Preti trendy? Nicht pigliateli ernst, pigliateli die Pisse, ist ein extremer Akt vollkommener christlicher Liebe. Und jetzt werde ich erklären, was wirklich schlüpfrig …

PRIESTS TRENDY ? PIGLIATELI NICHT ERNST, PIGLIATELI die Pisse, Ist ein Akt der EXTREME PERFECT CHRISTIAN CHARITY. UND JETZT VI ERKLÄREN, WAS WIRKLICH COUCH …

.

Heute, vor bestimmten Priester, einerseits, non ci resta che piangere, andererseits, wir haben nur zu prenderli per il culo, perché posta la questione in questi termini, die jack ass risulterà l’atto estremo, più perfetto e amorevole della carità cristiana, ve lo dice un pretaccio scurrile, che resta intimamente troppo preoccupato di non ingoiare il cammello dell’eresia [CF. MT 23,24], per preoccuparsi dell’innocuo moscerino di una salutare parolaccia.

.

Autor
Ariel S. Levi Gualdo

.

PDF-Format Artikel drucken

.

Vater Ariel Caro,

non sono un vecchio nostalgico, ho appena compito 24 Jahre alt, e alla mia età le dico che oggi un prete come don Camillo, nato dalla fantasia del mio conterraneo emiliano Giovannino Guareschi, riempirebbe le chiese, specie di giovani. Mentre i preti in abiti beiläufig, alle ecologia, Frieden und Liebe, venite immigrati che c’è posto per tutti e via cantando a seguire, le chiese le hanno vuotate. Dentro le chiese oggi sono rimasti quelli che vent’anni li avevano nel 1970, oggi sono in cammino per i settanta, ma sono sempre lì, a strimpellare con le chitarrine. Sa che le dico, forse il mio linguaggio sarà volgare e gliene chiedo perdono, ma i don Camillo di una volta erano uomini con le palle che ispiravano rispetto anche in quelli che non credevano. Oggi tanti preti trendy fanno proprio venir voglia di prenderli per il culo, specie da parte di chi crede ancora, perché a un prete si può perdonare tutto, ma non che sia diventato prete perché totalmente privo di palle [...]

Edoardo M. (Modena)

.

.

i modi all’occorrenza garbati e persuasivi di Don Camillo

Il giovane lettore modenese di cui ho riportato la prima parte della sua lettera, è stato l’ispiratore di questo nuovo articolo nel quale, tirato per i bordi della mia veste, torno ad affrontare il problema dell’abito del prete, sebbene inteso, come sarà spiegato avanti, in senso filosofico, theologisch, mistico e morale. Di questo argomento mi sono già occupato in uno scritto pubblicato lo scorso anno, ponendo in rapporto i preti che nella culla storica del Cristianesimo si mimetizzano in abiti civili, mentre i musulmani ostentano tutti i segni della loro appartenenza tribale e religiosa, in un’Europa ormai ex cristiana divenuta loro facile terra di conquista [siehe vorherigen Artikel Wer]. Spontanea sorge quindi la domanda: perché ritornare su quest’argomento? Aber vor: Wie kommt, dinanzi a fatti ben più gravi, come l’Europa ex cristiana al totale collasso, parlare di “quisquilie” come l’abito del prete? Forse in tal modo non si corre il rischio di preoccuparsi delle margherite che appassiscono per il calore prodotto dal fuoco, mentre la casa avvolta interamente dalle fiamme sta bruciando? In una situazione ecclesiale come la nostra, che sotto molti aspetti non ha dei precedenti storici, non vi sono forse cose ben più gravi a cui pensare? [siehe meine früheren Artikel Wer]. Un esempio di cosa ben più grave è costituto dai non pochi preti che quando salgono all’altare mostrano in modo palese di non credere in ciò che fanno, dopo avere dimenticato che nel giorno della loro sacra ordinazione diaconale hanno ricevuto il Santo Vangelo con queste precise parole:

.

«Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunziatore: credi sempre a ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni».

.

Ricevendo poi la consacrazione sacerdotale, il presbìtero inginocchiato dinanzi al Vescovo ha ricevuto il calice e la patena che conterranno il Corpo e il Sangue vivo di Cristo Dio; e li ha ricevuti con delle precise parole che dovrebbe ricordare per tutta la vita. E se un giorno il prete fosse anche colpito da demenza senile o da morbo di Alzheimer, al punto da non trovare neppure la porta del gabinetto nel corridoio di casa sua, sowieso, pur non ricordando la propria data di nascita ed il proprio stesso nome, ricorderà comunque queste parole:

.

«Ricevi le offerte del popolo santo per il sacrificio eucaristico. Wissen Sie, was Sie tun werden,, imitieren, was Sie feiern. Conforma la tua vita al mistero della croce di Cristo Signore».

.

come eravamo: zwei Bauern knien den Pastor Gang zur heiligsten Eucharistie zu einem Kranken

mit Priestern konfrontiert zunehmend schlecht ausgebildet, verformt oder schlimmer seit Jahren innerhalb dieser verheerenden pretifici zu denen jetzt haben die Seminare reduziert, ist der Fall des offenen Diskurses auf ein scheinbar marginal Elemente wie das Kleid des Priesters, wenn viele Priester, feiert das eucharistische Opfer, glaube nicht nachweisen, dass unter den Gestalten von Brot und Wein, nach Transsubstantiation [1], Christus der Herr ist wahrhaft und wirklich präsent, ungeschnitten, in Seele, Körper und Göttlichkeit? Und wenn es um die heiligsten Eucharistie, diese Art von Priestern, die wir üblicherweise definiert preti trendy, alles außer spricht von Opfern lebendig und heilig, das ist ihre schlechte Gewohnheit, anstatt auf verschiedene andere Art und Weise zu nennen: Fest der Liebe, freudiges Chaos, Abendessen Brüder, Fest der Freude ... kurz,: Giovanni Calvino rein !

.

In der Tat ..., Christus gab, Nachdem uns das Geheimnis seines Leibes zu geben und sein Blut [2], nachdem in Gethsemane Schwitzen [3], nachdem sie betrogen [4], er dann aufgegeben von seinen Schülern [5], zu Unrecht verfolgt, beleidigt, Schlagsahne und mit Dornen gekrönt [6], schließlich kam es mit einem schweren Holz zum Kalvarienberg auf den Schultern geladen einen dieser Songs singen demenzial-pop dass unsere armen Ohren müssen in vielen Kirchen hören ...

.

„Entfesseln Sie die Freude, Heute ist das Fest, dai, sing with us, die Partei hier sind wir " [sehen Wer].

.

come eravamo: ein Priester, der heiligsten Eucharistie, zu einem Kranken nimmt, von einem Kind begleitet, die es trägt, eine brennende Lampe el'acquasanta voran

… con il prete parato col colore viola dei tempi penitenziali forti che batte le mani con aria beota e che rassicura tutti circa il fatto che lui, nel «banchetto della gioia», quella che oggi non si chiama più sacra liturgia del memoriale vivo e santo, tanto meno Sacrificio Eucaristico, al centro mette proprio loro: quattro giovani sfigati che se fossero belli e aitanti non scatenerebbero la gioia ballando davanti all’altare, ma si darebbero ai bagordi in tutt’altri luoghi, per esempio ballando sui cubi delle discoteche.

