Ciò che l’Arcivescovo del Lussemburgo ignora: se gli elettori cattolici italiani hanno seguito chi mostra i rosari, è perché, dall’altra parte, gli hanno mostrata la statua celebrativa di Martin Lutero in Vaticano

—in breve —

CIÒ CHE L’ARCIVESCOVO DEL LUSSEMBURGO IGNORA: SE GLI ELETTORI CATTOLICI ITALIANI HANNO SEGUITO CHI MOSTRA I ROSARI, È PERCHÉ, DALL’ALTRA PARTE, GLI HANNO MOSTRATA LA STATUA CELEBRATIVA DI MARTIN LUTERO IN VATICANO

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I cattolici italiani si sono ritrovati a scegliere tra chi, in buona o mala fede, sinceramente o strumentalmente, esibiva il rosario; dall’altra, si sono ritrovati a scegliere chi introduceva la statua dell’eresiarca Martin Lutero in Vaticano, mentre le Poste Vaticane distribuivano un francobollo celebrativo per i Cinquecento anni della “riforma” protestante.

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Autore
Redazione de L’Isola di Patmos

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il Senatore Matteo Salvini, durante un comizio esibisce e bacia il rosario

Ringraziamo gli amici di Vatican Insider che oggi ci hanno regalata una nota di comicità con l’intervista all’Arcivescovo lussemburghese S.E. Mons. Jean-Claude Hollerich, presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea [vedere QUI].

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Il Presule è munifico in citazioni, a partire dalla Enciclica Laudato si’ per seguire con le risposte alla domanda di rito sulla accoglienza dei migranti, che pare andare per la maggiore tra i banchieri del suo Paese. Anzi sembra che le banche regalino una copia di questa Enciclica a tutti i sottoscrittori di fondi d’investimento lussemburghesi, raccomandandogli, all’uscita dagli istituti di credito, di non dimenticarsi di elargire qualche cosa ai barboni, ai rom ed ai migranti che stazionano numerosi all’esterno, perché, com’è noto, il Granducato di Lussemburgo n’è pieno, tanto lunghi sono i suoi ponti, profonda la sua accoglienza e completamente distrutti tutti i suoi muri divisori.

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con un francobollo commemorativo la Santa Sede riconosce allo scisma dell’eresiarca Martin Lutero il titolo di “riforma” e “riformatore”

In un brano dell’intervista l’Arcivescovo ci illumina:

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«Penso che in Italia, come pure in tanti Paesi, i cattolici siano stati presi poco sul serio. La loro opinione non ha contato, per questo se qualcuno mostra — ad esempio — un rosario o qualcosa di simile, la gente dice: “Ah, finalmente c’è qualche politico che guarda a noi”. Io potrei anche esibire una bandiera comunista, ma non vuol dire che io sia comunista. Tutto questo serva comunque agli altri partiti che si dicono democratici: bisogna considerare il voto cattolico e ascoltare che cosa pensano e chiedono i cittadini cattolici di un Paese».

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la statua dell’eresiarca scismatico Martin Lutero portata in omaggio al Romano Pontefice ed esposta in Vaticano nell’Aula Paolo VI in occasione dei 500 anni della “riforma” protestante, il tutto mentre nella Chiesa ricorreva il centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima

Forse all’Arcivescovo sfugge un particolare, chissà se piccolo, certo di non poco conto: i cattolici italiani si sono ritrovati a scegliere tra chi, in buona o mala fede, sinceramente o strumentalmente, esibiva il rosario; dall’altra, si sono ritrovati a scegliere chi introduceva la statua dell’eresiarca Martin Lutero in Vaticano, mentre le Poste Vaticane distribuivano un francobollo celebrativo per i Cinquecento anni della “riforma” protestante. Giungendo per questo feriti presso i pronto soccorso della nostra Chiesa ospedale da campo a domandare: «Il Protestantesimo, non è più un doloroso e drammatico scisma, ma una vera riforma? E Lutero, non è più un eretico, ma un riformatore celebrato con statue e francobolli commemorativi in Vaticano?».

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Ecco perché i cattolici italiani hanno scelto a maggioranza chi esibiva — vuoi strumentale o vuoi sincero — il rosario: perché, dall’altra parte, li hanno feriti non poco esibendogli Lutero, assieme a molto altro ancora, in questa Chiesa che parla di un popolo ideologico onirico e che non conosce più il reale Popolo di Dio.

