– Allarme gaymafia – Il Cardinale Attilio Nicora è al corrente che l’Università Maria Santissima Assunta (LUMSA) si è portata all’interno le gaie corde con le quali a breve noi cattolici saremo impiccati da genderisti e gay militanti ? – (trilogia: articolo n. 3)

– ALLARME GAYMAFIA – IL CARDINALE ATTILIO NICORA È AL CORRENTE CHE L’UNIVERSITÀ MARIA SANTISSIMA ASSUNTA (LUMSA) SI È PORTATA ALL’INTERNO LE GAIE CORDE CON LE QUALI A BREVE NOI CATTOLICI SAREMO IMPICCATI DA GENDERISTI E MILITANTI GAY DIRETTAMENTE DENTRO CASA NOSTRA ?

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Svelare l’arcano di Simone Alliva che ad appena 22 anni comincia a firmare articoli su L’Espresso in felice coppia con un potente militante gay all’epoca già dirigente nazionale dell’Arcigay, è stato facile come svelare il segreto di Pulcinella: il suo mecenate è Tommaso Cerno, che de L’Espresso oggi è il direttore. Tommaso Cerno è un’altro militante gay che su questo settimanale approva e passa gli articoli e i servizi che parlano delle più “immani sporcizie” della Chiesa Cattolica, inclusi intrallazzi, sistemazioni di amici degli amici e spirito clientelare che tanto scandalizza l’agire “irreprensibile” di questi Moralisti Gay, ormai da tempo al di sopra del bene e del male.

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Autore Padre Ariel
Autore
Ariel S. Levi di Gualdo

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Per comprendere questo articolo è utile prendere visione dei due precedenti: QUI e QUI

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Alliva Lumsa
Simone Alliva, pagina della Redazione della rivista on-line Lumsa News [vedere QUI], autore di decine di articoli pubblicati su L’Espresso in difesa della cultura del gender, dell’omosessualismo radicale, del matrimonio gay, delle adozioni dei bambini alle coppie gay. Svolge il master in giornalismo presso l’università cattolica Maria Santissima Assunta, che gli ha dato anche una borsa di studio.

Il 3 novembre 2016 l’accademico pontificio Giovanni Cavalcoli OP è esposto alla gogna mediatica dopo una catechesi tenuta a Radio Maria sul mistero del peccato originale [cf. Gen 3,1-24]. A innescare la polemica il settimanale L’Espresso [cf. QUI]. Giovanni Cavalcoli è accusato d’aver affermato che il terremoto che aveva colpito le zone dell’Italia centrale era dovuto a un castigo di Dio per la legge sulle unioni civili. Come ci affrettammo a spiegare, egli non aveva affermato questo, si trattava solo di una maliziosa estrapolazione fatta sul contesto dottrinale di quel discorso radiofonico articolato tra le domande degli ascoltatori e le risposte date a braccio dal teologo.

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espresso aborto
storica copertina di cattivo gusto de L’Espresso a favore dell’aborto

Il 7 novembre 2016 pubblicai sull’Isola di Patmos un articolo indirizzato al Segretario di Stato, al Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, al Maestro generale dell’Ordine dei Frati Predicatori [cf. QUI] supplicandoli di non cadere in questa trappola architettata dalla cupola di Gay Nostra, come invece avevano fatto subito alcuni improvvidi prelati, a partire dal numero due della Segreteria di Stato, S.E. Mons. Angelo Becciu, che ricorse persino all’eresia di Marcione ― la cosiddetta eresia marcionita ―, per smentire Giovanni Cavalcoli [cf. QUI, QUI]. Poco dopo segue un altro mio articolo di chiarimento [cf. QUI]. Dopo la pubblicazione del primo dei miei articoli, diverse riviste, blog e siti cattolici, a partire da La Nuova Bussola Quotidiana [cf. QUI], cominciano anch’essi a diffondere ciò che di evidente io riportai da subito: il caso Cavalcoli era tutto un cinguettio partito dalla voliera delle cocorite gay.

