Vittorio Messori verteidigen gegen falsche Dogmen Leonardo Boff

VITTORIO MESSORI abwehren FAKE Dogmen Leonardo Boff

 

Ich stehe in der Frage der Messori nicht zu genehmigen oder abzulehnen, was er schrieb,, sondern um sie von der Kritik pflichtgemäß heftig und fehlgeleiteten religiösen, der als Theologe und Journalist von Unredlichkeit und Unwissenheit in der Theologie vorgeworfen wird verteidigen. Es ist Leonardo Boff. Seine Kritik ist Messori, sozusagen, die Summe aller den Unsinn, dass die Ideologen des "Befreiungstheologie", schrieben, vor und nach der Verurteilung durch den Heiligen Stuhl, sul messaggio del Vangelo e sull’azione della Chiesa nel mondo.

Autor Antonio Livi
Autor
Antonio Livi
vittorio messori
il giornalista e scrittore cattolico Vittorio Messori

Le considerazioni che Vittorio Messori ha pubblicato sul Corriere della Sera sul pontificato di papa Bergoglio lo scorso 24 Dezember [sehen die] hanno suscitato, come era prevedibile, tante diverse reazioni. Molti le hanno condivise, altri le hanno criticate aspramente. Non entro nel merito di quelle sue valutazioni, che comunque reputo legittime. Si tratta di un giornalista serio, di uno storico documentatissimo e soprattutto di un cattolico di fede sincera e illuminata. Lo conosco personalmente da tanti anni, ho letto tutti i suoi libri, a cominciare dal primo e più celebre, quelle Ipotesi su Gesù che davano troppo spazio a un’interpretazione fideistica di Pascal ma ebbero comunque un’efficacia apologetica notevole. In questi ultimi tempi leggo sempre con interesse e anche con piacere la sua rubrica sul Helm. Ce ne fossero di giornalisti cattolici così! Sünde, mi sono detto sempre, che non gli fosse stato consentito di continuare a scrivere su Avvenire… Sarebbe stato un bene per il “quotidiano dei cattolici” (e anche per me, che da quel quotidiano sono stato letteralmente messo alla gogna).

Aber, Ich wiederhole, non entro nel merito delle sue considerazioni sul pontificato di papa Bergoglio, perché sono dell’opinione che per le vicende della Chiesa i giornalisti dovrebbero limitarsi all’informazione, che è il loro mestiere e la loro specifica mission, senza influenzare l’opinione pubblica cattolica con le loro opinioni personali, inevitabilmente parziali, nel senso che riescono a descrivere solo una parte della realtà ecclesiale ed esprimono su di essa solo il punto di vista di una parte del popolo di Dio.

Come ho già scritto anche sulla Bussola, preferisco che l’attualità ecclesiale sia trattata e con competenza autenticamente teologica e da un punto di vista esclusivamente pastorale. Io stesso, preoccupato come sacerdote del disorientamento dottrinale che percepisco tra i fedeli, sono intervenuto più volte sulla “questione Bergoglio” invitando i cattolici a disinteressarsi di ciò che è pane quotidiano dei “vaticanisti” (le frasi e i gesti che fanno pensare ad “aperture” o a “chiusure”, Bestellung und Abberufung von Führungs Prälaten), interessandosi invece intelligentemente di ciò che è propriamente magistero della Chiesa. , nei documenti del magistero della Chiesa (che è in determinati punti fondamentali immutabile e perenne, in altri procede storicamente con le opportune “riforme nella continuità”) Katholiken, oggi come sempre, trovano la guida sicura della loro coscienza, l’orientamento sicuro per professare e vivere la fede nella loro esistenza quotidiana.

leonard boff
Leonardo Boff, ex frate francescano e sacerdote dimesso dallo stato clericale, oggi convivente con la propria compagna e dedito alla diffusione di palesi eresie e di dottrinedogmaticheecologiche e filo-marxiste

Ora però intervengo sulla vicenda di Messori, non per approvare o disapprovare quello che ha scritto, ma per difenderlo (ist es nur recht) dalle critiche violente e dissennate di un religioso che si presenta come teologo e accusa il giornalista di malafede o di ignoranza in materia teologica. Es ist Leonardo Boff. La sua critica a Messori (clicca qui) stellt, sozusagen, die Summe aller den Unsinn, dass die Ideologen des "Befreiungstheologie", schrieben, vor und nach der Verurteilung durch den Heiligen Stuhl, sul messaggio del Vangelo e sull’azione della Chiesa nel mondo.

