il Cogitatorium di Ipazia – Avanti popolo alla Riscossa …

—  IL  COGITATORIUM  DI  IPAZIA  —

AVANTI POPOLO ALLA RISCOSSA …

Non bisogna assolutamente visitare i siti porno per gatti, perché ciò è male, parecchio; come non bisognerebbe visitare né prendere sul serio certi articoli pubblicati su Riscossa Cristiana [vedere QUI], sito ormai specializzato a prendere l’apparente bene e mutarlo nel supremo male della critica distruttiva e oltraggiosa nei riguardi della Santa Chiesa e del Sommo Pontefice [vedere QUI].

 

AUTORE Ipazia gatta romana
AUTORE
Ipazia gatta romana
ipazia pollo
il meditatorium dove Ipazia si dedica alla speculazione metafisica

Nei giorni scorsi mi sono molto applicata negli studi teologici. Il Padre Ariel S. Levi di Gualdo, percorrendo i primi grandi concili della Chiesa, a partire dal Concilio di Nicea, mi ha fatto diverse lezioni di teologia dogmatica incentrate sul Mistero della Persona di Cristo. Ho poi proseguito con il Padre Giovanni Cavalcoli, decisivo nell’aiutarmi per la parte filosofica indispensabile a chiarire sul piano metafisico il concetto di ipostasi [1]. Come infatti entrambi mi hanno spiegato, il dato di fede della natura umana e divina del Verbo di Dio fatto Uomo contenute in un’unica persona, era a tal punto grande che i Padri della Chiesa, dovendo definire questo ineffabile mistero, si trovarono anzitutto in difficoltà perché sul vocabolario non esistevano nemmeno termini di definizione, per questo attinsero dal lessico filosofico greco modulando un termine che potesse “rendere l’idea”.

ipazia gatti poveri
Gatti poveri delle periferie esistenziali, un angolo di missione reso delicato anche dalla presenza di un forte sincretismo, si veda la presenza del cane pentecostale in mezzo ai gatti cattolici

Vorrei conseguire anche il dottorato teologico, per questo mi sto impegnando e mi raccomando alle preghiere dei cari Lettori e delle dilette Lettrici dell’Isola di Patmos. Una volta acquisita una solida dottrina vorrei partire per una missione difficile, la cui pericolosità è comparabile a quella della evangelizzazione delle tribù cannibali da parte dei missionari del XVI secolo: la evangelizzazione dei gatti buddisti che abitano nell’Isola Tashirojima dell’arcipelago giapponese [vedere QUI].

Talvolta l’essere animato ha bisogno di passare dal serio al faceto, anche perché, come ci insegnano alcuni santi particolarmente spiritosi, per esempio Filippo Neri e Felice da Cantalice, nello scherzo può risiedere davvero il serio, mentre nel serioso — tipico di chi presume di essere sempre in serio servizio incessante ventiquattro ore su ventiquattro — può invece risiedere l’apice della comicità più spassosa. Nessuno riesce infatti a far ridere come i comici inconsapevoli, che sono coloro che si prendono terribilmente sul serio. E in modo faceto il mio tosco maestro mi ha rimproverata di recente quando gli ho segnalato questo articolo su Riscossa Cristiana [vedere QUI], sbottando:

«Ma insomma, gatta Ipazia, lo vuoi capire o no che è moralmente meno grave visitare Cat porn [celebre sito porno per gatti, vedere QUI] che leggere gli articoli scritti su quel sito del Lefebvre’s fan club? [vedere QUI]».

A quel punto mi sono dovuta sorbire un’articolata lezione di senso comune e di morale cattolica incentrata sul male minore e il male maggiore. La conclusione è stata la seguente:

«Non si dovrebbe scegliere mai né il male minore né il male maggiore, perché spesso, quello del male minore — nel caso specifico la visione dei siti porno per gatti — può essere un modo infido per cadere nel male appellandosi a forme perniciose di “giustificazione” basate sul fatto che comunque può esistere di peggio, per esempio certi articoli fuorvianti di Riscossa Cristiana per esseri umani».