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Laudato si’!

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Dall’Isola di Patmos, 27 maggio 2019

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9 thoughts on “Ciò che l’Arcivescovo del Lussemburgo ignora: se gli elettori cattolici italiani hanno seguito chi mostra i rosari, è perché, dall’altra parte, gli hanno mostrata la statua celebrativa di Martin Lutero in Vaticano

  1. Grazie per avermi ricordato il “fatto” della statua e del francobollo eretici. Sapete, ultimamente la neochiesa ci riserva novità ogni giorno come le brioche dal fornaio ed è diventato difficile ricordare tutte le scempiaggini che ci tocca vedere..

  2. Parallelo perfetto. E chi al posto della parola Peccato di Perversione si è inventato la parola Clericalismo, si chieda se i cattolici italiani non abbiano forse dato un voto forte e chiaro contro il clericalismo antiitaliano, e in definitiva anticattolico.

  3. Ormai i vari bergogliani non cessano di stupire per la loro stupidità. Seguono un eretico e danno lezioni. Per secoli Papi (veri), santi e teologi hanno condannato come eretico Lutero. Ora un Bergoglio qualsiasi cancella tutto e dice che è un dono dello Spirito Santo.
    Quindi secoli di cattolicesimo sono stati preda di Satana. Non può essere dono dello Spirito Santo tutto e il suo contrario. O sì?

    Marco Bianchi

    1. Caro Marco,

      talvolta giungono messaggi di commento così severi nei confronti del Sommo Pontefice, che, senza venire meno né al diritto di espressione delle persone, né alla deontologia professionale – visto che L’Isola di Patmos non è un blog o un sito, ma una rivista in tutto e per tutto – siamo costretti a non pubblicarli.
      A fare commenti e critiche severe, non sono né atei né anticlericali, ma devoti cattolici.
      Per questo non manco ogni tanto di ribadire nei miei scritti che certi clericali, i quali per paradosso danno poi dei clericali agli altri,vivono con la idea tutta quanta loro di un onirico popolo surreale dopo avere smarrito l’aderenza con la realtà al vero popolo, ed in particolare con il Popolo di Dio.
      Due sole cose mi sento di ricordare:

      1. il Pontefice regnante potrebbe essere anche uno dei peggiori pontefici della storia della Chiesa, ma è il legittimo successore del Beato Apostolo Pietro, può essere criticato per le non poche sue uscite infelici e ambigue che generano divisioni e confusioni, ma va’ venerato e ubbidito quando adempie il suo ruolo di supremo custode della fede, perché se scardiniamo quella cattedra, con essa cadrebbe tutto l’intero impianto strutturale della Chiesa;

      2. se ogni popolo ha il governo che si merita, altrettanto si può dire del Popolo di Dio: anch’esso ha il pontefice che si merita.

      Cosa abbiamo fatto tutti noi vescovi, presbiteri e fedeli cattolici, negli ultimi cinquant’anni, per meritarci un grande e santo Pontefice?

      Purtroppo noi, tutti quanti, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità, stiamo raccogliendo ciò che abbiamo seminato, ma soprattutto, purtroppo, quel che non abbiamo seminato.

      Per quanto riguarda Lutero, divenuto d’improvviso da eretico che era, riformatore, nonché animato dallo Spirito Santo, lei capisce che sono affermazioni che si commentano da sé e che tanto dolore hanno causato al Popolo di Dio, mentre le vescovesse lesbiche dichiarate sorridevano dietro la statua di Lutero portata in Vaticano nell’aula Paolo VI.

      Sono macchie e soprattutto profonde ferite, che non si cancellano certo con uno dei vari tweet surreali e stizzosi del Padre Antonio Spadaro, S.J., al quale avrei da domandare una cosa sola: “da quanto tempo non apri il breviario e non reciti il Rosario?”