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espresso preti pedofili
L’Espresso e le tragedie mutate in scandalismi anticlericali …

Da anni L’Espresso lancia contro la Chiesa Cattolica le più subdole campagne basate perlopiù su scandali veri o presunti legati sempre e di rigore a sesso e soldi. Da alcuni anni a questa parte L’Espresso ha alzato il suo livello di anticlericalismo, ma soprattutto di anti-cattolicesimo. Ciò che però quest’organo di stampa ormai invaso al proprio interno dai picciotti di Gay Nostra mira davvero a distruggere, sono i fondamenti della morale cattolica, a partire dalla sessualità umana e dal concetto stesso di famiglia. I servizi de L’Espresso contro la Chiesa Cattolica non sono mirati né al giornalismo d’inchiesta né alla ricerca della verità, sono mossi di prassi e rigore da un sinuoso spirito denigratorio e distruttivo fomentato perlopiù dai picciotti di Gay Nostra che spadroneggiano all’interno della sua redazione.

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Questo “salto di qualità” è avvenuto da quando è stato nominato direttore de L’Espresso Tommaso Cerno, ex dirigente nazionale dell’Arcigay [cf. QUI].

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A questo punto è utile e sana lezione di coerenza richiamare alla mente delle persone i toni di scandalo con i quali questo settimanale della sinistra radical chic inveiva contro l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, sia alludendo alle ragazze di bell’aspetto fisico da lui inserite nello staff di Forza Italia, sia alle feste private a base di donne presso la sua villa privata di Arcore [cf. QUI, QUI, ecc..]. E come ben possiamo capire, per i Gay Moralisti ciò non solo è male, ma è terrificante. Vogliamo scherzare? Un Primo ministro donnaiolo al quale piacciono le donne giovani e belle, costituisce di per sé tale materia di reato da invocare per lui finanche l’ergastolo.

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espresso monsignore spa
… sicuramente, la grande recessione economica, è stata causata dai quattro spiccioli conservati alla Banca Vaticana, il cui fondo è inferiore ai depositi di un singolo conto corrente presso le banche di certi paradisi fiscali …

Detto questo ci tengo a premettere che nel far uso del paradigma di Silvio Berlusconi testé riportato, reo di essere un donnaiolo, io sono al di sopra di ogni possibile sospetto, perché come cittadino della Repubblica Italiana non ho mai dato il voto né a lui né a Forza Italia. E come non ho mai votato questo donnaiolo, non ho mai votato neppure i beniamini dei vari omaioli del Gruppo Moralisti Gay che urlano come illibate vergini scandalizzate dalle colonne de L’Espresso per le condotte da donnaiolo di Silvio Berlusconi.

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Il doloroso episodio di Giovanni Cavalcoli fu aggravato dal fatto che non pochi alti prelati caddero come pere dall’albero della più alta superficialità, senza prima verificare con debita prudenza da quale luciferino motore a scoppio il tutto fosse stato generato, sino a lanciarsi come S.E. Angelo Becciu [cf. QUI] in improvvide dichiarazioni a caldo, seguito da S.E. Mons. Nunzio Galantino, che con inquietante ignoranza teologica accusava l’insigne teologo domenicano di … «paganesimo senza limiti» [cf. QUI]. Questo stillicidio, consumatosi per la incontenibile gioia delle cocorite gay, ha indotto noi de L’Isola di Patmos che ci occupiamo di teologia e non di giornalismo d’inchiesta, ad indagare anzitutto su Simone Alliva, gay militante favorevole a ogni genere di aborto, di eutanasia, di matrimoni tra coppie dello stesso sesso, dell’aberrante “diritto” della adozione dei bambini dati alle coppie gay, o alla loro più aberrante ancòra “fabbricazione” attraverso uteri in affitto e via dicendo.

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espresso vaticano da dieci miliardi
moralizziamo il Vaticano, potrebbero pensarci i grandi Moralisti Gay

Ribadisco: Simone Alliva è libero di essere a favore di tutto ciò che di più aberrante possa insidiarsi a mio cattolico parere nel genere umano per la somma e irreparabile distruzione del genere umano stesso, ma io resto altrettanto libero e tutelato dalla legge che consente a tutti i cittadini ― me incluso ― il diritto alla libertà di pensiero, parola ed espressione, quindi di affermare in tal senso che questi soggetti sono per me i peggiori diffusori della cultura della morte spacciata in modo diabolico come cultura della “vera vita”, del “vero amore” e della “vera libertà”.

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In discussione, non sono i diritti garantiti a Simone Alliva dalla Costituzione della Repubblica Italiana; oggetto della mia discussione è la gaymafia che impone i propri picciotti in tutte le più delicate stanze dei bottoni, seguita dalla gaystapo che sotto pretesti di falsa tutela delle diversità e del diritto da me mai negato alle libere scelte sessuali degli adulti consenzienti, mira a chiudere la bocca in modo coercitivo a chiunque osi non pensarla come i sommi sacerdoti del dogma del gender.