Nella sostanza il mio Maestro mi ha chiarito e precisato senza pena di equivoco:

«Non bisogna assolutamente visitare i siti porno per gatti, perché ciò è male, parecchio; come non bisognerebbe visitare e prendere sul serio certi articoli pubblicati su Riscossa Cristiana per esseri umani, essendo un sito ormai specializzato a prendere l’apparente bene e mutarlo nel male della critica più distruttiva e oltraggiosa nei riguardi della Santa Chiesa e del Sommo Pontefice [vedere QUI]».

ipazia papa
Ipazia segue ogni giorno la rassegna stampa prendendo però sempre i giornali con il dovuto beneficio dell’inventario

Per li boni lefebvriani ed il loro fans club, il mistero del male pare risiedere interamente su due elementi: la liturgia e il sesso. Il legame tra questi due elementi usati per dar sfogo a varie psicopatologie, possiamo farcelo spiegare — se un giorno ne avrà tempo e voglia — da un uomo di grande scienza e pietà, il Padre Raffaele Talmelli, valente medico psichiatra, esorcista dell’Arcidiocesi di Siena e autore di alcuni preziosi trattati di demonologia [vedere QUI]. La liturgia, infatti, per certi soggetti è una vera e propria ossessione, ne abbiamo parlato più volte su questa nostra rivista, perché in essa costoro vedono, dietro falsi pretesti di tutela di una non meglio precisata Traditio Catholica, un passato che non deve passare. Come Pietro che dinanzi alla trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor, preso da impeto disse: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia» [Mt 17,4]. Ossia: è tutto così bello, quindi fermiamo il tempo per sempre e rimaniamo sul Tabor. Invece no, c’erano altri monti che attendevano il Cristo e noi tutti in comunione con Lui: ultimo in ordine di serie il Calvario, grande “porta di accesso” al sepolcro vuoto del Risorto. E questo ce la dice lunga sul fatto che la Chiesa è il corpo di un Popolo in Cammino con Cristo suo capo vivo, non è il corpo mummificato di un Popolo fossilizzato su un rito immobile, perché immutabile — come più volte è stato spiegato sull’Isola di Patmos — è la sostanza dei Sacramenti, non i loro accidenti esterni in sé e di per sé mutevoli.

ipazia coperta
solo avvolgendosi nel calore della grazia possiamo preservarci dalle tentazioni

Poi c’è l’altro peccato, o meglio il peccato dei peccati: il sesso, che per questi soggetti pare centro e motore dell’intero Mistero del Male. Inutile spiegargli che nell’elenco dei Sette Peccati Capitali la lussuria sta al quindo posto [n. 1866, vedere QUI], visto che al primo c’è la superbia, regina e basamento che regge tutti gli altri peccati capitali; la famigerata lussuria è infatti preceduta da superbia, avarizia, invidia e ira. Nulla da fare: leggete l’agenzia Corrispondenza Romana per appurare come a volte pare di leggere un vero e proprio bollettino di guerra sulla sodomia [vedere QUI, QUI, QUI, ecc…]. Pur di snobbare le “terrificanti” dottrine del concilio “solo pastorale” e quindi “non infallibile“, ovverosia il “famigerato” Vaticano II, i redattori si sono scomodati ad andare a rispulciare un testo di “grandissima attualità” redatto un millennio fa da San Pier Damiani, il Liber Gomorrhianus [vedere QUI]. Non oso pensare quale edizione e lancio farebbero se scoprissero quel meticoloso e non poco pruriginoso libro, tal è di fatto Il Manuale dei Confessori pubblicato nel 1837 dal Vescovo Jean Baptiste Bouvier.