E chi pensasse che centro della sacra liturgia, culmen et fons della vita cristiana, è Cristo col sacrificio incruento della croce che si rinnova, falsch. E oltre a sbagliare è vecchio e anacronista; e oltre a esser vecchio e anacronista è un «dogmatico ottuso», un «tridentino pre-conciliare», un «ossessionato dalla dottrina»

.

Inutile ricordare che Dogma und dogmatisch non sono parolacce scurrili, anche se oggi ridotte a tal rango, perché i dogmi – a partire dai dogmi cristologici e trinitari –, sono le colonne che reggono l’impianto della fede e dell’intero Mistero della Rivelazione [7]. Il termine tridentino, o Concilio di Trento, oggi usato come i figli di papà usavano nel Sessantotto il termine «fascista» e «borghese», non è nulla di sconveniente, perché senza il grande Concilio di Trento, celebrato in un momento storico di grande crisi e decadenza morale e politico-sociale della Chiesa, non sarebbe stato neppure pensabile, cinque secoli dopo, Vatikan II, preceduto dal breve ma altrettanto grande Concilio Vaticano I. Deshalb, vivere e cercare di vivere la propria vita in conformità alla dottrina e alla morale cattolica, non è affatto sconveniente, etwas! È l’unico sistema da sempre conosciuto attraverso il quale vivere quella vita cristiana che ci guiderà alla salvezza delle nostre anime, attraverso il perdono delle nostre colpe che ci preserva dalle fiamme dell’inferno, portando in cielo tutte le anime specialmente quelle più bisognose della misericordia di Dio, come insegnò la Beata Vergine Maria di Fatima ai pastorelli in una preghiera espiatoria divenuta poi una supplica della Chiesa universale.

.

Per anni ho scritto sulle derive spirituali, dottrinali e morali del clero, dass, wenn sie gut verstehen würde, sofort analysiert, dass in sich und für sich die Luciferian; weil nur der Teufel Seelen auf bestimmte Ebenen der menschlichen und moralischen Degradierung geweiht bringen. Alle mit einem einzigen Ergebnis: geben Sie mir einen Grund - Ort und da auf bestimmte Dinge und in einigen meiner Analyse habe ich immer wollte und betete völlig falsch zu haben -, Sie befanden sich in Privat einer kleinen Armee von Bischöfen und Kardinälen, und eine Reihe von guten Priestern leider immer niedriger, dass sie auch weiterhin in diesem Debakel existieren, obwohl getrennte Strenge als Pestkranken in den peripheren und Randsitze, so dass sie mit ihren authentisch Modellen des Glaubens und die priesterlichen Tugenden, non disturbino il ben più elevato numero di pessimi preti, o di preti che sono delle autentiche vergogne del sacro ordine sacerdotale, sempre e di rigore piazzati dai loro vescovi in tutti i posti chiave delle diocesi, a partire dalle più grandi e ricche parrocchie.

.

una creatività del tutto diversa rispetto a quella dei preti che improvvisano liturgie balzane a suon di bonghi e danze: prete americano che ha istituito il confessionale portatile.

Le mie analisi fatte in ossequio alla verità e rette su basi dottrinarie, canoniche e dogmatico-sacramentarie, hanno mai scalfito questi soggetti? Quando ho tuonato che la odierna crisi del dogma nasce da una spaventosa crisi morale del clero, perché una crisi morale genera di conseguenza una crisi dottrinale [siehe meine früheren Artikel Wer], qualcuno è forse corso ai ripari? Le mie analisi rimangono scritte e pubblicate, sicuramente ne farò anche altre in futuro, ma senza omettere di praticare, da oggi in poi, la strada forse più efficace: l’ironia, o se preferite la cosiddetta jack ass. Perché certi soggetti, che sono insensibili alle verità della Santa fede ed alla morale cattolica nella stessa misura in cui un chirurgo è indifferente al sangue umano ed ai tagli di bisturi praticati sulle carni dei pazienti, mal tollerano di essere sfottuti; mal tollerano che i loro malvezzi siano mutati in oggetto di pubblico sberleffo. O per meglio dirla con un esempio: se un giovane alto un metro e sessanta centimetri per cinquanta chili di peso è convinto di essere un campione di football ; se una ragazza alta un metro e mezzo scarso sul quale sono distribuiti novanta chili di peso, si ostina a mettersi minigonne e tacchi alti perché è convinta di essere una fotomodella, a nulla varrà far loro un profondo discorso psicologico mirato a richiamarli al dato di fatto oggettivo, con relativi inviti al pericolo esistenziale che comporta per un uomo e per una donna la totale dissociazione dal reale, perché costoro seguiteranno imperterriti a sentirsi più che mai: der erste, un campione di football, la seconda una fotomodella. Sonst, se l’uno e l’altra, dopo avere mostrato in ogni modo un deciso rifiuto a confrontarsi con la realtà, saranno invece esposti al pubblico ridicolo, in un modo o nell’altro si troveranno costretti a capire. E tutti coloro che fossero stati convinti che anche una donna di ottant’anni può, in quanto donna, partecipare al concorso di Miss Italia, o che un uomo di novanta affetto da artrite reumatoide può, in quando uomo, partecipare ad una gara di corsa con salto a ostacoli, non crederanno più a simili “potenziali” panzane, perché la illogicità sarà palese e posta in luce assieme a tutto il suo intrinseco elemento ridicolo.

.

Durante i miei felici e dolorosi anni di sacro ministero sacerdotale ho più volte e inutilmente richiamato ― e Dio solo sa con quale sincera amorevolezza ―, molti confratelli sacerdoti a rifuggire la sciatteria, ad essere curati nell’aspetto esteriore e decorosi nel vestire, anche perché l’aspetto esteriore non è affatto mera formalità, ma svela l’aspetto interiore, il senso morale e spirituale della persona. Ein bisschen’ come le espressioni del volto e gli occhi, che se ben osservati svelano lo specchio dell’anima della persona. O vogliamo forse dimenticare che la nostra anima è racchiusa in un corpo che la contiene e che al tempo stesso la rivela per ciò che essa realmente è?

