Das Geständnis während der Messe: “Zwei Fliegen mit einer Klappe schlagen”?

– Theologisch –

LA CONFESSIONE DURANTE LA MESSA: «PRENDERE DUE PICCIONI CON UNA FAVA»?

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Ancora oggi, dopo cinquant’anni dalla indizione del Concilio Vaticano II, esiste ancora una certa abitudine di penitenti che si confessano durante la Messa; al che ovviamente corrisponde purtroppo all’uopo la presenza o la disponibilità di confessori, che in un certo senso consentono loro di «prendere due piccioni con una fava».

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Autor John Cavalcoli OP
Autor
John Cavalcoli OP

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05.02.2016 John Cavalcoli, OP – LA CONFESSIONE DURANTE LA MESSA: «PRENDERE DUE PICCIONI CON UNA FAVA»?

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11 thoughts on "Das Geständnis während der Messe: “Zwei Fliegen mit einer Klappe schlagen”?

  1. Tempestivo il suo intervento con l’arrivo a Roma e in San Pietro delle reliquie di due Santiinstancabili ministridel sacramento di GUARIGIONE.
    Nel Catechismo(1422,3,4,), giova ricordarlo, è chiamato e definito con parole semplici per tutti, nell’ordine, SACRAMENTO della
    CONVERSIONE
    realizza sacramentalmente l’appello di Gesù alla conversione,il cammino di ritorno al Padre, da cui ci si è allontanati con il peccato.
    PENITENZA
    consacra un cammino personale ed ecclesiale di conversione, di pentimento e di soddisfazione del cristiano peccatore.
    CONFESSIONE
    l’accusa, la confessione dei peccati davanti al sacerdote è un elemento essenziale di questo sacramento. una « confessione », riconoscimento e lode della santità di Dio e della sua misericordia verso l’uomo peccatore.
    VERGEBUNG
    attraverso l’assoluzione sacramentale del sacerdote, Dio accorda al penitente il perdono e la pace
    RICONCILIAZIONE
    dona al peccatore l’amore di Dio che riconcilia: « Lasciatevi riconciliare con Dio » (2 Farbe 5,20). Colui che vive dell’amore misericordioso di Dio è pronto a rispondere all’invito del Signore: « Vaprima a riconciliarti con il tuo fratello » (MT…

  2. Lieber Vater. Nel mese di luglio dello scorso anno, trovandomi alle Cinque Terre in vacanza, venni con mio marito alla Messa nella chiesa del suo convento di Varazze. La mia timidezza innata mi impedì di presentarmi, poi era domenica, c’erano molte persone. Avrei voluto dirle che leggiamo sempre i vostri articoli, ma non ebbi coraggio di farlo. Mio marito prima io dopo ci confessammo da lei. Mio marito uscì sorridente dalla confessione dicendomivai è approfitta perchè un confessore così non lo ritroviamo. Venni io, e quando uscii dissi a mio maritoavevi ragione!
    L’estate ventura, quanto torneremo, vincerò la timidezza e mi presenterò.
    Nell’articolo sulla confessione scritto da P. Ariel ho ritrovato descritti diversi “schlecht” confessori da me conosciuti da quando avevo 13 Jahre alt, Heute habe ich 67. Pure io rimasi così male con un confessore (Ich hatte 35 Jahre alt) che ritornai da un confessore solo molti anni dopo (pochi giorni prima di compierne 50).

    1. Liebe Paola.

      Anche Don Ariel tocca l’argomento di quei casi nei quali certi penitenti smettono di confessarsi per anni,
      perchè offesi o scandalizzati dal cattivo comportamento del confessore. Certamente costui,
      come dice giustamente Don Ariel, deve fare tutto il possibile affinché il penitente non
      venga a provare questi sentimenti.

      Ma anche il penitente non dovrebbe essere così suscettibile ed irritato, da cessare
      di confessarsi. Ammettiamo pure che il confessore abbia agito colpevolmente:
      non è un peccatore anche lui? Non può capitare a tutti di incontrare un medico che non ci cura bene?

      Und wir tun? Smettiamo di curare la salute? Se un medico non ci cura bene,
      si va da un altro. Und’ sehr einfach.
      Il confessore è il medico della nostra anima. Se un confessore non ci soddisfa o ci
      offende o pecca in confessionale, si va da un buon confessore, magari prendendo
      prima informazioni. Ma non ha nessun senso ed è stoltezza smettere di confessarsi.

