“Die Freude der Liebe”, zwischen pastoralen ohne Lehre und Glauben zu emotionalen aufgeschlämmt

«AMORIS LAETITIA», TRA PASTORALE SENZA DOTTRINA E FEDE RIDOTTA A LIQUAME EMOTIVO

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Stiamo riducendo la fede a emotività omocentrica dopo aver sostituito la ragione oggettiva col sentimento soggettivo, deshalb, die Fides et ratio Johannes Paul II, oggi è un testo equiparabile a un vecchio trattato di antropologia, perché quel che conta al presente è ciò che “ich fühle mich", di conseguenza ciò cheIch möchte", affinché si realizzi la volontà, se non peggio il capriccio dell’uomo, anziché la volontà di Dio. E di questo noi pagheremo le conseguenze, mentre coloro che oggi tacciono accidiosi, pavidi e omissivi, rischiano di pagare con la dannazione eterna, perché a noi Cristo Dio ha affidata la Chiesa sua Santa Sposa, non un circolino National-beliebt ein “gut zu lieben“, non un penoso teatrino nel quale oggi, a plaudire alle nostre gesta, sono coloro che sino a ieri erano i nostri nemici più aggressivi e distruttivi: Atheisten, Kommunisten, Freimaurer, ultra liberisti

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Vater Ariel Autor
Autor
Ariel S. Levi Gualdo

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«Il più grande scandalo che può dare la Chiesa non è che in essa ci siano dei peccatori, ma smettere di chiamare per nome la differenza tra il bene e il male e relativizzarla; smettere di spiegare che cosa è il peccato o pretendere di giustificarlo per una maggior misericordia e vicinanza verso il peccatore».

Karte. Gerhard Ludwig Müller, Bericht über die Hoffnung

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il Titanic, die “nave inaffondabilein rotta verso l’iceberg

Tre anni fa scesi dal Titanic con lo spirito di chi dopo aver gridato inutilmente «allarme!» e «invertite la rotta!», decide di abbandonare il piroscafo prima ch’esso finisse a sbattere contro l’iceberg. Resta infatti per me pacifica una cosa: io posso anche rischiare la mia vita per salvare la vita e soprattutto l’anima degli altri, fa parte del mio sacro ministero; non posso però partecipare in alcun modo, cristianamente e moralmente, ad un pianificato suicidio di massa, nemmeno in modo indiretto.

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Dopo la collisione del Titanic con l’iceberbg, mentre mi allontanavo a bordo di una scialuppa, udivo alle mie spalle la musica e vedevo a distanza le persone che seguitavano a danzare sulle note dell’orchestra nella sala delle feste, sagen miteinander: «Non c’è pericolo alcuno, sebbene vi sia stato un “piccolo” incidente, perché questa nave è “inaffondabile”». E queste sono le stesse parole di coloro che nella nostra attuale situazione di sfacelo ecclesiale rassicurano se stessi e gli altri dicendo: «La Chiesa è di Cristo, ed è governata dallo Spirito Santo, Er wird dann denke, es '.

Questa frase l’ho sentita proferire sempre più spesso nel corso degli ultimi tempi, sia da vescovi sia da presbiteri, sebbene nessuno di costoro abbia però risposto ad una mia domanda precisa e inequivoca: «E l’uomo, in particolare noi chiamati a partecipare al Sacerdozio ministeriale di Cristo e scelti come pastori in cura d’anime, quale precisa funzione abbiamo, nell’economia della salvezza? Forse di rimanere sopra il ponte a danzare mentre la nave “inaffondabile“ affonda, certi e sicuri che comunque ci penserà lo Spirito Santo di Dio? Perché è vero, che la Chiesa è sua; è vero che la Chiesa è un corpo di cui Cristo è capo e noi membra vive [CF. ich Col 1,18], ma è anche vero che Cristo, la sua Chiesa, ce l’ha affidata, proprio come ha affidato alle nostre mani il sacro mistero del suo Corpo e del suo Sangue, come ci ha affidato la devota custodia dei suoi Sacramenti di grazia, come ci ha affidato il Popolo dei Christi fideles nel grande progetto del mistero della redenzione». Deshalb, chiunque si ponga in pigra, codarda e impotente attesa che scenda lo Spirito Santo di Dio a toglierci dai guai, dicendo semmai nel mentre a sé stesso «ma chi me lo fa fare, di andarmi a inguaiare», non ha capito nulla dell’essenza del mistero della creazione dell’uomo e della Chiesa voluta da Cristo come Sacramento di salvezza. Deshalb, coloro che ragionano in questi termini, oltre ad essere delle guide cieche [MT, 15, 14] sono in tutto e per tutto degli atei ecclesiastici messi sul libro paga d’oro del Demonio [CF. MT 23, 24-39], il quale Demonio oggi ci sta distruggendo non attraverso i nostri peccati di azione ma attraverso i nostri peccati di omissione.