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espresso bertone
campagne di moralizzazione de L’Espresso …

Procedendo di questo passo, a breve noi sacerdoti saremo passibili di arresto e condanna per aver data lettura e spiegazione al Popolo di Dio della Lettera indirizzata dal Beato Apostolo Paolo agli abitanti di Corinto: «Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti […] erediteranno il Regno di Dio» [cf. I Cor 6,9]. E semmai interverrà S.E. Mons. Nunzio Galantino per smentire a suon di accuse di paganesimo sia il Beato Apostolo Paolo, sia noi che prendiamo per buone le sue parole.

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Faccio pertanto notare due cose fondamentali: il giovane Simone Alliva, ormai nota penna de L’Espresso, sul quale scrive quasi ed esclusivamente di mondo gay e di gender, comincia la propria carriera all’interno di questo colosso editoriale ad appena 22 anni. Tutti sappiamo che L’Espresso e Panorama sono i due grandi settimanali italiani di proprietà dei due più grandi Gruppi editoriali del nostro Paese. E sappiamo pure come funziona questo nostro Paese, più o meno così: se oggi, un giovane col talento giornalistico di Indro Montanelli, si presentasse alla redazione de L’Espresso, non riuscirebbe a superare neppure lo sbarramento dell’usciere del palazzo, che non lo farebbe andare oltre la portineria. Detto questo proseguo affermando che Simone Alliva è un giornalista di lodevole mediocrità, lungi dall’avere il talento e l’originalità di un Montanelli. La mia domanda sorge quindi legittima: chi gli ha concessa la grazia, poco più che adolescente, di firmare articoli sul più grande settimanale italiano che in modo a tratti feroce si occupa anche dei vizi e delle corruttele patrimoniali e sessuali dei membri di Santa Romana Chiesa? [cf. QUI, QUI, QUI, ecc..]. In Italia ci sono giornalisti di autentico talento che superati abbondantemente i quarant’anni scrivono sempre su testate regionali-nazionali, perché nessuno, malgrado le loro oggettive capacità, gli ha aperto le porte dei grandi quotidiani nazionali, meno che mai del grande settimanale L’Espresso.

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espresso tommaso cerno vita gay
Tommaso Cerno direttore de L’Espresso, ci delizia raccontandoci la sua vita gay [articolo QUI]

Svelare l’arcano di Simone Alliva che ad appena 22 anni comincia a firmare articoli su L’Espresso in felice coppia con un potente militante gay all’epoca già dirigente nazionale dell’Arcigay [cf. QUI], è stato facile come svelare il segreto di Pulcinella: il suo mecenate è Tommaso Cerno, che de L’Espresso oggi è il direttore. Tommaso Cerno è un’altro militante gay che su questo settimanale approva e passa gli articoli e i servizi che parlano delle più “immani sporcizie” della Chiesa Cattolica, inclusi intrallazzi, sistemazioni di amici degli amici e spirito clientelare che tanto scandalizza l’agire “irreprensibile” di questi Moralisti Gay, ormai da tempo al di sopra del bene e del male.

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espresso berlusconi
Silvio Berlusconi, eterosessuale e donnaiolo, grande scandalo per i moralizzatori de L’Espresso

Svelato il segreto di Pulcinella, desidero mettere in luce l’ipocrisia di certi soggetti: se Silvio Berlusconi favoriva donne-vamp e belle ragazze nelle sue aziende private o per la candidatura nelle liste di Forza Italia, per tutta risposta le numerose prefiche gay sul libro paga de L’Espresso si stracciavano le vesti al grido di meretricio berlusconiano! Se però Tommaso Cerno sistema poco più che adolescente uno dei suoi ragazzotti gay a L’Espresso, questo non è meretricio gay, è cosa veramente buona e giusta. Anzi, se qualcuno osasse proferire gemito e dire che uno più uno dà come risultato due, i Moralisti Gay possono rispondere con la chiamata alle armi affermando che secondo la “scienza” del gender ― che come sappiamo è al di sopra di ogni dogma di fede ― il risultato di questa somma non è affatto due ma tre. Semmai rendendo passibili di denunce per omofobia e discriminazione chiunque abbia osato alludere al fatto che forse, nella redazione de L’Espresso, si entra anche per meriti di intima conoscenza con il potente gay di turno, cosa questa da non confondere però col meretricio, perché il meretricio è solo quello di Silvio Berlusconi, colpevole di farsela con le donne anziché con i ragazzotti gay.