.

come eravamo: chi ha conosciuto nella gioventù preti di questo genere, ne porta sempre vivo il ricordo e soprattutto il modello

Wiederholt, entrando in estate con la mia veste talare in qualche chiesa parrocchiale, mi è capitato di ritrovarmi dinanzi ad un confratello con i bermuda a fiori, die T-Shirt colorata ed i sandali infradito ai piedi; e dinanzi a quella visione ho avvertito il colpo di lancia di Longino sul costato di Cristo. Quindi non ho mancato di prendere da parte quel confratello, spiegandogli a tu per tu quanto doloroso fosse stato per me quel colpo di lancia. Dinanzi a scene e fatti simili, di prassi è accaduto che il confratello mi abbia variamente irriso, unendo alla sua sciatteria ed alla sua mancanza di decoro sacerdotale la classica battuta sfottente: "Ah, ich sehe! Tu sei uno di quelli che non ha ancora avuto notizia che nella Chiesa c’è stato un Concilio». A quel punto ho risposto ― sbagliando ―, che in verità, in der Kirche, di concili ve ne sono stati in totale ventuno e che a partire dal IV Concilio Lateranense celebrato nel 1215 sino ai quattro decenni successivi al Concilio Vaticano II celebrato tra il 1962 und 1965, la Chiesa ed i suoi Sommi Pontefici hanno in tutti i modi ribadito l’uso obbligatorio dell’abito talare, ricordando che la veste del prete è la talare e che in caso di necessità, non di comune prassi, può essere usato il Geistliche. Inutilmente ho perso tempo a spiegare a molti di questi soggetti l’elemento profondamente spirituale e mistico dell’abito ecclesiastico, il suo essere segno di sobrietà e di morale distacco dal mondo, ma soprattutto testimonianza ed elemento di necessaria riconoscibilità del sacerdote. E mentre io parlavo con la passione della fede e l’amore profondo che nutro per la Chiesa di Cristo ed i suoi ministri, questi mi guardavano come si guarda un povero demente, semmai dicendo alla fine, come si dice ai pazzi per non contraddirli inutilmente … «Va bene … va bene, Du hast Recht!». Il tutto col tono di chi dà ragione ad un malato di mente che ti ha proprio rotto i coglioni col suo parlare ma che tu, persona di superiore sanità mentale, proprio per questo non vuoi irritare.

.

Su quest’ultima riga è stata scritta la mia condanna da parte dei clericali in calzoncini corti, maglietta variopinta e sandali infradito ai piedi, perché un prete non può osare, meno che mai scrivere la esegesi inerente le varie rotture dei propri presbiterali coglioni. E questi clericali, wohlgemerkt, sono i moderni sepolcri imbiancati «pieni dentro di ossa di morti e di ogni putridume» [8], pronti in qualsiasi momento, Gestern und heute, ad affermare che ad essere volgari non erano certo loro. Volgare, oltre che aggressivo nel linguaggio, lo era Gesù Cristo con certe sue espressioni insultanti, al punto da vedersi più volte affibbiato persino il titolo di bestemmiatore. Dunque volgare non è un teologo intriso delle peggiori eresie moderniste come Andrea Grillo, che può sbeffeggiare il Venerabile Pontefice Benedetto XVI e con lui quel santo uomo di Dio del Cardinale Robert Sarah, dopo avere già preso a sfottò il Cardinale Carlo Caffarra ed il Cardinale Gerhard Ludwig Müller. Volgare non è quindi lui, ma lo sono io se oso affermare che questi eretici al potere, che da una parte attaccano con spocchia i pochi buoni cardinali che ci restano, ed al contempo rimangono in cattedra nelle università pontificie a insegnare teologia sacramentaria, mi creano un tale giramento di coglioni che se mi mettessero in acqua nel porto di Ostia Antica arriverei in quindici minuti nel porto di Napoli, dove sarei accolto in pompa magna dal Cardinale Crescenzio Sepe, che dichiarerebbe quella mia traversata via mare effettuata in tempi record per giramento dei coglioni come eliche a turbina, un miracolo più grande del prodigio di San Gennaro [su Andrea Grillo vedere l’ultimo articolo di Giovanni Cavalcoli, Wer].

.

come eravamo: Città di Avezzano d’Abruzzo. Un parroco celebra la Santa Messa all’aperto nello spazio della chiesa ridotta a macerie dopo i bombardamenti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Così ho cominciato ad adottare altro sistema, facendo irritare numerosi preti, mehrere von ihnen, come verginelle vilipese o come adolescenti prese dagli sconvolgimenti delle prime mestruazioni, son corsi dai loro vescovi a starnazzare come galline riferendo concitati che io sarei volgare e che oso perfino dire parolacce. Da, wie ich schon sagte, il volgare sono io, reo d’aver chiamato gran pezzo di merda un prete che in ciabatte e pantaloni corti chiacchierava dentro la chiesa parrocchiale coi fedeli con le spalle voltate al Tabernacolo. Volgare, wohlgemerkt, non è questo prete con le spalle voltate al tabernacolo in ciabatte e braghe corte che fa salotto sul presbitèrio, ma io che l’ho chiamato con un titolo che il poverino non meritava. E diversi di questi poverini si sono ritrovati più volte di fronte ad un vescovo che, pur essendo uno degli artefici delle peggiori derive post-conciliari, nel suo ruolo episcopale si è trovato costretto, una volta adito per emettere inappellabile giudizio di condanna verso di me, a non evadere la richiesta ed a rispondere al prete:

.

„Sicher, quel concentrato di linguaggio colorito tosco-romano è quel che è! Aber, se ti ha irriso perché ti ha trovato dentro la chiesa parrocchiale a parlare con i fedeli con le spalle voltate al Tabernacolo, in pantaloni corti e ciabatte ai piedi, tutti i torti in fondo non li ha. Sicher, come tu dici, un prete non deve rivolgersi a un altro prete chiamandolo gran pezzo di merda. Però ricordati: quel linguaggio da scaricatore di porto l’ha usato perché ti ha trovato dentro la chiesa parrocchiale in quello stato, se tu fossi stato inginocchiato con il breviario in mano davanti al Tabernacolo, dubito che ti avrebbe chiamato gran pezzo di merda, forse si sarebbe inginocchiato a pregare con te».

.

Il giorno dopo mi giunge una telefonata da parte di quel vescovo: faccio appena in tempo a rispondere «pronto?» che costui mi aggredisce con testuali parole che adesso riferisco integralmente tali e quali:

.

«Senti un po’, grandissima testa di cazzo, come ti sei permesso, gestern, di dare del gran pezzo di merda ad un prete? Ti rendi conto di quanto sei stronzo e volgare? Hier, ti ho chiamato per la gioia di mandarti a fare in culo io di persona e per dirti che devi vergognarti del tuo linguaggio scurrile, im Gegenteil: ringrazia Dio se non ti sospendo lugen !».

.

Dopo essermi sorbito tutto quello sproloquio, Wunder:

.

"Exzellenz, ho capito bene tutto ciò che mi ha detto, oppure mi sono perso qualche passaggio tra una giaculatoria e l’altra?».

.

Ein Punkt quel, Bischof, si mette a ridere e mi dice:

.

«A dire il vero, ti ho chiamato per dirti che sono dalla parte tua, purché però tu non lo dica in giro, perché vedi, della sciatteria di questi preti io ne ho pieni i coglioni. Se però mi azzardo a dir loro qualche cosa, se non riescono a sbranarmi allora si limitano a farmi l’inferno. Dunque hai fatto bene a dirgli quel che si meritava ma che io purtroppo non posso dirgli. E detto questo adesso vedi d’andare a fa ‘n culo, perché io ho da fare, quindi ti saluto, grandissima faccia di merda !».