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il Titanic, die “nave inaffondabilund” in rotta di collisione con l’iceberb

Che la Chiesa sopravvivrà sino al ritorno del Verbo di Dio alla fine dei tempi, è scritto nel deposito della nostra fede, ma sul deposito della nostra fede non è scritto quale Chiesa troverà il Signore al Suo ritorno. Cosa che ritengo sia stata spiegata in modo esauriente dal suo monito: «E quando il Figlio dell’Uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terrà?» [CF. LC 18, 1-8].

Das Wort Gottes, al suo ritorno alla fine dei tempi, potrebbe infatti trovare una Chiesa svuotata di Cristo e riempita di altro. O stando perlomeno ai fatti questa è la strada verso la quale ci stiamo dirigendo come il Titanic lanciato verso l’iceberg, mentre risuona più che mai quel monito paolino che è lo specchio della nostra realtà contemporanea:

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"Am Tag, tatsächlich, wenn sie die gesunde Lehre nicht ertragen;, aber, Ohren jucken sie, für sich selbst Lehrer aufhäufen, um ihre eigenen Vorlieben anpassen, weigerte sich, die Wahrheit zu hören und sich abwenden "Mythen [II Tm 4, 3-4].

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In meinem letzten Lectio, sotto il titolo «Il problema del linguaggio dottrinale e la "Neusprech" dei nuovi teologi», ho parlato della perdita del linguaggio teologico, dello stravolgimento delle parole svuotate del proprio vero significato e riempite di altro [sehen Wer].

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il Titanic, la collisione dellanave inaffondabilecon l’iceberg

I documenti del Sommo Pontefice vanno commentati ─ specie se indicativi-direttivi, ancor più se vincolanti ─ con prudente cautela, trattandosi appunto di testi del Successore del Principe degli Apostoli, non di scritti di Jorge Mario Bergoglio. Distinzione quest’ultima che nel corso degli ultimi tre anni non è sempre facile da fare: quando parla Pietro e quando parla Jorge Mario Bergoglio? A chi mi rispondesse che l’uno e l’altro sono la stessa persona non esisterei a replicare che non è così, nella stessa misura in cui io, quando celebro il Sacrificio Eucaristico o amministro Sacramenti, non sono io ma sono “altro”, per l’esattezza sono un Christus zu ändern che in Persona Christi agisce. Jetzt, se questo vale per me, figuriamoci quanto dovrebbe valere per il Successore di Pietro.

Quelli dottrinali non sono i documenti di tipo politico-amministrativo che escono dalla Segreteria di Stato e nei quali è richiesto a volte un linguaggio ambivalente, fatto di sottintesi tra le righe o che lasciano intendere dietro le righe senza dire le cose in modo aperto e diretto. Uno stile che non è affatto un linguaggio caratteristico della Segreteria di Stato, è un linguaggio espressivo tipico della politica e di tutte le diplomazie internazionali.

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il Titanic, la collisione dellanave inaffondabilecon l’iceberg

Per la prima volta nella storia della Chiesa noi ci troviamo dinanzi a documenti apparentemente chiari che chiari però non sono, poiché intrisi di un linguaggio impreciso, zweideutig, vago e fuorviante, soggetto come tale alle più disparate interpretazioni. L’esortazione post-sinodale è infatti un testo redatto in un linguaggio intriso di sociologisms politici ambivalenti, il tutto ammantato dietro spirito di pastoralità.

Può la Chiesa far teologia e pastorale dopo aver rinunciato al proprio connaturato linguaggio chiaro e preciso, che è il linguaggio dogmatico-metafisico, nato dalla grande scolastica dietro la quale brillano i nomi di molti di quei santi padri e dottori della Chiesa relegati oggi nel dimenticatoi dai nipotini della peggiore Nouvelle thèologie?

Vista per altro verso, credo dobbiamo ringraziare Dio che ha permesso che ci fossero sbattuti in faccia i risultati di cinquant’anni di metodica distruzione e de-costruzione del dogma e della dottrina. Bisogna ringraziare la debolezza del Beato Pontefice Paolo VI che non sciolse la Compagnia di Gesù [siehe Artikel von John Cavalcoli, Wer] e bisogna ringraziare l’allora segretario di Stato Cardinale Agostino Casaroli che convinse Giovanni Paolo II a non procedere allo scioglimento di questa aggregazione che di fatto e senza facile possibilità di smentita ci ha donato Rahner come novello San Tommaso d’Aquino. Ci ha donato Hegel come metro speculativo per affrontare la teologia e per fare teologia. Ci ha donato la teologia della liberazione, la teologia femminista, la teologia indigenista, le commistioni catto-marxiste, il sincretismo religioso, i sociologismi politici al posto della sana dottrina, il catto-protestantesimo, la teologia del popolo, il falso pauperismo di Giuda Iscariota [vedere mia Lectio, Wer] …

