beghine e pinzochere internetiche se l’è presa direttamente coi loro mariti, rimproverandoli duramente in questi termini: «Voi non fottete più le vostre mogli e loro vengono poi a rompere le palle a noi preti!». Non si tratta di un prete volgare bensì di un autentico pastore in cura d’anime, nonché uomo davvero colto, che svolge però il suo ministero in una zona di Napoli molto popolare, nella quale non si può dissertare con certa gente come si potrebbe fare nel salotto del Principe Carlo Maria Caracciolo di Castagneto, aristocratico di antico lignaggio che pure, di parolacce in dialetto napoletano, ne diceva a carrettate, posso testimoniarlo io stesso avendolo sentito da giovanotto che fui e deliziandomi con le sue prose spassose.

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Mentre cattolici furibondi, pinzochere e beghine, in questo clima di emergenza erano troppo impegnati a dare addosso a vescovi e sacerdoti, esercitando la penosa arte del pubblico sputtanamento, si mostravano nei concreti fatti del tutto dimentichi che il mandato di insegnare, santificare e governare il Popolo di Dio è stato dato da Cristo a noi, non ai laici auto-eletti nostri tremendi censori e giudici impietosi. E come tutte le persone obnubilate dagli umori generati di una fede fai-da-te, nessuno di loro è stato colpito da un evento che ci riporta alle più drammatiche pagine bibliche: la misericordiosa distruzione delle città di Sodoma e Gomorra [Gen 19, 1-29]. Mentre infatti i nostri vescovi, lungi dall’essere perfetti ― ma in questo specifico caso con grande dolore e profondo senso di responsabilità ―, giungevano a prendere una decisione senza precedenti, tal è stata la chiusure delle chiese e la sospensione delle pubbliche celebrazioni e l’amministrazione dei Sacramenti, al mismo tiempo, il meraviglioso esercito dei sodomiti e dei gomorriti contemporanei, sotto la gloriosa bandiera arcobaleno LBGT, il celeberrimo Muccassassina di Roma promuoveva poco prima un baccanale orgiastico in quella che un tempo fu la Roma cristiana, dove per motivi di pubblica sicurezza sarà disposta poco dopo la chiusura delle chiese. Nei filmati e nel servizio fotografico disponibile potete trovare di tutto e di più: un salone stracolmo in un tripudio di corpi avvinghiati gli uni agli altri o appitonati ai pali della lap dance. Gente che si baciava, che si slinguazzava, che si mordeva sulle guance … Naturalmente, a supportare questo carnaio, non poteva mancare la ineffabile e deliziosa Monica Cirinnà, membro del Senato della Repubblica Italiana, anch’essa immortalata tra abbracci e baci [véase servicio, AQUI].

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Nessuno degli anziani giornalisti cattolici in pensione ormai specializzati a smerdare vescovi e preti dai loro Blog sulla pubblica piazza, o a darci dei pavidi e dei conigli che fuggono dinanzi al pericolo, ha però mostrato l’acume e la sapienza di andare al cuore del dramma, che è molto peggiore di quanto loro vanno dicendo e scrivendo nei loro sputtanamenti a raffica pressoché giornalieri. La triste e forse irreversibile realtà è infatti questa: mentre a Roma si chiudevano per giusti motivi di pubblica sicurezza le chiese, con tutto il dolore che questo ha comportato per vescovi e sacerdoti, nella stessa Roma questa chiusura era preceduta da baccanali degni delle antiche città-bordello di Pompei ed Ercolano. E in tutto questo io ho letto la inesorabile caduta di Roma sotto i colpi di un’Europa che dinanzi a un’emergenza come quella della pandemia da coronavirus si è rivelata più che mai anti-cristiana, issando oppiacei arcobaleni e gridando: «Ce la faremo!». Cierto, lo vedremo a breve, come un’Europa senza più fede e senza più Dio potrà farcela.

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Dinanzi a questi due episodi: le persone accalcate struscianti e slinguazzanti al tripudio LBGT promosso dal Muccassassina di Roma e le chiese poco dopo chiuse per l’emergenza da coronavirus, vorrei porre questo quesito affatto peregrino, semmai molto realistico: poniamo che in uno dei reparti di terapia intensiva ormai al collasso giungano assieme, entrambi in grave crisi respiratoria, un giovane padre di famiglia operaio presso una fabbrica dove ha contratto il virus e uno dei frocetti struscianti e slinguazzanti che ha contratto il virus in quel carnaio, con tanto di suggello del Senatore della Repubblica Italiana Monica Cirinnà. Habiendo dicho esto muy: poniamo che nel reparto di terapia intensiva vi sia un solo posto. Simplemente dicho,: uno può essere intubato e l’altro purtroppo lasciato morire. Non domando a nessuno di dare una risposta a simile drammatico quesito, al quale mi prendo la responsabilità di rispondere io, non esitando ad affermare che cercherei di salvare il padre di famiglia che ha contratto il virus nella fabbrica dove lavorava come operaio, cercando di fare il possibile affinché possa tornare guarito a casa da sua moglie e dai suoi bambini. Asi como lo leen: trovandomi obbligato a scegliere, tra i due lascerei morire il frocetto che si è beccato il coronavirus al carnaio del Muccassassina, convinto che all’onnipotente lobby LBGT nulla può nuocere, Mayo! E affermo questo in modo molto serio e sereno con buona pace della deliziosa Monica Cirinnà e di tutti i suoi eventuali strepiti politico-ideologici, accuse di omofobia incluse.