.

come eravamo: un presbitero romano su un ponte sul Tevere. Siamo proprio sicuri che i giovani, die Priester, non li vogliano a questo modo?

Non ho mai narrato a nessuno questo ameno colloquio con un vescovo ormai emerito, ed oggi che l’ho fatto mi sono guardato dal fare anche un riferimento vago a persone e luoghi. Da soggetto volgare tal sono posso però aggiungere un altro esempio, sempre legato a questo vescovo ed a quella che fu a suo tempo la sua diocesi. Una volta egli entrò nella sala da pranzo dell’episcopio, dove un giovane prete trentenne, seduto a gambe larghe su una sedia, stava guardando la televisione. Il vescovo si rivolge per una informazione al giovane prete che resta sbracato sulla sedia a gambe larghe; ed in quella posa risponde al vescovo che sta invece in piedi dinanzi a lui. Dopo che il vescovo fu andato via, io presi quel povero cafone, che pure s’era fatto più di dieci anni di formazione nel Blessed Seminar, tra seminario minore e seminario maggiore, dicendogli in tono amabile che quando entra il vescovo non si rimane a sedere, per giunta a gambe larghe, ma ci si alza subito in piedi, gli si accenna un inchino con la testa e si ascolta quel che lui dice, rispondendo a ciò che lui chiede. Gut, la prima persona che scatenò l’inferno contro di me per quel richiamo del tutto privato, ma a lui riferito dal povero cafone offeso, fu il vicario generale sempiterno di quella diocesi, tale indicato perché ricopre il proprio ruolo da tre vescovi che si sono succeduti in quasi un ventennio presso quella sede (!?). Aber, come ribadisco, io sono un prete volgare. E sono volgare perché all’occorrenza oso dire persino parolacce, però m’inginocchio da sempre a baciare la mano soprattutto ai peggiori vescovi di questo mondo, nelle figure dei quali non cesserò mai di vedere e di venerare il mistero di Cristo ed il mistero della Chiesa. E se mio padre uscisse dalla tomba e d’improvviso me lo vedessi davanti accanto al vescovo, prima renderei omaggio al vescovo, poi saluterei mio padre. Aber ich, come dicono certi preti trendy di provincia quando non sanno dove attaccarsi«lui non può capire, perché non ha fatto il seminario, per questo vive in una Chiesa che non è mai esistita». Affermazione dinanzi alla quale a suo tempo replicai: … ja, es ist, benedicendo la grazia di Dio non ho fatto il Blessed Seminar ! Anche perché la buona educazione cristiana e sociale ricevuta in famiglia dai miei genitori e poi coltivata dai santi vescovi e sacerdoti che in seguito mi hanno formato al sacerdozio, non sarebbe mai stata in alcun modo estirpata neppure dal più satanico dei heilig Seminare di questo mondo; a partire da quei non pochi seminari nei quali, anche di recente, sono stati scoperti nelle memorie dei computer migliaia e migliaia di foto porno e di porno-film gay. E a tal proposito si prega di chiedere lumi alla Congregazione per il clero ed al suo efficientissimo Prefetto, il Cardinale Beniamino Stella, canonicamente responsabile per quei seminari che nessuno si è ancora deciso a ripulire, anzitutto dai pessimi formatori ai quali parecchi di essi sono sempre affidati. Und wenn in diesen Zeilen waren falsch und ohne Papiere gegeben, so verleumderische, dass dann weiter der Präfekt Eminence mit den durch Verweigerungen und die damit verbundenen kanonische Strafen gegen mich … Ich bezweifle - leider! -, Er hob einen einzigen Seufzer von dem, was ich sagte,, wenn man bedenkt, dass die Fälle, mit denen der Heilige Stuhl kämpfen müssen mehr oder weniger sind diese … [öffnen Sie die Anlage, Wer].

.

Die Sache, die heute Sorge sollte viele Bischöfe Flüchtigen und Unterlassungen, ist, dass die Praxis, Diese immense Scham des heiligen Priester, wenn sie kommen auf die Kanzel die Predigt über das Evangelium zu machen, kontinuierlich wiederholt: „Wie gesagt Franziskus ... wie sagte Papst Francis ...“. Unter dem Heiligen Vater nicht nur marginaler Diskurse, o battute più o meno felici o più o meno opportune, ma prendendo soprattutto discorsi di dubbia autenticità tratti da frasi o interviste riferite da giornalisti, spesso tutt’altro che cattolici e soprattutto per nulla ferrati nelle nostre fondamentali verità della fede. E dico che la cosa dovrebbe inquietare i vescovi perché questi stessi preti, vor jahren, salendo sugli stessi pulpiti, si sono sempre ben guardati dal dire: «Come ha scritto e affermato il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II … come ha scritto e affermato il Sommo Pontefice Benedetto XVI …». Und, si badi bene, non ciò che questi due Augusti Pontefici affermavano nel loro parlare a braccio del più e del meno, al quale entrambi non erano proprio avvezzi, ma quanto da loro scritto e affermato in importanti encicliche ed altrettanti importanti atti del loro sommo magistero. Per anni, tra le sacrestie, le canoniche e le sale parrocchiali, abbiamo sentito eccome, questi preti oggi mutati in grandi citatori di affermazioni del tutto marginali e irrilevanti fatte dal Sommo Pontefice Francesco I, citare i predecessori del Pontefice regnante, ma li citavano per dire in tono più o meno rabbioso cose di questo genere:

.

«Il “polacco” ha fatta la sua nuova sparata sulla famiglia e sulla morale sessuale. Ma è proprio ossessionato! Possibile che non si renda conto che il mondo è cambiato e che noi bisogna andare incontro alle nuove esigenze della gente?».

.

E nella loro logica, costoro hanno ragione, perché il principio teologico che oggi essi applicano – alla scuola del Cardinale Walter Kasper ed al codazzo dei suoi – è in pratica il seguente: "fottete, fottete che tanto Dio perdona tutti”.

.

Oder:

.

«Il “pastore tedesco” ha fatto un discorso pre-tridentino sulla “unicità della Chiesa Cattolica”. Che vergogna! In un colpo solo ha cancellato il Concilio Vaticano II e l’ecumenismo riportandoci ai tempi in cui, la “vecchia” Chiesa, rivendicava il monopolio della verità e della salvezza».

.

come eravamo: siamo sicuri che i giovani, die Priester, non li vogliano a questo modo?