La sodomia è peccato, ovviamente, ed è anche un peccato grave, però non è il solo e soprattutto non è la sintesi di tutti i peccati, cosa che diversi articolisti di questa agenzia stampa dovrebbero sapere, visto che pare siano stati in relazione per motivi di studio e di lavoro anche col fior fiore di certi politici italiani che, lungi dall’essere sodomiti, hanno passato la vita a commettere pubblici peccati ben peggiori della lussuria. Peccati per i quali il nostro intero Paese — che da certi politici è stato come suol dirsi variamente sodomizzato — sta pagando tutt’oggi prezzi molto elevati sul piano dell’etica, dell’economia, del lavoro e via dicendo, non ultimo anche a causa di politici che si sono presentati più volte come imbonitori dinanzi a certe ingenue frange di elettorato cattolico qualificandosi come paladini e difensori dei “valori non negoziabili”, salvo poi finire alcuni di essi sotto processo, condannati e talvolta persino incarcerati, ironia della sorte: anche per avere violato “certi valori non negoziabili“. Ciò detto, adesso ditemi: a chi si riferiva Nostro Signore Gesù Cristo quando parlava dei farisei ipocriti che filtrano il moscerino e poi s’ingoiano il cammello? [Cf. Mt 23,23-26]

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la vera grazia della fede ci porta sempre in alto e ci protegge dal cadere in basso

È con questo spirito che Riscossa Cristiana ha pubblicato senza proferir favella il testo integrale di una famosa relazione riservata indirizzata all’epoca al Sommo Pontefice Paolo VI, la cosiddetta «Relazione Bacci-Ottaviani», per instillare attraverso di essa nei lettori — che sono poi quei buoni fedeli che è nostro dovere difendere dalle grinfie di questa gente — il dubbio sulla “validità” dell’attuale “orrendo” Messale di Paolo VI, solitamente indicato in certi circoli anche come «messale protestanico», «messale confezionato dal massone Annibale Bugnini», «messale che de-sacralizza la Santa Messa» e via dicendo [si rimanda a tal proposito a questi nostri recenti articoli QUI, QUI].

Certi soggetti sarebbero capaci a usare un libro devozionale come Gli dieci stimoli all’amore del Santissimo Sacramento et alla frequenza della Santissima Comunione redatto nel 1673 dal gesuita Carlo Casalicchio, per trasformarlo oggi in un testo anti-conciliarista e soprattutto anti-bergogliano. Sappiate allora, cari Lettori e dilette Lettrici di questa oasi d’intelligenza cattolica tal è L’Isola di Patmos, che gli Eminenti Cardinali Antonio Bacci e Alfredo Ottaviani scrissero una profonda e per taluni aspetti condivisibile “nota critica” durante le fasi di discussione e la preparazione della bozza del Messale cosiddetto riformato. Usare però questa nota critica oggi, come i personaggi di cui stiamo parlando, per seminare dubbi tra il Popolo di Dio, è cosa intellettualmente e cristianamente disonesta, oltre che lesiva alla venerata memoria di questi devoti vescovi e cardinali. Perché applicando lo stesso metodo, noi potremmo cavar fuori dagli archivi studi, relazioni e interventi di fuoco fatti nelle assise ecumeniche dei concili della Chiesa o durante gli scambi avvenuti tra i vescovi, i teologi ed il Sommo Pontefice, nei quali molti santi uomini di Dio rigettarono — e ripetiamo: durante la fase delle libere discussioni di studio, non dopo, come fa invece il fans club lefebvriano di Riscossa Cristiana — l’idea stessa che la Chiesa potesse proclamare il dogma della Immacolata Concezione, della Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria; per non parlare del dogma della infallibilità del Sommo Pontefice in materia di dottrina e di fede, perché in quel caso, non solo vi furono correnti di teologi e vescovi molto avversi, ma vi fu addirittura uno scisma, quello dei vetero-cattolici, precursori in tutto e per tutto degli attuali lefebvriani.