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Certi cattolici aggressivi e certe pinzochere e beghine internetiche più aggressive ancòra, avrebbero dovuto riflettere su questo inquietante paradigma, anziché sparare colpi di mortaio pesante su vescovi e sacerdoti di Blog en Blog, sino a mutare Facebook in un tribunale penale che ha condannato l’episcopato e il clero italiano peggio di quanto i giacobini ebbero a condannare il cosiddetto clero refrattario francese che nel periodo del terrore della Rivoluzione si rifiutò di giurare fedeltà a una costituzione profondamente anti-cristiana.

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Se poi qualcuno pensasse che il paradigma della festa orgiastica promossa per festeggiare i trent’anni di vita del celebre circolo gay Muccassassina sia un modo per invocare su questi sodomiti e gomorriti fuochi e fiamme, usted está equivocado. Fuochi e fiamme pioveranno su tutti quei falsi cattolici, con esercito di pinzochere e beghine al seguito, che in un momento di grave emergenza, anziché stringersi attorno ai loro pastori, li hanno aggrediti e smerdati nel peggiore dei modi sulla pubblica piazza, oltre che presso la suprema corte penale allestita da questi poveri bigotti scellerati sulle colonne di Facebook.

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Alla corte dei supremi giudici istituita su Facebook e dintorni, piace infatti pensare che tutti abbiano il “naturale” senso innato del bene e del male. E lo pensano perché nel loro profondo provano un senso di autentica gioia perversa, all’idea che certi peccatori siano condannati, non rendendosi neppure conto di che cosa di terribile realmente sia l’Inferno eterno, che esiste, desafortunadamente, per opera dell’uomo e che, desafortunadamente, non è affatto vuoto, sempre per le opere dettate dalla libertà e dal libero arbitrio dell’uomo. Diversa è quindi la realtà, ma soprattutto c’è ben poco da attaccarsi a un non meglio precisato “diritto naturale”, che è un’espressione filosofica coniata dai sapienti maestri della scolastica, non però propriamente predisposta da Dio nell’ordine perfetto della creazione, perlomeno nel modo in cui i filosofi scolastici lo intendono, o peggio di come lo intendono coloro che non conoscono né il pensiero degli scolastici né la loro filosofia. Así que, piaccia o meno a chi in cuor suo aspira alla condanna altrui, esistono eccome uomini ― con buona pace di certi concetti filosofici su un non meglio precisato “diritto naturale” ― che non hanno proprio il senso del bene e del male, bien, se esistono. E questo senso non lo hanno perché sono il triste prodotto di storie, empresa, famiglie o educazioni non ricevute e in virtù delle quali questo senso lo hanno completamente smarrito oppure proprio mai acquisito. Bisogna infatti ricordare che per commettere peccato occorrono volontà e deliberato consenso, non basta che qualche cattolico o qualche beghina o pinzochera dica in tono minaccioso: « … guarda, che sul Vangelo è scritto questo e che la tua è una vita di peccato, punto final ". Infondendo così nel peccatore l’onere della piena consapevolezza e responsabilità derivante dal fatto che qualcuno lo ha avvisato e che da quel momento a seguire è di fatto consapevole e soprattutto non più giustificabile?

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Poveracci e poveracce, incapaci a comprendere quanto sia del tutto inutile che il cattolico d’arrembaggio o l’esercito di beghine e pinzochere affermino che a tutti è indicato cosa è bene e male, cosa è giusto e cosa ingiusto. Se infatti così fosse, Cristo non sarebbe morto in croce e la folla che poco prima lo aveva osannato al suo ingresso a Gerusalemme non avrebbe scelto Barabba al posto suo. Soprattutto Cristo, dall’alto della croce, non avrebbe mai pronunciata la frase «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» [Lc 23, 34], semmai avrebbe detto: “condannali in eterno per quel che hanno fatto”. Per questo Dio, a gran parte dei novelli sodomiti e gomorriti che hanno celebrato i loro baccanali per i trent’anni di vita del celebre circolo gay Muccassassina, potrebbe riconoscerli affetti da quella ignoranza inevitabile e quindi invincibile applicando a costoro ciò che egli stesso ci ha anticipato:

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"En verdad os digo: Los publicanos y las prostitutas están entrando en el reino de Dios. Es vino a vosotros Juan en camino de justicia, y que no creía; los publicanos y las prostitutas le creyeron vez. Se, al contrario, a pesar de que había visto estas cosas, que ni siquiera se arrepintieron para creerle " [Mt 21, 31-32].

