Conoscenza della verità e della libertà religiosa

– Theologica –

CONOSCENZA DELLA VERITÀ E DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA 

Davanti a Cristo occorre prender posizione, come si sceglie tra il bene e il male: o a favore o contro, aut-aut. Certo, nelle cose umane il bene è sempre misto al male e il male suppone il bene: ma occorre separarli e chiamare bene il bene e male il male. Non si può restare neutrali o indifferenti. Non si può essere «né caldi né freddi», altrimenti «saremo sputati dalla sua bocca» (cf. Ap 3,15)

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Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi.

Gv 8, 32

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Autore Giovanni Cavalcoli OP
Autore
Giovanni Cavalcoli OP

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 05.07.2016 Giovanni Cavalcoli  —  CONOSCENZA DELLA VERITÀ E DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA

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5 thoughts on “Conoscenza della verità e della libertà religiosa

  1. Grazie al Padre Giovanni per questo prezioso approfondimento sulla natura perversa del liberalismo… a suo tempo, pur molto modestamente, anch’io avevo realizzato una cosetta sul tema:

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/incompatibilita-tra-cattolicesimo-e-liberalismo/

    La cosa è quantomai attuale, perché ormai, fra noi cattolici, quelli che non sono catto-democratici sono catto-liberali… ambedue posizioni doppiogiochiste. E’ anche questo, in stretta sinergia con la crisi della fede, che ci ha portati allo sfascio. Nessuno che abbia raccolto l’eredità sturziana dell’autentica Dottrina sociale. E, men che meno, l’eredità di Pier Luigi Zampetti:

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/i-maestri-2/pier-luigi-zampetti/

    Per quanto riguarda il chiamare il male e il bene col loro nome, a pag. 5, credo che col Santo Padre Francesco abbiamo un problema:

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-linsostenibile-tesi-del-cardinale-schnborn-16716.htm

  2. Strage di Nizza, il vescovo si domanda:

    «qu’est ce qui peut habiter le cœur d’un homme au moment où il agit ainsi, et qu’il perpétue cet acte de haine, de barbarie et de mort

    «Monsieur le diable». eminenza.

    Qualcuno sul web suggerisce, con qualche ragione: tridui di preghiera e processioni in tutta la nazione, da Parigi a Nizza, portando il Santissimo, e anche riconsacrando la Francia a Nostro Signore e al Cuore Immacolato di Maria.
    Povera Francia, figlia maggiore della Chiesa Cattolica, sempre più laicizzata, ora nelle mani dei massoni, ora in balia dell’Islam.
    Povera Italia che la sta emulando…

    1. NdR. «Che cosa può abitare nel cuore di un uomo, quando compie un simile gesto, che attraverso un simile questo atto di odio, perpetua la barbarie e la morte

      «Il Signor Diavolo»

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      Il problema è semplice: la Francia non si è mai ripresa, dopo la Rivoluzione francese.

    2. I fatti di Francia sono simbolici di due grandiose cambiali che vengono a scadenza. La prima, e sarà una scadenza definitiva, è quella dell’Islam, il quale, al contrario di quanti molti credono, è un mondo in agonia, un mondo in preda a convulsioni mortali esportate al di fuori dei propri confini, caratterizzate da una violenza erratica letteralmente suicida e perfino grottesca che non ha niente a che fare con l’aggressività raziocinante di un organismo sì totalitario ma in salute. Anche se dagli storici moderni viene disprezzata, la percezione medievale di Maometto come eretico ha un suo profondo …fondo di verità: egli usò – rozzamente dal punto di vista teoretico ma con molta duttilità dal punto di vista pratico – materiali biblici per adattarli ad un disegno terreno: e un disegno terreno ha per forza una scadenza. L’unica maniera di “modernizzarsi” dell’Islam è quella di suicidarsi e di risolversi nel Cristianesimo. E ciò (almeno in parte) accadrà inevitabilmente in futuro.
      La seconda, e sarà solo una di una lunga serie di scadenze, è quella della pseudo-religione dei diritti umani partorita dalla Rivoluzione Francese, una specie di Cristianesimo antropocentrico che ha messo Dio e ogni Verità in soffitta (e che è in fondo la “religione” dell’Anticristo: d’altra parte la civiltà cristiana rivela se stessa anche nelle sue manifestazioni anticristiane). Nel lungo termine solo una civiltà cristiana può essere veramente libera. Ragion per cui essa è destinata a trionfare. Ma sarà sempre oscillante tra ribellione e pentimento fino alla seconda venuta di Cristo, così come lo fu l’Israele veterotestamentario fino alla prima venuta di Cristo. E però a pagare il prezzo delle ribellioni saranno sempre i cristiani. Di qui un apparente paradosso: il mondo sarà – in senso lato, antropologico e culturale, non nei segni manifesti della fede – sempre più cristiano, ma i cristiani saranno sempre perseguitati.

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