E nella loro logica, anche costoro hanno ragione, perché quando nella professione di fede noi recitiamo «Credo la Chiesa una, St., katholischen und apostolischen ", questa non è una verità fondamentale e assoluta, ma solo un modo di dire che risale ai tempi nei quali eravamo degli ottusi esclusivisti. Tatsächlich, Cristo non ha fondata sulla terra una sola Chiesa affidata a Pietro, ma ha dato vita ad una molteplicità di Chiese, compresa tra le tante quella Chiesa Cattolica che sta attendendo il miracolo accertato previsto dalla prassi canonica per poter procedere alla beatificazione di Martin Lutero, a meno che il Cardinale Kasper non intervenga con una dotta disquisizione teologica per sostenere che il vero miracolo di questo eresiarca è stata la sua cosiddetta “Reform", la quale ha … «anticipato e ispirato il Concilio Vaticano II». Ce lo spiega tra le righe il Pastore valdese Paolo Ricca direttamente dalle colonne del galantino organo ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana, Zukunft [CF. Wer], Angabe, in virtù della sua idea soggettiva ed errata di Concilio Vaticano II, che con esso sarebbe «caduta l’accusa di eresia» ai luterani (!?). Gut, colgo l’occasione per informare questo Reverendo Pastore, invitato da anni a tenere corsi in diverse nostre università pontificie, a partire dal protestantico ateneo pontificio Sant’Anselmo, che per noi, il Luteranesimo, è sempre una pericolosa eresia e che Lutero, con buona pace della personale Congregazione per le cause dei santi istituita di motu suo dal Cardinale Kasper, non è neppure un semplice ed ordinario eretico, ma è proprio un eresiarca. Oltre al fatto che, le dottrine luterane, incluse quelle che insegna e che trasmette questo Reverendo Pastore, erano ieri e forse sono peggio ancora oggi un pericoloso concentrato delle peggiori eresie e deviazioni dalla fede apostolica. Se poi consideriamo che dal nucleo dell’originario Protestantesimo si sono nel tempo moltiplicate le eresie di un’eresia, a questo modo possiamo giungere sino alle nuove eresie di terza e quarta generazione: dai Mormoni ai Pentecostali. Per non parlare degli ulteriori rivoli, per esempio i Testimoni di Geova, che sono un esempio lampante dell’eresia di una eresia di una eresia che nasce a monte sempre dal Protestantesimo, non certo da una scissione dal nucleo Cattolico o dal nucleo dei Cristiani Ortodossi.

.

Adesso voi capite bene il vero senso dell’abito con il quale ho dato inizio a questo discorso; aber vielleicht, le persone di fede e le persone intelligenti, quelle dotate per grazia di Dio di fides et ratio, avranno anche capito che cos’è veramente volgare, ed al tempo stesso quelli che invece sono i miei giochi retorici d’impatto, strutturati sia sulla iperbole sia su quello che i greci chiamavano τόπος.

.

una immagine di San Giovanni Bosco durante le confessioni dei giovani

La perdita dell’abito che da anni lamento inutilmente, non è la dismissione della vecchia talare, ma il deciso rifiuto dell’abito interiore, di cui quello esteriore è solo segno visibile. In questo scritto, condìto con retorica scienza di prese di culo und giramenti di coglioni, non ho scherzato, pur avendo data occasione a eretici varî che esigono non intendere, di potersi attaccare al fatto che il sottoscritto pretaccio ― tale io mi glorio di essere ―, dice persino parolacce. Ebbene sì, io dico parolacce più o meno come le diceva il Verbo di Dio fatto uomo agli scribi ed ai farisei, basterebbe solo che certi esegeti della new theology tutta quanta misericordismi ed emotivi cuoricini irrazionali palpitanti, capissero la portata severa e pure molto offensiva di certe sue invettive [9]. Aber, als bekannt, ieri farisei e sadducei, oggi eretici e modernisti che amoreggiano entrambi con i «Cari fratelli massoni» [sehen Wer], sono pronti più che mai a scansare scandalizzati il moscerino della parolaccia colorita per poi ingoiarsi tutto d’un fiato il cammello della immane eresia [10]. Perché la logica dei clericali ipocriti di ieri e di oggi è sempre quella: profondamente volgare, non è il Cardinale Gianfranco Ravasi che dal grembiulinesco quotidiano della Confindustria die Sonne 24 Erz indirizza una letterina d’amore ai «Cari fratelli massoni», volgare sono io, che dinanzi ad un cardinale vanesio che getta la Santa Sposa di Cristo sul marciapiede come se fosse una Hure da due lire, potrei anche reagire sbottando: adesso basta, questa «guida cieca» [11] tale è il Ravasi, ci ha veramente rotto i coglioni, perlomeno a noi che, Gott sei Dank, ce li abbiamo!

.

Deshalb, iperboliche prese di culo a parte, concludo ricordando che l’abito, lungi dall’essere uno straccio nero che potrebbe in sé e di per sé lasciare il tempo che trova, ha un profondo significato filosofico, teologico e mistico. La parola abito deriva dal latino Habitus, ed altro non è che la traduzione del termine greco ἕξις [hexis]. Nel suo profondo significato filosofico, abito significa abitudine, ed è una abitudine interamente eretta sul carattere [dal greco ἔθος]; quel nuovo carattere indelebile ed eterno che a noi ci ha segnati per sempre attraverso la grazia del Sacramento dell’Ordine Sacro.

.

L’abito è quindi un modo di essere [in greco ουτός ἐkείν] che manifesta l’essere e soprattutto il comportarsi in un preciso modo, conforme a ciò che si è ed a quello che dottrinalmente e moralmente si predica.

.

Per Aristotele l’abito è «cosa simile alla natura» [12], perché attraverso la pratica di precisi comportamenti esso porta a evidenziare in noi, attraverso le caratteristiche naturali che possediamo in potenza, delle caratteristiche mutate in abiti propri e costanti, quasi in una «seconda natura», che è una natura acquisita [13], nel caso nostro tramite quella grazia sacramentale che ci rende sacerdoti in eterno secondo l’Ordine di Melchisedech [14].

.

come eravamo: un gruppo di sacerdoti

Pensateci bene: Wer ist es, che tra fine anni Sessanta e inizi anni Ottanta, su falsi pretesti di Modernität, von abbattimento delle distanze und von der divisioni, ma soprattutto sulla base del pretesto dell’essere e dello stare più vicini ai giovani, ha distrutto il concetto stesso, dell’abito del prete? Ma c’è molto di peggio: basti dire che coloro ch’eran tanto bramosi di spogliare i preti, erano gli esponenti della sinistra radicale ed i massoni. Gli stessi massoni che, in combutta coi modernisti, a inizi Novecento progettavano che si doveva giungere a dare la Santa Comunione ai fedeli in piedi e in mano. Ci si domandi: da che cosa era dettato questo loro interesse, se non dal desiderio di colpire la Chiesa al cuore attraverso la de-sacralizzazione della Santissima Eucaristia mutata in una via di mezzo tra una metafora und banchetto sociale della gioia ? Non è però il caso di aprire un discorso dentro il discorso, pertanto rimando a quando sulla Santissima Eucaristia ha espresso in una sua Keynote il Cardinale Robert Sarah [vedere articoli, Wer] …

.

Questo articolo è stato ispirato, come spiegato all’inizio, dalla lettera a me indirizzata da un giovane cattolico modenese. Qualcuno pensa che costui sia l’unico? Mi scriveva giorni fa Melania, giovane mamma napoletana di 27 Jahre alt:

.