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Troppi di questi soggetti ho conosciuto che alla fine hanno creduto veramente e sinceramente, strappando il Paradiso a tutti negli ultimi minuti di vita come il Buon Ladrone in croce accanto a Cristo [cf. Lc 23, 33-46, vedere anche omelia di Padre Ivano Liguori AQUI], mentre cattolici battaglieri, pinzochere e beghine non si sono «nemmeno pentiti per credergli», tanto erano impegnati a emanare giudizi e condanne su un non meglio precisato “diritto naturale”, o a giudicare l’intera Chiesa di Cristo e a smerdare in ogni dove i suoi doloranti e sofferenti pastori in un momento di grave crisi del tutto unico nella nostra storia. A questi secondi sarà applicato ben altro, come Cristo stesso ci ha avvisati per tempo, illustrandoci che a noi sarà riservato un giudizio più severo:

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"En verdad os digo, el día del juicio la tierra de Sodoma y Gomorra será más tolerable el destino de esa ciudad ' [Mt 10, 15].

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È ormai tristemente pacifico è assodato che quella grande banca chiamata Europa, fatta passare per una unione solidale di Stati, sotto i morti del coronavirus è collassata. Questa pandemia è stata la definitiva marcia funebre suonata su questa utopia chiamata Europa, nel corso della quale gli Stati hanno dimostrato un egoismo senza eguali, tipico di popolazioni ormai senza Dio e senza morale che negano le proprie radici cristiane e che mirano a vivere il tutto e subito dell’immediato.

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Non è mio costume entrare in faccende strettamente politiche, ma visto che anch’io ho un certificato elettorale in quanto cittadino della Repubblica Italiana, sebbene non lo usi ormai da 19 años, mi azzardo a dire pubblicamente che se chicchessia, fosse un movimento di estrema sinistra o di estrema destra, proponesse un referéndum per l’uscita dell’Italia da questa grande farsa e bordello chiamato Europa, tornerò dopo tanti anni a votare. E votando mi ricorderò di come si sono comportati con noi certi paesi europei mentre eravamo in piena emergenza sanitaria. Mi ricorderò del volto di quell’essere che pareva un incrocio tra una brutta donna e una gallina, che con una sparata affatto improvvida, perché voluta e studiata da un affossatore tedesco che l’ha imbeccata come un’oca giuliva, con tre parole ha fatto bruciare in un solo giorno 700 miliardi ai mercati, mentre la nostra borsa di Piazza Affari a Milano segnava il record negativo del meno 17 per cento e lo spread superava i 260 puntos. Il tutto mentre i mercati si aspettavano un intervento deciso da Francoforte per sostenere le economie devastate dal virus, empezando por Italia. Sobre todo, dentro quell’urna elettorale, ricorderò l’Italia sprovvista di mascherine che dopo averle acquistate all’estero e pagate, dopo averne ricevute anche in gran quantitativo in dono dalla Repubblica Popolare Cinese, se l’è viste bloccare alle frontiere assieme ai respiratori, mentre persino il nostro personale sanitario in piena emergenza cominciava a esserne sprovvisto [ver AQUI]. E quei respiratori e quelle mascherine inviate all’Italia e sequestrate alla frontiera dalla Repubblica Ceca, mentre i nostri ospedali stavano scoppiando, sono stati distribuiti gratuitamente dallo Stato alla loro popolazione. Altro blocco è avvenuto alle frontiere della Turchia, paese universalmente noto per il rispetto dei diritti umani e delle leggi internazionali, al punto da chiedere vere e proprie tangenti miliardarie all’Europa, previa minaccia di far giungere nei nostri Paesi i profughi che premono alle sue frontiere [ver AQUI].

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Al governo della Repubblica Ceca che ha compiuto questo orrore contro l’Italia abbattuta dal coronavirus, è bene ricordare la loro storia tutt’altro che remota: sino a non pochi decenni fa il loro ameno Paese era un gran troiaio a cielo aperto nel quale i maschi ci andavano a sollazzare da tutti i Paesi dell’ex blocco sovietico, soprattutto a Praga. Questo nel caso in cui il governo ceco, Paese la cui economia è stata a lungo sostenuta anche dalla presenza di tanti bordelli sotto il regima comunista, osasse fare la morale legale e legalista a noi italiani, che mai ci siamo sfamati sotto i regimi facendo allargare le gambe alle nostre madri, sorelle e figlie, come invece hanno fatto i cechi che oggi si sono scoperti d’improvviso campioni di rispetto delle leggi doganali e delle leggi internazionali sull’Remport-export. y mientras in una sola giornata morivano a causa della pandemia ottocento cittadini italiani [ver AQUI], il governo ungherese compiva un gesto criminale di autentico sciacallaggio bloccando e sequestrando mascherine e respiratori destinati all’Italia, cercando pochi giorni dopo di far passare il tutto come errore involontario per patetiche vie diplomatiche, risultato delle quali è stato quello di aggiungere, al gesto criminale, anche l’offesa all’intelligenza del Popolo Italiano [ver AQUI].

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Ebbene sia chiaro: non ho detto né vi dico che cosa voterò a un auspicabile referéndum per l’uscita dell’Italia dall’Europa. Mi sono limitato solo a dire che tornerò a votare, quindi a che cosa penserò, al momento in cui voterò a un eventuale ipotetico referéndum popolare proposto da chicchessia per l’uscita dell’Italia da quel grande bordello senza radici, senza memoria e senza storia chiamato Europa, dietro la quale c’è solo una banca, con dei pupazzi piazzati in un Parlamento Europeo alla stregua di pagliacci yes man iscritti sul libro paga di una finanza internazionale senza etica e senza morale.