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espresso italia anti gay
L’Espresso, il pianto dei “poveri perseguitati” …

Quanto sin qui esposto, sinceramente non è cosa di mio interesse, perché mai metterò in discussione i gusti sessuali e la militanza gay di Simone Alliva e del suo protettore Tommaso Cerno, che a partire dalla tenera età di 22 anni ha messo davanti a questo giovane una carriera fatta, finita e rifinita. E se l’uno e l’altro, sommando assieme centimetro dietro centimetro tutte le membra vive dei corpi di Adamo dei quali hanno beneficiato, potessero fare con la somma del risultato il giro del mondo per due volte ed anche in meno di ottanta giorni [cf. QUI], questo rimane ed è totalmente affar loro, perchè sono infatti loro, i grandi Moralisti Gay, a investire l’umanità intera con giudizi morali, io non giudico le abitudini sessuali né degli eterosessuali né degli omosessuali. Ma se gli uni o gli altri me lo domandano, allora rispondo in modo chiaro, preciso e deciso che l’adulterio è un peccato mortale, la sodomia è un abominio contro natura. Ma senza impedire agli uni di essere adulteri e agli altri di essere sodomiti.

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La cosa cambia quando però Simone Alliva, militante gay e sprezzante ogni basilare principio della morale cattolica ― che ripeto è libero di sprezzare ― con epica incoerenza, dopo essersi dichiarato pubblicamente ateo e laicista, va a fare il master in giornalismo dietro le mura del Vaticano presso l’università cattolica privata Maria Santissima Assunta, istituzione fondata da una religiosa [cf. QUI], benedetta dai Sommi Pontefici [cf. QUI], gestita tutt’oggi da una congregazione di suore [cf. QUI]. Ma soprattutto istituzione che offre da sempre garanzia, ai genitori cattolici, non solo di una educazione umanistica, scientifica e professionale, ma anche la salvaguardia e la trasmissione dei valori cristiani ai loro figli. E come ho scritto nei miei precedenti articoli [cf. QUI, QUI], sappiamo bene che molti genitori, per garantire questo genere di formazione ai figli all’interno di una università privata cattolica, non hanno esitato a chiedere mutui alle banche ed a fare enormi sacrifici.

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Simone Alliva, militante gay nelle più radicali sfere del gender, ateo dichiarato e laicista, non solo è ammesso in questa istituzione cattolica, ma dalla stessa beneficiato anche di borsa di studio, a fronte di un master in giornalismo che i genitori di altri studenti hanno pagato al prezzo non indifferente di 20.000 euro. Master che molti di loro si attaccheranno al muro e che di tanto in tanto si rimireranno ricordandosi quant’è costato ai loro genitori, mentre sottopagati e forse anche frustrati scriveranno articoli di cronaca su qualche giornale regionale o faranno i telegiornalisti in qualche televisione locale, non avendo sulla testa il gaio ombrello di protezione del direttore de L’Espresso e presidente emerito dell’Arcigay nazionale.

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E qui mi sorge un’altra domanda: quanti sono i membri di Gay Nostra che si sono piazzati sia nel corpo docente sia nella amministrazione della università  cattolica Maria Santissima Assunta ?

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Due sono dunque le domande che vorrei rivolgere all’Eminentissimo Cardinale Presidente del Consiglio di amministrazione di questa università cattolica:

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1. La Lumsa, Libera Università Maria Santissima Assunta, è sempre una università cattolica, oppure va considerata una istituzione accademica ultra laica che ammette al proprio interno i gay ed i genderisti militanti, dando ad essi anche borse di studio ?

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2. Agendo a questo modo ― come sapientemente mi faceva notare in un suo pubblico commento un confratello sacerdote ― non ci stiamo forse mettendo in casa le corde con le quali a breve saremo impiccati dai militanti gay e dai genderisti radicali ?