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persino i santi ed i dottori della Chiesa, salendo verso la verità, ebbero a commettere talvolta errori di valutazione

Diversi di coloro che in passato si opposero nelle fasi degli studi preliminari alla proclamazione di certi dogmi, oggi sono persino santi, qualcuno pure Dottore della Chiesa. Citiamone solo uno tra i diversi: basterebbe che certi lacunosi soggetti conoscessero quel che scriveva nel XIII secolo un titano come Tommaso d’Aquino riguardo l’Immacolata Concezione. Il futuro doctor angelicus considerava la Beata Vergine risplendente di santità, però non contemplava la Immacolata Concezione, bensì ch’ella fosse stata purificata dal peccato originale dopo l’infusione dell’anima. Perche se la Beata Vergine «fosse stata concepita senza il peccato originale, non avrebbe avuto bisogno della redenzione di Cristo, e così Cristo non sarebbe il redentore universale degli uomini: il che pregiudica la sua dignità» [2].

Applicando la medesima logica di alcuni odierni lacunosi nonché subdoli diffusori della “Relazione Bacci-Ottaviani“, con ineccepibile “coerenza” si potrebbe tirare fuori dagli archivi certi studi e relazioni, tra l’altro ben più infuocate e su temi strettamente connessi ai dogmi di fede, per questionare in modo altrettanto subdolo sulla legittimità e la validità di certe verità di fede, a partire da alcune concezioni mariologiche dell’Aquinate, devotissimo alla Beata Vergine e figlio di un Ordine al quale la Chiesa e il Popolo di Dio debbono la benemerita diffusione del culto mariano ed in seguito lo svilppo della mariologia come disciplina teologica.

Nella lettera enciclica Fulgens Corona dell’8 settembre 1953, nella quale si riproponevano le ragioni teologiche dell’Immacolata Concezione in rapporto all’Assunzione della Mater Dei al cielo, tra le ragioni del dogma il Venerabile Pontefice Pio XII cita anche San Tommaso d’Aquino. In simile contesto il Sommo Pontefice avrebbe potuto citare il Beato Duns Scoto, mentre invece si richiama alle parole di San Tommaso che pure non avrebbe “azzeccato” i termini precisi di questa verità di fede e per questo non promuovendoli né trattandoli in modo esplicito [3].

ipazia sotto coperta
è la verità che copre noi, non possiamo certo noi coprire la verità in nome della nostra idea mistificante di verità oggettiva

Quelli di Riscossa Cristiana possono scrivere ciò che vogliono e come vogliono, noi abbiamo di meglio da fare che polemizzare in modo sterile con persone che a questo punto possono essere sanate dal loro pervicace incancrenimento nell’errore solo da uno di quegli interventi della grazia di Dio che scuotono alla radice. Ciò che a noi interessa è tutelare i nostri buoni fedeli cattolici dalla diffusione di siffatti errori, anzitutto illuminandoli su ciò che la redazione di Riscossa Cristiana s’è ben guardata dallo scrivere come giusta presentazione o commento a questa relazione con la quale — ed è pacifico — si vuole mettere in dubbio il Messale di Paolo VI. E la verità, ch’è tutt’altra, di fatto è questa: il Cardinale Ottaviani, per San Giovanni XXIII, il Beato Paolo VI e appresso per San Giovanni Paolo II avrebbe dato all’istante la propria vita. Il Cardinale Ottaviani, se avesse udito coloro che oggi ingiuriano con rara superbia e insolenza il Sommo Pontefice ed il Magistero della Chiesa degli ultimi cinquant’anni, si sarebbe precipitato dal Santo Padre supplicando per loro la scomunica. Il Cardinale Ottaviani è stato un servitore devoto e obbediente dei Sommi Pontefici e della Chiesa, ma soprattutto uno scrupoloso applicatore della riforma liturgica, come lo fu nella propria diocesi il Cardinale Giuseppe Siri [vedere QUI]; e col Messale promulgato da Paolo VI tutti costoro hanno celebrato per il resto dei loro giorni il Sacrificio Eucaristico. Questa è la santa lezione che ha dato quell’uomo di Dio del Cardinale Ottaviani; lezione che quelli di Riscossa Cristiana e affini si guardano ovviamente dal dare. Non c’è problema, ad informare i fedeli cattolici provvediamo noi dell’Isola di Patmos, che cattolici apostolici romani lo siamo perché in perfetta comunione con la Chiesa ed il Sommo Pontefice, indubbiamente difettoso, gravato come tutti noi dai piccoli o grandi limiti umani, ma fuori discussione legittimo Successore del Principe degli Apostoli e Vicario di Cristo in terra.

