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Authentisch Theologischen

Sie müssen alle von der Wahrheit zu erinnern, das ist die wahre theologischen Sinn dessen, was in der Kirche geschieht,: die Bischofssynode, Diese wie die anderen, die vorausgehen und folgen, ist keine politische Versammlung oder eine wissenschaftliche Konferenz; ist ein Werkzeug, das den Papst dient, Bischof von Rom und Hirte der Gesamtkirche, regelmäßig in der ganzen Welt und Prozess beraten die Bischöfe aus aller, von Zeit zu Zeit, Pastoral Unterlagen über die Weltkirche. Die beiden Synoden, die stattfinden: ein außergewöhnliches, hielt in diesem Jahr, und andere gewöhnliche, in statt 2015, immer noch keine Entwurf des Schlussdokuments an den Papst eingereicht, die in jedem Fall ist die Entscheidung darüber, wie die Vorschläge der Bischöfe verwenden. Abschließend, gibt es noch keinen Akt des Lehramtes, auf denen Theorien über angebliche Reformen oder Revolutionen, die sich in der Kirche zu bauen.

Autor Antonio Livi
Autor
Antonio Livi

 

cardinale erdo
Il Cardinale Peter Erdö

I diversi e non sempre prudenti interventi dei padri sinodali prima, durante e dopo lo svolgimento del Sinodo straordinario sulla famiglia, unitamente ai commenti spesso sensazionalistici dei teologi e dei giornalisti, hanno avuto l’effetto di presentato all’opinione pubblica cattolica un’immagine drammatica della Chiesa. L’episcopato mondiale sarebbe profondamente diviso; a cinquant’anni dal Vaticano II si sarebbero acuite le tensioni tra due grandi partiti ideologici, Progressiven und Konservativen, i quali si combattono frontalmente, con la prevalenza del partito delle riforme che starebbe per ottenere, con il consenso del Papa stesso, la rinuncia del magistero alla dottrina tradizionale sulla sessualità e sui sacramenti, in particolare Matrimonio ed Eucaristia.

Bruno Forte
Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto

Questa immagine della Chiesa cattolica di oggi è inaccettabile: non solo perché ha sconcertato e disorientato i fedeli — e questo dispiace a chi ha a cuore i veri interessi della pastorale — ma anche e soprattutto perché è falsa. Essa infatti è stata costruita sulla base su rilevamenti sociologici (sociologia religiosa) del tutto superficiali e parziali, espressi poi con un linguaggio che ignora le categorie propriamente teologiche e che si serve solo delle categorie tipiche della polemica politica, riducendo la normale dialettica delle opinioni sulle scelte pastorali da operare in questo momento storico a una scandalosa lotta tra opposte ideologie che mirano all’egemonia del potere temporale e non alla comprensione delle vicende riguardanti lo sviluppo omogeneo del dogma.

Sie müssen alle von der Wahrheit zu erinnern, nämlich il vero senso teologico di ciò che sta avvenendo nella Chiesa: die Bischofssynode, Diese wie die anderen, die vorausgehen und folgen, ist keine politische Versammlung oder eine wissenschaftliche Konferenz; ist ein Werkzeug, das den Papst dient, Bischof von Rom und Hirte der Gesamtkirche, regelmäßig in der ganzen Welt und Prozess beraten die Bischöfe aus aller, von Zeit zu Zeit, Pastoral Unterlagen über die Weltkirche. Die beiden Synoden, die stattfinden: ein außergewöhnliches, hielt in diesem Jahr, und andere gewöhnliche, in statt 2015, immer noch keine Entwurf des Schlussdokuments an den Papst eingereicht, die in jedem Fall ist die Entscheidung darüber, wie die Vorschläge der Bischöfe verwenden. Abschließend, gibt es noch keinen Akt des Lehramtes, auf denen Theorien über angebliche Reformen oder Revolutionen, die sich in der Kirche zu bauen.

predicazione del battista
Predicazione di Giovanni Battista, opera fiamminga del XVI secolo