Titanic Sinking 2
Titanic, l’affondamento dellanave inaffondabile

… infine ci hanno regalato un successore di Pietro che queste cose a suo modo pare sintetizzarle tutte, condite con ambiguità ed espressioni infelici proferite sia nei cosiddetti “discorsi a braccio” sia in una omiletica a volte sconcertante [CF. Wer]. Un successore di Pietro che sta ormai inquinando il collegio episcopale con dei propri cloni, con dei propri duplicati, con dei soggetti spesso cimentati nella più indignitosa piaggeria che lo scimmiottano e che cercano di compiacerlo nel frasario, nel modo di porgersi e persino nel modo di vestire. Basti solo dire che di recente, i membri della Curia Romana, si sono dovuti sorbire durante gli esercizi spirituali predicati dal Padre Ermes Ronchi delle gravi eterodossie frutto dello spirito palesemente ruffiano-compiacente di questo predicatore [CF. Wer], il quale è stato proposto e invitatoda chi? Diteci: quali degliangeli custodivicini al Romano Pontefice hanno ideato questo ennesimocolpo di teatro”? Da, nessuno dei membri della Curia Romana, mentre il Ronchi proferiva autentiche eresie, ha avuto il virile coraggio di alzarsi in piedi e di venirsene via pur senza proferire mezza parola? Ma questo Successore di Pietro, non esente da inadeguatezze e a volte nemmeno da imprudenze, è il Successore di Pietro e come tale va comunque accolto e vissuto come un donum Dei Die Kirche, quindi come tale seguito e ubbidito, perché lui è il Vicario di Cristo, perché lui è il custode supremo della dottrina della fede.

Per questo credo che di tutto ciò bisogna ringraziare Dio, non avendo altro sistema per implodere e per ricominciare poi a costruire sopra le ceneri di una immane distruzione che ci porterà tra non molto ad una vera e propria tabula rasa.

La cosa che mi spaventa è il fatto che questo processo dischiantoe di successiva ripresa, non è detto sia veloce. Infatti potrebbero essere necessari 200 Jahre alt, prima di tirarsi nuovamente in piedi. In tal caso noi, fedeli al mistero di Pietro roccia edificante della Chiesa [CF. MT 13, 16-20], fedeli alla sana dottrina e fedeli al magistero perenne, sconteremo il nostro duro purgatorio in terra per poi vedere dal Paradiso la rinascita della Chiesa di Cristo sulla terra

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il capitano del Titanic prima dell’inabissamento della nave

e la mia è una visione ottimistica, perché la frase: «Ma quando il Figlio dell’uomo tornerà troverà ancora fede sulla terra?» [LC 18,1-8] è un quesito affatto rassicurante. Sicher, la frase è monito e al tempo stesso quesito, non è una risposta, né tanto meno una sentenza. Il problema è che la risposta possiamo darla solo noi, creati a immagine e somiglianza del Dio vivente, frei und haben einen freien Willen; una risposta che sarà conseguenza del nostro libero agire e operare, del nostro libero conservare o dissipare, del nostro libero costruire o distruggere

E non mi risulta che Dio, nella storia dell’umanità, si sia mai messo contro la libertà dell’uomo. È per questo che il monito e l’interrogativo lucano mi inquieta, specie se unito a quanto espresso dal Beato Apostolo Paolo a Timoteo:

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"Am Tag, tatsächlich, wenn sie die gesunde Lehre nicht ertragen;, aber, Ohren jucken sie, für sich selbst Lehrer aufhäufen, um ihre eigenen Vorlieben anpassen, weigerte sich, die Wahrheit zu hören und sich abwenden "Mythen [II Tm 4, 3-4].

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Und heute, non stiamo forse vivendo nel mondo delle favole propinate da quei cattivi maestri anche noti da sempre come falsi profeti?

Orchester der Titanic
gli orchestrali che sino all’ultimo momento suonarono sul ponte mentre la nave affondava

Credo che coloro che oggi tacciono per non compromettere il proprio posto al sole, o per paura di non avere il proprio posto al sole sul carro del vincitore, morgen, quando si troveranno a faccia a faccia con Dio, potrebbero sentirsi rimproverare: «Ti avevo affidata la custodia della mia Santa Sposa, tu l’hai gettata sulla strada come una prostituta». A quel punto scopriranno che il fuoco della Geena esiste veramente; scopriranno che l’Inferno non è, come insegnano certi teologi dalle cattedre delle attuali università pontificie: «Una traduzione allegorica delle paure ancestrali dell’uomo».