      Sicher, il prete che confessa male, deve correggersi, ma stiamo attenti a non dar troppa colpa
      al confessore, quasi che gli si debba imputare a colpa, se il penitente smette
      confessarsi per 20, 30 die 40 Jahre alt. Überhaupt nicht. Anche il penitente
      ha la sua colpa, che è quella, come ho detto, di rfiutarsi di
      andare da un altro confessore. E viene anzi il sospetto che questa
      esagerata suscettibilità nasconda un certo disprezzo per la confessione,
      il che è cosa ancora più grave.

      Gli errori dei confessori di oggi non sono più quelli di fare domande indiscrete nel
      campo del sesso, aber, im Gegenteil, consistono nell’assolvere falsi penitenti,
      che non sono affatto nelle condizioni per essere assolti, consistono nel trascurare di interrogare il penitente sui suoi peccati, lasciando che egli racconti le opere buone compiute
      e ascoltando le sue lamentele rancorose sui torti ricevuti e sulle proprie disgrazie.

      Qui la confessione non è soltano indiscreta e imbarazzante, ma è addirittura nulla e invalida,
      rischiando il sacrilegio e la superstizione, perchè manca la materia, che è l’accusa dei peccati.

      Qui capita che il cosiddetto “Büßer” se ne va via sdegnato, non perchè è stato
      interrogato indiscretamente, ma perchè il confessore semplicemente,
      come è suo dovere, gli ha chiesto di quali peccati si accusa.

      Se nel clima rigoristico preconciliare il confessore torturava il penitente con
      un interregatorio di terzo grado, nel clima buonistico di adesso è il confessore ligio
      al suo dovere che è torturato dal “Büßer”, abituato da altri preti non
      ad essere interrogato, ma a parlare di tutto a ruota libera, sicchè il confessore
      eifrige, che trova il penitente sprovvisto delle dovute disposizioni, è obbligato a
      premettere una catechesi sulla confessione, per demolire con fatica, quando tutto va bene,
      pregiudizi inveterati da decenni.

  3. Vater, grazie per questo suo nuovo articolo, e grazie anche a padre Ariel che ha scritto in altro modo ma sempre sullo stesso argomentoargomento per noi laici molto doloroso, perché trovare un bravo confessore oggi è diventata impresa difficilissima. Sicuramente l’assoluzione dei peccatival bene un cattivo confessore”, ma mi creda: confessarsi con certi tipi di preti è un supplizio, Manchmal (leider!) perfino vergognoso.

  4. Caro Vater.
    Io sono sempre stato contrario al prende due piccioni con una fava, ma siccome vado per gli 80 … se la memoria non mi tradisce, ricordo che nelle nostre chiese, 50/60 anni fa succedeva questo: quando il prete iniziava a predicare, Männer (che stavano in fondo alla chiesa), uscivano fuori a chiacchierare, le donne andavano a confessarsi.
    Sono scene che io ricordo.
    Meiner Meinung nach, durante la celebrazione delle messe, non si dovrebbe proprio confessare, facendo le confessioni prima o dopo la messa.
    Diverso invece, wie Sie sagen,, se c’è nella chiesa, in luogo separato da dove si celebra messa, un luogo apposito per le confessioni, dove vanno a confessarsi le persone che non partecipano a quella messa.
    Sehr guter Artikel, illuminante come sempre.