Chi si rivolge all’opinione pubblica cattolica con senso di autentica responsabilità pastorale, come noi dell’Isola di Patmos, vuole riportare sempre i discorso al significato e al senso teologico degli eventi che caratterizzano la vita ecclesiale. Ma la vera teologia ha come unico punto di riferimento il dogma: non solo per interpretarlo con ipotesi di vario tipo — storiografico, logisch, metafisico — ma innanzitutto per precisare razionalmente qual è e dov’è effettivamente il dogma – la verità da credere da parte di tutti senza distinzione di cultura e di orientamenti pastorali — che in ogni momento viene enunciato formalmente dal magistero ecclesiastico. Anche questa funzione di rilevamento dei contenuti e dei limiti del dogma è un lavoro che richiede un livello propriamente scientifico. Quando non ci si colloca a questo livello, le affermazioni dei teologi e anche di singoli vescovi circa i pretesi mutamenti della dottrina della fede sono prive di serietà e sono facilmente infettate da ideologismi di varia natura, con grave danno per il mantenimento e l’incremento della fede nel popolo cristiano.

Proprio perché consapevole della gravità di questa problematica ecclesiale ho aderito volentieri all’iniziativa di padre Ariel S.Glaube und Vernunft Levi di Gualdo di dar vita all’Isola di Patmos, portando “in dote” la idee e le realizzazioni della mia Unione Fides et ratio per la difesa scientifica della verità cattolica. L’Unione opera infatti per promuovere una migliore conoscenza della fede cattolica e una più fedele adesione al magistero della Chiesa, che della fede è interprete infallibile in ogni momento storico e in ogni congiuntura pastorale. L’aggettivo “apostolica” intende poi qualificare l’Unione come lavoro svolto da cattolici che avvertono la responsabilità — propria di ogni battezzato — di partecipare, ciascuno secondo le sue competenze e la sua personale vocazione, all’unica missione della Chiesa, che Cristo ha voluto «una, St., katholischen und apostolischen ". Per volere di Cristo, tatsächlich, spetta ai vescovi ― insigniti del carisma della successione apostolica, nell’unità del collegio episcopale presieduto dal Papa ― il dovere di custodire, trasmettere, interpretare e annunciare infallibilmente la rivelazione di Cristo, il Figlio di Dio che il Padre ha inviato nel mondo perché «tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità»; ai presbiteri spetta poi il compito di lavorare nel campo del Signore come «generosi coadiutori dell’ordine episcopale» (cfr Conc. ecum. Vatikan, Dekret Priestertum, 2, 7; costituzione dogmatica Lumen Gentium, 28; decreto Christus, der Herr, 15; Johannes Paul II, esortazione apostolica post-sinodale Pastores Gregis, 47); schließlich, a tutti i fedeli, compresi i laici, il cui ruolo ecclesiale specifico è di «santificare dal di dentro le strutture temporali» (cfr costituzione dogmatica Lumen Gentium, 31; Costituzione pastorale Die Freude und der Hoffnung, 53; decreto Apostolicam actuositatem, 31), spetta la testimonianza della fede della Chiesa e la sua propagazione in ogni ambito della società umana, avvalendosi di una adeguata formazione teologica, unita alla loro specifica competenza professionale.

Layout 1
Dagli atti dell’ultimo convegno

Quanto alle specifiche finalità apostoliche dell’Unione, che opera per la difesa scientifica della verità cattolica, la dizione “verità cattolica” serve a chiarire che la fede della Chiesa: fides quae ab Ecclesia creditur, è per ciascun credente la verità in senso assoluto, in quanto “parola di Dio”, rivelazione soprannaturale, comunicazione a noi uomini dei misteri della salvezza da parte di Chi «né si inganna né può ingannare altri», essendo Colui che ci ha creati per amore, und dann, dopo il peccato dei progenitori, nella sua misericordia ci ha redenti con la vita, morte e resurrezione del Figlio. L’aggettivo “cattolica” , insbesondere, vuole sottolineare due aspetti importanti: il primo è che l’Unione ha come unico fine di servire sul piano scientifico la verità rivelata da Dio in Gesù Cristo e proposta dalla Chiesa cattolica con il carisma dell’infallibilità; il secondo è che l’apostolato promosso dall’Unione parte dal presupposto che la missione della Chiesa è rivolta al mondo intero (katà holon), proprio perché la verità rivelata è destinata a tutti gli uomini ed è riconoscibile come tale da ogni uomo cui venga adeguatamente annunciata, indipendentemente dalle sue circostanze personali di età, cultura ed esperienze: la verità rivelata trascende infatti ogni particolarismo e non muta con il mutare delle contingenze storiche.