Le parole del Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede che ho riportato all’inizio, mi hanno particolarmente colpito perché in un mio saggio scritto tra il 2008 und 2010 e pubblicato poi agli inizi del 2011, enunciavo quello che a mio parere è il diabolico principio di inversione, scrivendo a tal proposito:

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[...] il problema che oggi affligge la Chiesa e dal quale a volte pare non si riesca a sortire fuori, tant’è difficile scardinare certi meccanismi, è che il bene diventa male e il male diventa bene, la virtù diventa vizio da scacciare e il vizio virtù da proteggere bene al nostro interno; la sana dottrina diventa eresia e l’eresia sana dottrina, in un mondo ed in una società ecclesiale dove tutto, Manchmal, pare lecito al di là del bene e del male [Und Satan kam Trino. Rom 2011, testo in ristampa]

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il Titanic, l’annegamento in acque gelide dei passeggeri della “nave inaffondabile"

In qualsiasi analisi che sia seria e corretta, ma che soprattutto sia tale, bisogna basarsi sui dati oggettivi e non soggettivi; è necessario procedere con fede e ragione, non con spirito emotivo. Deshalb, specie in un documento scritto dal Sommo Pontefice, bisogna cercare tutti gli elementi positivi; e se c’è qualche cosa che non torna, sia il buon teologo, sia il buon pastore in cura d’anime, prima di proferire favella deve porsi un serio interrogativo: può essere che io non abbia capito o che io abbia capito male, o che io non sia in grado di capire? Quesiti che a dir poco sono di rigore, dinanzi a un documento firmato da un uomo che è depositario di una grazia di stato superiore a quella di un vescovo e di un presbitero. Numerosi nella storia della Chiesa sono infatti i documenti criticati, a volte anche malamente aggrediti, che col correre del tempo si sono rivelati profetici. Ecco il motivo per il quale non si può agire attraverso la presunta sapienza, ma attraverso quella sapienza mossa dalla auriga virtù della prudenza. Und das alles, in sacerdotale e teologica coscienza, io credo di averlo fatto

… e una volta fatto questo, in coscienza mi sento di dire che siamo di fronte a un testo logorroico e vago intriso di espressioni letterarie, poetiche e soprattutto sociologiche. E in dottrina, tutto ciò che è vago e intriso di espressioni letterarie, poetiche e soprattutto sociologiche, può divenire pericolosamente fuorviante, quando la Chiesa rinuncia a un linguaggio preciso racchiuso in quell’invito sempre più inascoltato del Vangelo che ci ammonisce:

«Ist Sie reden ja, ja, es ist; unterlassen sie, unterlassen sie; die weitere kommt vom Bösen» [CF. MT 5, 37].

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Titanic Sinking
l’epilogo dellanave inaffondabile

Stiamo riducendo la fede a emotività omocentrica dopo aver sostituito la ragione oggettiva col sentimento soggettivo, deshalb, die Fides et ratio Johannes Paul II, oggi è un testo equiparabile a un vecchio trattato di antropologia, perché quel che conta al presente è ciò che “ich fühle mich", di conseguenza ciò cheIch möchte", affinché si realizzi la volontà, se non peggio il capriccio dell’uomo, anziché la volontà di Dio. E di questo noi pagheremo le conseguenze, mentre coloro che oggi tacciono accidiosi, pavidi e omissivi, rischiano di pagare con la dannazione eterna, perché a noi Cristo Dio ha affidata la Chiesa sua Santa Sposa, non un circolino National-beliebt ein “gut zu lieben“, non un penoso teatrino nel quale oggi, a plaudire alle nostre gesta, sono coloro che sino a ieri erano i nemici più aggressivi e distruttivi della Chiesa: Atheisten, Freimaurer, Kommunisten, ultra liberistimentre nei devoti fedeli sempre più addolorati e smarriti, pare risuonare l’amorevole confessione di Pietro:

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«Disse allora Gesù ai Dodici: «”Forse anche voi volete andarvene?”. Gli rispose Simon Pietro: “Lord, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”» [CF. GV 6, 67-69].

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Dillo, Santo Padre, anzi urlalo proprio ai quattro venti: «tu solo hai parole di vita eterna», delle parole da sempre chiare e mai vaghe e ambigue. Ma per fare questo devi prima cessare di essere largentinocentrico Bergoglio e divenire l’universale Sommo Pontefice Francesco, abbandonare il tuo testardoio provincialee immergerti in quell’universale che è porta di accesso all’immutabile eterno, alle sue «parole di vite eterna».