boff Gesù liberatore
una delle pietre miliari della teologia della liberazione

Boff accusa Messori di disconoscere il ruolo dello “Spirito”, die, a sua detta, agirebbe anche e ancora meglio fuori della Chiesa cattolica, che non sa «imparare dagli altri». A questo proposito Boff, col tono del difensore d’ufficio di quello che egli chiama lo Spirito Santo, arriva a scrivere: «Significa essere blasfemi contro lo Spirito Santo pensare che gli altri hanno pensato solo in modo sbagliato. Per questo è sommamente importante una Chiesa aperta come la vuole Francesco di Roma. Bisogna che sia aperta alle irruzioni dello Spirito chiamato da alcuni teologi “la fantasia di Dio”, a motivo della sua creatività e novità, nelle società, nel mondo, nella storia dei popoli, negli individui, nelle Chiese e anche nella Chiesa Cattolica», was, prima di Francesco, sarebbe stata troppo legata a Cristo, troppo “cristocentrica”.

Secondo l’ex francescano, che quando gli interessa si atteggia ad amante della dottrina (seine), Vittorio Messori è terribilmente carente in teologia: egli «incorre nell’errore teologico del cristomonismo, das heißt, solo Cristo conta. Non c’è propriamente un posto per lo Spirito Santo. Tutto nella Chiesa si risolve con il solo Cristo, cosa che il Gesù dei Vangeli esattamente non vuole».

Und dann, tornando a vestire i panni dell’antidogmatico, aggiunge: «Senza lo Spirito Santo la Chiesa diventa un’istituzione pesante, langweilig, senza creatività e, an einer Stelle, non ha niente da dire al mondo che non siano sempre dottrine sopra dottrine, senza suscitare speranza e gioia di vivere». Ignorerebbe anche, il povero Messori, la sociologia religiosa: non avrebbe ancora capito che l’America Latina è il vero centro della Chiesa cattolica di oggi, anche se il numero dei latinoamericani che si dichiarano cattolici va diminuendo per effetto del proselitismo capillare delle sette protestanti (anzi forse proprio per questo Boff ritiene l’America Latina all’avanguardia).

Il cristianesimo e la teologia avrebbero fatto grandi passi avanti in America Latina (in Brasile che è la patria di Leonardo Boff, in Perù che è la patria di Gustavo Gutiérrez, e in Argentina che è la patria di Jorge Mario Bergoglio) per il fatto di aver dato ascolto allo “Spirito”, grazie anche alla cultura autoctona (precolombiana) che avrebbe liberato la Chiesa dall’astrattezza dottrinale della teologia europea, di quella tedesca in particolare (il bersaglio polemico è Benedetto XVI, ricordato con affetto da Messori), sapendo interpretare il Vangelo in sintonia con le istanze di liberazione delle masse popolari. Sia detto tra parentesi, perché non è molto importante in questa sede, il mito della teologia latino-americana autoctona è subito smentito, involontariamente, da Boff stesso quando cita come sola autorità teologica il suo maestro Johan Baptist Metz, iniziatore in Germania di quella “teologia politica” dalla quale derivano i teologi della liberazione sudamericani, formatisi tutti in Belgio, Francia e Germania, a cominciare dal peruviano Gustavo Gutiérrez. E non è centro-europeo, anzi proprio tedesco, Karl Marx, l’ispiratore primo della “teologia della liberazione”?

boff arcobaleno
la religione della nuova Chiesa Ecologica

Ma questa, Ich sagte,, è solo una parentesi sarcastica. Il discorso serio è quello teologico, innanzitutto perché è l’approccio teologico l’unico che mi interessa quando di parla di attualità ecclesiale e di possibili cambiamenti della dottrina della Chiesa, e poi perché l’argomento principale del discorso di Boff è appunto la “voce dello Spirito”, che papa Bergoglio avrebbe ascoltato docilmente mentre i suoi predecessori, in particolare Benedetto XVI, avrebbero ignorato, chiusi come erano nel “cristocentrismo”, che per Boff significa dogmatismo, giuridicismo, Traditionalismus, centralismo vaticano.