«Togliete dalle chiese chitarre e bonghi, mettete in riga i carismatici che dondolano e svengono ed i neocatecumenali che danzano attorno agli altari, riempite le navate coi suoni d’organo e diffondete i canti liturgici classici, rimettete le assemblee in ginocchio durante la Messa, ponete al centro dell’altare Cristo crocifisso anziché il prete show-man, tornate a parlare nelle omelie dei misteri della fede anziché dei problemi sociali e dell’ecologia, perché la vostra missione è la salvezza delle anime, non la salvezza delle specie animali in via di estinzione. E vedrete come in breve tempo tornerete ad avere le chiese piene di giovani».

.

a portare la veste talare siamo rimasti in pochi: Don Matteo, che però è un attore di una serie televisiva di successo, assieme a pochissimi altri preti, che non sono attori ma preti reali. Qualcuno si è mai chiesto come mai, i registi, nelle loro fiction, i preti che raffigurano figure positive od anche simpatiche, li presentano al pubblico sempre e di rigore tutti quanti con lavecchiatalare?

Ist es nicht, bensì falso, che i giovani cattolici bramassero i loro preti in braghe di tela e scarpette da ginnastica; come non è vero che nessun figlio abbia mai bramato vedere suo padre muoversi per casa in mezzo agli ospiti vestito con un paio di mutande cadenti. Furono i devastanti psicologisti und sociologisti degli anni Settanta, cresciuti a Pane&Marx, che lanciarono quella pretestuosa moda della liberazione dei costumi e del corpo, per l’abbattimento delle «ideologie borghesi», in base alle quali i genitori dovevano ostentare la nudità coi figli e viceversa; furono loro a indicare come cosa buona ed educativa l’andare tutti assieme nella vasca da bagno; furono loro a lanciare il “mito” della «mamma amica-complice» e del «papà amicone». È che però, leider, nessuno si premura di andare a vedere quali sono stati gli esiti successivi di molti miei coetanei che a metà anni Settanta componevano nelle scuole elementari struggenti temini raccontando che il padre e la madre erano i loro migliori amici. Nessuno si premura di andare a vedere quali sono stati gli esiti successivi di molte mie coetanee adolescenti, che a fine anni Settanta andavano in discoteca assieme alle loro mamme-vamp in veste di loro amiche e complici, che anziché fare le madri facevano le mezzane, in jeder Hinsicht, certe e sicure che con una pillola anticoncezionale e una scatola di preservativi messi nello zainetto delle loro piccole cagnette in fiore, tutto quanto fosse a posto, educazione sessuale impartita ed emancipazione sessuale perfettamente evasa

.

l’autore di questo articolo con sempre indosso il suovecchio straccio anacronistico

Lo stesso principio, ichn modo diverso ma simile, è stato applicato tal quale ai preti, con la sola differenza che loro non avevano a che fare col papà e la mamma «miei migliori amici», ma con rettori di seminario e con vescovi che negli zainetti di questi piccoli eretici in fiore hanno messo altri generi di pillole anticoncezionali e di scatolette di preservativi, per rendere infine del tutto infecondo il seme di Cristo, dimentichi, se non forse ignari, che la grazia di Dio perfeziona la natura che c’è, ma non supplisce e non può supplire la natura del prete che non c’è mai stato e che quindi non potrà mai esserci [15], anche se il non-prete nell’anima e nel corpo si è fatto anni e anni di Blessed Seminar.

.

l’autore dei questo articolo: «in estate, presso le zone dove c’è molto caldo, esiste da sempre per i preti una alternativa alla veste nera, ed è la veste bianca, ma non certo i calzoncini corti sul presbitèrio della chiesa …»

Ribadisco che questi preti trendy, sotto certi aspetti quasi irredimibili e irrecuperabili nella loro ermetica chiusura ad ogni azione della grazia di Dio, non vanno presi sul serio né rimproverati; perché ogni rimprovero è inutile. Diese preti trendy vanno solo presi per il culo. Fidatevi di un pretaccio che dice parolacce e seguite il mio consiglio: al primo prete trendy che vi si presenta dinanzi con i Jeans attillati a vita bassa e col cavallo del pantalone che nei nuovi modelli è sospeso in alto, non rimproveratelo per avere gettato alle ortiche il suo mistico Habitus, perché quello reagirà ridendovi in faccia e dandovi degli anacronistici. O semmai dicendovi: « … ma tu non sai, che nella Chiesa c’è stato un Concilio»? Allora voi affrontatelo a questo modo: «Reverendo, ma che cosa s’è messo indosso? Mit dem culo cadente da vedova sfatta che si ritrova, questo pantalone non le dona proprio; sondern vor allem, per la poca mercanzia che lei ha in mezzo alle gambe, questo pantalone col cavallo stretto sospeso in alto, non evidenzia quello che c’è, ma proprio quel che drammaticamente è carente in lei, perché la grazia perfeziona la natura che c’è, ma non esalta certo quella che non c’è. E lei, Hochwürden, per carenza di grazia non ha proprio le palle. Hier, al posto suo, visto che lei non ha un fisico da nuotatore, mi coprirei con una toga romana». Und wenn überhaupt,, questo discorso, od un discorso diverso ma simile, non fateglielo fare da un uomo o da degli uomini, ma peggio: fateglielo fare da delle donne. Non c’è infatti cosa peggiore per un uomo, più o meno vero o anche e solo uomo anagraficamente, che sentirsi dire da delle donne: «Tu non hai proprio le palle

.

A quel punto questi soggetti s’incazzeranno einige, perché li avrete messi in ridicolo. Und vielleicht, in extremis, anche se non è detto, impareranno qualche cosa, grazie ad una salutare e molto caritatevole jack ass. denn heute, vor bestimmten Priester, einerseits, non ci resta che piangere, andererseits, wir haben nur zu prenderli per il culo, perché posta la questione in questi termini, die jack ass risulterà l’atto estremo, più perfetto e amorevole della carità cristiana, ve lo dice un pretaccio scurrile, che resta intimamente troppo preoccupato di non ingoiare il cammello dell’eresia e della immoralità diffusa, per curarsi dell’innocuo moscerino di una salutare parolaccia.

.

die Insel Patmos, 12 Juni 2017

.

.

CAMPAGNA PROMOZIONALE 2017: «UNA CHIESA VUOTA PER I VUOTI »

.

Venerabili Vescovi e Fratelli Presbìteri,

volete definitivamente una «Chiesa vuota per i vuoti»? Allora seguitate a invitare a parlare nelle vostre Diocesi e nelle vostre chiese questi preti social-ecologisti, alle giustizialismi sociali und sociologisms d’ormai trentennale e sperimentata fallimentarità, accompagnati in gloria dal loro seguito di Hippies von links Radical chic. Ohne diese, vedrete come le chiese si svuoteranno definitivamente di giovani, per essere finalmente «vuote per i vuoti», visto che quasi più nessuno pensa ormai alla ecologia delle anime da redimere e da salvare dall’inquinamento del peccato, essendo più urgente e politicamente corretto combattere contro l’inquinamento prodotto dai condizionatori d’aria.

Amen!

.