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«Se la Chiesa comincia a parlare come il mondo e ad adottare il linguaggio del mondo, dovrà accettare di cambiare il suo modo di giudizio morale, e di conseguenza dovrà abbandonare la sua pretesa di guidare e rischiarare le coscienze… rinunciare alla sua missione di essere per i popoli una luce di verità […] Se si crea un magistero instabile, si crea un dubbio permanente»

Karte. Robert Sarah, da L’Homme Nouveau [CF. Wer]

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Auf Jeden Fall, sempre e in ogni caso:

Ubi Petrus, Kirche gab es

[Trad.. “dov’è Pietro, ivi è la Chiesa”]

Sentenza del Santo dottore Ambrogio, Vescovo di Milano

[Expositio in Ps., XL, § 30]

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Über isoladipatmos

19 thoughts on "“Die Freude der Liebe”, zwischen pastoralen ohne Lehre und Glauben zu emotionalen aufgeschlämmt

  1. Parole del Card. Sarah, prefetto del Culto Divino

    «Se la Chiesa comincia a parlare come il mondo e ad adottare il linguaggio del mondo, dovrà accettare di cambiare il suo modo di giudizio morale, e di conseguenza dovrà abbandonare la sua pretesa di guidare e rischiarare le coscienze… rinunciare alla sua missione di essere per i popoli una luce di verità».
    «Se si crea un magistero instabile, si crea un dubbio permanente»

  2. Caro Don Ariel, è stato molto chiaro. I fedeli smarriti, zu diesem Zeitpunkt – chiaramente sto parlando anche per mehanno bisogno di sapere cosa possono farenel loro piccolo” (deutlich, dando per scontato che la preghiera è la prima cosa da fare, e che dovremmo farne ancora di più; ma in qualche modo vale anche per noi non consacrati l’indicazione che non possiamo semplicemente stare ad attendere che Dio faccia qualcosa, specialmente visto che il CVII ci ha impegnati in prima persona sull’evangelizzazione).

  3. Per quanto mi riguarda, mi preme fare alcune osservazioni:
    1) A proposito del recente documento pontificio, al momento non esiste ancora una trattazione che mostri, in maniera esauriente e chiara: ein) la presunta discontinuità col Magistero precedente; b) le espressioni ambigue presenti nel documento; c) presunte incoerenze del testo preso nella sua interezza. Qualora queste tre cose siano dimostrate con argomentazioni logiche, coerenti e chiare, credo che sia necessario che sia i fedeli che i pastori chiedano chiarimenti alle autorità che sono di competenza. Non è possibile, tatsächlich, dare la propria adesione ad un testo di cui non si conosce con esattezza il significato di alcuni passaggi essenziali, poiché questo produrrebbe una interminabileguerra di interpretazioni”.
    2) Il sacerdote e teologo José Granados, in un’intervista pubblicata daLa nuova Bussola Quotidiana” Samstag 9, ha espresso un parere un podiverso dall’articolo che leggiamo sopra. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa p. Ariel della posizione di J. Granados.
    Per le ragioni che ho esposto, credo che il dibattito sia tutto da definire e che non si debbano trarre conclusioni frettolose.

    1. Liebe Leserinnen und Leser.

      Ciò che lei indica è esattamente quello che io ho fatto nel mio articolo, riprendendo a grosse linee una mia recente Lectio.
      Vale a dire: io ho lamentato lo stile del linguaggio, che non è un sofisma semantico, perché attraverso il linguaggio ci si esprime ed attraverso il linguaggio si trasmettono le verità della fede, o si annunciano o si specificano le verità della fede.
      Io ho lamentato che questo testo è redatto con uno stile letterario e poetico, intriso di sociologismi e via dicendo.
      Non sono invece proprio entrato nel merito della dottrina o delle eventualinuove dicipline”. E ciò la dice lunga sul mio rispetto sia per il testo in sé, beide, vor allem, per colui che lo ha firmato.

  4. La conferenza episcopale filippina, nel messaggio divulgativo diffuso il 9 aprile ha usato toni sorprendentemente esultanti: focalizzandosi esclusivamente su quel punto! Ed il resto dell’esortazione?
    http://cbcpwebsite.com/Messages/amoris.html

    In Italia invece tanti vescovi sono già passati ad occuparsi di temi più importanti: domani si vota per il referendumecologico”.
    http://www.ilfoglio.it/chiesa/2016/04/15/vescovi-no-triv-scendono-in-campo___1-v-140717-rubriche_c329.htm
    http://www.corriere.it/politica/16_aprile_16/teologo-forte-votero-votero-si-referendum-importante-come-segnale-97f7e058-0342-11e6-8461-f1f7219be504.shtml
    mah!

