“Liebe Brüder Freimaurer”. Il pericolo della Massoneria e l’insufficienza dell’esposizione del Cardinale Gianfranco Ravasi

– Theologisch –

«CARI FRATELLI MASSONI». IL PERICOLO DELLA MASSONERIA E L’INSUFFICIENZA DELL’ESPOSIZIONE DEL CARDINALE GIANFRANCO RAVASI

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La massoneria compie la sua subdola azione nefasta agendo sul corpo episcopale, con particolare attenzione ai vescovi ambiziosi, negligenti, opportunisti, faccendieri e mondani. Per ottenere lo scopo di estinguere la fede e raffreddare la carità nel popolo di Dio, la massoneria sa bene che una comunità si corrompe corrompendo il capo, come si dice nel Vangelo: «Colpirò il pastore e il gregge sarà disperso» (MC 14,27).

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Autor John Cavalcoli OP
Autor
John Cavalcoli OP

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27.02.2016 John Cavalcoli OP – «CARI FRATELLI MASSONI». IL PERICOLO DELLA MASSONERIA E L’INSUFFICIENZA DELL’ESPOSIZIONE DEL CARDINALE GIANFRANCO RAVASI

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L’articolo tratto da die Sonne 24 Erz oggetto della critica teologica dei Padri dellPatmos

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Cari fratelli massoni

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Über isoladipatmos

Ein Gedanke zu "“Liebe Brüder Freimaurer”. Il pericolo della Massoneria e l’insufficienza dell’esposizione del Cardinale Gianfranco Ravasi

  1. Und’ significativo che il Dio dei massoni sia unGrande Architettoe non piuttosto unArteficeche crea a propria somiglianza, com’era già quello platonico (Timeo), Und’ uno stratagemma lessicale che ha due scopi: 1) negare implicitamente, ma senza troppo chiasso, la realtà di un Dio creatore e le sue necessarie implicazioni: la trascendenza, la paternità di Dio, i quesiti intorno alla condizione di lontananza dell’uomo dal cospetto di Dio; la provvidenza ecc,; 2) creare un alone di ambiguità intorno all’Essere Supremo e poter così accogliere adepti a destra e a manca, di ogni fede e condizione. La figura del Grande Architetto può così stemperarsi, passo dopo passo, in quella del Grande Disegnatore che sa cogliere la segreta armonia del mondo visibile, e poi via via in quella del Grande Disegno, della Grande Idea da realizzare attraverso i suoi veri artefici: i liberi muratori, cioè l’uomo stesso.

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