ipazia profilo
Ipazia, una mente filosofica a servizio della verità e dell’Isola di Patmos che con la grazia di Dio intende diffonderla

In extrema miao torno a precisare come mai ritengo pericolosi certi messaggi subdoli che da due anni a questa parte abbondano su questo genere di riviste: perché numerose membra del Popolo di Dio sono parecchio scosse e disorientate e per questo in cerca di orientamento. Da vari decenni abbiamo infatti l’impressione che i figli dell’eresia modernista che si sono accaparrati cattedre universitarie presso le facoltà teologiche, se non addirittura intere università; che tra le proprie fila annoverano ormai vescovi e cardinali che si sono formati sulle peggiori dottrine moderniste, abbiano al momento quasi il sopravvento sul Corpo della Chiesa. Nel clero abbondano sacerdoti mal formati, non preparati adeguatamente, liturgicamente sciatti, spesso irriguardosi verso i sacri misteri, capaci di trasformare le sacre liturgie nei loro show personali. Tutto questo fa soffrire profondamente i nostri buoni fedeli che grazie a Dio hanno sempre il senso del sacro e che vogliono vivere adoranti i sacri misteri. L’operazione di questi ideologi para-cattolici o pseudo-cattolici, ancor più che subdola è di fatto luciferina: far credere ai fedeli smarriti o in preda a comprensibile scoramento che l’origine di questi mali risiede nella riforma liturgica, nella Sacrosanctum Concilium, anzi peggio … risiede proprio nel Concilio intero, ed a dimostrazione di ciò eccoli servire al pubblico in modo totalmente de-contestualizzato e per questo disonesto la «Relazione Bacci-Ottaviani».

Da questo pericoloso spirito che ribadisco essere in sé e di per sé luciferino, noi intendiamo tutelare i nostri fedeli fin troppo sconcertati da teologi modernisti, da vescovi filo-modernisti, da preti che all’altare si comportano come saltimbanchi; perché la soluzione non è quella prospettata da certe agenzie stampa ormai specializzate in Liturgia&Sodomia. Infatti queste persone, lungi dall’offrire una soluzione vera e autenticamente cattolica, inducono a cadere nell’errore del male peggiore, non nel male minore rappresentato dai siti porno per gatti, che comunque non vanno visitati perché ciò è molto male. Prendere quindi per buoni certi articoli offerti da questi siti, riviste telematiche e agenzie stampa anti-conciliariste e anti-bergogliane, vuol dire cadere moralmente nel male peggiore, ed i nostri fedeli da questo vanno protetti.

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[1] ς, termine derivante da ς “sotto” e ς “stare”, che per i filosofi neoplatonici e per Plotino è la generazione gerarchica delle diverse dimensioni della realtà appartenenti alla stessa sostanza divina, la quale crea ogni cosa per emanazione. Nel Cristianesimo il processo di ipostasi è relativo all’unione dei principi divini e umani, l’incarnazione del divino rappresentata dal Cristo o semplicemente il processo attraverso il quale dal concetto assoluto di Dio si fa derivare necessariamente la sua esistenza sostanziale. Il Concilio di Calcedonia del 451 definirà il dogma di fede sancendo che per opera dello Spirito Santo si compie il mistero della “unione ipostatica” della natura divina e della natura umana, della divinità e dell’umanità nell’unica persona del Verbo-Figlio: Gesù il Cristo.

[2] Cf Somma di Teologia, III, q. 27, artt. 1-6.