    1. Lieber Paul, si sbaglia.
      Il regnante Pontefice le scarpette rosse le ha prese, le ha indossate, e le ha utilizzate per prendere a pedate i suoi predecessori, von Benedikt XVI (vgl. enciclica Sacramentum Caritatis, lettera della Congregazione per la dottrina della fede del 1994, Introduzione aLa pastorale dei divorziati risposatidel 1998″, Discorso di Aosta del 2005 e intervento di Parco di Bresso del 2012) San Giovanni Paolo II (enciclica Veritatis splendor ed esortazione apostolica Familienunternehmen), per passare alla Commissione teologica internazionale (“La dottrina sul sacramento del matrimonio” von 1977) e giungere al Pontificio consiglio per la famiglia (“La pastorale dei divorziati risposati” von 1997). Senza contare una serie innumerevole di studiosi, quale il cardinale Caffarra e mons. Negri e, offensichtlich, l’attuale Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il Karte. Müller. Per finire con il Catechismo della Chiesa cattolica.
      Jetzt, vorrei sollevare una questione, facendo mie le parole del grande padre Scalese: «è corretto rimettere in discussione un insegnamento ormai praticamente definitivo?».
      Ringrazio i padri per lo spazio che vorranno concedermi.

      1. Matthew Dear.

        Proviamo un attimo a rasserenarla con queste nostre parole
        Tutto ciò che lei scrive è legittimo e plausibile, ma voglia tenere conto di alcuni elementi che potrebbero appunto rasserenare lei come molti altri lettori: al momento noi siamo dinanzi ad un documento appena pubblicato. Un documento peraltro molto lungo e altrettanto articolato.
        Siamo, abschließend, nella primissima fase, perché il documento va compreso e poi applicato.
        E quello che al momento non sappiamo, è proprio il come, esso, dovrà essere applicato nelle concrete e complesse fattispecie.

        1. Entschuldigung. Non volevo essere irruento.
          Quello che voi padri dite è assolutamente vero. Il documento merita di essere letto e studiato attentamente.
          C’è un problema, aber. Questo corretto approccio non è quello seguito dai media laicisti e modernisti né dal clero modernista. Quest’ultimo infatti, dopo aver immediatamente brindato alla “Revolution” und “caduta dei bastioni”, ha già annunciato la sua linea totalmente aperturista in merito alla concessione dell’Eucaristia ai cd. “geschieden und wieder verheiratet” (vgl. episcopati di Filippine e di Bergamo. Molti altri seguiranno).
          Le situazioni sono invero complesse e necessitano discernimento. Se c’è una cosa su cui il card. Schönborn ha ragione è che questa parola è davvero fondamentale, in quanto è il cuore della Chiesa madre. So con certezza che voi padri, per primi, avete attuato questo discernimento, anche prima del sinodo e di quest’esortazione. Ma lo avete fatto sulla base e in ossequio di una dottrina chiara, solidissima e definitiva.
          Ripropongo dunque la domanda: se la realtà è già complessa di per sé, perché terremotare la salda roccia della dottrina, non offrendo soluzioni ma sollevando solo ambiguità? Cui prodest?

          1. Matthew Dear.

            Lei non è stato assolutamente irruento, etwas, lei ha sollevato questioni molto plausibili e soprattutto molto cattoliche.
            Conosco purtroppo la superficialità di certi miei confratelli e la scarsa preparazione dottrinale di altrettanti partoriti da seminari che andrebbero inceneriti con il lanciafiamme dopo avere scorticati vivi i formatori messi al loro interno. Inutile dire che questa mia è una iperbole, o se preferisce un paradosso, comunque fondato ed espresso in modo per così dire teatrale.

            Ad affermare cose del genere attraverso simili raffigurazione tragico-colorite, è forse il mio spirito iper-critico?
            Nicht, a parlare è la Chiesa! Quella Chiesa che tutti vogliono variamente, propria, nuova, Revolutionär und so, ma di cui sempre meno conoscono la dottrina e il magistero.

            Se infatti la Chiesa si è trovata costretta ad emanare anni fa la istruzione Sacramentum, lo ha fatto perché molti preti non celebrano devotamente la Santa Messa, non si attengono all’ordinamento generale del Messale Romano, alle prescrizioni liturgiche e giuridiche della disciplina dei Sacramenti. O forse hanno scritto questa istruzione perché alla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti non sapevano come impegnare il loro tempo?

            Jetzt, questi irredimibili e spesso arroganti superficiali, ai quali non è chiaro che i Sacramenti non appartengono al prete e che non sono affatto suoi beni disponibili, seguiteranno a fare più che mai alla luce del sole ciò che di errato già facevano alla luce del sole, con i loro vescovi silenti, perché privi della necessaria voglia o delle necessarie palle per richiamare i loro preti indisciplinati.

            Io non sono entrato volutamente nel merito del discorso dottrinario della Die Freude der Liebe, perché non posso e non devo farlo; perché mio compito è guidare il Popolo di Dio, non confonderlo o peggio scandalizzarlo con critiche avventate.

            Dico solo che in un tempo come questo ed in un clima come questo, un documento così lungo e così non chiaro in molti passaggi, darà adito a molti problemi nella applicazione della disciplina dei Sacramenti, quasi come se in simile delicata sfera non avessimo già problemi enormi, gran parte dei quali dovuti agli abusi liturgici ormai istituzionalizzati e posti in essere da certi gruppi neocatecumenali e carismatici.