      1. La protestantizzazione del cattolicesimo, fenomeno in atto ormai da più di un secolo che ebbe una spinta decisiva con il post-Concilio, mi sembra possa essere riassunto nella perdita, tra i cattolici ora come tra i protestanti prima, della dimensione propriamente spirituale, nel senso paolino di pneumatica, della religione (è nota l’avversione di Lutero per la mistica), la quale viene sostituita da quella etica (che senza l’opera perfezionatrice dello Spirito si trasforma in moralismo, come ben capì San Paolo); questa a sua volta, priva dell’unica legittimazione possibile, quella che viene dallo Spirito, si riduce a morale borghese esponendosi quindi alla critica distruttrice nichilistica, contro cui nulla può. A questo punto, l’unico modo di mantenere in piedi una sovrastruttura ormai vuota e ridurre la religione ad interessi di tipo meramente sociale, che è ciò a cui assistiamo oggi con la neo-Chiesa bergogliana.

  4. Caro Padre Ariel e cari Padri de L’Isola di Patmos,
    siamo alla fine di maggio e in questi medesimi giorni, il 29 maggio di quasi seicento anni fa, cadde Costantinopoli per mano dei Turchi Ottomani, fedeli all’Islam, religione di pace; nei nostri tempi vediamo crollare,parallelamente, la Chiesa struttura clericalistica. Possiamo rovesciare la prospettiva? La Madonna, i Santi e il Cielo ci prendono sempre sul serio quando li invochiamo, ed essi rispondono secondo la logica celeste. Si può affermare, in un certo qual modo che la nostra cara e amata Santa Madre celeste abbia risposto alla chiamata salviniana? Non vi ricorda l’episodio che vide protagonista l’icona della Madonna di Kazan, la quale per ordine di Stalin in persona sorvolò Leningrado più volte? I nazisti finirono la loro guerra a Stalingrado. Non credo di sbagliare nel dire che forse Salvini è un po’ meno pericoloso di Stalin, o forse qualche scellerato potrebbe essere in grado di invocare tempi bui paragonabili a quelli? La stessa icona, in copia, venne regalata al Santo Padre regnante, il quale goffamente non la baciò, non la venerò, al contrario del Presidente Putin. Figuraccia triste e scomposta!

  5. Tra il simulacro di fra Martino (per inciso, vero scherzo da preti romani a un iconoclasta come lui!) e certi cattolici che insultano il pontefice con gli stessi toni scurrili del pernicioso Sassone, pensando di poter fare a meno del papa che non gli aggrada, ritenendosi più fedeli alle Sacre Scritture di coloro che seguono il magistero papale, non c’è dubbio dove aleggi il luteranesimo. Ma quella ormai lontanissima eresia era una cosa seria, tragica e colta, qui siamo al ‘fai da te’ delle religioni, dove ti scegli i pizzi tridentini ma poi fai di testa tua nella interpretazione delle parole di Gesù, butti all’aria la dottrina sociale della Chiesa e segui i capetti politici dando retta solo al cuore, agli sciagurati sentimenti dei romantici, ai nipotini del luteranesimo.

  6. i può fare un ragionamento analogo su come i vescovi hanno usato il concetto di Europa in campagna elettorale, cioè piegandosi alla retorica democraticistica-giacobina usata dalla grande parte dei media e del mondo politico, soprattutto – ovviamente – di sinistra. Il termine “europeismo” oggi non definisce più soltanto un’adesione al disegno di una più o meno accentuata convergenza politico-amministrativa tra i paesi europei, ma si è caricato, cioè è stato progressivamente caricato col metodo dell’okkupazione ideologica, di un corollario arbitrario di valori o pseudo-valori, diciamo politicamente corretti per farla breve. In obbedienza a tale retorica, dunque, l’europeo è diventato un essere astratto, e sta oggi all’Europa come il “cittadino” stava alla République dei rivoluzionari francesi, e lo “spirito europeista” è diventato una specie di spirito laico-repubblicano su scala europea: insomma, la “religione laica”, con un suo Comitato di Salute Pubblica informale a Bruxelles, che nella sua laicità però di fatto non sa neanche più distinguere fra Dio e Cesare, perché non riconosce nulla sopra se stessa. Chi non s’adegua diventa “antieuropeo”, e forse tra poco “nemico dell’umanità”. Sovranismo e identitarismo rispondono molto confusamente, spesso sbagliando per reazione, a questa deriva. Le gerarchie cattoliche, invece – incredibilmente, verrebbe da dire se vivessimo in tempi normali – stanno al gioco.

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