  5. Caro Vater.
    Ti scrivo da Milano, e Ti scrivo da settantenne a settantenne. Avanti tutto un ricordo: ebbi modo di ascoltare una Tua conferenza molti anni fa presso i domenicani di Roma, all’epoca che Tu lavoravi nella Segreteria di stato come esperto teologo, mentre io avevo a che fare in quei tempi con il Collegio lombardo di Roma. Anni dopo ho letto i Tuoi libri e seguo da tempo i Tuoi articoli.
    Nell’ora della mia morte, quando Dio vorrà, morirò in una diocesi totalmente diversa da quella dove 50 vor jahren, in 1969 diventai prete (e dicendo “in jeder Hinsicht” intendo nel peggio).
    A Milano tende a prevalere una certa pastorale managerialepraticaper non parlare del resto, per esempio delle tendenze cosiddette teologiche di cui tu hai scritto varie volte con riferimento a Bontadini etc
    Quali che siano i risultati è presto detto: quando io fui ordinato nel nostro seminario c’erano oltre 600 Seminaristen, è già c’era stato il calo di vocazioni. Nell’anno mio fummo ordinati in numero inferiore a 100, cosa che destò preoccupazione, perché si era abituati a circa 100 ordinati per volta.
    Tieni conto che il seminario di Milano fu progettato per 1.000 Seminaristen.
    Oggi abbiamo di nostri milanesi 118 Seminaristen.
    http://www.seminario.milano.it/la-nostra-comunit%C3%A0/menu-la-nostra-comunit%C3%A0/statistiche-seminaristi-1.110382
    Aber, Sie wissen,: die Martini-party ha prodotto in più di 20 anni i suoi effetti, anche se pochi vogliono vederli e accettarli
    Già anni fa fui rimproveratodall’altoperché negavo le confessioni durante le Sante Messe in una parrocchia dove all’epoca eravamo parroco e tre vice parroci, disponibili sempre prima e dopo le liturgie eucaristiche, soprattutto sabato e domenica.
    Che clero avevamo … einmal! E che vescovi! Peccato che la beatificazione del card. Schuster sia stata unamedaglietta sul petto”, immemori dell’esempio pastorale eccezionale che questo beato ci aveva lasciato e che ci siamo guardati bene dal seguire.
    Avviamoci, Vater John, verso l’ora della nostra morte, quando sarà. E mentrela casa brucianoi dobbiamo assistere alle gesta di coloro cheescono fuori a innaffiare le margherite perché non appassiscano”, come scrisse tempo fa l’altra penna brillante ed esplosiva dell’Isola di Patmos, Vater Ariel.
    E noi lo sappiamo quanto spesso, dentro i confessionali, nascono le conversioni, i cambiamenti di vita, le stesse vocazioni
    Povero sacramento della confessione, oggi spesso ridotto a quattro chiacchiere veloci con uno pseudo psicologo, con un assistente socialeal prendere nello spazio di meno di un’oradue piccioni con una fava” …

    1. Caro Don Andrea,

      grazie per le tue parole di sacerdotale fraternità. Penso alla grande responsabilità che ha la diocesi milanese, ai ricchi doni che Dio le ha dato, alla sua storia stupenda ed illustre, alla forza del carattere del milanese. Quante energie! Quante iniziative! Quante opere! Quati esempi di santità!

      Vorrei vedere però Milano più unita a Roma, al Successore di Pietro. Troppo cosciente delle sue ricchezze, Milano rischia di peccare di presunzione.

      Chiediamo a Maria che il cattolicesimo milanese viva maggiormente e meglio la sua comunione con la Chiesa, per una più feconda ed ordinata realizzazione della sua vocazione di servizio regno di Dio.

  6. Lieber P. John Cavalcoli, ho già segnalato questi vostri ultimi due articoli sulla confessione, il suo e quello di P. Ariel, a diversi sacerdoti del mio circondario, e devo dirle che sia io sia loro li abbiamo molto apprezzati.
    Mi sa proprio che sotto vari aspetti siete rimasti veramente l’ultima isola per chi ancora crede
    Con gratitudine.

  7. Consiglio di visitare questo: http://www.amicidomenicani.it/index.php
    Padre Angelo Bellon op, docente di teologia morale, cura con meritoria dedizione la rubrica
    Un sacerdote risponde
    Le vostre domande al sacerdote. Nella carità della Verità un sacerdote domenicano si mette a vostra disposizione per predicare i temi da voi proposti e per cercare di illuminarvi nei vostri dubbi.
    Sul sito sono ben chiarite le modalità di contatto e le caratteristiche del servizio.
    L’ampio archivio contiene una ampissima casistica di risposte di carattere generale alle tante domande che i fedeli penitenti pongono riguardo alla confessione come pure ai tanti argomenti di carattere teologico, liturgisch, etc che interessano i credenti e non credenti.

  8. Liebster Vater, un sincero (e anche ammirato) complimento per questo ultimo articolo, che assieme a quello diverso ma sullo stesso tema di p. Ariel, dovrebbe dare molto da riflettere a sacerdoti e soprattutto a confessori, specie quelli di … “neue Generation”

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