            Posso garantirle che per quanto mi riguarda, il primo pluridivorziato che con aria di sfida si presenterà a fare la Comunione, io lo respingerò; e lo respingerò per il bene della sua anima. E se questo, come già accaduto, mi dirà: «Ma Papa Francesco ha detto …», io gli replicherò che «Papa Francesco non ci ha comandato di dare l’Eucaristia a chi è palesemente e pubblicamente non in stato di grazia, ma se lui pensa che Papa Francesco abbia detto veramente questo, che allora vada alla Messa la mattina alla Haus von Santa Marta e si faccia dare la Comunione da lui, perché io non gliela do».

            I Sacramenti di graziae lo dice il deposito della fede, Ich sage nicht, dass ich – non solo non appartengono ai preti, non appartengono neppure ai Vescovi, neppure al Romano Pontefice; non appartengono neppure alla Chiesa, che ne è dispensatrice e non padrona.

            Questo per ribadire i motivi della prudenza attraverso la quale ci siamo espressi sull'Insel Patmos, al contrario dei giornali laicisti che hanno preteso di trattare un simile e delicato argomento come se si fosse appena celebrata la … “caduta di un vecchio tabù”.

            Lei ha quindi ragione, ed ha espresso le sue perplessità in modo pacato, amareggiato e soprattutto cristiano.
            E nel darle ragione la invito a pregare per le tante e sempre più gravi e arbitrarie scelleratezze compiute dai preti proprio attraverso i Sacramenti di grazia.

            a meno che, come già le ho detto, non abbiano scritto la Sacramentum perché presso la Santa Sede non sapevano come impiegare il loro tempo.

  5. Caro Vater Ariel, prima di tutto pregherò per lei.
    Perché se è vero quello che dice, e ci credo assolutamente, stia pure tranquillo che si aprirà anche nei suoi confronti quella caccia alle streghe che si è già aperta in queste ore contro sacerdoti fedeli alla dottrina sui Sacramenti.
    E qui volevo approfittare della sua pazienza per chiederle questo.
    Faccia caso che un giovane senta la chiamata di Cristo al sacerdozio e voglia mettersi alla sua sequela, donandosi tutto a Lui, alla Chiesa e alle anime, nella fedeltà alla Tradizione e alla dottrina e all’insegna della carità. Tuttavia vede quello che accade, e cioè che i servi fedeli vengono bastonati e quelli infedeli portati in palmo di mano, che le false e depravate dottrine vengono amplificate mentre l’ortodossia è negletta, che spesso proprio i seminari sono i centri di propagazione di tali perniciose opinioni eresiarche e che, una volta ordinato, il novello sacerdote dovrà confrontarsi con un ambiente ostile e clericalizzato, sia nel clero che nel laicato (ogni riferimento ai neocatecumenali non è puramente casuale).
    Hier, ad un simile ipotetico giovane in discernimento vocazionale, lei cosa direbbe?

    1. Matthew Dear.

      Il discorso è complesso, ma ciò che tu mi chiedi rientra in alcune particolari sfere del mio sacro ministero, visto che da anni sono confessore e direttore spirituale di diversi sacerdoti appartenenti al clero secolare e regolare.
      Diversi sono stati i giovani che nel corso degli ultimi anni si sono rivolti a me per un discernimento vocazionale, altri per i problemi a volte enormi che avevano trovato o che stavano vivendo dentro i nostri seminari, soprattutto per questioni di carattere sia dottrinale sia morale.

      I giovani in formazione ai quali per imperativo di coscienza ho chiesto di uscire dal seminario, purtroppo sono diversi, in totale 18 nel corso degli ultimi quattro anni. E devo dire che per una media di 8 seine 10 mi hanno prestato ascolto, dopo che li ho invitati adimettersi spontaneamentedal seminario in attesa di tempi migliori.

      I due su 10 che invece non mi hanno ascoltato, appena divenuti sacerdoti si sono trovati malissimo. E ciò per questi motivi: da una parte loro, consapevoli che la formazione data non era adeguata, ma che soprattutto non era cattolica, ritenevano di poter superare il problema fingendo di accettare ciò che di errato veniva loro propinato attraverso il meglio del peggio delle eresie moderniste, del rahnerismo, delle teologie filo-protestanti, dell'Der Allmächtige” Karl Rahner, del mito Carlo Maria Martini, del mito Tonino Bello, del Sig. Enzo Bianchi chiamato a pontificare ai seminaristi od i seminaristi mandati per obbligo coatto a fare esperienze nella esotica comunità catto-protestante-buddista di Bose, usw. … e pur consapevoli che il tutto era errato, questi giovani dicevano: «io faccio finta di accettare il tutto, und dann, quando sarò finalmente prete, le cose cambieranno perché mi mostrerò per ciò che sono».
      Per tutta risposta io gli replicavo: «Questo è sbagliato, per diventare prete tu devi essere anzitutto te stesso e mostrarti per ciò che sei. andernfalls, se adesso fingi e poi domani ti manifesti diverso da ciò che hai finto di essere, die Priester – e talvolta lo stesso vescovote la faranno pagare a caro prezzo, perché prenderanno il tutto come un inganno, come un tradimento da parte tua».
      Und so war es, non per alcuni di loro, sondern für alle.