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espresso la banca di Dio
in questo “illuminante” articolo Tommaso Cerno, el moralizador, ci parla degli intrallazzi economici della banca vaticana [cf. QUI]

Non tema lo Messer Cardinal Presidente di dover dare altre spiegazioni, perché a queste due domande basta un solo “si” o “no”. Conosco bene lo stile di linguaggio che si chiama cardinalese e che da sempre è peggiore del politichese dei vecchi politici dell’Italietta democristiana degli anni Cinquanta del Novecento:  «Vedi .. bisogna capire le situazioni, i contesti, le opportunità diplomatiche, i delicati equilibri …».

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È vero. Se però Cristo Dio avesse parlato in cardinalese e prestato attenzione a «situazioni, contesti, opportunità diplomatiche, delicati equilibri …», non sarebbe certo morto attaccato a un palo con quattro chiodi.

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Se però il Mistero della Salvezza non si è svolto né ha preso vita per l’umanità attraverso il supremo sacrificio del Cristo sulla croce, bensì attraverso il rispetto di «situazioni, contesti, opportunità diplomatiche, delicati equilibri …», allora sarà bene che qualche Messer Cardinal Presidente ce ne offra dimostrazione teologica, chiarendoci in tal modo che una istituzione cattolica è del tutto legittimata ad ammettere, beneficiare e promuovere al proprio interno con borsa di studio al merito un gay militante ed un genderista a tutto tondo. E questo innocuo e forse anche insignificante giovanotto, altro non è che uno dei pezzi delle varie corde portate al nostro interno e con le quali saremo impiccati direttamente dentro casa nostra, mentre non pochi ingenui e illusi genitori cattolici seguitano a chiedere prestiti e mutui alle banche per mandare i propri figli a studiare presso questa istituzione cattolica intitolata alla Beata Vergine Maria Assunta al cielo.

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dall’Isola di Patmos, 9 febbraio 2017

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cogitare humanum estE SICCOME AL PEGGIO PARE NON ESSERCI FINE, NELLA REDAZIONE DEL MASTER DI GIORNALISMO DELLA “CATTOLICA” LUMSA, ECCO SPUNTARE ANCHE LA PRATICANTE FEMMINISTA PRO-ABORTO, CE NE OFFRE NOTIZIA UN OPEROSO BLOG DI GIOVANI CATTOLICI: COGITARE HUMANUM EST. PER APRIRE L’ARTICOLO CLICCARE SOTTO:

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LUMSA News, giornale o Partito di estrema sinistra?

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Servizio video della redazione Cogitare Humanun Est

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CAMPAGNA D’INFORMAZIONE DE L’ISOLA DI PATMOS PER I GENITORI CATTOLICI 

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LUMSA campagna Isola di Patmos.

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 intitola.

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3 thoughts on “– Allarme gaymafia – Il Cardinale Attilio Nicora è al corrente che l’Università Maria Santissima Assunta (LUMSA) si è portata all’interno le gaie corde con le quali a breve noi cattolici saremo impiccati da genderisti e gay militanti ? – (trilogia: articolo n. 3)

  1. Bravi, andate avanti così, chi si professa cristiano dovrà mostrarlo anche in pratica e non solo a parole.
    Con tutta la stima per padre Cavalcoli, penso che il bersaglio iniziale fosse più ‘grosso’. Se non ricordo male l’accusato iniziale fu il direttore di Radio Maria. Evidentemente questo ‘giornalista’ voleva trovare una scusa per accusare di omofobia una radio che dava fastidio. Purtroppo è riuscito a prendere due piccioni con una fava: ha colpito padre Cavalcoli ed ha zittito su certi argomenti la radio (sul cui comportamento stendiamo un velo pietoso)

  2. “Corruptio optimi pessima”, diceva San Gregorio Magno. Non è questione di moralismo, ma di voler educare l’uomo in senso pieno, di renderlo consapevole della sua grandezza e della sua dignità. Al momento, a questo compito la Chiesa cattolica sembra aver deliberatamente abdicato. Sulle pagine web dell’Isola di Patmos, il Padre Ariel Levi di Gualdo ha riferito in dettaglio del grande ammaloramento della LUMSA, Libera Università Maria Santissima Assunta, in termini di profondo degrado morale che sono stati confermati dai commenti dei lettori che hanno personalmente frequentato quell’Istituto.

    Ma, come ho più volte segnalato, non è solo la LUMSA ad essere andata a male…

    La riflessione mi venuta un po’ lunga, troppo per questo spazio, e quindi, se l’Isola di Patmos acconsente, La invito e vi invito a seguirla sul blog “la filosofia della TAV” (cliccare QUI)

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