[3] Vedere gli spunti di riflessione «La Beata Vergine di San Tommaso d’Aquino», di Cristoforo Charamsa, Roma 2009 [testo QUI]

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2 thoughts on “il Cogitatorium di Ipazia – Avanti popolo alla Riscossa …

  1. leggo qui: come Tommaso d’Aquino riguardo l’Immacolata Concezione.
    Non concordo molto su questa ossessione che san Tommaso fosse contro o contrario all’Immacolata fin dalla sua concezione. Santa Caterina, discepola di San Tommaso fin nelle midolla, nel commentare la Passione di Gesù, scrive: ” Ragionevole cosa era che, come cosa sua, Ella si dolesse, perché Egli, l’Amato Figliuolo aveva tratto da Lei quella carne immacolata“, e non esprime qui già quello che era teologicamente assunto da tutta la Chiesa riguardo ad una concezione ampia sull’Immacolata stessa? La carne immacolata assunta dal Figlio era della Madre….
    San Tommaso non era contro l’immacolatezza di Maria fin dal suo concepimento, ma molto più semplicemente non era stato commissionato a questo fine, di fatto non scrisse proprio nulla contro l’immacolata. Gli si attribuisce che “fosse contrario”, ma sulla base di cosa poi non lo si capisce, perchè non fu e non era un compito suo. E non poteva diventare ciò che è diventato se in cuor suo, pur nulla scrivendo, fosse stato contrario al puro concepimento della Madre di Colui del quale ha scritto le espressioni più angeliche che conosciamo…

    1. Cara Caterina.

      In nessuna parte dell’articolo è stato scritto ed affermato che San Tommaso era “contro” l’Immacolata Concezione, si fa solo riferimento – e con tutto il dovuto rigore storico e teologico – a coloro che si “opposero nelle fasi degli studi preliminari”.

      Chiarisco meglio il tutto con un esempio di “opposizione” nell’ambito delle disputazioni o degli studi preliminari: il Patriarca di Venezia, Card. Albino Luciani, futuro Giovanni Paolo I, non era favorevole a quelli che in seguito saranno i contenuti della Humanae Vitae. Appena però Paolo VI si pronunciò e stabilì una precisa disciplina della Chiesa in materia, lui convocò il suo clero e disse: “Molti di voi sanno quello che io pensavo durante le fasi dei dibattiti in materia, ma adesso le discussioni ed i dibattiti sono finiti, il Sommo Pontefice si è espresso con una Enciclica e ciò che lui ha stabilito è dottrina vincolante della Chiesa”.

      La teologia dogmatica è una materia complessa verso la quale non si può avere un approccio di tipo “devozionale” o “catechistico”, perché fare o speculare in teologia dogmatica è altra cosa e richiede altri presupposti, altrimenti può accadere, come in questo caso, che si prendano due parole, si fraintendano, non si legga di rigore quello che è stato scritto – seppure in modo chiaro, preciso e documentato – ed infine si risponda nel merito di ciò che non è stato affermato.

      Nell’articolo è stata riportata fedelmente tradotta in italiano (visto che molti lettori non conoscono il latino) la testuale espressione che racchiude il concetto di San Tommaso, esattamente questa sotto:

      […] Il futuro doctor angelicus considerava la Beata Vergine risplendente di santità, però non contemplava la Immacolata Concezione, bensì ch’ella fosse stata purificata dal peccato originale dopo l’infusione dell’anima. Perche se la Beata Vergine «fosse stata concepita senza il peccato originale, non avrebbe avuto bisogno della redenzione di Cristo, e così Cristo non sarebbe il redentore universale degli uomini: il che pregiudica la sua dignità» [Somma di Teologia, III, q. 27, artt. 1-6].

      Attenzione, perché il concetto di “purificazione” dal peccato originale, avvenuta “dopo l’infusione dell’anima“, richiede una ulteriore precisazione. San Tommaso segue infatti la teoria aristotelica (Libro della generazione degli animali, II, III, 736a35), da lui espressamente citata (Summa Theologiae, III, 33, ob. 3), secondo la quale “in tempi successivi il corpo viene formato e preparato a ricevere l’anima”. Per cui la materia del corpo viene umanamente animata – riceve cioè l’anima umana – non nell’istante della concezione, ma attorno al 40° giorno dalla concezione. Dapprima abbiamo infatti la realtà vivente – il vivum -, poi la realtà animale – l’animal -, e infine la realtà umana – l’homo – (ivi), che “assorbe”, include e “oltrepassa” le precedenti (ivi, I, 118, 2, 2m)”.
      Posta quindi questa concezione tommasiana, affermare che la Beata Vergine sarebbe stata “liberata” dal peccato originale dopo la infusione dell’anima, implica affermare che ciò sarebbe avvenuto attorno al 40° giorno di vita.