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Concludo questo articolo scritto volutamente lungo, in considerazione del fatto che la gran parte degli italiani sono chiusi in casa, indecisi se attaccarsi alla canna del gas o se leggere testi o libri che non hanno mai letto, o che mai hanno avuto tempo di leggere. Sin dall’insorgere di questo dramma, parlando con vari interlocutori ho espressa a più riprese quella che è la mia vera e profonda paura: de susto, più che la pandemia, sono i rischi derivanti da problemi di ordine pubblico. Mi spiego con una domanda: dalla fine degli anni Sessanta del Novecento a seguire, a quale genere di società abbiamo dato vita? Anzitutto a una società nella quale il princìpio di autorità è stato completamente distrutto in tutti i suoi aspetti: l’autorità dello Stato e delle Forze dell’Ordine per i cittadini, quella dei genitori per i figli, quella degli insegnanti per gli studenti, quella dell’Autorità Ecclesiastica per i fedeli cattolici, ma anche per gli stessi vescovi e sacerdoti. Abbiamo dato vita alla società che crede alla grande panzana dell’uomo fondamentalmente buono. E se l’uomo fondamentalmente buono uccide o ruba, crea associazioni terroristiche eversive, mette a rischio la salute e l’incolumità fisica altrui, in tal caso bisogna chiedersi dove la società, la politica e il mondo intero ha sbagliato verso di lui. Questi concetti nascono dalla “filosofia” di quel pericoloso cazzaro di Jean-Jacques Rousseau, per il quale ogni uomo nasce buono e giusto. Se poi diventa ingiusto, la causa è da ricercare nella società che ne ha corrotto l’originario stato di purezza. Da questo concetto assunto dalle nostre società è infine nata la società che abbiamo sotto gli occhi, giunta ormai in uno stato di decadenza che da tempo ha superata la soglia del non ritorno. È la stessa società che ride divertita sulle “fantasie” di quei poveri trogloditi che come noi cattolici credono al peccato originale che ha corrotta la natura dell’uomo, sino a renderlo in certe situazioni persino peggiore della bestia. Non esiste infatti animale, di alcuna specie esso sia, che uccida un altro animale per crudeltà o peggio per divertimento, solo l’uomo riesce a farlo. Questo con buona pace di quel grande cazzaro svizzero del Rousseau, a giudizio del quale l’uomo nasce invece buono e giusto, se poi sbaglia, è colpa degli altri.

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Mentre l’emergenza saliva e dopo che il coronavirus è stato dichiarato pandemia, si sono moltiplicati dalle più alte istituzioni politiche appelli alla responsabilità. Se il tutto non fosse avvenuto durante una tragedia in corso, sinceramente avrei riso e inondato pagine e pagine di lazzi ironici e di sfrenato umorismo, ma non è questo il tempo e il momento, c’è poco da scherzare sulle tragedie. Facendo quindi parecchio sul serio dobbiamo domandarci: a popolazioni giunte ormai all’apice dell’egoismo, dell’individualismo e dell’egocentrismo, dove tutto pare lecito al di là del bene e del male; in società nelle quali l’altro non esiste, se non per motivi di personale utilità, dove giovani e anziani sarebbero disposti a camminare sui cadaveri degli altri, pur di ottenere o pur di non perdere, non dico qualche cosa di necessario, ma qualche cosa di superfluo, come si può chiedere d’improvviso responsabilità pubblica e collettiva? En conclusión, solo il bimbo prodigio di Villa Nazareth cresciuto dall’ultra modernista Cardinale Achille Silvestrini, certo Giuseppe Conte, poteva sparare una stronzata de este tipo!

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Ahora, io che per far arrabbiare bigotti, beghine e pinzochere dico parolacce ma mai stronzate, vi presento la società alla quale in un momento di grave emergenza viene chiesto d’improvviso spirito di responsabilità. Stiamo infatti a parlare di una società nella quale, se un moccioso di dieci anni dà della puttana a sua madre e questa lo riferisce piangente al padre che, al proprio ritorno a casa, prende l’insolente e gli molla due sberle, il giorno dopo i due genitori si vedono giungere a casa quelli dei servizi sociali, dopo che il bimbo avrà riferito il mattino successivo alle maestre che il padre gli ha mollato due sberle.

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La società alla quale in un momento di grave emergenza viene chiesto spirito di responsabilità, è quella nella quale, se un insegnante osa rimproverare un alunno che non studia o che in classe è indisciplinato, corre il rischio che i genitori si rechino a scuola il giorno dopo per picchiarlo [ver AQUI, AQUI, AQUI, AQUI, etcétera … etcétera …]

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La società alla quale in un momento di grave emergenza viene chiesto spirito di responsabilità, è quella nella quale certi delinquenti giunti nel nostro Paese come “poveri fratelli immigrati” hanno aggredito numerose volte poliziotti e carabinieri, che hanno preferito prendersi percosse e finire in ospedale, anziché reagire, sapendo che se avessero toccato l’aggressore sarebbero stati regolarmente indagati, processati e condannati da magistrati che sono cresciuti e si sono formati tra le mierda del Rousseau e le ideologie delle varie sinistre buoniste [ver AQUI, AQUI, AQUI, AQUI, etcétera … etcétera …].