Ora io mi domando: Was ist der Sinn, theologisch, arrogarsi l’esclusività nell’interpretazione di “ciò che lo Spirito dice alle chiese”? Und doch. Was ist der Sinn, theologisch, opporre alla dottrina dogmatica e morale della Chiesa la propria interpretazione dei disegni dello Spirito Santo? Discorsi del genere sono comprensibili, anche se illogici, in bocca a eretici e scismatici, in bocca ai propagandisti di una delle tante sette che hanno invaso l’Occidente cristiano, vagamente imparentate con il cristianesimo o direttamente ispirate al buddismo, ma non in bocca a chi si presenta come cattolico e per di più teologo.

La norma fondamentale di un discorso autenticamente teologico, come ho spiegato chiaramente nel mio trattato su Wahre und falsche Theologie (dove Leonardo Boff non è citato, ma sono citati i suoi maestri). È l’intenzione di illustrare razionalmente la verità rivelata da Dio in Cristo Gesù, il quale ha affidato l’interpretazione autentica del suo Vangelo alla sua Chiesa, cioè agli Apostoli e ai loro legittimi successori, i vescovi in comunione con il Papa, il quale gode anche individualmente del carisma dell’infallibilità.

In termini pratici, ciò vuol dire che uno come Boff, che disprezza i dogmi e attribuisce a sé quell’infallibilità che non riconosce al magistero della Chiesa, non parla da teologo. Sicher, io gli riconosco il diritto di avere le sue idee, anche le più pazze, sul cristianesimo, ma se parla in pubblico rivolgendosi ai cattolici, ho il dovere di avvertire i credenti che costui non ha l’autorità che compete a un teologo nella Chiesa cattolica: come dico sempre i questi casi, si tratta di un falso profeta e di un cattivo maestro. L’ho detto varie volte a proposito di Vito Mancuso e di Enzo Bianchi, non mi sono peritato di dirlo anche a proposito di Bruno Forte e di Gianfranco Ravasi, che occupano posti di rilevo nella gerarchia ecclesiastica. Chi vuol dare retta alle loro teorie, sappia almeno che lo fa a suo rischio e pericolo (dell’anima, ist intende); io ho avvertito tutti quelli che ho potuto.

boff teologia della liberazione
il manuela del piccolo incendiario

Per terminare con Boff. Che cosa sa un cristiano dello Spirito Santo, che come Dio è assolutamente trascendente? La sua Persona, in seno alla “Trinità immanente”, è particolarmente inaccessibile alla conoscenza umana, tanto che Egli viene chiamato “il Dio sconosciuto”, e anche la sua azione nel mondo (la cosiddetta “Trinità economica”) è del tutto invisibile, se non per rivelazione pubblica. Ma la rivelazione pubblica è quella del Figlio di Dio, das fleischgewordene Wort, l’Emmanuele, il “Dio-con-noi”.

Quello che possiamo sapere dei misteri di Dio è solo quello che Cristo ci ha rivelato. Come si fa a contrapporre le proprie (pretese) conoscenze dell’azione dello Spirito a quello che dello Spirito medesimo ci ha rivelato Cristo? E Cristo ci ha rivelato che lo Spirito Santo ci è stato inviato da Lui stesso e dal Padre, il giorno della Pentecoste, per rendere efficace in tutto il mondo, per tuto il tempo della storia, l’azione salvifica della Chiesa di Cristo, mediante l’annuncio del Vangelo e la grazia dei sacramenti. Questo è quello che sappiamo dello Spirito Santo, e quindi solo questo si può dire teologicamente, cioè seriamente, con la pretesa di essere ascoltati dai credenti.

Il vero teologo spiega e applica al suo tempo e alla gente cui si rivolge la verità contenuta nella rivelazione pubblica, cioè nella dottrina della Chiesa. Il vero teologo non pretende, come fanno gli gnostici, di sapere di più di quanto possa sapere, dei misteri di Dio, un qualunque fedele, una persona che in qualsiasi tempo abbia accolto con fede sincera la rivelazione divina. Il vero teologo, vor allem, non spaccia per verità divina quelle che sono le sue personali e arbitrarie congetture, quale che sia la sincerità con cui queste vengono propinate al popolo (qualora mentissero sapendo di mentire, i falsi profeti non sarebbero solo degli illusi ma proprio dei “seduttori”, come l’Anticristo del quale parla la Scrittura).

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Articolo Pubblicato il 2 Januar 2015 seine

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