Cristo Risorto antidoto al coronavirus: «Svègliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà»

L’angolo dell’omiletica dei Padri de L’Isola di Patmos

CRISTO RISORTO ANTIDOTO AL CORONAVIRUS: «SVÈGLIATI, O TU CHE DORMI, DÉSTATI DAI MORTI E CRISTO TI ILLUMINERÀ»

.

La quarantena antivirus ci lascia a casa, modificando le libertà, le abitudini, i bisogni. C’è però una via d’uscita. Se possiedo Cristo, anzi se permetto a Cristo di possedermi, anche se mi trovo barricato in casa, sono libero. Fossi anche incarcerato per la mia fede, così come hanno sperimentato gli apostoli, Cristo mi renderebbe ugualmente un uomo libero. Se siamo con il Signore, qualunque situazione può essere superata, la disgrazia è essere senza Cristo, è voler essere pastori di sé stessi. Paradossalmente scopriamo adesso quanto la nostra presunta libertà può essere limitata, quanto la nostra vita può essere offuscata, quanto ciò che reputiamo reale assomigli in realtà a un lungo sonno.

.

Autore
Ivano Liguori, Ofm. Capp.

.

.

PDF  articolo formato stampa
.

.

.

Lettera di San Paolo Apostolo agli efesini: 5, 14.

In questa Dominica Laetare [liturgia della parola, QUI], risuona l’espressione: «Svègliati, o tu che dormi, déstati dai morti e Cristo ti illuminerà», questa antica affermazione tratta dalla lettera agli Efesini compendia la speranza in questo momento di buio che tutti stiamo vivendo. Il Coronavirus è il buio dell’ora presente, è il male tenebroso che si illude di sfidare la luce di Cristo. La parola del Vangelo di oggi interroga tutta la Chiesa nella domenica di quaresima tradizionalmente dedicata alla letizia. L’antifona d’ingresso canta:

.

Rallegrati, Gerusalemme, e voi tutti che l’amate, riunitevi.

Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza:

saziatevi dell’abbondanza della vostra consolazione.

.

Forse a qualcuno potrà sembrare quasi offensivo parlare di letizia in una situazione così critica come quella che stiamo vivendo in Italia. Quotidianamente veniamo aggiornati sui nuovi contagi, ci informano sul numero delle vittime. Ci giungono notizie circa l’impossibilità di far morire in grazia di Dio molti fratelli ricoverati, i quali dopo essere stati allontanati dalla famiglia per essere ospedalizzati, sembrano pure dimenticati da Dio. In questo frangente le parole del Salmo 137 appaiono sicuramente più vicine al nostro stato d’animo attuale:

.

Lungo i fiumi di Babilonia,

là sedevamo e piangevamo

ricordandoci di Sion.

Ai salici di quella terra

appendemmo le nostre cetre …

.

Eppure, non è così, da credenti non possiamo leggere l’ora presente con rassegnazione, con le sole categorie umane. Dobbiamo imparare una volta per tutte che la storia appartiene a Dio, è lui che la conduce anche se in modo misterioso ai nostri occhi. A noi basta sapere che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, ricordiamocelo sempre, tutto concorre al bene di coloro che amano Dio.

.

È nostra abitudine davanti al male, al peccato, alla malattia cercare affannosamente il colpevole: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» [Gv 9, 1-2], così i discepoli di Cristo pongono la domanda al maestro, ma in fondo è la stessa domanda che ognuno di noi si pone in queste ore: di chi è la colpa del contagio di Coronavirus? Dove è la responsabilità? Non è il momento di dare la caccia ai colpevoli, non servono alibi o giustificazioni per rendere più digeribile il male, non possiamo normalizzare quello che non può essere normalizzato. Abbiamo bisogno di una via d’uscita, abbiamo bisogno di Cristo.

.

La cecità che affligge quest’uomo è immagine dell’egoismo che rifiuta Dio, di quella condizione di vita che prescinde dal Signore. La cecità porta al buio e il buio alla morte, il Venerdì Santo e il Sabato Santo sono giorni di buio. Ma in Cristo non c’è buio o cecità, egli è la luce, la domenica di Pasqua è giorno di luce. Oggi è il giorno in cui siamo chiamati a riscoprire la luce, a guardare non in basso verso i nostri peccati ma a volgere lo sguardo a Cristo luce delle genti, egli è l’alternativa definitiva al buio. Così come è stato per il cieco nato, dobbiamo lasciare a Gesù il compito di riplasmare la nostra vita. Non attraverso il fango della debolezza ma con la grazia dello Spirito Santo.

.

Se Cristo non mi fa nuovo, se non soffia su di me lo Spirito di Vita, io sarò sempre cieco, resterò sempre nel buio, non mi alzerò mai dal sonno. Questo virus ci spaventa, è comprensibile, tuttavia è per la nostra vita un salutare avvertimento: ricordati che sei cieco, ricordati che sei immerso nel sonno dell’oscurità, solo Cristo è il tuo pastore. Abbiamo davvero questa convinzione? Gesù è il tutto della nostra esistenza? È vero che quando abbiamo Lui nulla ci manca? Proviamo a pensarci…

.

La quarantena antivirus ci lascia a casa, modificando le libertà, le abitudini, i bisogni. C’è però una via d’uscita. Se possiedo Cristo, anzi se permetto a Cristo di possedermi, anche se mi trovo barricato in casa, sono libero. Fossi anche incarcerato per la mia fede, così come hanno sperimentato gli apostoli, Cristo mi renderebbe ugualmente un uomo libero. Se siamo con il Signore, qualunque situazione può essere superata, la disgrazia è essere senza Cristo, è voler essere pastori di sé stessi. Paradossalmente scopriamo adesso quanto la nostra presunta libertà può essere limitata, quanto la nostra vita può essere offuscata, quanto ciò che reputiamo reale assomigli in realtà a un lungo sonno. 

Svegliamoci, destiamoci dal sonno, veniamo alla luce.

.

Laconi, 22 marzo 2020

.

.

Per stare quanto più possibile vicini ai fedeli in questo momento di grave crisi ed emergenza, la redazione de L’Isola di Patmos informa i Lettori che il nostro autore Padre IVANO LIGUORI, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, cura su Facebook la rubrica «LA PAROLA IN RETE», offrendo delle meditazioni tre volte a settimana. Potete accedere alla pagina curata dal nostro Padre cliccando sul logo sotto:

.

.

Visitate la pagina del nostro negozio QUI. Sostenete le nostre edizioni acquistando i nostri libri   

.

«Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» [Gv 8,32],
ma portare, diffondere e difendere la verità non solo ha dei
rischi ma anche dei costi. Aiutateci sostenendo questa Isola
con le vostre offerte attraverso il sicuro sistema Paypal:
 









 

oppure potete usare il conto corrente bancario:

intestato a Edizioni L’Isola di Patmos

IBAN IT 74R0503403259000000301118
in questo caso, inviateci una email di avviso, perché la banca
non fornisce la vostra email e noi non potremmo inviarvi un
ringraziamento [ isoladipatmos@gmail.com ]

 

.

.

 

.

.

.

.

What do you want to do ?

New mail

What do you want to do ?

New mail

Avatar

About isoladipatmos

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri ancora disponibili

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.