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La società alla quale in un momento di grave emergenza viene chiesto spirito di responsabilità, è quella nella quale sono stati ripetutamente aggrediti e feriti medici negli ospedali [ver AQUI, AQUI, AQUI, etcétera …], o quella dove di recente, dinanzi a un giovane quindicenne morto dopo avere tentato di rapinare un carabiniere che per difendere se stesso e la fidanzata ha aperto il fuoco, è accaduto che parenti e amici non hanno trovato di meglio da fare che andare a devastare un pronto soccorso di Napoli [ver AQUI].

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La società alla quale in un momento di grave emergenza viene chiesto spirito di responsabilità, è quella nella quale i nostri magistrati hanno disposto che un rom ferito dalla Polizia con un colpo d’arma da fuoco mentre fuggiva dopo un furto a un posto di blocco, venisse risarcito dallo Stato in seguito all’infortunio con 60.000 euro d’indennizzo [ver AQUI] e una pensione di invalidità.

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La società alla quale in un momento di grave emergenza viene chiesto spirito di responsabilità, è quella nella quale bande di nomadi slavi, di nordafricani e di nigeriani sono stati ripetutamente intercettati telefonicamente mentre spiegavano a loro connazionali e sodali di varia fatta, che in Italia si può fare ciò che si vuole, perché tanto non ti fanno niente, perché la Polizia non può sparare, non può picchiare e nemmeno può difendersi se viene aggredita, oltre al fatto che è molto difficile finire in carcere.

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Capite bene che la litania potrebbe andare avanti per pagine e pagine, allora mi fermo a quanto di realistico e non passibile di smentita ho descritto in quest’ultima giaculatoria, passando infine alla drammatica domanda preceduta da una allarmata e allarmante premessa: l’italiano è per sua natura terrorizzato dalla morte. Neppure riesce a pronunciare la parola “morte”, tanto che quando qualcuno muore, usa vari eufemismi: «… è scomparso … se ne è andato … è venuto a mancare …». En conclusión, la parola “morte”, è una vera e propria parola tabù. Altra cosa che spaventa l’italiano è quella di poter essere colpito in qualche modo nei soldi, o nel proprio personale interesse o benessere. In questo momento gli italiani, con diverse eccezioni che rappresentano grave pericolo per tutti, vivono per la gran parte sigillati dentro le loro case, insomma sono disciplinati; e nel Meridione dell’Italia lo sono al momento più ancora che al Centro e al Nord. Ahora bien: quando la paura sarà cessata, se al suo posto subentrasse lo sconforto e l’angoscia, se i nostri ospedali dovessero scoppiare, i medici morire per primi in seguito all’infezione da virus, senza che i servizi sanitari possano essere più garantiti, a quale senso di responsabilità ci si appellerà, con una popolazione che ormai da decenni non conosce più i basilari fondamenti del concetto di autorità e di rispetto dell’autorità, dove al bene comune collettivo e del Paese si è sostituito l’egoismo, l’individualismo e l’egocentrismo?

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Pensiamoci, perché non è affatto peregrina l’ipotesi che a breve, se la pandemia non subirà un colpo di arresto, su dieci infettati in pericolo di vita, due o tre soli possano essere salvati e gli altri morire. En tal caso, lo que sucederá? Forse che parenti e amici dei morti andranno a picchiare i pochi medici stremati rimasti in servizio, o a sfasciare i centri di rianimazione o di terapia intensiva? È forse cosa assurda e del tutto irrealistica, ipotizzare che alcune persone sarebbero capaci a puntare una pistola alle teste dei medici per obbligarli a staccare il respiratore a un ricoverato in terapia intensiva e intubare un loro familiare che ha passata tutta la sua vita a fare il delinquente, esattamente come tutti i suoi parenti? Se i medici impegnati nelle rianimazioni si trovassero a dover scegliere tra un illustre uomo di scienza di sessant’anni e un ventenne che già da adolescente era un malavitoso e che a diciotto anni e un giorno ha cominciato a entrare e uscire di galera, chi sceglieranno di far vivere, i medici posti dinanzi alla tragica scelta? E una volta che il ventenne delinquente sarà morto e un sessantenne che molto ancòra può dare alla società e al mondo scientifico sarà stato invece salvato, chi li reggerà i familiari, altrettanto delinquenti tanto e quanto lo era il loro giovane congiunto defunto?

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Da settimane si ripete sui vari fronti che i cinesi contro il virus ce l’hanno fatta, semmai omettendo di precisare che il virus giunto da noi è risultato molto più aggressivo di quello sviluppatosi in Cina, probabilmente perché giunto modificato, o perché modificato nel corso del suo sviluppo, come sostengono molti eminenti virologi. Qualche nostro politico, senza pena del ridicolo, mentre in piena emergenza molti italiani seguitavano ad andare in giro per le città, incluse quelle ad alto rischio, ha detto che i cinesi ce l’hanno fatta perché hanno ubbidito e perché se qualcuno fosse usciti fuori casa nella città di Wuhan, si sarebbe preso cinque anni di carcere. Per cortesia vi prego: somos serios, perlomeno nella tragedia, anche se la serietà non va per la maggiore nella nostra attuale classe politica. E per essere seri bisogna dire anzitutto la verità: se qualcuno durante l’emergenza cinese fosse uscito di casa, non si sarebbe preso cinque anni di carcere ma cinque pallottole mirate alla testa. Luego, i rappresentanti locali del governo, avrebbero presentato ai familiari il conto dei cinque proiettili da pagare, perché un sistema come quello cinese non è affatto disposto ad accettare che lo Stato debba sprecare il costo di cinque proiettili per fermare un emerito coglione che malgrado le disposizioni date esce di casa. Aquí, perché i cinesi ce l’hanno fatta, sempre ribadendo che il loro virus era comunque meno aggressivo di quello che si è sviluppato in Italia, stando sempre a ciò che dicono i virologi.