__________________

HINWEIS

[1] Il testo del canone recita: « Si quis dixerit, in sacrosanto Eucharistiae sacramento remanere substantiam panis et vini una cum corpore et sanguine Domini nostri Iesu Christi, negaveritque mirabilem illam et singularem conversionem totius substantiae panis in corpus et totius substantiae vini in sanguinem, manentibus dumtaxat speciebus panis et vini, quam quidem conversionem catholica Ecclesia aptissime transubstantiationem appellat ». Trad. «Poiché, und dann, Christus, nostro redentore, disse che era veramente il suo corpo ciò che dava sotto la specie del pane (216), perciò fu sempre persuasione, nella chiesa di Dio, – e lo dichiara ora di nuovo questo santo concilioche con la consacrazione del pane e del vino si opera la trasformazione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo, nostro signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo sangue. Questa trasformazione, deshalb, in modo adatto e proprio è chiamata dalla santa chiesa cattolica transustanziazione» [Konzil von Trient, Sess. XIII, 15 Oktober 1551, Kappe. IX La transustanziazione].

[2] CF. Vangeli sinottici: MT 26, 20-20; MC 14, 17-26; LC 22, 14-39. Das Evangelium des Johannes: 13, 1-20.

[3] CF. LC 22, 39-46.

[4] CF. MT 26, 36-46; MC 14, 32-42; LC 22, 39-46; GV 18,1.

[5] CF. MT 26, 47-56.

[6] CF. GV 19, 1-16.

[7] CF. Konzil von Nicäa (325), Concilio di Costantinopoli (381), Concilio di Efeso (431), Concilio di Calcedonia (451), II Concilio di Costantinopolich (553), III Concilio di Costantinopoli (680-681), II Concilio di Nicea (787).

[8] CF. MT 23, 27.

[9] CF. MT 23, 1-39.

[10] CF. MT 23, 24.

[11] CF. supra.

[12] Aristotele, in Retorica Ich 11, 1370° 7-8

[13] Aristotele, Etica Nicomachea (II) 1, 1103ein 20 – 1103b 25

[14] CF. EB 7,17.

[15] «Gnade die Natur nicht zerstören, aber vervollkommnet, oportet quod naturalis ratio subserviat fidei, sicut et naturalis inclinatio volutantis obsequitur caritati», San Tommaso Aquino: S. Th. Ich, q.1 a 8, zu 2. Trad. La grazia non supplisce la natura che non c’è, ma perfeziona la natura che sussiste

.

.

 

.

.

.

 

.

.

.

19 thoughts on "Preti trendy? Nicht pigliateli ernst, pigliateli die Pisse, ist ein extremer Akt vollkommener christlicher Liebe. Und jetzt werde ich erklären, was wirklich schlüpfrig …

  1. Edoardo, 24 Jahre alt, Melania, 27 Jahre alt …. due giovani e sagge sentinelle che meritano di essere ringraziate per aver ispirato questa sferzante e salutare tirata d’orecchie
    Una piccola postilla: incontrando un prete (in chiesa od anche per la via e comunque sia vestito) e accomiatandoci da lui, ripristinereil’abitudinedel deferente saluto oggi quasi dimenticato: Laudetur Jesus Cristus, jetzt und immer ( Gelobt sei Jesus Christus, sempre sia lodato)

  2. Fino alle medie andai a scuola dalle suore; alle superiori dai frati. L’insegnamento di religione fino alle medie fu appropriato. Alle superiori un disastro, nessuno riuscì mai a fare lezione: una parte dei miei compagni di classe vagava per l’aula nel caos, vanificando ogni cosa. Si avvicendarono tre docenti cercando vari approcci: l’insegnamento dei precetti, die “Dialog”, l’esegesi della Bibbia, …; niente da fare; non erano supportati dal preside nei provvedimenti disciplinari. L’istituto si era indebitato per manie di grandezza (un grande centro sportivo) e non si poteva rischiare di perdere le rette della società “gut” che mandava i pargoli in quella scuola.

    Uno dei docenti era un prete con la tonaca. einmal, preso da santa ira, lanciò il registro in aria ed esclamòSono stufo di farmi prendere per il culo!”. Fino alla fine dell’ora non si sentì volare una mosca. Purtroppo poi rinunciò all’incarico, ma per quell’episodio diparresia”, inclusa la parolaccia, fu l’insegnante di religione che si meritò la mia stima maggiore; e capii cosa voleva direprete con le palle”, a costo di dire qualche parolaccia, in confronto delle donnicciole che iniziavo a vedere in giro

    1. Gent.mo Fabrizio,

      … come prete io sono il primo a essere d’accordo con lei, aggiungendo in breve questo: il vescovo mi incaricò come insegnante di religione presso una scuola cattolica dove le suore non ne potevano più di certi insegnanti laici con lacune sulla dottrina cattolica profonde come la fossa delle Marianne, e chiesero allora un sacerdote come insegnante, che avesse una adeguata formazione teologica. E io sarei un cosiddetto … “dottore in teologia”.

      Il vescovo seppe però che io mi presentavo a scuola in talare. Mi chiamò e mi disse di non andare a scuola in talare. Io mi rifiutai di togliermela, e lui vi rimandò uno di quegli insegnanti con delle lacune sulla dottrina cattolica profonde come la fossa delle Marianne … affinché studenti e genitori seguitassero a esserepresi per il culo”, ma non nel senso caritatevole e benevolo di cui parla padre Ariel

      1. Caro confratello don Claudio,

        non conosco la tua età, ma forse sei giovane, sicché ti dico la mia: Habe ich 72 anni e divenni prete a 39, dopo avere vissuto a contatto con il mondo accademico ed avere insegnato per un decennio in un liceo.
        Per i miei studi pregressi e la mia esperienza di insegnante, dopo essere divenuto prete il vescovo volle mettermi come responsabile per gli insegnanti di religione nelle scuole.
        Sorvoliamo sullapreparazionedi questi insegnanti, dei quali non intendo nemmeno parlare.
        Due anni dopo mi dimisi dall’incarico, perché non c’era proprio niente da fare e nulla su cui lavorare.

        Vivo in una diocesi “nordisch” nella quale i due precedessori dell’attuale vescovo, per la carenza sempre maggiore di clero, hanno raccattatoclero-spazzaturada varie parti del mondo, tre dei quali finiti condannati dal tribunale penale (sorvoliamo per cosa!) ed un quarto fuggito nel suo paese d’origine prima dell’arresto.
        Interrogato dagli inquirenti io dichiarai il vero: il prete da loro ricercato era stato avvisato da due uccellini chiacchieroni della curia che stavano per andare ad arrestarlo, così si dette alla fuga, portandosi dietro (Natürlich!) la cassa della parrocchia.

        La gran parte di questi preti sono da sempre messi nelle più grandi parrocchie, ma soprattutto nelle più ricche, perché va capito che nei loro paesi d’origine hanno un nutrito esercito di parenti da mantenere.

        e così fui spedito in una parrocchia dialta montagna.
        Sicuramente c’è un’aria che fa bene al corpo e allo spirito, ed una popolazione di 612 parrocchiani.