      Il fatto che in passato, i teologi domenicani, furono avversi a quella che poi diverrà verità di fede e dogma proclamato, non lo dico io, lo dice la storia; una storia che non può essere certo cancellata attraverso una frase devozionale di Santa Caterina da Siena citata fuori luogo nel preciso e specifico contesto storico-dogmatico al quale questo articolo si attiene con scrupolo e chiarezza.
      In fondo a questo scritto è stato anche riportato in allegato il testo dello studio di un filosofo tomista e teologo dogmatico, mons. Cristoforo Charamsa, che è un devotissimo mariano ed un tomista a tutto tondo; invito a leggerlo perché è davvero illuminante.

      Inizialmente San Tommaso, nella sua “fase giovanile” era favorevole alla dottrina della Immacolata concezione della Beata Vergine, quando però diversi teologi presero ad affermare che la Vergine Maria non sarebbe stata redenta da Cristo, egli “rabbrividì” e reagì negando la sua esenzione dal peccato originale; e questo è un fatto storico e teologico-speculativo documentato, non invece come tu dici una “ossessione”.
      Con la ineccepibile logica speculativa filosofico-teologica propria di San Tommaso che proprio per essa divenne il grande che tutt’oggi è, il doctor angelicus si rifece a San Paolo che afferma come nel peccato di Adamo tutti hanno peccato e pertanto tutti hanno avuto bisogno della redenzione di Cristo: «Per la disubbidienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori» (Rm 5,19). E ancora; «Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato» (Rm 5,12).

      L’Aquinate affermò dunque che Maria, subito dopo il suo concepimento, ricevette una straordinaria santificazione nella sua anima, che cancellò il peccato originale.
      Le fonti storiche domenicane riportano che verso il termine della sua vita San Tommaso, durante una predicazione che tenne a Napoli, retrocesse dalla propria posizione e tornò a fare propria quella che invece aveva maturato nel suo periodo giovanile.

      Non fu l’unico San Tommaso d’Aquino, devotissimo della Vergine Maria, perché anche altri santi altrettanto devotissimi negarono la sua Immacolata Concezione: San Bernardo di Chiaravalle e Sant’Alberto Magno, anch’essi dottori della Chiesa.
      Sant’Anselmo d’Aosta, al quale in buona sostanza si rifà l’Aquinate, sosteneva che la Beata Vergine era stata come tutti concepita col peccato originale dal quale fu anticipatamente redenta da Cristo prima della sua nascita. La tesi della “redenzione anticipata” viene assunta anche nelle speculazioni di Bernardo di Chiaravalle, di Alessandro di Hales, di Bonaventura di Bagnoregio, oltre ai già citati Alberto Magno e San Bernardo di Chiaravalle.

      La Chiesa ha tenuto in somma considerazione il pensiero dell’Aquinate al punto che nella definizione del dogma della Immacolata Concezione, avvenuta sotto il pontificato del Beato Pio IX, è stato scritto a chiare lettere che «Maria, in previsione dei meriti di Cristo, è stata redenta in singolare modo». In altre parole: per la Beata Vergine Maria è stata attuata una pre-redenzione, ossia è stata preservata dal peccato originale sin dal primo istante del suo concepimento: sine labe originali Concepta (concepita senza peccato originale).

      Questa è la dottrina dogmatica della Chiesa, maturata dopo molti secoli, perché solo nel 1854 fu proclamato il dogma della Immacolata Concezione che come tale stabilì una verità di fede che chiuse, da quel momento in poi, tutte le legittime e doverose discussioni teologiche in materia avvenute in precedenza.

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