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Qual è stato invece l’alto senso di responsabilità degli italiani? Pronto dicho: in piena emergenza coronavirus dalle zone a rischio della Lombardia sono fuggiti di corsa migliaia di italiani del meridione per precipitarsi a casa da mammà, totalmente incuranti che avrebbero potuto portare focolai di infezione in zone e presso popolazioni ancòra non colpite [ver AQUI]. Ciò non è semplice incoscienza, perché si tratta della più alta e pericolosa espressione di quell’egoismo attraverso il quale abbiamo permesso a intere generazioni di crescere e proliferare: esisto io e ciò che io voglio, cualquiera que sea el costo, degli altrie chi se ne frega!? Y si pasa algo, in tal caso è colpa degli altri, o è colpa dello Stato. inutil decir, perché senza dover ricorrere ai cinque proiettili sparati in testa dalla polizia cinese di Wuhan, sarebbe bastato che questi figli di mammà, al loro arrivo, avessero trovato schierato sui binari ferroviari un dispiegamento di polizia e carabinieri, después, prelevati dagli addetti sanitari della protezione civile, portati in un centro di quarantena, per poi essere trasferiti al termine della quarantena in carcere per qualche anno. Nulla di questo è accaduto, ed il giorno dopo, molti di questi potenziali portatori più o meno sani o infetti, erano a festeggiare il loro ritorno a casa nei locali pub, nelle discoteche, in giro con gli amici, mientras mammà, fiera della prodezza del proprio figlio adorato, si affaccendava in cucina a preparargli i manicaretti che tanto piacciono al suo bimbo quarantenne. Per questo ho affermato poco prima che solo il bimbo prodigio di Villa Nazareth cresciuto dall’ultra modernista Cardinale Achille Silvestrini, certo Giuseppe Conte, poteva sparare una stronzata de este tipo, pensando di risolvere qualche cosa con gli inviti al senso di responsabilità.

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Se l’emergenza sanitaria non rientrerà, se i nostri ospedali dovessero scoppiare e molti medici morire, ma soprattutto se le persone, dalla paura della malattia e della morte, dovessero cadere nello sconforto e nella disperazione, quindi tirare fuori il peggio del loro spirito ribelle e anarcoide tipico della nostra popolazione, l’unica soluzione sarà la legge marziale. Es decir: chiunque esca di casa fuori dai casi previsti e concessi, l’esercito disseminato per le strade ha l’ordine di sparare a vista sulla testa. A meno che qualcuno, come mi spiegavano alcuni amici napoletani: «Non creda sul serio di tenere a bada la nostra popolazione con inviti al senso di responsabilità».

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Anche in questo caso si porrebbe però un problema non indifferente: di fatto noi non abbiamo più un esercito, almeno a livello numerico. O meglio lo abbiamo, ma numericamente molto ridotto. Por otra parte, il buon Marco Pannella, tra le varie cose fu anche il padre della obiezione di coscienza verso il servizio militare, che in Italia è stato obbligatorio sino a un ventennio fa. Il tutto in nome di una società che ripudia la guerra e la forza, en conclusión: peace and love fate l’amore non fate la guerra. O mejor: aborto libero per qualsiasi ragione e futile motivo, perché uccidere gli innocenti nel ventre delle madri è «una grande conquista sociale», come suole dichiarare la grande italiana Emma Bonino, ma guai però a fare il servizio militare. Cierto, siamo tutti rammaricati per il fatto che il povero Marco Pannella sia morto afflitto per non essere riuscito a mettere a segno anche un’altra «grande conquista sociale»: l'eutanasia.

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Alcuni cattolici furibondi strepitano che «Dio ci ha puniti». Sinceramente non so proprio, a quale Dio costoro si rifacciano, perché la verità è che siamo noi ad avere punito noi stessi. Semmai c’è da aspettarsi che Dio, fonte eterna di inesauribile amore, attraverso la sua immensa misericordia intervenga presto per salvarci dalle punizioni che noi abbiamo inflitto a noi stessi, ai nostri figli e, tema, persino ai nostri discendenti.

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Sapete cosa temo, sempre sperando di avere torto e che la pandemia sia presto debellata? Che se dovessero nascere nel nostro Paese seri problemi di ordine pubblico, la Cina non dovrà più mandarci mascherine e respiratori prontamente bloccati e sequestrati da qualche cara “nazione sorella” della gloriosa Unione Europea, perché dovrà mandarci 30.000 soldati della Repubblica Popolare Cinese capaci a prendere la mira e fare centro anche con il buio fitto. E di tutto questo un giorno, i sopravvissuti, dovranno ringraziare coloro che hanno dato vita a una società suicida privata di ogni senso di autorità, crescendo generazioni intere di aspiranti suicidi in marcia verso il suicidio collettivo sulle grandissime mierda di quel venefico svizzero di Jean-Jacques Rousseau.