Chiarisco infine che cosa intendo per “difesa scientifica”. Nessuno può ignorare che la fede cattolica è oggi sotto attacco: non solo ad opera delle tradizionali forze ideologiche che dall’esterno contestano la sua pretesa di essere la completa e definitiva rivelazione della verità che salva — alludo all’ebraismo, al paganesimo come religione di Stato nell’Impero romano, alla filosofia ellenistica anticristiana di Celso, all’Islam, al deismo illuministico, alla Massoneria, al comunismo ateo, allo scientismo neopositivistico, all’irrazionalismo vitalistico, al razionalismo critico —, ma anche ad opera di quelle nuove forze ideologiche che agiscono all’interno, interpretando la fede cristiana con schemi concettuali erronei o inadeguati i quali finiscono per annullarla proprio come verità; e qui mi riferisco al modernismo teologico e alle varie forme del relativismo dogmatico.

Livi Benedetto XVI
Il Sommo Pontefice Benedetto XVI incontra i membri del Senato Accademico della Pontificia Università Lateranense, a sinistra Antonio Livi all’epoca decano di filosofia, al centro il Vescovo Rino Fisichella, all’epoca magnifico rettore.

Discutere le false ragioni degli uni e degli altri una discussione che deve essere pacate e serena, priva di passione ideologica ma non priva di sincero e ardente amore per la verità rivelata ― è un diritto e ancor più un dovere per il cristiano che abbia competenza filosofica, come io ritengo di avere. La difesa (apologia) della fede cristiana è peraltro una pratica nata con il cristianesimo stesso; e i primi apologisti che la storia del cristianesimo annovera tra i “padri della Chiesa”, sia di Oriente che di Occidente, furono dei filosofi (si pensi a Giustino martire), i quali si sentirono obbligati, in virtù della loro ferma convinzione razionale che il cristianesimo fosse la «verità definitiva», a smentire le false ragioni addotte da quanti allora pretendevano di negare che la dottrina cristiana fosse la rivelazione divina dei misteri della nostra salvezza. Heute, come forse mai in passato, è compito irrinunciabile dei filosofi cristiani smentire ― con argomenti razionali, che in definitiva vanno ricondotti alla logica aletica ― le false ragioni da sempre ossessivamente riproposte da chi nega l’origine divina della dottrina cristiana o addirittura pretende di dimostrare che “dottrina” propriamente non è (anche se conoscono la Scrittura, nella quale si legge che Cristo ha detto: «La mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha inviato» [Joh 7, 16]).

gesunder Menschenverstand
La filosofia del senso comune

Inoltre parlo di una “difesa scientifica” nel senso di una difesa basata su argomenti razionali rigorosi, argomenti che in definitiva ― come ho detto prima ― vanno ricondotti alla logica aletica (che è la logica filosofica in quanto capace di accertare le condizioni di possibilità della verità in ogni situazione conoscitiva), dass, essendo il campo filosofico di mia specifica competenza, mi dà la fondata speranza di poter contribuire agli scopi apostolici cui accennavo. E non si pensi che sia arbitrario riferirsi alla filosofia quando si parla di “scienza”; tatsächlich, nel linguaggio epistemologico classico, e anche in quello moderno da me adottato, il sostantivo “scienza” non è da intendersi in senso riduttivo, come riferito unicamente alla teorie fisico-matematiche o biologiche (questo è l’errore epistemologico dello scientismo), ma come sinonimo della conoscenza per inferenza in generale, ivi comprese (e al vertice) la metafisica e la logica. Infatti il mio testo fondamentale su questi argomenti (Philosophie des gesunden Menschenverstandes) ha come sottotitolo Logica della scienza e della fede. Lavoriamo allora per promuove allora studi e ricerche storico-critiche e filosofico-teologiche utili al perseguimento di alcuni obiettivi concreti:

la divulgazione in ogni ambito della società della retta interpretazione della verità rivelata, quale si trova nei documenti della sacra Tradizione e nella sacra Scrittura, alla luce del magistero ecclesiastico, necessariamente considerato nella sua logica continuità (dalla dottrina degli Apostoli agli insegnamenti conciliari e pontifici più recenti, ivi compresa l’eventuale esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco nel 2015).