        Quando anni fa mi domandarono perché un prete d’alloraappena” 58 anni fosse stato messo in una piccola parrocchia montana,mentre i parroci scarseggiavano anche in quelle grandi dei centri popolosi, risposi che quella domanda dovevano farla al vescovo

        Sono figlio unico e a suo tempo i miei genitori, che non se la passavano male, mi lasciarono di che vivere. Meno male! Perché nella parrocchia dove mi trovo si raccolgono in media 20 euro di offerte alla Messa della domenica. Aber, con i soldi della mia famiglia, ho potuto rifare il tetto, installare il riscaldamento nuovo, usw. … e quando morirò, questa parrocchia rimarrà senza parroco. Abbildung, ci sono parrocchie con 3.000 parrocchiani che ormai non hanno più il parroco ma un prete che vi va a celebrare solo di domenica, immaginiamoci se mandano un prete in questo piccolo paesino!

        Von, dimenticavo di specificare la mia colpa … Sie wissen,, i colpi dell’età!
        a parte la mia testimonianza di cui sopra resa agli investigatori sul caso di quel certo prete fuggito, la mia colpa fu a suo tempo la seguente: mi dichiarai contrario (e tutt’oggi mi dichiaro contrario) all’insegnamento della religione nelle scuole, e dichiarai che otto insegnanti su dieci non conoscevano il Catechismo della chiesa cattolica, ma soprattutto consigliai ai genitori cattolici di non far fare ai figli l’ora di religione, ma di mandarli al catechismo in parrocchia.

        L’aria di montagna è splendida epadre Ariel è un grande, perché Dio solo sa a quanti preti di … “montagnasta dando voce !

        don Giorgio von der charmanten Piemont

  3. bravo don Ariel! Fantastico articolo che approvo appieno!
    ed è vero: le chiese si svuotano perchè trovano non un tentativo di modernizzazione ma una bruttissima e deludente copia di quello che trovano nel ‘mondo’. Un prete in pantaloncini e infradito non sarà mai attraente come lo è il mondo per i ragazzi. E quindi, vedendo questa caricatura del mondo storceranno la boccaè inevitabile!

    bravo e grazie!

  4. Vater Ariel Caro,

    il tuo impegno è stato ammirevole, ma è inutile che tu ti sforzi diessere scurrile”, sei destinato a non riuscire in ogni caso in questa impresa, perché dire parolacce e non essere per questo volgari richiede una abilità innata che riescono ad avere solo certi aristocratici

    1. dalle nostre parti [Ed, Naples] all’epoca borbonica e poi anche dopo, le parolacce erano un tocco di stile distintivo che solo i nobili potevano permettersi, poi in seguito hanno cominciato a dirle pure i borghesi o nuovi ricchi, ma quando cominciò a dirle anche il popolo fu lì che nacque la vera volgarità
      A parte gli scherzi, una cosa sulla quale ho riflettuto e sto riflettendo è lajack assnon in sé e di per sé, ma come atto estremo e veramente amorevole di carità cristiana, dies, Ich glaube, è il cuore del discorso, sul quale merita pensare seriamente

  5. Leggo con infinito piacere questo articolo, e penso di aver individuato il presule, da, poche domeniche fa, passatomi al telefono da mia moglie, mi ha sussurrato: ma sei uno dei pochi coglioni che la pensano ancora come me ?
    Und’ e rimane un grande !

    1. riguardo il vescovo citato padre Ariel sono sicuro non parlerebbe manco sotto tortura.
      Gut, io mi domandavo una cosa: ma il padre Ariel, da chi è stato ordinato sacerdote?

      1. Lieber Alessio,

        la consacrazione di un sacerdote è un atto sacramentale solenne e pubblico che investe la vita della Chiesa intera. Non è pertanto un mistero che io abbia ricevuta la sacra ordinazione diaconale e poi quella presbiterale presso due chiese di Roma per mano di S.E. Mons. Luigi Negri.
        In ogni caso vorrei rasserenarla: se questo Vescovo udisse proferire delle parolacce, penso che diventerebbe rosso per l’imbarazzo, esattamente come lo diventerei io

  6. Grandissimo Don Ariel!

    Mi avete letto nel pensiero.

    Ieri sera ho visto per qualche minuto, mentre noiosamente zappingavo, la trasmissione di Bianca Berlinguer.

    Ho visto un giovane con foltissima capigliatura riccia, foltissima barba, con una polo a mezze maniche aperta sul petto ed un orologio in acciaio al polso sinistro, discutere animatamente della legge sulla cittadinanza agli immigrati.

    Mi sono detto che loquacità ha questo sessantottino, anche se era troppo giovane, con mia immensa sorpresa ho scoperto, dai sottotitoli, che era un Don

  7. La prendo in parola e comincio amabilmente con un arcivescovo:
    SEMBRA UNA CANZONE DI JOVANOTTI, MA EZUPPA DI ZUPPI
    perché la piazza è il cuore della città degli uomini
    e proprio la piazza ci dà la possibilità di ascoltare,
    sognare, guardare insieme al futuro e anche cercare risposte
    quando si ascolta si sperimenta già la comunione
    oggi abbiamo allargato ancora di più il nostro dialogo,
    farlo è faticoso ma è l’unico modo perché nasca tra noi
    qualcosa di serio e che ci unisca nel profondo
    perché nella città si nasconde la presenza di Dio
    e i cristiani aiutano a svelare questa presenza
    la Chiesa non vuole una città di individui ma una piazza
    dove impariamo tutti a riconoscerci e ad aiutarci
    la chiesa e la città sono compagni di viaggio
    che tendono alla stessa meta: salvare la persona
    il dialogo di oggi non è né tattico né strategico
    è la visione del futuro e la scelta di iniziare a costruirlo…”
    http://www.famigliacristiana.it/articolo/bologna-congresso-eucaristico-2017.aspx

    1. Lieber Zamax,

      visto che in questo articolo siamo in tema diparole allegre” …
      in ogni caso facciamole dire al caro Ugo Tognazzi di compianta memoria

      VEDERE QUI

      perchè a questo è purtroppo ridotta una gran fetta di episcopato di ultima generazione, alle «supercazzole».

      1. Vater Ariel,

        con la tua ironia stai rubando il lavoro a noi napoletani, e questo non è giusto.
        Però ti perdoniamo, weil die misericordina passa avanti a tutto, anche all’Incarnazione del Verbo
        E November, misericordiosi, es nacquimo

  8. Hochwürden,

    tre settimane fa ho partecipato alla Messa celebrata da lei e da Padre Giovanni Cavalcoli nella nostra chiesa di Varazze dedicata alla nostra amatissima santa Caterina, e ho visto che quando lei ha letto il Vangelo, il Padre la guardava quasi come un papà che è orgoglioso del figlio. Vi leggo da tempo e mi ha fatto tanto piacere vedervi assieme nella nostra città.
    Torni presto !

    Luciana

    … potrei essere sua mamma, premesso! Lei è meglio dal vivo che in foto, sempre detto da mamma …

Lassen Sie eine Antwort