      Conosco casi di giovani sacerdoti che pochi mesi dopo la loro ordinazione, pur appartenendo a diocesi nelle quali ormai, preti ultra ottantenni, di domenica celebrano la Santa Messa in tre diverse parrocchie, non sono mai stati incaricati neppure come vice-parroci, ed oggi sono guardati a vista dal Vescovo e da un presbitèrio palesemente e marcatamente filo-modernista che non li accetta e che non dà loro alcun genere di spazio pastorale.

      L’errore, come però puoi capire, è stato reciproco: da una parte sbaglia chi si ostina a formare in modo non cattolico i nostri futuri preti, dall’altra ha sbagliato l’allora seminarista che ha finto di condividere certe cose sbagliate per poi dire, appena divenuto prete: adesso che sono prete rinnego tutto ciò che di errato mi avete insegnato e mi metto a fare le cose giuste.
      Gut, aber wenn “le cose giustepoi non te le lasciano fare, a quel punto il risultato sarà di ritrovarti solo, straniero ed emarginato in casa tua.

      In questo momento, in Italien, io non conosco un seminario presso il quale indirizzare i giovani che abbiano ricevuto una autentica vocazione al sacerdozio, ed ai quali, proprio perché veramente vocati, dico sempre di tenersi lontani dai nostri attuali seminari.

      Se in Italia qualche buon seminario esiste, la cosa mi fa molto piacere, ma purtroppo io non lo conosco. Al momento conosco solamente deipretificiequiparabili in tutto e per tutto a dellefabbriche di mostri“, dai quali togliere prudentemente le vocazione autentiche e sane, per lasciare al loro interno quella copiosa e numerosa gramigna della quale pare a volte che i nostri vescovi non riescano di fare a meno.

      Oder mit anderen Worten ausgedrückt: einmal, se veniva individuata una mela marcia, la si toglieva per evitare che facesse marcire tutte le altre. Oggi invece, in un paniere composto perlopiù da mele marce, non è opportuno, meiner Meinung nach, metterci dentro una mela sana.

      Queste cose, in modo molto più severo e articolato, le scrivo da anni; e posso garantirti che nessuna Autorità Ecclesiastica mi ha mai rimproverato, etwas, molti Vescovi mi hanno ripetutamente data ragione. E dopo avermi data ragione, hanno ordinato come sacerdoti soggetti che all’altare non andavano fatti avvicinare neppure come ministrati, con tutte le conseguenze che poi ne sono derivate
      … aber, privat, mi danno e seguitano pure a darmi ragione, im Gegenteil, alcuni Vescovi mi hanno persino esortato dicendomi: «bravo! Continua a scrivere queste cose, ich empfehle, perché qualcuno le deve dire».

      E ciò detto, io dovrei affidare un futuro potenziale ottimo sacerdote a vescovi del genere? A partire proprio da quelli che in privato mi vengono pure a dire «bravo!», dopo che io gli ho detto che i loro seminari sono ormaigabbie infette”?

      Dafür, alle autentiche e sane vocazioni dico sempre: «il presbiterato non è un diploma, perché uno non si diploma prete. Sacerdoti lo si è per mistero e Sacramento di grazia e lo si è in eterno. Attendere alcuni anni, o anche diversi anni, prima di giungere ad una dimensione di eternità, ti costa proprio tanto? Più sarai maturo, più avrai atteso con produttiva pazienza, tanto più avrai modo di diventare un ottimo pastore in cura d’anime. Semmai giungendo al sacerdozio con qualche capello bianco, anziché nella piena e spesso troppo spensierata gioventù».

  6. Situazione drammatica e ben esposta, su cui non ho commenti personali. Al cristianesimo non si giunge né studiando l’integrale di Agostino (i cui libri in latino ed edizione del 700 attendono ancora la lettura nella mia biblioteca), né di Tommaso, né di De Lubac, noch… aber zumindest, fra gli studi, madre Teresa ci è arrivata in altro modo, dei vangeli e delle lettere. Ho scoperto che fra i laici virtualmente nessuno li ha letti…. incredibile, se presente è un Gesù il cui rapporto con Dio è…. un argomento quello della conoscenza dei testi sacri per un cristiano che non ho MAI visto discusso.

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