Anselmo
St. Anselm von Aosta, Doktor der Kirche

La promozione di una maggiore unità dei cattolici nella fede comune, fornendo a tutti i giusti criteri per distinguere, in qualsiasi contesto storico-culturale, la dottrina autorevolmente proposta dalla Chiesa come rivelazione divina ― dottrina alla quale ogni cattolico deve sempre prestare un assenso sincero e convinto ― dalle diverse ipotesi di interpretazione del dogma che possano essere proposte dalle scuole teologiche o da singoli teologi, ipotesi che nulla possono aggiungere e nulla debbono togliere all’unica verità che salva;

La creazione di un nuovo clima culturale, in der Kirche, che possa garantire ― una volta assicurata quella solida base di unità nella fede di cui sopra ― l’effettivo esercizio della libertà di opinione dottrinale e di scelte pastorali, nella consapevolezza che il pluralismo, sia teologico che pastorale, è non solo legittimo ma anche necessario ai fini dell’Verständnis des Glaubens, ossia come esigenza della fede stessa, la quale non cessa mai di ricercare nuovi e più efficaci modi di penetrare nelle profondità della verità rivelatafides quaerens intellectum»), anche in vista di una sempre più feconda applicazione di essa alle diverse circostanze della vita personale e delle strutture sociali (inculturazione della fede).

Infolge, una sorta di “demitizzazione” della teologia professionale allo scopo di sdrammatizzare le differenze di orientamento dottrinale tra diverse scuole e diversi protagonisti del dibattito pubblico, rendendo consapevoli i fedeli che non hanno senso le reciproche accuse di infedeltà allo Spirito e i reciproci sospetti di eterodossia, perché indubbiamente Dio vuole che tutti noi, in der Kirche, combattiamo nel solo nome della verità, dell’unica verità della fede cattolica, la quale viene prima di ogni scelta di campo nell’ambito culturale e teologico. Tatsächlich, solo ciò che è definito dogmatico dalla Chiesa può essere identificato con ciò che «sempre, ubique et ab omnibus» è stato creduto (Tradition) e soprattutto con ciò che oggi e anche in futuro può essere creduto «semper, ubique et ab omnibus» proprio in quanto è la verità rivelata da Dio in Cristo: verità che nel suo nucleo nozionale è e deve restare accessibile a tutti (comprensibile sulla sola base del “senso comune”) e proprio per questo trascende la varietà infinita delle legittime interpretazioni, tanto dei tradizionalisti quanto dei progressisti.

elefante
il peso dell’equilibrio, nicht leicht, ma è possibile

Sono consapevole che il perseguimento di siffatti obiettivi richiede un assai difficile equilibrio: tra il dovere dell’obbedienza agli orientamenti pastorali che i legittimi Pastori forniscono a tutto il corpo ecclesiale e la corrispondenza alla vocazione personale di ciascuno nella Chiesa; tra la fedeltà all’unica verità rivelata e la necessità di ricercare sempre nuove vie per l’evangelizzazione; tra la rispettosa accettazione dei diversi carismi e delle diverse opzioni pastorali degli altri fedeli e la passione per le proprie scelte, maturate sulla base della propria lettura dei «segni dei tempi» e sulla scorta della propria esperienza di vita. Ma sono convinto che tale equilibrio è assicurato proprio dalle regole di razionalità integrale suggerite dalla logica aletica e che da anni sono impegnato a illustrare sul piano, note, del rigore scientifico nel rilevamento dei dati e nell’argomentazione. Assieme a padre Giovanni Cavalcoli e Arie S. Levi di Gualdo sono certo di poter proseguire efficacemente su questa strada, al servizio della comunità ecclesiale.

Cliccare qua per ascoltare un canto mariano della tradizione popolare

      regina

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