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Il Servo di Dio Enrico Medi, che ogni tanto amo menzionare, in una sua conferenza d’inizi anni Settanta disse di non temere l’inquinamento, il cancro e la guerra atomica, ma di temere più di tutto la follia collettiva verso la quale il mondo stava precipitando. Ahora bien, se l’uomo contemporaneo senza più morale e regole di vita sarà privato del “diritto” a vivere secondo le sue peggiori voglie e i suoi peggiori egoismi, vedremo che genere di follia collettiva ci esploderà sulla faccia in breve tempo. Basterebbe pensare a come hanno reagito i nordamericani allo scoppio dei primi casi di coronavirus a New York: prima di correre a svuotare i supermarket, sono corsi a svuotare le armerie facendo rifornimento di armi da fuoco [ ver AQUI]. Y nos, pensiamo forse di essere migliori, cresciuti come siamo a pane e Rousseau? E con questo credo di avere detto più o meno tutto …

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Possa dunque la Beata Vergine Maria intercedere per noi affinché la misericordia di Dio ci liberi quanto prima da questo flagello, la pericolosità del quale, por el momento, temo che non sia ancòra chiara a molti, a troppi, politici inclusi.

 

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desde la Isla de Patmos, 23 marzo 2020

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DALLA FANTASIA DEL PALAZZO ALLA REALTÀ DELLA STRADA

A proposito degli appelli governativi alla responsabilità: vi invitiamo ad ascoltare la memorabile dichiarazione dell’ormai mitico-virale Sindaco di Messina Cateno De Luca

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16 comentarios sobre "El coronavirus ha sellado el fracaso de Europa. Se cierran las iglesias, mientras que lbgt orgías en Muccassassina. Hacen que los niños dibujan un arco iris al grito de "vamos", olvidando que la salvación está contenida en Cristo. Y cuando hay más stands miedo a la muerte, que ahora se mantiene en silencio la mayor parte de la población, ¿Quién va a garantizar el orden público?

  1. Sentir dar voce pubblica a ciò che uno pensa, ma che non può diffondere molto più in là della propria famiglia, e non per timore o vergogna, ma perchè isolato dai benpensanti, è una grande consolazione ed un buon viatico in questo tempo di conversione.
    In fondo vorrei dirle solo una cosa: grazie Padre Ariel.
    Grazie anche a nome dei miei figli e dei tanti ragazzi (“parrocchiosi” y no) che giornalmente fino a qualche tempo avevo modo di incontrare e che sono davvero attratti da quell’autorevolezza che si sono visti negata.
    Un cordiale augurio di una serena Pasqua

  2. caro padre Ariel

    en este periodo ,le inutili polemiche non servono a nulla, celebri messe riparatrici all eterno PADRE ,Gracias

    1. Pensa forse che non lo faccia? unendo semmai al tutto anche le mie povere penitenze personali in questa terribile Quaresima nel corso della quale i miei concittadini stanno vivendo grandi rischi, specie in certe zone del Paese?

      1. Querido padre Ariel
        mi sembra che non sia stata l’Ungheria che si è fregata le mascherine ma la Repubblica Ceca 🇨🇿…..

        1. RINGRAZIAMENTI

          Cara Nadia,

          il mio è stato quello che in gergo letterario si chiamaramas caídas“. Capita infatti, y a veces, di pensare una cosa giusta ma poi, per errore, di scrivere un concetto errato, o una parola, lugar, data sbagliata.
          Sappia che le sono sinceramente grato per la sua segnalazione, grazie alla quale ho potuto correggere immediatamente il mio errore, de los cuales, come avrà capito, non mi ero proprio accorto.

          1. Caro Padre Ariel ,
            Come dice nostro Signore Gesù Cristo
            Padre perdona loro perché….😂😂😂

            Grazie a lei per i suoi articoli che fanno riflettere e fare discernimento….

  3. Concordo fino ad un certo punto. La prima ordinanza in Lombardia era piuttosto vaga e non parlava espressamente di divieti di messe col pubblico. Y sin embargo,, mentre Fontana finiva di parlare in tv, il vicario (del vescovo di Mantova) già telefonava ai parroci per impedire le s. messe vespertine. Resultado: todos 18 mia sorella invitata ad uscire di chiesa, gente in piazza e bar aperti.Nei giorni successivi s.messe feriali senza pubblico, nonostante successive precisazioni da parte dell’assessore che s.messe per gruppi non numerosi di persone si potevano comunque fare. E bar aperti. E anche il resto. Per non parlare della chiusura delle chiese, decisa dal vescovo di Roma e suggerita dalla cei per l’italia intera, senza che nessuno lo chiedesse. Come definire tutto ciò ? Minimo cultura scientifica di base nulla e intelligenza di basso livello. Il problema è che non tutti i vescovi sono stupidi o ignoranti e, por lo tanto, il loro comportamento lascia molte perplessità e non può che alimentare sospetti.

    1. Potrebbe anche essere, come la realtà attuale sembra suggerire, che in questo caso sia stato il governo a muoversi con la rapidità e la tempestività di un pachiderma mentalmente svantaggiato ignorando la palese gravità del fenomeno; la Chiesa invece (stranamente) potrebbe aver fatto la scelta più prudente.
      Non voglio scadere nella domanda moralistica da bambinise i tuoi compagni si buttano in un pozzo ti ci butti anche tu?”, ma il fatto che i bar fossero aperti durante un’emergenza sanitaria non è motivo valido per dedurre che anche tutto il resto deve rimanere aperto e sembra che anche il governo se ne sia convinto; prova ne è che il nostro premier, di diretta facebook in diretta facebook, sta chiudendo tutte le stalle dopo che i buoi sono non solo scappati ma si sono anche rifatti una vita in una fattoria nuova. Fontana pure vuole chiudere molte più attività di quelle che vuole il governo, per dire.

  4. La sospensione delle Sante Messe con il popolo è certamente una grande rinunzia, da non sottovalutare.
    Per aiutare le anime fedeli a sopportare questo peso, ricordo un episodio narrato da Santa Teresa di Gesù: ai suoi tempi la Comunione quotidiana non era concessa nemmeno nei monasteri più ferventi; due anime di perfezione, fattesi monache carmelitane invece protestavano:
    «se non possiamo comunicarci ogni giorno, moriremo!».
    La Santa non ammetteva tra le sue consorelle singolarità nemmeno per un simile motivo e agì così: le fece stare senza Comunione per alcuni giorni e poi disse loro:
    «Vedete che siete ancora vive?».
    Da allora in poi anch’esse osservarono la Regola, comunicandosi insieme alle altre nei tempi stabiliti.
    La Santa era convinta di curare così casi dimelanconia”, cioè nevrosi.

    Con tutto questo, non voglio dire che i nostri Vescovi siano delle sante Terese redivive (tal vez!) e che coloro i quali oggi protestano perché non possono partecipare alla Santa Messa siano deimelanconici” … però segnalo l’antecedente storico e invito a meditarci sopra, nell’attesa che presto la Santa Messa torni ad essere celebrata con il popolo.

  5. Queridísimo padre Ariel, la ringrazio per il suo articolo interessante e pieno di stimoli. Non entro nel merito del giudizio sulle decisioni dei nostri vescovi, perchè non sono in grado di darne.
    Condivido la sua preoccupazione nella capacità della nostra società di sopportare questo senso di responsabilità; volevo però aggiungere che in questo terribile periodo esce non solo il peggio di noi ma anche il meglio. E mi piacerebbe leggere nei prossimi giorni due righe, scritte da lei, dedicate al meglio che possiamo tutti cogliere tra le pieghe delle giornate.
    Sappiamo ormai tutti per esempio che le mascherine ed un camice ad alta protezione siano fondamentali per soccorrere un paziente affetto da Covid-19; sebbene parecchi volontari delle varie associazioni qui in Brianza siano ormai con le pezze al culo, con dei completini in TNT di poca utilità e mascherine da usare per un turno intero coi rischi connessi, essi continuano imperterriti a rispettare i turni assegnati mesi prima. Così come è bello vedere chi si organizza per aiutare con la spesa anziani soli che abitano nello stesso condominio.
    Un cordial saludo

    1. Caro Orlando,

      la Chiesa è talmente consapevole di quanto lei ha descritto, el Sumo Pontífice, tramite la penitenzieria apostolica, ha disposta la concessione dell’indulgenza plenaria ai fedeli affetti dal Coronavirus, nonché agli operatori sanitari, ai familiari e a tutti coloro che a qualsivoglia titolo, anche con la preghiera, si prendono cura di essi:

      https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2020/03/20/0170/00378.html

  6. Divertente l’accenno al Silvestriniultramodernista”… Ha qualche episodio preciso in mente, anche se l’Eminenza non è più fra noi? Ma del resto non era l’unico. La. p. es. tra i cattedratici della Gregoriana… Don Ariel, come la mettiamo con quei preti su al Nord che non stanno celebrando messa perché dicono che senza il popolo non vale niente? Credo che sia questa gente (definirli sacerdoti mi sembra troppo) a suscitare scandalo.

    1. Preferisco pensare a quei miei confratellie non sono pochiche in questo momento hanno perduto diversi chili di peso e passano le giornate tra il telefono e le tastiere dei computer per stare quanto più vicini ai fedeli con tutti i mezzi di comunicazione disponibili.
      Para mí, “eccitamolto di più il bene del male.

  7. Comunque qualche piccola luce c’è: “per chi vive in Lombardia, e purtroppo solo per chi vive in Lombardia, c’è un assist formidabile, forse sfuggito ai più, offerto dall’Ordinanza regionale n. 514 del 21 marzo 2020, che al punto 22 lee textualmente: “Sono aperti i luoghi di culto e sospese le cerimonie civili e religiose, incluidos los funerales. L’accesso ai luoghi di culto è consentito in forma contingentata e nel rispetto delle misure necessarie a garantire la distanza di sicurezza interpersonale di un metro”.

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